Andiamo a Berlino, andiamo a Berlino, andiamo a Berlino

Ferla è un piccolo borgo sui Monti Iblei, i miei nonni materni sono nati lì ma io non c’ero mai stato prima. Ho cominciato a frequentarla negli ultimi anni, quando per la prima volta mi parlarono di un giovane Sindaco che stava tentando di rimetterla in sesto dai disastri delle amministrazioni precedenti. Quel sindaco è poi diventato un caro amico, è stato il mio testimone di nozze e grazie a lui ho scoperto un pezzo delle mie radici e una comunità sorprendente di persone. Con il suo impegno, con la sua idea di politica come servizio alla comunità, con la sua visione nitida di un futuro sostenibile e solidale, Michelangelo Giansiracusa ha dato vita ad una vera e propria rivoluzione culturale che è sotto gli occhi di tutti e che è diventata esempio da seguire per gli amministratori di tutta Italia.

Adesso Ferla, uno dei comuni più piccoli di una provincia depressa di una Sicilia martoriata e desolante, vola a Berlino perchè in lizza – insieme a Milano e Verona – per un importante riconoscimento assegnato da un istituto europeo di politica e innovazione sociale. Non è un riconoscimento da poco perchè oggi, in epoca di social e di tweet, laddove amministrazioni più grandi e prosperose inciampano grossolane e partiti e movimenti si affidano ormai solo ai meme più impietosi, un progetto di comunicazione diretta tra cittadini e istituzione è un raggio di sole che illumina questi tempi bui e foschi. 

Fenomenologia di Michelangelo Giansiracusa

Ne ho viste cose che voi elettori non potreste immaginarvi: ho visto il sindaco di Ferla potare sterpaglie ai lati di una strada provinciale; l’ho visto intrattenere delegazioni scandinave; l’ho visto, frattazzo in mano, sistemare muri diroccati; l’ho visto mascherato da drago dei Flintstones, condurre una brigata di bambini e danzare per strada al carnevale estivo tipo Rio; l’ho visto raccogliere e trasportare nella sua auto piena fino 12036467_10208272478363097_1193329810197302650_n-2ad esplodere, indumenti per l’emergenza migranti del 2013; l’ho visto correre come un pazzo in stato di trance agitando frasche infuocate dietro una statua di Cristo; l’ho visto commuoversi al mio matrimonio quando firmava il registro; l’ho visto spalare fango dopo la rottura di una tubatura gigantesca e l’ho visto intervenire in Università per parlare del modello Ferla. Ma soprattutto l’ho visto amministrare egregiamente il suo Paese e farlo letteralmente rinascere. Coinvolgere i cittadini, motivarli, farli sentire parte attiva di una comunità. Sarò di parte ma i risultati di Michelangelo e della sua Giunta sono evidentissimi. Con il suo impegno, con la sua idea di politica come servizio alla comunità, con la sua visione nitida di un futuro sostenibile e solidale, in soli 5 anni ha dato vita ad una vera e propria rivoluzione culturale che è sotto gli occhi di tutti e che è diventata esempio da seguire per gli altri amministratori, perché anche in questo clima di antipolitica, l’onestà, la competenza e l’impegno di Michelangelo sono esemplari e mi spingono a credere che niente è perduto.