Le dieci cose senza le quali non si dovrebbe vivere n.2

– Gli occhietti neri e vuoti di Speranza

schermata-2017-02-02-alle-07-57-49– Direttiva Bolkestein is the new spread (nessuno l’ha letta veramente)

– I nomi della Direzione nazionale di Sinistra Italiana

– Renzi in California a caccia di idee (aiuto)

– Il super treno HyperLoop vs Freccia del Sud

– La giunta Raggi che attua il programma di Alemanno (famiglia Tredicine, lobby tassisti, discariche Cerroni, stadio Roma)

– Le video ricette con le melanzane su Facebook

– La Ztl spenta e Ortigia vuota

– La scoperta di 7 nuovi pianeti e Ortigia vuota

– Il momento in cui i medici obiettori si alleeranno con i tassisti…

Il Deserto dei Tartarini di Dino Bazzano

I grandi incipit della letteratura Pitacorica

Il Deserto dei Tartarini 

di Dino Bazzano

Nominato Vigile Urbano, Giovanni Drago partì una mattina di settembre dalla Fanusa, dove abitava, per raggiungere Piazzale Sgarlata, sua prima destinazione. Si fece svegliare ch’era ancora notte e vestì per la prima volta la divisa di vigile urbano. Come schermata-2017-02-20-alle-09-35-27 ebbe finito, alla luce di una lampada a neon si guardò nello specchio, ma senza trovare la letizia che aveva sperato. Nella casa c’era un grande silenzio, si udivano solo piccoli rumori da una stanza vicina; sua mamma stava alzandosi per salutarlo. Era quello il giorno atteso da anni, il principio della sua vera vita. Pensava alle giornate squallide alla sala scommesse della Borgata, si ricordò delle amare sere imbottigliato in via Malta quando vedeva fuori dall’auto passare a piedi la gente libera e presumibilmente felice. Ricordò la pena di contare le monete, che sembrava non finissero mai, per pagare il parcheggio del Molo. Adesso era finalmente Vigile Urbano, poteva superare gli ingorghi con la paletta e non pagare il parcheggio, eppure tutto questo era passato. Tutti quei giorni, che gli erano sembrati odiosi, si erano oramai consumati per sempre, formando mesi ed anni che non si sarebbero ripetuti mai. Sì, adesso egli era Vigile Urbano, avrebbe avuto tredici mensilità, le ferie pagate, la malattia, il sindacato, le donne lo avrebbero forse guardato, ma in fondo ‐ si accorse Giovanni Drago ‐ il tempo migliore, la prima giovinezza, era probabilmente finito. […]Perché girava per la camera con inconcludente nervosismo, senza riuscire a trovare l’orologio, lo smartphone d’ordinanza, il berretto, che pure si trovavano al loro giusto posto? Non partiva certo per la guerra! Decine di vigili urbani come lui, avevano prestato servizio a Piazzale Sgarlata per la fiera del mercoledì, come se andassero a una festa. I timori che porta con sé ogni mutamento, la commozione di salutare la mamma, gli riempivano sì l’animo, ma su tutto ciò gravava un insistente pensiero, che non gli riusciva di identificare, come un vago presentimento di cose fatali, quasi egli stesse per cominciare un viaggio senza ritorno…

Picciuttazzi di Pier Paolo Patanè

I grandi incipit della letteratura Pitacorica.

Picciuttazzi

di Pier Paolo Patanè

Era una caldissima giornata di luglio. Savvuccio che doveva farsi la prima comunione e la cresima, s’era alzato già alle cinque; ma mentre scendeva giù per via Dione coi calzoni lunghi grigi lucidi e la camicetta bianca con saetta arancione fluo, piuttosto che un comunicando o un soldato di Gesù pareva un malacarne quando se ne va a ballare alla discoteca…

Salvate il ballerino Sven

Il provincialismo italiano nella sua accezione di sfruttamento intensivo delle idee e delle cose, conduce, volente o nolente, ad odiare ciò che era sembrato degno di nota. Prendete lo spot della Tim, quello con il brano All Night di Pavor Stelar.  La prima versione, quella dove al ballerino si alternano tra gli altri i Blues Brothers e le truppe imperiali di Star Wars e finisce in Cordusio a Milano, io l’ho trovata stupenda e me la sono andata a rivedere in rete diverse volte. Spot ironico, immediato, coinvolgente, divertente. A Siracusa – per lo stesso principio di sfruttamento intensivo – direbbero smart…

chi-e-justsomemotion-1030x467Poi, complice Sanremo, hanno cominciato a propinarcelo in decine di varianti: con Mina che canta; con la voce fuoricampo che entra nel dettaglio delle tariffe e dei Giga e con il ballerino tedesco (Sven Otten si chiama, ma spesso lo trovate con il nick di “Just Some Motion”) costretto a ballare ovunque: sulle scale di casa, in cucina, al cesso, in edicola. Uno strazio, una pena che mi imbarazza e che, al primo sentore di note al pianoforte, mi induce a cambiare canale il più velocemente possibile. Spero vivamente che il contratto di Sven Otten termini presto e che lui possa tornare nella sua civile Germania e rifarsi una vita, perché il passo successivo dopo l’ignobile sfruttamento intensivo del suo neoswing può essere solo quello di diventare un nuovo Jessie Malò

 

I grandi incipit della letteratura Pitacorica – Neapolis Psyscho

Neapolis Psycho

di Bruno Ernesto Bellis

Niente a Senso”, sta scritto scarabocchiato a grandi lettere nere sbiadite su un muro tra la ASL e il Credito Siciliano, nei pressi american-psycho_scalich_04dell’incrocio tra Via Brenta e via Oglio; e l’iscrizione è tanto vistosa che la si legge comodamente dall’interno dell’auto, che avanza a piccoli strappi nel traffico caotico, proveniente da Corso Gelone. Patrizio Belfiore ha fatto appena in tempo a leggerla, quand’ecco che una motoape si affianca all’auto e gli chiude la visuale. L’ape reca sulla fiancata il cartello “la tua invidia è la mia fortuna”. A questo punto, Belfiore – che ha ventisei anni ed è disoccupato – alza il volume della radio che sta trasmettendo una compilation Disco Samba…

I grandi incipit della letteratura Pitacorica – Tenera è la Sorte di Francesco Scotto Finocchiaro

Tenera è la sorte

di Francesco Scotto Finocchiaro

16265577_2203504126542344_2435545543073883100_nSulla bella costa della riviera siracusana, a mezza strada tra Fontane Bianche e il confine con Avola, sorge un bunker diroccato della seconda guerra mondiale. Palme deferenti ne rinfrescano la facciata grigia, e davanti a esso si stende una breve spiaggia tipo Marchesa di Cassibile. Recentemente è diventato un ritrovo estivo di gente importante e alla moda; dieci anni fa, quando il turismo straniero manco ci veniva, era quasi deserto. Ora molte ville vi si raggruppano intorno; ma quando questa storia incomincia, soltanto i tetti di una dozzina di vecchie villette marcivano come carrube in mezzo ai pitosfori ammassati tra il Camping Sabbia d’oro e l’edicola votiva di San Sebastiano in Contrada Gallina, seicento metri più in là…

Le 10 cose senza le quali non si dovrebbe vivere

– Il blog della Costamagna sul Fatto Quotidiano.it

– Le termiti di Villa Reiman

– Gli anni d’oro di Bufardeci

schermata-2017-02-02-alle-07-57-49– L’esasperazione polisemica del concetto di satira attribuita a rutti e piriti. (Vladimir Jankélévitch perdonaci)

– Le concezioni di Ztl dell’Assessore Abela ed il terzo segreto di Fatima

– I rappresentanti di spicco dei movimenti civici d’opposizione che buttano la spazzatura fuori orario… incivili

– La sostituzione stocastica delle consonanti B – P – D – T – nei discorsi di Crocetta

– Gli articoli del filosofo Diego Fusaro e quelli che ci cliccano “mi piace”

– Le liti interne al PD, avvincenti come le puntate della Schiava Isaura, sceneggiate come Jersey Shore (The Situation)

– Uno vale uno e l’indicativo vale il congiuntivo.