Il nipote di Che Guevara asserragliato sugli Iblei

Prima l’attacco alla fazenda “Damma” poi la ritirata a causa della presenza di un traditore nel gruppo. Il nipote di Che Guevara, Martin Guevara Duarte, sarebbe nascosto insieme ai suoi uomini nei pressi della pineta di Buccheri, circondato da due reparti di centocinquantunisti della forestale. Secondo le indiscrezioni di Radio Rebelde Ibleo, il rivoluzionario argentino avrebbe preso contatti con il Sindaco di Ferla, Michelangelo El Loco Giansiracusa, per pianificare una fuga attraverso Pantalica con l’obiettivo di evitare le imboscate delle truppe del generale Pippo Gianni Bautista, sparpagliate tra Priolo e Pedagaggi. Una volta giunti a Sortino, i fuggiaschi saranno costretti a dividersi: gli uomini della colonna saranno affidati al colonnello della resistenza Turi Raiti della Sierra e nascosti nella zona del Biviere; Guevara, ed i suoi luogotenenti, verranno presi in carico da Cafeo Cienfeugos, muniti di passaporti diplomatici falsi e fatti salire a bordo di un pullman Scionti per Agnone Bagni per poi essere spostati – a dorso di mulo – in una località segreta in zona Vaccarizzo.

 

Fenomenologia di Michelangelo Giansiracusa

Ne ho viste cose che voi elettori non potreste immaginarvi: ho visto il sindaco di Ferla potare sterpaglie ai lati di una strada provinciale; l’ho visto intrattenere delegazioni scandinave; l’ho visto, frattazzo in mano, sistemare muri diroccati; l’ho visto mascherato da drago dei Flintstones, condurre una brigata di bambini e danzare per strada al carnevale estivo tipo Rio; l’ho visto raccogliere e trasportare nella sua auto piena fino 12036467_10208272478363097_1193329810197302650_n-2ad esplodere, indumenti per l’emergenza migranti del 2013; l’ho visto correre come un pazzo in stato di trance agitando frasche infuocate dietro una statua di Cristo; l’ho visto commuoversi al mio matrimonio quando firmava il registro; l’ho visto spalare fango dopo la rottura di una tubatura gigantesca e l’ho visto intervenire in Università per parlare del modello Ferla. Ma soprattutto l’ho visto amministrare egregiamente il suo Paese e farlo letteralmente rinascere. Coinvolgere i cittadini, motivarli, farli sentire parte attiva di una comunità. Sarò di parte ma i risultati di Michelangelo e della sua Giunta sono evidentissimi. Con il suo impegno, con la sua idea di politica come servizio alla comunità, con la sua visione nitida di un futuro sostenibile e solidale, in soli 5 anni ha dato vita ad una vera e propria rivoluzione culturale che è sotto gli occhi di tutti e che è diventata esempio da seguire per gli altri amministratori, perché anche in questo clima di antipolitica, l’onestà, la competenza e l’impegno di Michelangelo sono esemplari e mi spingono a credere che niente è perduto.