Quasi da Padula

Via Necropoli Grotticelle mi ricorda Tijuana,

serpentoni di auto procedono a passo d’uomo,

nanni alla guida di Panda e di Matiz tentano improbabili inversioni a U in salita,

grattano la frizione e chiedono a quelle auto quello che non possono più dare.

Suv da 200mila euro guidati da malacarni tatuati superano a destra auto di vigili come se nulla fosse.

Moto appagnano sui marciapiedi,

un ape calessino sfreccia a velocita folle al centro della carreggiata,

rischia di travolgere una coppia che tenta di attraversare su quelle che una volta erano strisce pedonali ma adesso sono solo un lontano ricordo sbiadito dal tempo e dall’incuria.

L’ambulante che vende “cilieggi” è sempre messo di sbieco, in mezzo alla strada,

mi costringe a fare una gincana.

Sul marciapiede non ci sono Mariachi.

Procedo lentamente e vorrei il cambio automatico,

mi soffermo a guardare dentro le auto che incrocio,

gli occupanti hanno le facce tirate, le espressioni feroci,

alcuni litigano,

li vedo gridare ma non posso sentire, vedo solo le loro facce che sputano rabbia, odio.

I bambini piangono.

La radio, sembra uno scherzo,

parla di classifiche sulla qualità della vita,

sospiro,

ingrano la seconda,

il peggio è passato,

sono quasi da Padula.

Del Talete e di altri demoni

Io non lo so se è una strategia precisa studiata a tavolino, tutta una cosa di resilienza, spiritualità, telefonate con Papa Francesco, la Bignardi e Santa Lucia o se si tratta di un periodo di confusione, di stanchezza, di disorientamento.  Quello che è certo è Francesco Italia ha dimostrato in passato di essere un comunicatore eccezionale, un uomo perfettamente a suo agio davanti al pubblico, un vero mattatore, uno capace di trascinare ed emozionare, dai discorsi a braccio della campagna elettorale ai post sui social appassionati e pieni di lirismo; dalle interminabili ore di diretta durante la prima fase della pandemia ai gesti eroici e simbolici come quando insieme alla Prestigiacomo, Fratoianni e ad altri forzò il blocco navale della Capitaneria di Porto per salire a bordo della Sea Watch.

Ultimamente me lo sono chiesto spesso: ma che fine ha fatto quel Francesco Italia? Perché questo – al netto delle differenze di opinioni – certe volte sembra l’ombra di quell’altro, schivo, taciturno, distaccato, quasi ingessato, con un aplomb istituzionale che a volte sembra perfino esagerato e non fraintendetemi, io apprezzo la misura, la parola ponderata, la prudenza che deve accompagnare un ruolo così delicato come quello del sindaco. Poi ieri alcune di queste nubi si sono diradate, quando alle 16:16 ho ricevuto la mail dall’ufficio stampa del Comune di Siracusa con oggetto: “Talete, intervento del sindaco Francesco Italia”, ho letto avidamente il contenuto, poi l’ho riletto una seconda volta e alla fine ho tirato un sospiro di sollievo. “Ho formalmente richiesto al Segretario generale – scrive il Sindaco – di accertare cosa abbia in concreto determinato il mancato rinnovo del certificato prevenzione incendi del parcheggio Talete”, e ancora, “Saranno accertate le responsabilità amministrative“. Finalmente, era quello che stavo aspettando, e con me credo tante altre persone, poche parole ma chiare, decise, proprio quello che ci voleva. Insomma, chi ha sbagliato si assuma le proprie responsabilità, e non è certo per il gusto sadico di vedere qualcuno esposto al pubblico ludibrio o messo ai ceppi in piazza Duomo, voglio dire, si può anche sbagliare, tutti sbagliamo, continuamente, e ce ne assumiamo le responsabilità. L’avvocato che buca una scadenza, il parrucchiere che ti arrunza i capelli, l’idraulico che ti sostituisce il flessibile e poi quello esplode nella notte, il salumiere a cui ti raccomandi: «Per favore, un prosciutto buono tagliato sottile” e poi torni a casa e sembra filetto e, per di più, è verdognolo. Ecco, ognuna di queste azioni comporta una inevitabilmente una conseguenza.

Ora, il punto non è chi siano nello specifico i responsabili, anzi, questo all’opinione pubblica non dovrebbe nemmeno interessare, ma che – una volta accertate le responsabilità – questa o queste persone vengano sanzionate (il giusto, per carità), quello sì, è importante da sapere. È un piccolo segnale ma molto significativo: distrazione, noia, indolenza, malafede (chissà), non ha importanza, chi sbaglia paga, o meglio, si assume le sue responsabilità. Non importa che tu sia per la demolizione del Talete o per la sua riqualificazione, contro o a favore delle piste ciclabili, soddisfatto della raccolta porta a porta o nostalgico dei cassonetti, entusiasta dei bus “gratis” o incredulo (ma dove siamo, a Dubai?). Accertare una responsabilità in questa città sarebbe già una piccola grande rivoluzione.

pubblicato su www.siracusapress.it

Credo proprio di no

Passeggiare in Ortigia è un incubo, farlo spingendo un passeggino è un vero inferno. Qualsiasi tragitto decida di prendere, non riesco a percorrere più di dieci metri su un marciapiede. Prima la cosa mi infastidiva e basta, camminavo veloce in mezzo alla strada, svicolavo tra le auto e andavo dove dovevo andare senza troppi patemi, adesso invece la mia percezione si è modificata. Le strade del centro storico oltre ad emanare un fetore nauseabondo, sono un susseguirsi di dehor di ristoranti, cacche di cane, topi morti, sparecchiatavola di ristoranti, cartacce insivate, menu del giorno di ristoranti pieni di refusi scritti su enormi lavagne di ardesia, carrellati dei rifiuti di ristoranti, cartoni di vini e di birra dei ristoranti ammonticchiati fuori, scooter dei proprietari dei ristoranti, furgoni dei fornitori dei ristoranti messi di sbieco con le ruote sopra i marciapiedi a tutte le ore. Per di più se un ristorante si trova sul lato destro della strada, posizionerà i suoi giganteschi contenitori dei rifiuti sul lato sinistro, distante dai propri coperti ma accanto al portone di un altro palazzo – tanto che cazzo me ne frega – occupando anche il marciapiede opposto. Ci sono vicoli che sono diventati a senso unico alternato, strade in cui non si può nemmeno passare e altre, che prima erano larghe e spaziose, dove tavolini e carrellati hanno creato delle vere e proprie strozzature, dei budelli informi e maleodoranti. Tutto questo al netto delle brutture estetiche, dello stile galeone dei Playmobil, dello shabby chic e di una regolamentazione comunale sbandierata ai quattro venti e mai attuata, alla faccia del decoro, della resilienza, dei luoghi dell’anima e della sostenibilità in tutte le sue declinazioni.

Io non voglio prendermela con una categoria in generale, lo so che c’è la gente per bene e che ha il diritto di lavorare ma tutti gli altri hanno il diritto di vivere in un posto civile e di poter camminare liberamente. Certe volte mi arrovello e mi danno perché credo di essere l’unico che si accorge di questo degrado e che città turistica non è sinonimo di sfruttamento selvaggio ma di regolamentazione, cura e decenza. Che peccato ridursi così, chissà se al Vermexio qualcuno ci pensa. No, credo proprio di no.

Va bene così

– Per finire un tolcetto?

– Cosa ci propone?

– Il nostro cannolo scomposto con ricotta a patte, il tiramisù scomposto con caffè a patte, segue totta di ricotta al fonno, totta don Camillo… che è tutta tutta tutta di cioccolatto e nocciole di bosco del Piemonte, segue crembrulè ai frutti di bosco, zuppa increse, segue sobbetto a limone e i nostri semifretti alla mantola di Avola e al pistacchio di Bronte.

– Mi! la zuppa inglese, coraggioso… non la sentivo da anni!

– È una nostra specialità motto richiesta dai turisti incresi….

– Ah! Chi l’avrebbe mai detto…

– È come noi che antiamo all’estero e ni manciamu i spachetti e iddi u stissu… si mangiano cette votte i cose ca canusciunu.

– Ho capito, invece senta, ma… non è che poi sti semifreddi sono dei cuticchioni durissimi?

– Bi… sono da fritz…

– Allora no, grazie. Apprezzo la sua onestà, ma niente, lasci stare, prendo solo un caffè…

– Sicuro? ci do un coppo di microonte?

– Ma chi, al semifreddo?

– Eh…

– No, no, va bene così.

Siracusa, le tracce della maturità

– Il tabasco minaccia l’idillio tra sassa e mayonese? Il candidato sviluppi il relativo argomento in forma di «saggio breve» o di «articolo di giornale», utilizzando, in tutto o in parte, e nei modi che ritiene opportuni, i documenti e i dati forniti da Nuccio e dal Panino di Notte.

Il parcheggio Talete. Il candidato ripercorra l’epopea dell’infrastruttura siracusana, individuando le similitudini con la tradizione del poema epico letterario con riferimento alla Chanson de Roland e all’Orlando Furioso che presentano azioni inverosimili, avventure fantastiche e disvalori dell’agire umano.

Piste ciclabili: futuro sostenibile o indecente provocazione? Illustra i tuoi giudizi con riferimenti alle tue conoscenze, alle tue letture, alla tua esperienza personale e scrivi un testo in cui tesi e argomenti siano organizzati in un discorso coerente e coeso. 

– “Sento parlare Vinciullo alla radio: ed è subito sera”. Il candidato si soffermi sugli aspetti linguistico lessicali della poesia e analizzi la visione del mondo, espressa nel testo ermetico pitacorico.

Cipollina o Carne di Cavallo? Il rapporto Sbizzer, indice economico eccellenze siracusane, mostra la curva di crescita della carne di cavallo surclassare quella della rosticceria tradizionale. Per alcuni analisti, il dato della carne di cavallo, incrociato con il consumo dei condimenti, in particolare ogghiurepipi, funchetti e sassaemayoness,  getterebbe le basi per un new deal enogastronomico. Il candidato esprima il suo pensiero sulla crescita esponenziale del CIN (cavallo interno lordo) alla luce dell’esperienza personale.

Risossa Mare

Nel corso di una gremita conferenza stampa tenutasi ieri, Comune di Siracusa, Assopanini, Confcavallo e gli albergatori di “No Tassa di Soggiorno” hanno illustrato all’opinione pubblica “Risossa Mare”, il grande progetto che riqualificherà l’area dell’ex aeronautica e tutto il waterfront a sud della città. Grazie ad un bando truccato e con dei finanziamenti a fondo perduto sottratti con dolo alla Comunità Europea quello che era solo un sogno potrà presto diventare realtà. “Risossa Mare”, come illustrato dal Sindaco, sarà una tavola franca per concessioni demaniali, chioschi bar, solarium, lidi e baracchini di boat tour. Una specie di Red Light District di Amsterdam ma interamente dedicato alla peggiore offerta turistica siracusana: pescato di frodo, friggitorie senza licenza, trenini turistici su gomma, motoape calessini, musica a palla, merce contraffatta e un tripudio di sbizzero e sassaemayoness. Un progetto faraonico che ridarà ossigeno alla martoriata economia siracusana e smuoverà anche l’indotto: pronto il progetto del Talete 2, un mega parcheggio multilev scambiatore che dovrebbe sorgere sulle macerie del Ginnasio Romano in via Elorina.

La Comitiva

– Fozza facemuni sto seffi

– Iano arricogghiti ca facemu u seffi

– Racazze mittitivi ravanti… 

– Savvo ritiriti a panza!

– Ahahahaha

– Lucy ritirati i minne!

– Ahahahhaa

– Aspetta cretino ca Robbetta non si vede…

– Robbetta, mettiti a funcia a paparedda….

– Metticci u grantancolo

– Ma quale grantancolo mettici u fittro “pose”

– Carusi sto scattanto ah…

– Fatta!

– Viremu

– Fozza, viremu

– Minchia chi lariu Ggiggi ahahaha

– Si bellu tu co tatuaggio co cobra senza renti

– A picchi u cobra avi i renti scimunito

– E comu tu zzicca u muzzicune?

– Basta basta carusi… come i piciriddi… mantala a Sivvia ca ci metti lashtak

– Chi ci mittemu?

– Fontane Bianche e poi?

– Bich

– Mbriachi pessi…

– Ahahahaha

– Sammer

– Come si scrive?

– Così come si dice: sammer

– Facci a gif

– No, mettici i tag

– @sebyking99, @robicarnemolla01 @salvomatrix, @silviloverosolini @lucystar @gigisound

– Che canzone ci mittemu?

– L’uttima di Rocco Ant

– No! mettici a Geiax

– Ok, sto caricanto… caricata.

– Aspè che la contivito su Faisbuk

– Minchià già tre cuori su Instagram

– Ma io sono tipo influenzer…

– Ma chi?

– Danielino da piazza, Irene e a matri i Gigi!

– Ni facemu u bagnu?

– No su i reci ancora è presto

– Allora facemuni nu giro i vodkapesca e redbull

– Ragazze voi?

– Per me va bene

– Ok

Tu Robbetta?

– A me mi fai fare due diti di vodka, campari russo e tzentzero…

Povero Talete

Prosegue senza sosta la polemica sulla riqualificazione del parcheggio Talete di Siracusa, l’ecomostro di cemento armato costruito su uno dei punti più suggestivi dell’isola di Ortigia e al centro di un contenzioso con la Regione Siciliana.

Dopo mesi di discussioni l’opinione pubblica si è spaccata a metà: da un lato quelli che chiedono a gran voce l’abbattimento dell’ecomostro a qualsiasi costo (è nato perfino un comitato); dall’altro i favorevoli alla “riqualificazione” prospettata dal Comune. Nel mezzo qualche indeciso e tutto il peso di una struttura poco funzionale, emblema del disservizio, archetipo del pressappochismo e una terrazza sul mare tra le più sporche del mondo, un tappeto di escrementi animali e umani, bottiglie rotte, e rimasugli di batterie di fuochi d’artificio esplosi per festeggiare un diciottesimo, una scarcerazione inaspettata, una partita di droga piazzata in città.

Ma questa vicenda non è solo una disputa tra sensibilità diverse e pareri opposti, no, qui c’è in gioco il futuro di Ortigia, il suo rapporto con il mare, ciò che Siracusa è stata e quello che può diventare in termini di riappropriazione degli spazi.

In quest’ottica – nonostante si parlasse di un intervento che avrebbe trasformato il Talete in un monumento del XXI secolo – il restyling promosso dall’amministrazione comunale e progettato da Stagnitta, appare davvero poca cosa, un palliativo, un filo trucco, un po’ di polvere negli occhi. Un intervento che per quanto possa essere considerato gradevole, difficilmente risolverà qualcosa e con molta probabilità verrà abbandonato, dilaniato dal vento e vilipeso dai vandali come ogni altro elemento che nel corso degli anni è stato posto su quella maledetta terrazza.

Quando si parla di parcheggio Talete, si tende a concentrare l’attenzione solo sulla… leggi il seguito su SiracusaPress

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