Settembre Pitacorico – tutto quello che vi siete persi o avete volutamente ignorato

Aperto per cultura: dopo Siracusa è la volta di Alessandria. Le eccellenze gastronomiche siracusane invadono la cittadina piemontese. In menù: panino maremonti gourmet con cavallo e camperetti su sassaemayoness; pasta con ricci in fermo biologico, gran fritto di scoppolaricchi, pescato di frodo e tortino dolce di calia e simenza. Spazio anche alle peculiarità culturali con le iniziative: rodeo x suv in centro storico, challenge di parcheggio in doppia fila e intership di formazione x posteggiatori abusivi.


Sicurezza sui treni, a Siracusa la campagna di sensibilizzazione di PolFer sul corretto uso del mezzo ferroviario si svolgerà sul trenino su gomma periplo Ortigia.


La pioggia non ferma la cerimonia solenne per il ventennale della scomparsa del trasporto pubblico. Una piazza delle poste con bandiere a mezz’asta sarà lo sfondo per ricordare il trasporto pubblico che fu. Nel corso della cerimonia, alla quale parteciperanno le più alte cariche istituzionali e religiose, il Sindaco Garozzo donerà all’ultracentenario Sig. Giarracà, rappresentante dei pensionati siracusani, una targa commemorativa con l’incisione “Ordunque ciò che sgorgo all’orizzonte non è il numero 2” e riceverà in cambio “Sparatrappo” il leggendario titolo di viaggio stampato nel 1971, utilizzato per trent’anni dai pensionati organizzati e mai obliterato. “Sparatrappo” sarà esposto in una teca accanto alla Carrozza del Senato.


Numeri record a Fontanarossa, agosto 2017 chiude con oltre 1 milione e 15 mila utenti… di questi 872mila sono i parenti dei viaggiatori…


I dialoghi Pitacorici

– Buongiorno mi da un dado matto?

– No signora, ho solo il Miliardario.

– Tutto per tutto?

– No, solo Miliardario

– Doppia Sfida?

– Signora, veramente ho solo Miliardario

– Nemmeno Portafortuna ha?

– No, Signora, mi dispiace

– Allora mi da un Pari e Dispari e un caffè…


– Ci vieni alla sacra tei funchi?

– ma tove?

– sulle Matonie…


Siracusa, Santa Lucia diventa “social”: nasce una pagina per tutte le comunicazioni ufficiali. Il primo tweet: quest’anno vorrei passare dall’Auchan…


Elezioni Regionali, Il deputato Gennuso incontra i suoi elettori e ricorda che si vota barranto il simpolo.


Siracusa, maltempo e disagi: monta la polemica degli studenti!

U sintaco vole teniri i scole apette cu stu malutempu. A noi studenti re scole superiori di Siracusa non ci pono puttare mancu co i pumman. Nessuno a pensato hai pentolari è a tuti quei picciotti che non pono prendere i mutura picchì si assampanano tutti. Strate lachi e piene ti buche ca se ci cari ti struppii tutto. Questa pioggia e da all’erta meteo macari se le strade sarebbero fatte boni. I studenti siracusani vono i propri diritti è semu pronti a protestare e fare buddello e sciopero. Sintaco veggogna chiuri sti scole oppure na dari na ricarica di 10 euro. Ni viremo tutti i studenti o bar a cosso Gelone pi fari a manifestazione. Se scampa a facemu che mutura.

The great grizzly bear swindle

Sebbene alle presidenziali abbiano votato in massa per Trump per esorcizzare non si sa bene quali paure, da quelle parti sono tutti piuttosto socievoli con i turisti. Emigrant nel Montana è un incrocio tra la Highway 89 e Murphy lane, ha una popolazione di 372 abitanti; un saloon; una bakery che la sera fa anche il barbecue; un general store; la pompa di benzina che vende il gallone a 2.3 dollari (praticamente 0.60 euro al litro); l’immancabile Us Post Office, vero baluardo dello Stato federale; una chiesa episcopale e uno sportello bancario. Gli abitanti vivono di agricoltura e di allevamento e in estate, con l’incremento di turisti diretti a Yellowstone, si sono attrezzati con strutture ricettive ricercate e ospitali. Come sia possibile che gli abitanti di questa contea immersa nella natura incontaminata abbiano votato l’unico Presidente a cui di natura, di emissioni inquinanti, di incendi e di riscaldamento globale non interessi nulla, è un mistero. Ho provato a chiederlo a Carol che insieme a Pete, suo marito da 41 anni ed ex allenatore di Wrestling, gestisce il delizioso B&B sul fiume  dove ho passato la notte. Carol mi ha detto tre cose: la prima è che ha votato Trump perché nonostante viva in uno Stato dove si può acquistare una pistola al supermercato, temeva una preoccupante deriva dei costumi come avvenuto a Seattle, dove, con la legalizzazione delle marijuana, stanno morendo tanti bambini. La seconda, di andare a cenare al Follow Yer’ Nose BBQ, ma di stare attento a non parcheggiare davanti alla chiesa nello stallo riservato a Padre Sheldon perché è un tipo fumantino. La terza, di chiedere in giro e di organizzarsi per andare a vedere gli orsi.

Avrei voluto approfondire il rapporto marjiuana – mortalità infantile, ma non possedendo gli strumenti linguistici per affrontare una discussione del genere, ho preferito soprassedere e dirigermi di corsa a cena anche perché a Emigrant nel Montana alle 19:00 chiude tutto.

Il Follow yer’ Nose una cosa sa fare, il barbecue, e lo capisci – come suggerisce il nome – qualche miglio prima di raggiungerlo, dall’odore dell’incredibile nube di fumo che immette nell’atmosfera. Puoi scegliere tra tre portate di maiale (pulled pork; brisket e ribs), una di pollo e un paio di manzo alle quali puoi abbinare quattro salse BBQ fatte in casa e un contorno che otto volte su dieci è di patate, di mais se hai un’indole da conservatore, di insalata verde per tenere a bada la coscienza, se prima di partire eri uno di quelli che diceva, ma sai, sostanzialmente sono ormai un vegetariano. Il tutto innaffiato da quaranta tipi di birra tra cui scegliere. Abbiamo ordinato e ci siamo gustati la cena in veranda sorseggiando una buona Ipa locale, ma non sono riuscito a rilassarmi del tutto. Ogni volta che qualcuno alle mie spalle alzava la voce, pensavo subito, minchia, Padre Sheldon!

Poi tutto è avvenuto in maniera repentina, un momento prima avevo un bicchiere di birra in mano e guardavo Donatella parlare con altre persone al di la dello steccato, il momento dopo ero sul sedile posteriore dell’auto di Stan e Glenda – una coppia di sessantenni della Lousiana – in una carovana di macchine capeggiata da una pseudo guida locale, direzione orsi. Ho cercato di prendere la mia macchina, anche perché temevo che da un momento all’altro potesse tornare Padre Sheldon, trovare il suo posto occupato e piantare un casino, ma la pseudo guida mi ha tranquillizzato dicendomi che Sheldon era già tornato a casa indicandomi un pickup nero della Ford parcheggiato poco più avanti.

Abbiamo seguito una strada sterrata che si arrampicava su una montagna, scambiandoci formalità e complimenti sui rispettivi luoghi di origine mentre, con le stalattiti al naso, cercavamo in tutti i modi di tappare con uno zaino la bocchetta posteriore dell’aria condizionata che buttava fuori aria gelida e inospitale mentre Glenda, davanti, si soffiava con un ventaglio. Raggiunto il luogo prescelto è stato un sollievo uscire dall’auto e riacclimatarsi con i sedici gradi della temperatura esterna. L’atmosfera intorno era carica di elettricità, tutti volevano vedere l’orso tutti erano lì per questo. Le persone hanno cominciato a caricarsi a vicenda, a convincersi, a condizionarsi, un po’ come accade da noi per i miracoli (Padre Pio vs Grizzly Bear).

Funziona così: si raggiunge un punto di osservazione; un tizio con la t-shirt “God forgive us” grida, look, behind the second tree on the right. Il punto da individuare si trova sul lato di una montagna a settecento metri in linea d’aria e l’indicazione è talmente generica da risultare inutile, dato che sul quel crinale ci sono almeno duemila second tree on the right. Tutti puntano il proprio binocolo in quella direzione, il tizio con la t-shirt mistica dice che adesso l’orso si sta spostando dietro una roccia ma che si vedono chiaramente orecchie e muso. Una dopo l’altra le persone cominciano ad esclamare cose tipo: wow, so cute, amazing, incredibile, the dream of my life, in un crescendo wagneriano di impeti ed emozioni. Anche Donatella riesce a scorgerlo, io mi impegno, scruto la montagna palmo a palmo ma niente. Sono l’unico a non vedere niente. Alla fine individuo la roccia, la mia visione è sfocata dalla distanza, ma sono quasi certo che dietro di essa non ci sia nessun orso. Dopo qualche minuto un uomo dal cassone del suo pickup esclama, the elk, on the top of the hill! Tutti ci giriamo a guardare. La collina è senza alberi – penso eccitato tra me e me – questo cervo non me lo faccio scappare. Punto il binocolo, percorro con lo sguardo il crinale avanti e indietro, una, due, tre volte. Intorno a me le stesse manifestazioni di gioia e stupore di prima e io niente. Sono frustrato, il morale è a terra. Poi quello del pickup dice, now is behind the rock. Capisco che ci stanno prendendo per il culo, riconsegno il binocolo e mi godo il tramonto facendomi beffe degli altri.

Tornati al B&B, Carol ci aspetta con una busta di marshmallow, ha accesso il fuoco in riva al fiume, ci invita a goderci la serata e ci lascia soli. Infilziamo un marshmallow ciascuno in due enormi spiedi e lo abbrustoliamo sul fuoco. Non siamo pratici per cui non sappiamo se la cottura del dolce sia corretta, quello che è certo è che i nostri si sono trasformati in due palle infuocate e zuccheratissime. Li assaggiamo e subito ci mettono in imbarazzo perché non sappiamo dove e come disfarcene (a Emigrant faranno la differenziata?). Il fiume scorre placido, la temperatura a valle è accettabile, la luna si riflette sull’acqua prima di nascondersi dietro una nuvola. Donatella cerca di convincermi che l’orso c’era veramente e che lei l’ha visto nitidamente. Io non voglio sentire ragioni, le dico che si è fatta abbindolare anche lei e che è stata protagonista di una gigantesca suggestione collettiva e che secondo me, in questa zona, manco orsi ci sono. Lei ribatte che se sono l’unico a non aver visto nemmeno un animale e che deve essere molto frustrante. Improvvisamente sentiamo dei rumori provenienti dai cespugli alla nostra destra, ci allarmiamo, poi un verso selvaggio e minaccioso, io non ho dubbi: porca troia un orso, scappiamo presto, torniamo dentro.