Il Rogito – Diario del nanno col giubbotto blu

16 maggio 2020

Ieri il Nanno col giubbotto blu è passato sotto casa intento a fare telefonate, Ninni, dietro di lui, gli passava di volta in volta un telefono diverso e diceva cose tipo: “chiddu ra casa ra via Bainsizza.”, oppure “chiddu ro basso ra via Umpria”. Una telefonata dopo l’altra. Poi, ad un certo punto, passandogli l’ennesima chiamata ha detto: “u notaro Fassapella.”. “Rammi ca!”, ha fatto il nanno strappandogli il telefono dalle mani. “Pronto Gianni – ha detto all’apparecchio – se, se… comu rici tu… se, se, propria… ahahaha, no, no… se, se… a quali abbtabblità mi sta ciccannu?… chi sacciu iu… tu mettici ca ci su tutti i catti, spacchiò t’antaressa…. se, se… no, no, non ci abbabbiari… no ammia… no manco a Sivvana… se, chista a n’testamo a Jonatha e Hilary, i me niputi… ok, ok… se, apposto… ni viremu lunetì.  Dopo aver chiuso la telefonata il nanno si è voltato verso di me per salutarmi e ha detto: “Sono gionni infennali… ma chistu è u mumento pi fari affari immobbiliari.”. “Ah!” ho esclamato stupito “effettivamente leggevo che i prezzi sono destinati a scendere e…”. “I cristiani su disperati – ha detto il nanno – ci levi a casa cu du liri.”. “Francamente le speculazioni non mi sono mai piaciute.”, gli ho risposto serio. “Nun fare sa facci… aanti, gli affari su affari – ha detto di rimando – non è ca stamu iennu a rubbare… paiamu…”. “Va be – ho fatto io – lasciamo perdere, cambiamo argomento… piuttosto ‘sta detrazione fiscale del 110% è ottima per ristrutturare e…”. “Nonzi – ha detto il nanno – a quali detrazione fiscale, iu risutto nullatenente… senza na lira.”. “Scusi – ho chiesto – ma allora come fa a comprare immobili?”. “Come fazzu… ca fazzu! Tu consitera che pigghiu a pensione ri cittatinanza, a pensione d’invalitità, u reddito ri cittatinanza ri Sivvana, u stipendio di Sivvana ca fa manichiur e perichiur case case e pigghia bonu; a percentuale ro bar e do tabbacchino ca n’accattammu quacchi cinc’anni fa; i soddi re case c’avemu affittate a Buggata e chiddi ra villa alle Fisci…”. “Cioè lei mi vuole far credere che ha anche un’abitazione alle isole Fiji?”, ho chiesto stupito. “Docu… Fisci, Mollucche… mu scoddu sempre… all’Arenella va.”. “Ovviamente tutto in nero…”, ho detto sarcastico. “Tutto in nero.”, ha confermato il nanno. “Ma perchè? – ho chiesto contrito – proprio lei si lamentava degli ospedali che non funzionano, ma lo sa che le tasse che non paga…” “Aspetta, femmiti. Ta fazzu iu na domanna… a picchi stu Statu e u Comuni m’ana scassare a minchia ammia, ciccannumi soddi? Mu sa riri? Aanti, pensici e poi m’arrispunni…. ora lassimi iri… salutamo”. “Salutiamo.” ho detto sommessamente. “Ninni, nun fari u gnorri, saluta macari tu – ha detto il nanno – pezzo ri porco e maralucato.”. 

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