Siamo tutti Cantitati

– Ouh me frate, comu semu?

– Ciao xxxxxxxx, tutto bene, ammuttiamo…

– Sii ‘mpegnato?

– Sì, sto andando a inglese…

– No, ahahaha, a chi cazzu sturìi ancora ahahah u nglisi! Ahahaha. Mpegnato per le elezioni, picchi mi staiu cantitanto.

– Ah, bravo, e con chi?

– Ancora nun nu sacciu! Tu u voto mu runi?

– Mah… riparliamone quando sciogli la riserva.

– Nooo! A quale riserva, iu mi cantito ni na lista bona, titolare va…

– E fammi sapere… 

– Mpare, ci conto ah? Vedi che dobbiamo risollevare sta città.

Doppio senso senza senso?

Io non lo so se la decisione di aprire Corso Umberto al doppio senso di marcia – nonostante con le auto in seconda e terza fila, si sia trasformato in un budello infernale tipo Vicolo Stretto del Monopoli – sarà una soluzione al traffico caotico in entrata a Ortigia o se, inconsapevolmente, aumenterà in maniera esponenziale il desiderio/perversione del siracusano di entrare in pizzeria con tutta la macchina e posteggiarla lì, di sbieco, dove ha sempre sognato, tra la porta del bagno e il frigo dei vini. Staremo a vedere. Quello che so e che il siracusano ‘sta Ztl proprio non la regge. Che sia estate o inverno, feriale o festivo, aperta o chiusa, autorizzato o no, non fa differenza, la stragrande maggioranza dei cittadini la vive con angoscia e tormento.

Certo, non va sottovalutato l’imprinting che il siracusano ha ricevuto in decenni di anarchia totale e che lo porta a considerare sconveniente qualsiasi forma di parcheggio che non sia accanto al luogo di arrivo. Per non parlare della superstizione secondo la quale, camminare a piedi uccide o può uccidere. Inoltre, il servizio navetta attuale è decisamente poco funzionale e non garantisce orari né fermate. L’unica volta che ho usufruito di una navetta, mentre mi accingevo, euro alla mano, a pagare il biglietto, un conoscente che era già sul mezzo mi ha chiesto: «ma chi sta facennu?». Io ho risposto candidamente: «u bigliettu». E lui di rimando: «ma picchi si paia?».  Sono rimasto per pochi istanti interdetto, poi, una signora con le buste della spesa ha detto: «vulissi viriri se avissimu a paiare macari l’euro pi l’autobussi», sentenziando in poche parole il fallimento di un secolo di teorie sul terziario. Il fatto è che i siracusano pretende il servizio ma non vuole pagare affinché possa essere mantenuto e migliorato. Sconvolgenti, a questo proposito, i risultati della ricerca dell’Università romena di Mirello Crisafulli che hanno evidenziato come il siracusano in viaggio si trasformi, diventi meticoloso, studi piani tariffari, acquisti travelcard e cammini a piedi macinando chilometri su chilometri. Purtroopo, rientrato in terra aretusea, in meno di 48 ore, l’involuzione è repentina. Quando capiremo che attraversare Ortigia passeggiando è infinitamente meno faticoso e più suggestivo che infilarsi in un centro commerciale e macinare decine di chilometri di corridoi e di luci al neon, quest’isola avrà la sua naturale destagionalizzazione. Ci vuole poco per accorgersi che i chilometri che si percorrono dentro un centro commerciale, sono quasi il doppio di quelli che ci vogliono per raggiungere Piazza Duomo da un parcheggio fuori Ortigia.

Dove non cuagghiano le facce

Io non capisco una cosa: non hai studiato, sei entrato in una partecipata con una raccomandazione grande quanto una casa, hai bivaccato da un bar all’altro in orario lavorativo, hai sempre votato i peggiori, ti sei assicurato ingiustamente una pensione dignitosa, hai acquistato casa, auto e moto, non paghi il condominio da anni e secondo me, manco le tasse che non ti trattengono a monte e vuoi combattere il sistema marcio? Ehi, pss, te lo dico sottovoce… il sistema marcio sei tu. Di che cazzo di onestà vai blaterando?