Avvistamenti

– Ouh talè, talè, chissu è Cecchipavone…

– Ma quale?

– Chissu… Cecchipavone!

– E cu u canusci?

– Avà mpare, Cecchipavone!

– Ma cchi fa a televisione?

– Minchia! Chiddu ri Quack…

Dolce & Gabbana a Siracusa: party, location e tutto quello che c’è da sapere

Siracusa è in spasmodica attesa della settimana di eventi targati Dolce & Gabbana. Défilé, vernissage, haute couture, eventi blindatissimi per un pubblico di ospiti internazionali che dovrebbe comprendere anche personaggi del calibro di Leonardo Di Caprio, Sharon Stone, Tanino Firenze e Monica Bellucci. Gli ospiti si sposteranno da un evento all’altro a bordo di caratteristici Api calessino, per garantire ciò, l’Amministrazione ha portato il numero delle licenze da 20 a 650.

A fare da cornice ai meravigliosi abiti della casa di moda, lo splendore del Castello Maniace, l’incanto del Parco archeologico della Neapolis e poi ancora il Minareto, il ristorante la Trota, e Nuccio.

Trapelato il menù di una delle cene da mille e una notte, un trionfo di eccellenze e di sperimentazioni culinarie che vanno dal cacocciolo passatempo alla cipudda di Giarratana; dallo zuccherino di Paceco allo sgombro sbirro. Non mancherà la tradizione con il cavallo, il cosciotto, la vaddostana, lo sbizzero e un buffet pantagruelico dedicato a tutte le sfumature di sassaemayonese preparate sul momento da chef stellati.

Intanto, circolano i primi rumors sul party finale che dovrebbe tenersi da Zio Agatino.  I più informati parlano di un live esclusivissimo di J-Lo e Beyonce che duetteranno con il giovane Ancelo, il ragazzo prodigio di viale Tunisi capace di coprire sei ottave con la voce e di scandire “Avanti Insieme” coi rutti.

Gli ospiti Vip della maison dovrebbero alloggiare su alcuni yacht ormeggiati alla Marina di Siracusa, tra questi anche Stefano Gabbana e Domenico Dolce che attraccheranno il loro “Regina d’Italia” proprio a fianco di “Fratelli d’Italia, lo yacht dei Cannata. Altri ospiti avrebbero invece optato per delle sistemazioni in villetta in zona Tivoli.

La sicurezza prima di tutto

– … E quinti, viremu stu ristorante novo… minchia! Ma quanti copetti fai ca fora, 500?

– Ti piace? Bello ha venuto!

– Mi piace assai. Macari st’entrata… cu tutta sta pettra…

Pettra!?!? Viri ca chistu è muru vincolato ro seisciento! Ch’appi a mettere quacche faretto picchì i cristiani s’asturrubbavano re scale…. 

Povera Ztl, ma lasciatela in pace…

Passano gli anni ma la storia non cambia e la città arranca sotto il peso di decisioni confuse e incoerenti. Ovunque nel mondo i centri storici delle città sono off limits, in molte città l’accesso è addirittura consentito esclusivamente a pagamento, qui da noi no, è l’esatto contrario. Basta che qualche esercente alzi un po’ la voce, basta qualche commento sopra le righe sugli orari di una Ztl che stava ridando un po’ di ossigeno – nel vero senso della parola – all’isola di Ortigia invasa dalle auto, che l’Amministrazione torna immediatamente sui suoi passi. Di solito questo genere di modifiche arrivavano quasi al termine della stagione estiva, quando molti siracusani, stanchi di poter lasciare l’auto in divieto in corso Matteotti o alla Fonte Aretusa solo la mattina e il primo pomeriggio, cominciavano a lagnarsi e ottenevano in premio quello che volevano, stavolta invece arriva con larghissimo anticipo sui tempi.

“Il settore Mobilità – si legge in una note dell’ufficio stampa del Comune di Siracusa – con apposita Ordinanza, ha disposto la parziale modifica agli orari di applicazione della ZTL, legata alla necessità di rendere meno difficoltoso l’accesso ad uffici e servizi in Ortigia. In particolare fino al prossimo 30 settembre sarà così regolamentata: dal lunedì al venerdì e prefestivi, dalle 19 alle 2 del giorno successivo; il sabato dalle 17 alle 2 del giorno successivo; nei festivi dalle 10 alle 2 del giorno successivo”.

Ora quali siano gli uffici aperti fino alle 19 ed i servizi che non possano essere fruiti e raggiunti a piedi o con le navette è francamente un mistero. Inspiegabile è anche la scelta di consentire l’ingresso di auto nel cuore del centro storico senza che queste possano poi parcheggiare, dato che la stragrande maggioranza degli stalli è riservato a residenti, hotel e api calessino. Ma allora qual è il senso di questa modifica se non quello di assicurare per una misera ora in più, un fiume di auto lasciate in seconda fila, di fianco alla Fontana di Diana o sul quelle rarissime strisce pedonali che ancora si intravedono sull’asfalto?

Articolo pubblicato su www.tamtamtv.it

Movide e Movide

Ci risiamo e come ogni anno, dopo le prime, ovvie, lamentele dei residenti di Ortigia e degli albergatori che vedono i turisti, giorno dopo giorno, abbandonare le loro strutture ricettive per il troppo frastuono, per il rumore, per il caos che satura ogni scorcio e ogni pietra del centro storico, arriva l’ordinanza del Sindaco che illude tutti per qualche giorno spingendoci a credere che finalmente il problema verrà risolto.

Purtroppo, sappiamo già che non cambierà nulla e che tutto continuerà a funzionare esattamente come adesso: nell’anarchia più totale, senza senso civico, senza un barlume di speranza, senza controlli, che ormai lo sanno tutti, la Polizia Municipale è sotto organico.

Sulla carta l’ordinanza del sindaco è ineccepibile, si richiama perfino al protocollo “Legalità vs Illegalità” sottoscritto da tutti i sindaci della provincia, dalla Prefettura, Questura, Carabinieri, Guardia di Finanza e dalle associazioni datoriali, ma in pratica si trasformerà nell’ennesimo, inconsistente buco nell’acqua. Anche perché si tende con troppa facilità a mescolare fenomeni molto diversi tra loro. Da un lato la violenza, la rissa, che è un evento a sé stante che va contrastato in emergenza, dall’altro, la gestione della movida, che di emergenziale non ha proprio nulla e che andrebbe governata con un progetto lungimirante e con la partecipazione attiva di tutti i soggetti coinvolti.

L’ordinanza prevede il divieto assoluto di somministrazione di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione ai minori di anni 18; il divieto di vendita al dettaglio per asporto di bevande alcoliche e superalcoliche dalle ore 24:00 alle 07:00 e il divieto – sempre nella stessa fascia oraria – di consumare all’esterno dei locali bevande di qualsiasi tipo in contenitori in vetro. Ora a parte il fatto che la legge vieta già la somministrazione di alcool ai minori (sotto i 16 è un reato, dai 16 ai 18 un illecito amministrativo punibile con sanzione pecuniaria) ma per quale motivo uno non si possa bere una birra, in silenzio, senza disturbare nessuno, seduto su una panchina e invece lo possa fare tra i confini liquidi e astratti di un gigantesco dehors con la musica a tutto volume, è francamente un mistero.

Ecco la musica, forse il nodo della questione è proprio questo. L’ordinanza prevede il divieto, in tutti i locali pubblici diversi dalle discoteche, di organizzare intrattenimenti musicali o, comunque, attività rumorose oltre le ore 01:30 e già questo fa storcere il naso perché in tutte le città civili quel limite lì è fissato alle 24:00, tranne per specifici casi autorizzati preventivamente. Ma a dirla tutta il problema più grande non sarebbe nemmeno l’orario in sé, ma i volumi atroci, anche alle 22:00. Musiche e frequenze di bassi che si infilano sotto le porte, che perforano doppi e tripli vetri, che rimbombano nelle case e avvelenano la vita di chi quella sera vorrebbe leggere un libro, pensare, vedere un film, pregare, piangere e invece non può farlo.

Ci sarebbe il discorso della zonizzazione acustica, uno strumento fondamentale di cui le città e le regioni dovevano dotarsi per fare chiarezza sulla questione. Da altre parti l’hanno fatto e questi luoghi sono sempre ai primi posti nelle classifiche di qualità della vita, da noi no, e il risultato e sotto gli occhi di tutti. Insomma per farla breve, in un centro storico come quello di Siracusa, il limite notturno (che significa dopo le 22:00) di immissioni sonore non dovrebbe superare i 45 decibel, fate un po’ voi. Se poi ogni bar, ogni negozio che vende artigianato locale, la sera si mette a vendere da bere, tira fuori le casse e mette musica è evidente che qualcosa proprio non funziona.

Autorizzazioni, controlli e piani di sviluppo innovativi, sono questi gli ingredienti che possono mettere d’accordo tutti. Stop alla contrapposizione, sì al dialogo. Nessuno vuole vietare la movida, nessuno minimizza l’impatto che può avere sull’economia della città, ma allo stesso tempo il divertimento di qualcuno non può impedire la quiete di altri. In molte città in giro per il mondo è nata la figura del sindaco della notte. Una figura istituzionale, più spesso un vero e proprio team che raccoglie impressioni, media tra le parti, ascolta e non cala ordinanze dall’alto che scontentano tutti, ma propone buone pratiche e progetta soluzioni innovative per la città. Ha iniziato New York con l’Office of Nightlife e poi è stata seguita a ruota da Amsterdam, Berlino col il suo Nachtbürgermeister, Parigi, e il Night Czar di Londra e poi sono mosse le città più piccole, invece in Italia siamo ancora fermi al palo, senza capire che con le decisioni di oggi, le amministrazioni contribuiranno a definire l’assetto demografico, urbanistico ed economico delle città di domani. Siracusa saprà raccogliere la sfida? Dalle premesse sembrerebbe proprio di no.

Articolo pubblicato su TamTamtv.it

Destini incrociati

Ieri dal benzinaio una coppia di turisti mi ha chiesto: “Scusi, per Ortigia? Sembravano molto sprovveduti, dei veri allocchi, così ho pensato al pesce andato a male che gli avrebbero somministrato sotto forma di caratteristico coppo e all’olio esausto, ancora lì dall’inaugurazione del 2019, che avrebbero utilizzato per friggerlo. Ho pensato al cannolo scomposto e alla ricotta acida, ho pensato alle notti insonni in un B&B con l’aria condizionata rotta e che confina con un discopub senza autorizzazione che fa musica 24 ore su 24, così ho indicato la direzione opposta e ho detto: “di là”.

Un giorno, forse, mi ringrazieranno.

Strategie

– Gudmorni miste uelcom to meccato di Siracusa!

– Oh, thanks a lot!

– Miste, miste aspè… uer ar iu fromm?

– We’re from Helsingør, Danemark.

– Danimacca? Amleto, Scecspir! Bravo! Ora voi assaggiare nostri cruti! Encioi aur sifud en trink a special sparki uain fo brecchifast!

– We appreciate it… We have already have breakfast but…

– Allora come merenta… uno spuntino?

– Can we have a reservation for 7:00 PM dinner?

– Seeee e setti pm… lassati peddiri…non truvati manca i scocci ro gampero!

“Ogni pappapane è quanto a tia”, Il glossario dei commenti social alla diretta emergenza rifiuti

– Sindaco appoi passaci l’amuchina ne manu ca stana fitennu

– Quante mutte avete fatto? bastaddi

– E spatte fate le multe? bastardi

– l sindaco a ragione io da due setimane cello dentro

– Tenatilla tu a spazzatura ca a casa mia semu 5

– Ma cosa pretenti?

– Spazzatura non la vedi sintaco ammucciati

– Telecamere ci vogliono è qualche sbirro

– Ci sono turisti che vedono ste scene e restano illibati 

– U sarausano e pocco

– Fallo tu uno sfozzo dimettiti

– Ma lo volete spiegare pecche non la state raccogliento

– Lasciatele sul posto fateli fetiri è mandate le multe

– Controlli a tappetto e telecammere

– Devi fare le multe no u show co telefonino bestia

– Forse il signor sindaco si è dimenticata che e da due settimane che nn passa nuddu quindi cetto che trova un mixi nn ti fare bello dopo anni che nn ai fatto nienti 

– Se si chiama indifferenziata ci cafuddo tutti cosi!

– A certo tu manci o ristorante e che spazzatura dei fare ca ce uno ca ti lava i piatti e ti fa i subbizza

– Mi veggogno

– Scusate nn o cpt nnte ma cosa sta dicento?

– Il tuo unico impegno è ottigia…..fatti vedere anche nelle altre zone della città….ca stama fitennu comu u bancu ra tunnina.

– A chi ura passi o viale zecchino?

– Io non pago più la tari ai presente scrivitilla no ghiaccio

– A Ortiggia però i gamioncini passano e vero?

– Alla pizzuta si hanno perso due ansiani in mezzo ai sacchetti salvateli

– Ogni pappapane è quanto a tia!

Festa d’Estate: al via l’Impepata

Siracusa, Festa d’Estate: al via l’Impepata. “Se Noto fa di via Nicolaci un campo di fiori – ha dichiarato Il presidente di Noi ristoratori spudorati – ricopriremo via Pompeo Picherali con le cozze!”. Plauso del sindacato dei pescatori di frodo che sottolinea l’importanza di un’offerta culturale capace di sommare tradizioni, cultura, pirateria e gastronomia. Soddisfazione anche da parte dell’amministrazione comunale: “in epoca di emergenza rifiuti – enfatizzano dal Vermexio – riutilizzare le scorce delle cozze per un’istallazione artistica di livello internazionale che diventa circolo virtuoso di buone pratiche rappresenta un biglietto da visita straordinario per la nostra capitale della cultura dell’impero romano d’occidente di acqua e di luce avanti insieme.”.