La seconta ontata

– Buongionno… preco…

– Buongiorno, vorrei due calamari… belli freschi però… questi sono pescati all’amo?

– Ha visto che sta tonnnanto in tutto il monto la seconta ontata? Lei non si scanta di stu Coronavirus?

– Certo! però… perché, è nei calamari?

– No, però se non si vole fare veniri nenti, si deve manciare ippesce azzurro.

– …

– Col pesce azzurro u Coronavirus si po ghiri a’mucciari picchì l’organismo è tutto fottificato.

– E quindi che mi consiglia?

– Ca scompro o masculino… co limuni i supra però!

– Va bene, mi dia mezzo chilo di masculino…

– Bravo! Se lo fa a cotoletta.

– Grazie.

 

Assempramenti

“U Prefetto e u Sintaco Italia avrebbero a risolvere i pobblemi veri e no che li devono creare.”. Parole di fuoco quelle del comitato Stutenti Siracusani Pella Movita, dopo la presa di posizione delle istituzioni sugli assembramenti e sul mancato utilizzo della mascherina. “A noi, i rappresentanti dei Stutenti pella movita, sta cosa non ci piace che secondo i Prefetto e macari seconto u Sintaco ci stiamo tutti impicchiati. Non e vero, queste sono accuse intecenti, accussì, senza prove, senza nenti. Sta cosa che ora, dopo che ci ata costretto a loctaun, a du misi di quarantena, non ci possiamo bere manco un coctel colla comitiva perchè questa e dittatura. Cioè prima non poteumu manco nesciri cche mutura ho ca zita e ora ca u virus sta morento, perchè non c’è ne Coviddi, ci tite che dovessimo essere responzabili è fosse macari stare ai casi? Ma state abbabbianto? Pecchè u prefetto non pensa a chiddi ca fano a rapina o delinguono e pecchè il sintaco non pensa ha puliziare a città e assistimari i strate anzicche farisi i seffi cu Docce e Gabbana? Noi giovani havemu u diritto di fare buddello proprio picchi semu giovani e ha scola pi stannu e finita e cosa dovessimo fare in una città ca e un paisazzu? Nenti! ma quacche cosa ama a fari e quinti ve la dovete assuppare e starivi muti picchì chista e demograzia!”.

Festa grande in città

Comune di Siracusa, Noi Albergatori e Assopanini celebrano il secondo anniversario dell’istallazione di “Cavallo Corinzio e Sbizzero”, la scultura entrata nel cuore di tutti i siracusani. Per la critica, l’opera, la cui poetica mette in relazione cultura e sviluppo economico, vuole simbolicamente rappresentare il trait d’union tra mito e sassaemayoness.

Turismo Forzato

– Sì pronto, buongionno era pe dalle la confemma pella stanza bed e brecchiifast lito ti Noto… Confemma?

– No, guardi, deve aver sbagliato numero.

– Non è il 339…

– No.

– Ma lei è la signora Rinaddi?

– Evidentemente no…

– Me la può passare un minutino?

– No aspetti, forse non  ha capito: ha sbagliato numero! 

– E ora io comu fazzu per il bed e brecchiifast?

– Non so come aiutarla, non ha una e-mail, un altro contatto?

– Me figghia si scuddò tutti cosi.

– MI dispiace, vedrà che sicuramente si farà viva la signora Rinaldi…

– Se… ma a lei non ci interesserebbe per il weekent di ferracosto una stanza bed e brecchiifast lito ti Noto?

– Guardi sono onorato ma no, non mi interessa.

– Si fa u bellu bagnu…

– Davvero, no.

– Ammira le bellezze del parocco!

– Grazie, ma no.

– Si mancia la granita di mantola!

– La prego, basta, ho detto no.

– Va be’, ma se conosce qualcuno che ci interessa mi fa chiamare?

– Senz’altro, arrivederci.

– Aspittassi, allora mi rassi u nome, così intanto ci prenoto la stanza.

– Ma a chi?

– Ai suoi amici.

– …

– Pronto?

– Si scusi, eccomi, metta Rinaddi, due adulti e un bambino. Il numero è 349…

– Peffetto allora li chiamo pe confemma, grazie.

– A lei.

 

Lavoro Agile

– Buongiorno, chiamavo per conoscere l’esito della mia pratica…

– Non me ne occupo io.

– Ma scusi, no sa nemmeno chi sono, come fa a dirlo?

– Perchè qua siamo tutti Smatt Uocchi

– E quindi?

– Mantasse una mail.

– Ho già mandato una Pec diciotto giorni fa.

– I Pecchi alcuni collechi non ci arrivano.

– Ma è assurdo! E quindi che devo fare?

– Ommai se ne palla dopo l’estate!

 

Il danno

Io lo ammetto, sono in difficoltà e non riesco ad affrontare l’argomento senza imbarazzo, voglio dire, sono anche uno che viaggia, che ha frequentato ambienti artistici e libertini ma questa cosa continua a bloccarmi. Sto parlando dell’eventualità di cacare a casa degli altri. Come comportarsi? Che fare? Io ho fatto una scelta, un voto, un fioretto: astinenza totale. Certo, quando sono ospite per giorni a casa di qualcuno la cosa cambia, diventa inevitabile e legittimo, ma si può dire la stessa cosa per chi decide di cacare fuori mentre è andato a guardare la partita, a fare un aperitivo o una riunione di lavoro? Io preferirei morire piuttosto, vivrei la cosa con un disagio spaventoso, mi sentirei gli occhi di tutti puntati addosso, ogni secondo in più chiuso in quel bagno, sarebbe per me una terribile agonia e un bombardamento di domande scomode: cosa staranno pensando gli altri? Si sono accorti che manco da troppo tempo? Qualcuno sospetta qualcosa? Invece ci sono quelli che ostentano serenità e tranquillità. Sono lì a chiacchierare, a bere un calice di vino, commentano la review del var o il piano di comunicazione e poi si allontanano con discrezione e tu mai e poi mai potresti sospettare che quello sta andando a cacare. Alcuni lo chiedono pure: “scusa, il bagno?”. E tu ingenuamente, anziché dire: “è rotto, mi dispiace.”, o “In questa casa non c’è!”, manco ci pensi e glielo indichi e quello entra, chiude la porta e caca, d’emblée. La cosa che mi fa impazzire è che non lo fa con senso di colpa, non c’è imbarazzato nel suo intento, non cerca di fare presto, non apre e chiude la finestra come un forsennato per fare entrare aria fresca, no, manco per niente, quello caca, e poi torna tra gli altri e si accomoda al suo posto, come se nulla fosse e io, un po’ li invidio: questa serenità, questa sicurezza, questa voglia di vivere declinata a 360 gradi. Donatella dice che sono esagerato e che, sebbene in linea di principio anche lei non utilizzerebbe un bagno altrui, non si possono mai sapere le vicende della vita, un malore, una indigestione, una emozione troppo forte e che l’ospitalità è un sentimento antico e nobile che va alimentato e io sono d’accordo, ci tengo ai miei ospiti e voglio che siano a loro agio in qualsiasi situazione. “È una questione di rispetto reciproco” dice Donatella e come darle torto? Però, se a fine serata trovi una poderosa frenata sulla tazza, una cosa che manco gli zingari che ti vengono a svaligiare casa, ma scusa, cosa dovresti pensare?

 

Adieu

Ipermercato Auchan addio! Dopo oltre quindici anni, il colosso francese abbandona Siracusa senza che nessuno abbia mai capito come si pronunciasse veramente e dove andasse l’accento:

– Oscìan,

– Osciàn,

– Auscìan,

– Ausciàn,

– Àucan, 

– Aucàn,

– Òucan,

– Oucàn,

– Àucian,

– Aucìan.

S’accupa

Fotoshoppo a prezzi modici, immagini cruscotto auto aumentando temperature termometro a dismisura. Vuoi sbalordire amici e conoscenti? Vuoi incrementare il numero dei like sui social? Questo è il servizio che fa per te. Con il pacchetto “Copy Plus” avrai in aggiunta frasi ad effetto tipo “Stai murennu“, “Fuso sono“, “Abbampai“ o “Minchia!!!”, in alternativa, testi ironici come: “Mi scuddai u magghiuni a casa” e “Stuta s’aria contizionata“. Non perdere l’occasione!!! Sconto 20% per i possessori di tessera “Porta delle Meraviglie” e “Eccellenze siracusane gold”. Vergognomi assai ma necessito soldi droga.