“Apicentro dice che e stato alla Mazzarrona” – Il glossario dei commenti social al terreemoto

– Anno tremato tutti i mura bumbumbu e u fricorifero 

– Pizzuta fortissimo

– A pachino sussuttorio

– Palazzolo ondulatorio e forte boatto tipo bumma

– Qualcuno sa se c’è n’è sarà un’altro?

– Floridia fotte fotte

– Santa Lucia Immacolata proteccicci

– Terremoto trabballante u divano pareva u takata

– Apicentro dice che e stato alla Mazzarrona 

– 13 dicembre 1990. 8 dicembre 2022.  Soltanto 5 giorni di distacco tra i due terremoti.  Ovviamente qualcuno potrebbe dire: “ma cosa c’entra tutto questo”? La mia risposta è: nulla, non c’entra niente tutto questo. Niente di particolare, ho solo fatto due conti, così, al volo

– Ma quale 4.1 questo è almeno 5,5 ma come minchia li misurano sti scimuniti.

– Coppa del etna

– Al villaggio miano si è sentita più forte di tutti

– Io villagio Miano ma non o sentito niente ma tu preciso dove stai?

– Minchia di cacazzo!

– Io non lo sentita ma i gatti facevano come i pazzi macari Fusina che non si scanta i nenti

– A Cassibile alcuni lanno sentito ma altri no pero

– U divanu faceva zuchiti zuchiti

– Era ovvio io maspittava picchi ce troppo caldo

– Ancora sto tremanto

La banda del buco

C’è un buco enorme nel muraglione del lungomare di levante ed io ci vivo sopra. Il buco, giorno dopo giorno diventa sempre più grande e le mareggiate, il vento e le onde di 6 metri scavano dentro e ne aumentano la profondità. Prima, quando c’erano ancora gli abominevoli resti del solarium “Risossa mare” si poteva andare a vedere e farsi un idea della situazione in costante peggioramento, adesso, ci vuole un drone o una barca, un gommone, un canotto e io non ho né l’uno né gli altri.

Quando esplose la criticità, fu piazzata una lunga striscia di transenne metalliche per non fare parcheggiare le auto e per inibire l’utilizzo del tratto di marciapiede interessato. Si parlò di emergenza, di intervento immediato, di protezioni e genii civili che studiate le carte, le responsabilità ed i piani d’azione, sarebbero intervenuti immantinente. Invece il tempo è passato inesorabile e non è successo nulla e se chiedi alle istituzioni interessate quelle glissano e fanno finta di niente o ti dicono che in lavori in viale Ermocrate – che è comunque rimasta una bolgia infernale -sono stati fatti a regola d’arte e che quando piove non si allaga più.  Nel frattempo, una alla volta, le transenne sono state spostate a lato della strada. Ha cominciato il primo “spittuni” per parcheggiarci la macchina e siccome nessuno ha battuto ciglio e i Vigili Urbani passavano veloci facendo finta di niente, tutti gli altri fruitori di quella zona hanno pensato: “e noi che siamo cretini?” e hanno cominciato a spostare transenne e metterci la macchina.

L’auto l’ho parcheggiata lì anch’io: prima per pochi minuti, giusto il tempo per andare a prendere il telefono lasciato a casa, poi per la pausa pranzo, poi per sempre. Le transenne dalla strada sono passate sul marciapiede, quindi si poteva parcheggiare la macchina ma i pedoni dovevano farsela alla larga. A un certo punto però, la comitiva di signore della camminata veloce di mattina presto, ha deciso all’unanimità che così non poteva andare, che loro all’alba, su quel tratto di strada con le strisce pedonali cancellate, dove le macchine sfrecciano a velocità troppo sostenuta, non si sentivano sicure e allora una mattina, hanno preso di peso le transenne sferraglianti e le hanno accostate alla ringhiera pericolante del lungomare, sgomberando definitivamente il marciapiede. Si è andato avanti così per tutta l’estate, poi il maltempo degli ultimi giorni ha rimescolato le carte. Le transenne, ancora tutte unite tra di loro, sono state spazzate via dalla furia degli elementi fino a quando qualcuno – autorità competente o cittadino zelante – le ha piazzate in maniera ambigua un po’ sulla strada, un po’ sul marciapiede a rimarcare, se ancora ce ne fosse bisogno, l’altissimo grado di autogestione del siracusano che in assenza di regole certe se ne crea di nuove.

Il problema è che adesso è un continuo susseguirsi di pedoni che ci inciampano sopra: bambini, anziani, turisti, suore, tutti, e una varietà eterogenea di reazioni: pianti, urla di spavento, grida di dolore, improperi, anatemi e maledizioni. Tutte le persone che inciampano o che rovinano a terra, dopo aver smaltito lo spavento, si ricompongono e vanno via, tranne il nanno di ieri – che non aveva il giubbotto blu – ma era visibilmente imbufalito e ha cominciato a urlare e a scuotere le transenne e niente poteva la moglie che lo aveva aiutato ad alzarsi e che preoccupata gli diceva: “calmati Santro, calmati che ti viene l’infarto!”. Ma lui niente, era una furia e chiedeva al capannello di gente che si era avvicinata: “Ma chi minchia le mette ste transenne così?” e quelli come tanti Giuda, non aspettavano altro e tutti in coro hanno cominciato a dire: “Il Sintaco, ha stato il Sintaco!” e lui si è fatto di ghiaccio, ha afferrato sua moglie per il braccio e ha detto: “Amuninni o Vemmexio!” e si è incamminato spedito in direzione Piazza Duomo, spinto da un tifo da stadio. La moglie invece faceva resistenza e diceva cosa tipo: “ma è tardi… ancora devo puliziare la verdura…”, allora mi sono sentito in dovere di intervenire e ho detto: “Ma sono le sette e mezza di sera, non trova nessuno a quest’ora” e la moglie ha preso subito la palla al balzo e ha detto: “Iavi raggiuni sto signore… unni voi iri a st’ura? Avanti, tunnamanninni a casa, chi c’ha mettere l’avvocato? N’avemu tanti pinseri…. per favore… anzi, achianannu ora ci fermiamo da Astone e ci prentiamo un po’ di pizza attaglio che io cucina stasera non ne voglio fare”.

Scuole chiuse, il plauso degli studenti

“Finammente u sintaco inzetta na cosa ca fa”.  I rappresentanti del movimento studentesco aretuseo plaudono alla scelta del sindaco di chiudere le scuole per l’allerta meteo. “Ogni vota ano tenuto le scole apette macari co malutempu bestiale perchè ha noi studenti re scole superiori di Siracusa non ci pensa mai nessuno a tutti i disaggi che abbiamo è che scarricamu nei genitori. Oggi finammente, grazie a sto provvedimento ni potemmo stare e case soprattutto i pentolari dei pumman è tuti quei picciotti che co malutempo non pono prendere i mutura picchì si assampanano tutti e rischiano di catere nelle strate che sono lachi e piene ti buche ca se ci cari ti struppii tutto. Con lall’erta meteo non si abbabia macari se le strade sarebbero fatte boni. Un plauso quinti al sintaco per la giusta decisione che ci tutela a noi e macari i patri e i matri non ci hanno accompagnare e si pono susiri chiù taddu e macari i professori e i bidelli”.  Però noi, i studenti dei superiori, non possiamo dimenticare le scole siracusane anno tanti altri problemi anche gravi tipo i muri ca si scozzulano tutti, laggibilità, a catta re pumperi e u friddo ca ora viene coll’inverno ca trasi u vilenu. Inoltre non ci sono abbastanza posteggi pe mutura e per questo appena scampa – ca dici ca tutta a simana chiove – faremo sciopero e manifestazione co cotteo”.

Trieuri

– Mpare ma questo è un uracano!

– Chiassài! Chista trompa t’aria è!

– No è come l’anno scosso, si chiamano meticane… no, no, no… metichein.

– A Pizzuta stama abbulannu!

– E cu nesci ri casa…

– Io veramente m’avissi a scanciari nu Gratta e Vinci… ma u bar i Gincallo è apetto?

– E chi sacciu… non creto… ma quanto vincisti?

– Trieuri!

Rivoluzione Motoapecalessino!

Il sindaco Francesco Italia ha incontrato Rodriguez Javier Pastor Macaluso dei Conti di Ronco Scivolone, il Ceo di Motoapecalessini Spa , la multinazionale del trasporto molesto su gomma che ha individuato in Siracusa il suo principale asset strategico. 

Il colloquio è durato circa un’ora, durante la quale il sindaco Italia e Macaluso dei Conti di Ronco Scivolone hanno affrontato con grande cordialità i temi relativi al sistema della mobilità cittadina, con una particolare attenzione alla necessità di intervenire sull’inutile piaga dei controsensi e sull’adozione di regolamenti comunali che obblighino i turisti ad utilizzare il servizio su tre ruote.

“Tenevo molto a incontrare il sindaco Italia – ha affermato Macaluso dei Conti di Ronco Scivolone –  per conoscerci e per confrontarci su tanti punti. Da questo colloquio, oltre a un clima di cordialità e fiducia, è emersa anche una visione comune, una unità di intenti sulla strada da intraprendere per rendere le motoapicalessino vera eccellenza siracusana.

“È stato importante – ha detto il sindaco, Francesco Italia – fare la conoscenza di Macaluso dei Conti di Ronco Scivolone e consolidare i già buoni rapporti con la Motoapecarrozzine Spa. Un confronto nel corso del quale, partendo da quanto accade a Mumbai e altrove nel mondo, mi spinge con altissimo dovere istituzionale a portare le concessioni per Motoapecalessini da 20 a 26.000 e rendere obbligatorio l’utilizzo per turisti e residenti ortigiani.

Colpevole

La città era una bolgia con le auto parcheggiate in terza fila, di Vigili Urbani nemmeno l’ombra e io dovevo andare alla presentazione di un libro e stava anche piovendo e fino a qualche tempo fa avrei accostato la macchina, fatto scendere Donatella e Bruna e sarei andato a parcheggiare a casa di Cristo, sulle strisce blu, pagando il parcheggio con l’App, invece siccome mi sono davvero stufato di vivere in una città senza regole, dove ogni angheria è permessa e i fessi siamo noi, ho fatto una suggestiva inversione ad U e quello dietro ha suonato il clacson come a dire: “Mpare, chi sta cumminannu?” e io ho abbassato il finestrino e ho detto “Statti cammo, un minuto ca truvai u posto!”. E lui ha capito immediatamente e mi ha fatto un cenno con la mano come a dire “scusa” e poi il pollice alzato a dimostrare totale empatia ed io ho fatto qualche manovra e poi ho piazzato la macchina lì, in divieto di sosta, davanti alla libreria, come farebbe un Supersiracusano. E mentre dentro tutti si divertivano e facevano foto coi bambini e con due enormi pupazzi di nome Polpetta e Mirtillo io mi martoriavo dentro, pensando al gesto vile e spregevole che avevo compiuto, per di più davanti a mia figlia. Poi ad un certo punto ho visto fare capolino un’auto della Municipale e ho pensato: “meno male, adesso sarò costretto a spostarla”, invece quelli sono passati dritti e io ho cercato lo sguardo dell’agente seduto a destra e per un attimo ci siamo fissati negli occhi e si vedeva benissimo che avevo la faccia colpevole e che avevo commesso un’infrazione ma lui mi ha sorriso si è rimesso a giocare col telefonino.

“Votatillu tu!”- Il glossario dei commenti social sull’endorsement di Calenda

– Calenta fatti nu giro o villaggio miano e poi mu cunti…

– Scanzatini gesù e maria

– Il terzo polo si, ma o polo nord docu vinnatagghiri tutti 3 babbi Renzi compreso

– Ittativi ra sibbia! 

– Calenda ti mangiasti macari u tezzo pollo co sbizzero!

– Tenatillu stretto stretto sto sindaco capaci che se lo prende un altra citta

– O viri cu ta sbirinzìa

– Calenda ammucciti o scuru

– Mai lo voterò mai al mondo lo giuro su Dio

– Due galletti nel pollaio chino di fumere

– Italia ora come ora manco cu fratelli Italia lo eleggono

– Calenta vergogna prima chieti hai cittadini

– Votatillu tu!

– Se ti piace sto sindaco te lo recaliamo

– Portatelo a Milano e non tornate più bastaddi!

– Volemo Buffardieci no sto cannaluvari

– Accusì fa i pista cicalbile nelle case dei cittadini

– Senza vergogna, Calenda vergogna, Italia vergogna, vergonatevi!