Diciotti a Zero

Avrei voluto scrivere una sferzante invettiva contro i terribili e disumani commenti social che si leggono sul caso della nave Diciotti e sull’accoglienza di questi disgraziati. Questo insopportabile luogo comune per cui se lo Stato aiuta un migrante non sta aiutando un italiano. Avrei voluto scrivere di valori universali e di rispetto della persona, di razzismo, di guerra tra poveri, di capri espiatori politici e del silenzio assordante dei deputati che al massimo si limitano a scopiazzare l’articolo di Travaglio. Poi ho pensato che tanto non sarebbe servito a niente, che propaganda e lavaggio del cervello ormai hanno avvelenato i pozzi e lasciato scarsissimo margine di manovra. In ballo non ci sono solo le vite di 150 migranti, in ballo c’è il concetto stesso di stato di diritto e il fatto che oggi tocca a loro e domani potrebbe toccare a ciascuno di noi essere prevaricati e privati dei diritti fondamentali. Questo aspetto sembra interessare solo ad una minoranza di persone e la cosa mi angoscia un po’, allora mi sono messo a pensare alle espressioni che hanno i cani quando cacano, e niente, il fatto è che sembrano molto più consapevoli delle nostre.

Io non sono razzista ma…

Ad ogni strage in mare, ad ogni disgrazia che coinvolge gli esseri umani che muoiono nel canale di Sicilia, il popolino gretto e ignorante si scatena mettendo in mostra il più becero razzismo e una profonda ignoranza, ma sempre, regolarmente, esordisce con un tranquillizzante: “io non sono razzista ma…”.
Non siete razzisti ma inspiegabilmente riuscite a gioire per la morte di essere umani: uomini, donne e bambini comeCanale di Sicilia voi, anzi probabilmente migliori di voi. Cosa vi scatena questa rabbia? La paura? La frustrazione? Se la vita continua ad essere dura, scaricare tutta la rabbia su chi è messo peggio di voi non vi porterà lontano. Scappare da una guerra, sfuggire dai massacri, tentare di portare la propria famiglia in salvo dai bombardamenti o dalle persecuzioni, intraprendendo un viaggio pericolosissimo non è un vezzo ma è sopravvivenza.
Non siete razzisti ma schiumate rabbia, parlate di invasione, citate a sproposito Bibbia e Corano senza aver letto nemmeno Topolino. Fatevene una ragione, abbiate pietà di voi stessi. I flussi migratori non si fermano sparando sulle persone ed i canali umanitari non trasmettono la partita in chiaro.
Provate a tacere almeno per qualche ora, evitando di ammorbarci con i vostri errori ed orrori. Sarebbe un grande risultato. Ma il concetto di silenzio è legato a quello di rispetto, di ascolto, di riflessione, tutte qualità che non possedete, abituati come siete a prevaricare chi non la pensa come voi, a parlare in maniera disarticolata di tutto e tutti,forti del vostro unico titolo di studio, la patente B.