Un novembre Pitacorico

Gli aforismi Pitacorici

  • Una volta qui era tutto Padula…

  • C’è una sottile linea rossa che lega una buona parte dei ristoratori aretusei: da quelli che eccellono per abnegazione e ricerca sui prodotti del territorio; a quelli improvvisati, con il pesce avariato, i würstel di topo e i funchi in barattolo dalla Romania, per giunta scaduti… entrambi conferiscono fuori orario, rifiuti non differenziati, nei cassonetti del centro storico, nell’assoluto disinteresse di chi dovrebbe vigilare. Ma perchè?

  • Tu esponi il cartello “smart menù” e io rimpiango Bata e la vetrina con le Lumberjack…

  • Se il palo della luce fosse caduto in Corso Umberto, con tutte le auto in seconda e terza fila, sarebbe stata una strage!!!

Anniversari

  • Siracusa come Berlino. Si celebra il terzo anniversario della caduta del ponte dei Calafatari! Cerimonia solenne a Palazzo Vermexio. Un plotone scelto di Consiglieri Comunali sparerà tre raffiche di gettoni di presenza in aria. Per l’occasione è prevista la presenza di Capi di Stato esteri, dei rappresentanti della “Confcavallo”, dei “Posteggiatori abusivi riuniti” e dei consoli firmatari de “La Grande Intesa”.

  • Un busto bronzeo posizionato nel foyer del Teatro Comunale di Siracusa per celebrare il primo anniversario della prematura scomparsa di Odoacre De Grittis, il tenore novantatreenne deceduto lo scorso anno a Roma. Il maestro De Grittis non si era mai esibito su un palcoscenico per colpa di un contratto firmato nel 1957 che lo legava in esclusiva al Teatro Comunale di Siracusa!!!

Premio Tiche – La poesia Pitacorica

  • Pioggia che cadi acida sulla città d’amare,

    avvolgi quel semaforo intelligente che regola senza regole

    il caos di un mattino di novembre.

    Lo strillare impunito dei clacson impazziti si fa canto soave e s’addensa

    e accompagna l’attesa incompiuta del verde contemplare di luci.

    Solo una mano può metterci in salvo, solo la tua, Vigile Urbano. È arrivato il momento di lasciare quel bar.

Scandalo Tari

  • Come al solito, i primi a indignarsi per la tari maggiorata, sono quelli che non l’hanno pagata mai!!!

Classifiche

  • Assenteismo dei dipendenti dagli uffici comunali, bene Siracusa che occupa il 92° posto…

    – G5

    – Acqua

    – H3

    – Colpito Incrociatore

  • Colpaccio Siracusa che scala 4 posizioni nella classifica della qualità della vita e si piazza al 105 posto… e ancora non hanno allestito il presepe subacqueo del ponte umbertino e l’albero di natale in Pvc!!!

  • A differenza di quella di Italia Oggi, la classifica del Sole 24 Ore ha tenuto conto del presepe subacqueo, dell’albero di natale in tetrapak e della possibilità di comprare ricci di mare e pescato di frodo anche durante il fermo biologico, piazzando Siracusa all’88esimo e facendole scalare ben 10 posizioni!!!

Una Ztl inquieta

  • Ztl si ricambia!!! Finalmente, nei giorni feriali dopo le 20:00, sarà consentito entrare in Ortigia e parcheggiare in divieto di sosta in Corso Matteotti, Piazza Archimede e alla “Fontana” come già vergognosamente concesso durante il giorno!!!

    Le altre città si muovono dinamiche verso il futuro, mentre noi, restiamo fermi in coda al passeggio Adorno o parcheggiati con le quattro frecce in corso Matteotti, aspettando che qualcuno che amiamo esca da Zara…

Toto Assessori Regionali

  • Sorpresi a rubare rame… possibile ingresso in Giunta regionale!

  • Dopo il successo cinematografico di “Marziano ed i ribelli del pianeta Avviso 8, arriva sugli schermi la nuova saga interstellare sul governo regionale!

Fischia cazzo, fischia

Un Vigile urbano senza fischietto è come una carne di cavallo senza sbizzero. Il Vigile urbano senza fischietto manca di autorità e rinuncia alla sua arma migliore concorrendo al decadimento della società. Spending review, noia, muddura? Il perché i vigili di Siracusa non lo utilizzino resta un mistero. Per me il fischietto è l’accessorio irrinunciabile: più della divisa, più della paletta, esso è capace di dirimere controversie automobilistiche, di segnalare tutto e il contrario di tutto, di terrorizzare l’automobilista indisciplinato e svegliare dal torpore quello rincoglionito. Il fischietto ha un potere immenso e mi meraviglio come ai tempi d’oro, la Marvel non ci abbia costruito sopra un personaggio, un supereroe della municipale. Oggi con tutta probabilità ne avremmo un film con Matthew McConaughey. Vi sembra una follia? Per me non lo è. Quei segnali sonori, sanciscono ontologicamente il limite invalicabile tra lecito e illecito, tra civiltà e barbarie, tra bene e male. Quel fischio spalanca gli occhi del mondo sulla tua infrazione, ti espone a pubblico ludibrio, ma il suo potere deterrente genera anche un’importante tensione emotiva e sociale.

Io credo che il bello delle infrazioni sia farla franca, rischiare. Il brivido della trasgressione, l’adrenalina del parcheggio senza pagare, il brusco risveglio mattutino con la consapevolezza di avere lasciato la macchina sul marciapiede, hanno senso solo se sono mosse della grande partita a scacchi con l’establishment. Se invece tutto rimane impunito, se non c’è un fischio inesorabile e pronto a rimarcare le regole, a che serve infrangerle? È solo inutile caos. Le città dinamiche vivono questa dicotomia, Siracusa no.

Stamattina erano in due, a piedi, e risalivano con lentezza esasperante una centralissima via della città. Arrivati alla prima auto parcheggiata in divieto di fermata, si sono separati: il primo ha iniziato a esaminarne il muso; l’altro si è concentrato sul retro. Questa immagine mi ha riportato alla mente una scena del film Il Caso Moro, quando i Carabinieri, allertati da una chiamata anonima, scrutano guardinghi e si muovono intorno alla Renault 4 che conteneva il cadavere del Segretario della DC. Quella in divieto nel Corso non è una Renault 4 con dentro il corpo senza vita di qualcuno ma, con tutta probabilità, solo l’auto di un torpo che ha scientemente deciso di parcheggiare in divieto per prendere un caffè, controllare le pagelle della Juve sulla Gazzetta e al massimo, tentare il colpo della vita con un cartoncino Dado Matto. Trascorrono minuti interminabili senza che nessuno dei due prenda l’iniziativa. Il proprietario dell’auto, che dalla vetrina si è accorto della presenza dei vigili, esce dal bar con passo andante, in mano, l’ultimo boccone di raviola alla ricotta che trangugia bofonchiando scuse e lasciando cadere per terra il fazzolettino di carta che la conteneva, sale in macchina e si dilegua. I due vigili non emettono suono, né un rimprovero, né un avvertimento, niente. Si limitano a scuotere la testa e fare cenni con le mani come a dire, ma guarda questi cittadini indisciplinati che non rispettano il codice della strada, ma come dobbiamo fare? Con molti negozi ancora chiusi, la strada è ancora lontana dal livello standard d’inciviltà che la contraddistingue, i vigili s’incamminano verso la piazza, passo dopo passo, con cadenza esasperante, come una processione laica e molto sofferta. Un’enorme Suv sfreccia lasciandosi dietro una nuvola grigio-nera di gas di scarico che sembra sentenziare beffarda, della revisione me ne fotto. L’auto si affianca al ciglio destro della strada, il proprietario scende lesto, apre il bagagliaio e ne tira fuori due sacchetti neri della spazzatura e un vecchio aspirapolvere. Attraversa la strada e li conferisce illegalmente nel cassonetto dell’indifferenziata posto all’imbocco di un vicolo laterale. Il rumore delle bottiglie di vetro rimbomba nell’aria ancora tiepida di novembre, mentre l’aspirapolvere – scagliato dentro il cassonetto con una mossa tipo judo – sembra non emettere suono. Fischia cazzo fischia, penso o forse addirittura pronuncio ad alta voce, dato che uno dei vigili si volta di scatto verso di me. Sono sorpreso, mi preoccupo un po’, vuoi vedere che ora se la prendono con me? Mi riprendo e faccio cenno con la mano indicando l’uomo – che nel frattempo stava risalendo in macchina – come a dire, ma è possibile? Fate qualcosa. Il vigile mi guarda, annuisce con il capo e spalanca le braccia, capisco che non c’è modo di intervenire. Il collega accanto a lui non si è accorto di nulla.