Il danno

Io lo ammetto, sono in difficoltà e non riesco ad affrontare l’argomento senza imbarazzo, voglio dire, sono anche uno che viaggia, che ha frequentato ambienti artistici e libertini ma questa cosa continua a bloccarmi. Sto parlando dell’eventualità di cacare a casa degli altri. Come comportarsi? Che fare? Io ho fatto una scelta, un voto, un fioretto: astinenza totale. Certo, quando sono ospite per giorni a casa di qualcuno la cosa cambia, diventa inevitabile e legittimo, ma si può dire la stessa cosa per chi decide di cacare fuori mentre è andato a guardare la partita, a fare un aperitivo o una riunione di lavoro? Io preferirei morire piuttosto, vivrei la cosa con un disagio spaventoso, mi sentirei gli occhi di tutti puntati addosso, ogni secondo in più chiuso in quel bagno, sarebbe per me una terribile agonia e un bombardamento di domande scomode: cosa staranno pensando gli altri? Si sono accorti che manco da troppo tempo? Qualcuno sospetta qualcosa? Invece ci sono quelli che ostentano serenità e tranquillità. Sono lì a chiacchierare, a bere un calice di vino, commentano la review del var o il piano di comunicazione e poi si allontanano con discrezione e tu mai e poi mai potresti sospettare che quello sta andando a cacare. Alcuni lo chiedono pure: “scusa, il bagno?”. E tu ingenuamente, anziché dire: “è rotto, mi dispiace.”, o “In questa casa non c’è!”, manco ci pensi e glielo indichi e quello entra, chiude la porta e caca, d’emblée. La cosa che mi fa impazzire è che non lo fa con senso di colpa, non c’è imbarazzato nel suo intento, non cerca di fare presto, non apre e chiude la finestra come un forsennato per fare entrare aria fresca, no, manco per niente, quello caca, e poi torna tra gli altri e si accomoda al suo posto, come se nulla fosse e io, un po’ li invidio: questa serenità, questa sicurezza, questa voglia di vivere declinata a 360 gradi. Donatella dice che sono esagerato e che, sebbene in linea di principio anche lei non utilizzerebbe un bagno altrui, non si possono mai sapere le vicende della vita, un malore, una indigestione, una emozione troppo forte e che l’ospitalità è un sentimento antico e nobile che va alimentato e io sono d’accordo, ci tengo ai miei ospiti e voglio che siano a loro agio in qualsiasi situazione. “È una questione di rispetto reciproco” dice Donatella e come darle torto? Però, se a fine serata trovi una poderosa frenata sulla tazza, una cosa che manco gli zingari che ti vengono a svaligiare casa, ma scusa, cosa dovresti pensare?