Presepi Viventi, monta la polemica

Penalizzati dalle regole del DPCM e ignorati dai decreti ristoro. Non si è fatta attendere la sfuriata dei rappresentanti di OPVA, il sindacato operatori e organizzatori presepi viventi amatoriali, che chiedono a gran voce una deroga alle nuove norme restrittive sulle festività natalizie che rischiano di danneggiare pesantemente uno dei comparti più produttivi del Sud Italia e il suo indotto. Fissato per oggi, al MEF, l’incontro per ridiscutere i termini del decreto ristori septies, che al momento prevede aiuti economici soltanto per alcuni personaggi del presepe e lascia fuori i pastorelli, quello della ricotta calda, gli zampognari e la nanna con la cesta di vimini.

Rebus

Nella galassia dei venditori ambulanti di frutta e verdura non ho ancora deciso se ammirare di più quelli che nel giro di qualche anno hanno usucapito un pezzo di strada, sono diventati stanziali e sono passati dal camioncino al prefabbricato con dehors, garage e griglia in pietra per arrostire i peperoni – alla faccia di qualsiasi norma igienica e dei viddumari che ancora pagano l’affitto del basso commerciale – o quelli che preferiscono restare liberi, senza vincoli e parcheggiano il loro mezzo in seconda fila, di sbieco, a spina di pesce e posizionano intorno cartelli che sponsorizzano broccoli, mazzi di spinacia 3 x 2 e sacchi sabbaggi, peri, mandaranci, aranci e sancuinelli e passi che c’è la crisi e che tutti devono lavorare e si chiude un occhio, ma santo cielo, ma perchè in mezzo alla strada? 

Fanalini di coda

Classifica qualità della vita, la provincia di Siracusa perde 4 posizioni e si attesta al 104° posto. Delusione da parte del Comune capoluogo: i parametri di riferimento non hanno tenuto conto del presepe subacqueo, del restauro della carrozza del senato e della possibilità di acquistare ricci di mare e pescato di frodo anche in periodo di fermo biologico.

L’ultimo smacco

Sgarbi vince ancora: la processione di Santa Lucia si terrà a Rovereto. Il simulacro argenteo della  santa patrona è già in viaggio, accompagnato dalla carrozza del senato, da una delegazione di devoti della Deputazione della cappella di Santa Lucia, un plotone di Cavalieri di Malta a cavallo e gli ex onorevoli Vinciullo, Lo Curzio con l’ex consigliere comunale Sorbello che, come tre Re magi, porteranno in dono cuccìa, torrone e giggiulena.  Dopo una prima tappa a Sala Consilina, la carovana si sposterà verso nord attraverso un percorso stabilito che prevede le tappe di Teano Est, Roncobilaccio, Cantagallo e Adige est, prima di giungere nel Comune trentino dove sarà accolta dal tipico urlo “Roveretana Je”. Intanto a Rovereto fervono i preparativi per l’ottava: è  corsa contro il tempo per terminare la costruzione di un nuovo ponte sull’Adige su cui fare transitare il simulacro e permettere a tutti i cittadini di chiedersi: “end’el Santa Lucia?” e di rispondersi: “Al pent!”, in attesa che Ferruccio – il consulente artificiere amatoriale della Mazzarrona, fortemente voluto dal critico d’arte e pagato a peso d’oro dall’intera collettività – dia fuoco alle polveri rompendo il silenzio della notte e illuminando il cielo di giochi pirotecnici senza marchio CE.

 

Dalla parte delle donne

Assopanini e Confcavallo non ci stanno e lanciano la nuova campagna ADV interamente dedicata alle donne. Pronto il tutorial per ordinare in maniera intrigante un cavallo e sbizzero e scegliere i condimenti dalla vetrina senza sbilanciarsi in maniera goffa. La pedana del food truck si trasforma in un palcoscenico, tra schiene inarcate per raggiungere una vaschetta di patatine e ginocchia all’insù mentre si beve un sorso di Dreher dalla bottiglia. Con il tutorial di Assopanini e Convcacallo anche i funchetti e la sassaemayoness diventeranno voluttuosi e piccanti come il più focoso ogghiu re pipi.

 

 

Ossi di seppia e camperetti

Pioggia che cadi acida sulla città d’amare,

avvolgi quel semaforo intelligente che regola senza regole

il caos di un mattino di novembre.

Lo strillare impunito dei clacson impazziti si fa canto soave e s’addensa

e accompagna l’attesa incompiuta del verde contemplare di luci.

Solo una mano può metterci in salvo,

solo la tua, Vigile Urbano. 

È arrivato il momento di lasciare quel bar.

Caravaggio, c’è un piano d’emergenza

Caravaggio, Pronto un piano di emergenza. Non convincono del tutto le rassicurazioni del Prefetto sul rientro del dipinto del Merisi per le celebrazioni della santa patrona. Per ovviare a quella che potrebbe essere una malafiura senza precedenti, Comune e Regione stanziano i fondi per due dipinti da esporre rispettivamente nella Basilica di Santa Lucia e nella chiesa della Badia. Il primo è un omaggio al Giudizio Universale di Michelangelo Buonarroti: un frammento che mostra Dio  proteso a sfiorare con un dito la mano di Vinciullo. Il secondo è l’opera di un giovane artista di Pedagaggi dal titolo “Madonna con bambino, Sant’Andrea, Sant’Anna e il Senatore Lo Curzio”. 

Cichiss

C’è una colonia di gatti che caca davanti al mio portone. Ogni giorno, tre/quattro cacate nuove si sommano e si impastano all’intonaco scozzolato dei vecchi palazzi di Ortigia e del garage abusivo e ormai sanato dal tempo, tirato su da qualche “spittuni” chiudendo uno dei vicoli che da Vittorio Veneto portavano a mare. Non ho una grande passione per i gatti ma li rispetto in quanto esseri viventi, per esempio, ce n’è uno rossiccio con tre zampe, che è sempre sul chi vive, evidentemente si porta ancora dietro lo shock dell’incidente, allora io, quando lo incrocio gli concedo il passo, faccio in modo che non scappi con quel suo incedere caracollante e insicuro e gli lascio il passaggio sul marciapiede o addirittura attraverso, per non recargli alcun disturbo. I gatti della colonia felina sono tutti ben nutriti e ricevono quotidianamente razioni di cibo, croccantini e scatolette. L’anno scorso, uno bianco e nero, doveva essersi in qualche modo affezionato perchè me lo trovavo sempre accanto: dietro l’angolo appena lo giravo, sotto la macchina o davanti al portone. Poi si è scocciato perchè ha scelto un altro angolo e la macchina di qualcun altro, ma del resto, io mi limitavo a sorridergli e poco altro. Comunque, la questione della cacca dei gatti davanti al portone è una bella rogna. Guai a uscire o fare rientro a casa soprappensiero, è un lusso che non possiamo permetterci. Bisogna sempre stare all’erta, controllare ogni singolo passo o farne uno più lungo della gamba. Col passeggino poi, dobbiamo produrci in pericolose evoluzione alla Holer Togni, con passaggi su due ruote o salti alla Bo e Luke di Hazzard. Per ovviare al problema ho comprato una scopa di saggina che lascio nel piccolo androne e quando posso, spazzo lì davanti, ma è solo un palliativo, mi limito a spostare la cacca da A a B, ma il giorno dopo, siamo punto e a capo. La scopa, tra l’altro, se la sono pure fregata, lasciandomi con una sensazione di impotenza e di fastidio.

Anni fa, una volta ogni due mesi circa, passava uno spazzino, arrivava a bordo di una Ape, un moncherino di scopa a mo’ di vessillo faceva capolino da un bidone nero posto sul cassone, lasciava il mezzo in mezzo alla strada e si dirigeva verso il lungomare, si accendeva una sigaretta e se la gustava a profonde boccate, appoggiato alla ringhiera, poi la spegneva e cominciava a spazzare per terra e con mio grade stupore, arrivava fino al mio portone e quando vedeva dei gatti gli gridava: “Cichiss”. Quelli sì che erano bei tempi, quando cinque o sei volte l’anno passava lo spazzino a ripulire ed era come vivere a Merano, a Baden Baden, a Tromsø. Da qualche anno non spazza più nessuno, l’angolo dove è allocato il mio portone è in completo abbandono e tutto il lato sinistro del lungomare è sommerso da cumuli sempre più alti di escrementi di animali, delle vere e proprie collinette di merda compatta, ci sono sacchetti di spazzatura che si decompongono abbandonati tra le auto parcheggiate, carte insivate da arancini troppo unti, cartacce e bicchieri di plastica da cocktail risalenti all’estate passata e lasciati lì dai giovani fruitori del solarium di fronte. Ci sono anche due bottiglie di birra, sono lì da così tanto tempo che gli abbiamo dato dei nomi: Margareth, la Corona con la buccia di limone marcio dentro e Sophie, una Beck’s da 66, mia figlia, ormai le riconosce. Ogni tanto, prima dell’alba, un rumore assordante mi desta dal sonno, è il fracasso del cosiddetto lavaggio strade: un macchinario con due spazzole rotanti avanza lentamente sul lato mare sollevando pruvulazzo, al suo fianco, un uomo munito di cannone soffiatore indirizza tutta la sporcizia  e la merda verso l’altro lato della strada, poi, soddisfatti vanno via.

Sto guardando

Chissà cosa scatta in ognuno di noi quando ci addormentiamo esausti sul divano guardando la tv e allora la persona al nostro fianco prende il telecomando e cambia canale e noi ci svegliamo di soprassalto e indignati e diciamo: “no, che fai, rimetti lì, lo sto guardando” e quella, sconsolata, asseconda la nostra richiesta e allora noi ci riaddormentiamo soddisfatti.