Pagghiazzi luddi

Mio nonno Santo era un uomo buono e rispettoso, mai una parola fuori posto, educato e sorridente, aveva capitan-findusun tono di voce sempre pacato. Gran lavoratore, non gli ho mai sentito dire nemmeno una parolaccia. Inspiegabilmente, si trasformava ogni qualvolta in tv passava lo spot dei bastoncini Findus. Siamo negli anni ’80 e il Capitano di allora era un signore anziano e bonario, con una barba bianca paciosa e un sorriso simpatico. Mio nonno andava su tutte le furie. Si conoscevano? C’erano dei trascorsi? Gli doveva del denaro? Non l’ho mai capito e neanche mia nonna, interrogata, ha saputo mai dare una risposta. Lui, mio nonno, appena il Capitan Findus compariva sullo schermo anticipato dal jingle, cominciava a muoversi infastidito sulla poltrona, seguiva sbuffando la scena e poi, indicando il televisore con la mano e scuotendo la testa diceva: Talìa stu pagghiazzu luddu! Poi si ricomponeva e tornava quello di un attimo prima…

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