Capodanno Ztl Free

Da un’idea dell’associazione MDP (Macchina – Dio – Patria) ecco l’eclatante progetto per il capodanno aretuseo. Si prevede la chiusura pedonale totale di Ortigia alla quale si potrà accedere solo con auto. I cittadini che si presenteranno a piedi saranno rinchiusi dentro il Talete. Severamente punito il car sharing, ogni cittadino siracusano dovrà utilizzare esclusivamente una macchina pro capite. Piazza Duomo e le vie limitrofe si trasformeranno in una gigantesca bolgia di auto in coda. Ad allietare il tutto, la dance di Dj TDI; il revival di Dj Revisione Scaduta ed il live dei Four Motion, la boy band di neopatentati che si esibirà direttamente dall’abitacolo di una odiosa microcar. Dopo la mezzanotte, brindisi, clacsonata, sgasata collettiva e l’estrazione finale del primo premio lotteria di capodanno dell’automobilista siracusano che prevede un anno di parcheggio libero sul sagrato del Duomo.

Capodanno Petizione

La proposta del comitato Ortigia Sangue Blu, da sempre attivo nel contrastare le forme di turismo selvaggio e di scempio paesaggistico, culturale e sociologico. La serata prevede semplicemente una non serata: un coprifuoco ferocissimo in stile cileno dalle 21:30 alle 5:00 del mattino. Corpi speciali dei vigili urbani pattuglieranno il centro storico ed i ponti di accesso all’isola per evitare che qualche scalmanato, possa tentare inopportunamente di raggiungere Piazza Duomo per festeggiare il nuovo anno. Sarà consentito il passaggio solo ad una elite di cittadini con lasciapassare che potrà così raggiungere le case degli amici ricchi e colti. Nei salotti bene si spazierà dall’ascolto di lieder mahleriani, ai simposi di urbanistica del XIV secolo, per raggiungere il climax finale con la visione di vecchi spezzoni Rai con Bernabo Brea.

Albero di Natale, è subito polemica

Alla fine, non senza polemiche, la spunta “l’Albero di Natale Separè”, la struttura in metallo e lampadine fulminate ha convinto l’Amministrazione Italia superando ai punti l’opzione “Rosso fuoco”: un rogo perenne di rifiuti dentro un telaio a forma di abete.

Capodanno e Sbizzero

È la grande festa di Assopanini e Confcavallo. Uno spettacolo maestoso e mai visto prima. Un palco gigantesco sarà posizionato al centro di Piazza Duomo e su di esso verrà installata una piastra incandescente di 68 metri quadri. Una festa all’insegna dello spettacolo, del puro divertimento e della cultura del panino: vaddostane, iustel, hambugghe, pocchette e condomblè, saranno i veri protagonisti. Clou della serata, il Palio di capodanno: una gara infernale tra le viuzze di Ortigia che si concluderà con la macellazione dei cavalli e dei fantini che non avranno raggiunto il podio. Allo scoccare della mezzanotte i siracusani potranno fare saltare i tappi delle bottiglie di sassa, mayonese e tabasco per un brindisi unico nel suo genere.

Capodanno Deregulation

La proposta di capodanno targata E.S.L., l’associazione di Esercenti senza Licenza. Il progetto consiste in una grande cena sociale con una tavolata che occuperà l’intera Piazza Duomo a Siracusa. Il menù rustico prevede: antipasti che furono; tris di pasta scotta; gran fritto di pescato di frodo in olio esausto; panettone e pandoro missione Kossovo ‘99. Esemplare la carta dei vini con Clochard, un Rosso in cartone del 1998 e Sole, un blend bianco di Inzolia e Nelsen piatti. Ad allietare la serata: la squadriglia acrobatica di lanciatori di elica fosforescente; il quartetto di musicanti tipici siciliani; l’orchestra da camera tzigana e dulcis in fundo: I Ninorota, la band di minori rom che eseguirà incessantemente, dallo scoccare della mezzanotte alle cinque del mattino, il tema de Il Padrino. Il vero scopo del Capodanno deregulation – si legge tra le righe del progetto – è quello di occupare Piazza Duomo, difenderla con le barricate per usucapirla per trasformarla in un suq infernale.

Bando rifiuti, ma non era meglio il sorteggione?

È una storia infinita, una maledizione, una barzelletta. Quando sembrava tutto finito, ecco che arriva l’ennesima pronuncia del Tar: tutto da rifare. Ma siete pazzi! Tekra – sostengono i giudici amministrativi – non è cosa. La sentenza arriva proprio nel giorno dell’avvicendamento, quello segnato nei calendari come la fine di un’epoca, il tramonto di un’era. Sì perché oggi, dopo più di settant’anni si sarebbe interrotto il tormentato rapporto di amore e odio tra Siracusa e Igm. Stop, finito, capolinea. Settantotto anni e due mesi e nove giorni di rifiuti che raccontano la storia e le contraddizioni di un’intera città. I cassonetti, le proroghe, le assunzioni, gli autocompattatori, mai spazzato sotto casa mia, le Lape sparate a tutta velocità, i sindaci, i mastelli dell’umido, i bandi europei, i sindacati, i moncherini di scopa, tanto buttano tutto assieme, le sigarette per terra, i tribunali amministrativi, le emergenze, i consiglieri comunali, l’Urega, gli Ato rifiuti, la raccolta differenziata a macchia di leopardo. Tutto e il contrario di tutto. Settantotto anni due mesi e nove giorni di potere assoluto, di scioperi, multe e dichiarazioni d’intenti.

E adesso? Adesso Tekra ricorrerà in appello, farà presente che anche Igm non è cosa, chiederà una sospensiva e tutto il solito iter burocratico-legale al quale abbiamo già assistito in passato. Il Comune invece dovrebbe motivare l’aggiudicazione. Tempi? E chi può dirlo? Mi chiedo se questa città un giorno riuscirà a meritarsi un’azienda capace di svolgere il servizio di raccolta rifiuti in maniera efficiente e se il siracusano, tra un lamento e un’accusa, tra un colpo al cerchio e uno alla botte, imparerà a tenere pulita la sua città, a raccogliere la cacca del cane, a fare la differenziata con criterio ed a non abbandonare all’angolo della strada la cucina componibile della nonna Concettina.

Soluzioni? Il servizio – dicono dal Vermexio – non sarà interrotto. Bene. Per quel che mi riguarda, proporre l’autogestione per condominio o agglomerato di villette tipo Soviet sarebbe velleitario: finiremmo per nascondere i rifiuti sotto lo zerbino del vicino. Forse, visto che ormai in Italia non esiste una gara che non venga impugnata, sarebbe il caso di pensare a una bella riforma del codice degli appalti e all’introduzione del più pratico sorteggione: inoppugnabile, aleatorio, mistico, ineluttabile.