Triplo salto mortale

Resto sempre estasiato da quelli che saltano sul carro del vincitore, in particolare da chi riesce a farlo con leggiadria spudorata, con una nonchalance impudente. Te li ritrovi lì e ti fanno credere che ci sono sempre stati. Sono maestri di trasformismo, bipolari dell’accattonaggio, artisti della piroetta. Per molti è sopravvivenza, posso capirlo, ma alcuni proprio li detesto e sono quelli che massacrano lo sconfitto, quelli che fino a ieri erano pronti a immolarsi per lui ed oggi lo disconoscono, lo criticano senza pietà, lo offendono e lo deridono. Parafrasando Kurt Vonnegut: per favore, un po’ meno viscidume e un po’ più di dignità.

Torniamo alle cose serie

Archiviata l’elezione del nuovo sindaco, si ritorni a parlare dei temi importanti, si ritorni a parlare di Premio Tiche!

La Poesia Pitacorica in concorso:

 

Pioggia che cadi acida sulla città d’amare,

avvolgi quel semaforo intelligente che regola senza regole

il caos di un mattino di giugno.

Lo strillare impunito dei clacson impazziti si fa canto soave e s’addensa

e accompagna l’attesa incompiuta del verde contemplare di luci.

Solo una mano può metterci in salvo,

solo la tua, Vigile Urbano. 

È arrivato il momento di lasciare quel bar.

Il ballottaggio

Carissimo,

io voterò per l’altro candidato, manco a dirlo, ma ti faccio un grande in bocca al lupo per tutto. Non ti conosco ma sei stato una scoperta e una fonte d’ispirazione. Entrambi intuiamo che questo è l’ultimo messaggio che mi invii e la cosa un po’ mi dispiace, ma la vita scorre impetuosa e ci mette di fronte sempre nuove situazioni, amici, sostenitori, punteggiature e consecutio. Chissà, magari un giorno ci ritroveremo tuttinsieme.

Ci sarai sempre ed io per te. EW Siracusa.

Akradina differenzia

Prima di tutto vennero a portarci il mastello dell’umido e i sacchi della plastica e fui contento. Poi mi dissero di leggere un libretto che spiegava come differenziare le varie tipologie di rifiuti e io non lo feci perché, chi spacchiu m’antaressa a mia. Poi portarono i carrellati condominiali e li misero davanti alla scala A e non dissi niente perché Iaia e Cugno, che abitano lì, mi erano fastidiosi. Un giorno vennero a prendersi i cassonetti e a protestare eravamo rimasti solo io e u viddumaru ambulante dell’angolo.