Io non sono razzista ma…

Ad ogni strage in mare, ad ogni disgrazia che coinvolge gli esseri umani che muoiono nel canale di Sicilia, il popolino gretto e ignorante si scatena mettendo in mostra il più becero razzismo e una profonda ignoranza, ma sempre, regolarmente, esordisce con un tranquillizzante: “io non sono razzista ma…”.
Non siete razzisti ma inspiegabilmente riuscite a gioire per la morte di essere umani: uomini, donne e bambini comeCanale di Sicilia voi, anzi probabilmente migliori di voi. Cosa vi scatena questa rabbia? La paura? La frustrazione? Se la vita continua ad essere dura, scaricare tutta la rabbia su chi è messo peggio di voi non vi porterà lontano. Scappare da una guerra, sfuggire dai massacri, tentare di portare la propria famiglia in salvo dai bombardamenti o dalle persecuzioni, intraprendendo un viaggio pericolosissimo non è un vezzo ma è sopravvivenza.
Non siete razzisti ma schiumate rabbia, parlate di invasione, citate a sproposito Bibbia e Corano senza aver letto nemmeno Topolino. Fatevene una ragione, abbiate pietà di voi stessi. I flussi migratori non si fermano sparando sulle persone ed i canali umanitari non trasmettono la partita in chiaro.
Provate a tacere almeno per qualche ora, evitando di ammorbarci con i vostri errori ed orrori. Sarebbe un grande risultato. Ma il concetto di silenzio è legato a quello di rispetto, di ascolto, di riflessione, tutte qualità che non possedete, abituati come siete a prevaricare chi non la pensa come voi, a parlare in maniera disarticolata di tutto e tutti,forti del vostro unico titolo di studio, la patente B.

6 pensieri su “Io non sono razzista ma…

  1. Ogni tipo di commento sarcastico su certe bestialità sarebbe tempo perso, perso come la speranza che chi cavalchi medaticamente tragedie di questo tipo la smetta una volta per tutte.
    Posso e voglio solo immaginare quanta idiozia attraversi FB da ieri pomeriggio, aver cancellato il mio account è servito proprio a sfuggire a tanta brutalità e disumanità.
    E non parlo solo dei generici sostenitori della fan page di Salvini o di certi tifosi del pensiero laterale alla Di Battista (che accusa Napolitano).
    Ma di persone “in carne e ossa”, gente alle volte pure a me vicina, che per idiozia e rabbia mal riposta, s’è scatenata spesso in deliri xenofobi su Facebook.
    Insieme a queste 1000 anime ieri è affogato pure il buon senso, quello dell’opportunità del silenzio, come dici tu, rispettoso della morte e della tragedia.
    E’ un lutto doppio e doppiamente doloroso.
    Ciao Emiliano

    Dante Rapisarda

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  2. Ah, io non ne faccio una questione di titolo di studio, la tua battuta sulla patente B è efficace però, ma di senso della misura e di compassione.
    Qualità che dovrebbero prescindere dal grado di istruzione.

    Dante Rapisarda

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  3. L’ha ribloggato su sperabene ha commentato:
    Non siete razzisti ma schiumate rabbia, parlate di invasione, citate a sproposito Bibbia e Corano senza aver letto nemmeno Topolino. Fatevene una ragione, abbiate pietà di voi stessi. I flussi migratori non si fermano sparando sulle persone ed i canali umanitari non trasmettono la partita in chiaro.

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  4. Trovo che sia molto forte ciò che scrivi. Ci sono due cose che mi piacerebbe sottolineare: il senso di rumore che danno le tue parole ed il senso di disgusto dinanzi alla gioia per la morte degli altri. In realtà il contesto in cui ci muoviamo non è, come tu dici, quello della riflessione, ma quello dell’animalità, dove la sopravvivenza (o l’idea di sopravvivenza, del tipo “ci rubano il lavoro”) è la legge più importante. Il rumore è invece dato dal fatto che nel nostro tempo attraverso il web tutto si moltiplica all’infinito in questo mare di rumore che ci avvolge. Ma il rumore è ancora dell’animale. Solo l’uomo sa articolare le parole…

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  5. L’avvento dei social media e la possibilità di aprire blog in pochi minuti hanno fatto a molti sentire l’inebriante possibilità di dire, scrivere, alzare la voce. Senza pensare che questo prevederebbe, l’aver fatto una seppur minima riflessione su ciò che si scrive. Purtroppo, nel momento in cui molti hanno scoperto di poter comunicare ad altri le loro idee hanno, contestualmente, spento il cervello. Ecco tutto.
    Io sono da sempre critico su come si stia gestendo (o meglio dire “non gestendo”) la questione degli sbarchi (come Italia ma anche come fantomatica Unione Europea) e sono sicuro che in mezzo alla moltitudine di persone che arrivano ci sia anche della gente che sarebbe meglio per noi non trovarcela in giro, ma gioire di una tragedia così è assolutamente rivoltante. Vomitevole.

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