E io Pago

Siracusa, 13 mila le utenze non censite. Un utente su 4 evade la Tari. Inchiodati da un’indagine su Facebook: sono quelli che s’indignano e commentano con “e io pago” i thread sull’emergenza rifiuti ma in verità non hanno mai pagato niente, vivono di intrallazzi, spesso si candidano consiglieri comunali e non rinnovano manco l’RCA.

La sicurezza prima di tutto

– … E quinti, viremu stu ristorante novo… minchia! Ma quanti copetti fai ca fora, 500?

– Ti piace? Bello ha venuto!

– Mi piace assai. Macari st’entrata… cu tutta sta pettra…

Pettra!?!? Viri ca chistu è muru vincolato ro seisciento! Ch’appi a mettere quacche faretto picchì i cristiani s’asturrubbavano re scale…. 

Maturità 2022, le tracce a Siracusa

  • Savvuccio è Gennifer amore profano”: ha destato molto scalpore nell’opinione pubblica, l’incisione con chiodo su colonna dorica del tempio di Atena in piazza Duomo. Il candidato/a analizzi l’insieme strutturato degli intenti espressivo-contenutistici dell’opera e li metta in relazione con la secca risposta apocrifa “Pocci e zauddi” apposta sotto da un cittadino zelante.
  • Il tabasco minaccia l’idillio tra sassa e mayonese? Il candidato/a sviluppi il relativo argomento in forma di «saggio breve» o di «articolo di giornale», utilizzando, in tutto o in parte, e nei modi che ritiene opportuni, i documenti e i dati forniti da Nuccio e dal Panino di Notte.
  • Api Calessino. Il candidato/a – individuando le similitudini con la tradizione del poema epico letterario con riferimento alla Chanson de Roland e all’Orlando Furioso – ripercorra la storia dell’affermazione del popolare mezzo di trasporto, il suo passaggio repentino da veicolo inquinante a sostenibile, fino a diventare punto di riferimento culturale ed eccellenza siracusana avanti insieme.
  • Cipollina o Carne di Cavallo? Il rapporto Sbizzer, indice economico eccellenze siracusane, mostra la curva di crescita della carne di cavallo surclassare quella della rosticceria tradizionale. Per alcuni analisti, il dato della carne di cavallo, incrociato con il consumo dei condimenti, in particolare ogghiurepipi, funchetti e sassaemayoness,  getterebbe le basi per un new deal enogastronomico. Il candidato esprima il suo pensiero sulla crescita esponenziale del CIL (cavallo interno lordo) alla luce dell’esperienza personale.
  • Ermeneutica Pitacorica: la sostituzione stocastica delle consonanti d, p, t, specie nei rappresentanti della politica locale, sviluppa forse una nuova concezione semiotica? Il candidato/a individui le strutture retorico-testuali e le conseguenti strategie di interpretazione.

Povera Ztl, ma lasciatela in pace…

Passano gli anni ma la storia non cambia e la città arranca sotto il peso di decisioni confuse e incoerenti. Ovunque nel mondo i centri storici delle città sono off limits, in molte città l’accesso è addirittura consentito esclusivamente a pagamento, qui da noi no, è l’esatto contrario. Basta che qualche esercente alzi un po’ la voce, basta qualche commento sopra le righe sugli orari di una Ztl che stava ridando un po’ di ossigeno – nel vero senso della parola – all’isola di Ortigia invasa dalle auto, che l’Amministrazione torna immediatamente sui suoi passi. Di solito questo genere di modifiche arrivavano quasi al termine della stagione estiva, quando molti siracusani, stanchi di poter lasciare l’auto in divieto in corso Matteotti o alla Fonte Aretusa solo la mattina e il primo pomeriggio, cominciavano a lagnarsi e ottenevano in premio quello che volevano, stavolta invece arriva con larghissimo anticipo sui tempi.

“Il settore Mobilità – si legge in una note dell’ufficio stampa del Comune di Siracusa – con apposita Ordinanza, ha disposto la parziale modifica agli orari di applicazione della ZTL, legata alla necessità di rendere meno difficoltoso l’accesso ad uffici e servizi in Ortigia. In particolare fino al prossimo 30 settembre sarà così regolamentata: dal lunedì al venerdì e prefestivi, dalle 19 alle 2 del giorno successivo; il sabato dalle 17 alle 2 del giorno successivo; nei festivi dalle 10 alle 2 del giorno successivo”.

Ora quali siano gli uffici aperti fino alle 19 ed i servizi che non possano essere fruiti e raggiunti a piedi o con le navette è francamente un mistero. Inspiegabile è anche la scelta di consentire l’ingresso di auto nel cuore del centro storico senza che queste possano poi parcheggiare, dato che la stragrande maggioranza degli stalli è riservato a residenti, hotel e api calessino. Ma allora qual è il senso di questa modifica se non quello di assicurare per una misera ora in più, un fiume di auto lasciate in seconda fila, di fianco alla Fontana di Diana o sul quelle rarissime strisce pedonali che ancora si intravedono sull’asfalto?

Articolo pubblicato su www.tamtamtv.it

Evento D&G a Siracusa, le prime indiscrezioni

C’è grande fermento per l’evento internazionale degli stilisti Dolce e Gabbana che hanno scelto Siracusa per la sfilata della nuova collezione Alta Moda che sarà un omaggio all’intera Sicilia, filtrato attraverso la lente del héritage targato D&G.

Un’intera settimana dedicata all’estro e alla genialità dei due affermati couturier che realizzeranno un vero e proprio show nello show che al di là della spettacolarità, assumerà il senso di una celebrazione di tutta città. Dal Parco Archeologico al Castello Maniace, da Tivoli e il Parco Robinson al Panino di Notte, gli ospiti della casa di moda e i compratori internazionali provenienti da Usa, America del Sud, Russia, Arabia Saudita, Emirati Arabi e Italia avranno la possibilità di vivere Siracusa a 360 gradi. 

Top secret la lista degli invitati ma trapelano già alcuni nomi invitati personalmente dai due stilisti. Immancabile la presenza della coppia Jennifer Lopez e Ben Affleck, data per certa la partecipazione di Monica Bellucci, i delegati di quartiere Alessandro Maiolino e Giovanni Di Lorenzo, Helen Mirrel, David e Victoria Beckham, Beyoncé e la Consulta Civica.

Soddisfazione da parte di Assopanini e Confcavallo che si sono aggiudicati la gestione del food and beverage per l’intero evento e che per l’occasione hanno realizzato “C’est Chic” un panino multicerali con carne di cavallo, sbizzero, funchetti, caviale, ogghiu re pipi e sassaemayoness il cui stampo in oro zecchino, fatto realizzare dagli stilisti ad un noto maestro orafo, verrà donato alla città di Siracusa ed esposto al Vermexio. accanto alla Carrozza del Senato, in segno di prosperità e opulenza.

Movide e Movide

Ci risiamo e come ogni anno, dopo le prime, ovvie, lamentele dei residenti di Ortigia e degli albergatori che vedono i turisti, giorno dopo giorno, abbandonare le loro strutture ricettive per il troppo frastuono, per il rumore, per il caos che satura ogni scorcio e ogni pietra del centro storico, arriva l’ordinanza del Sindaco che illude tutti per qualche giorno spingendoci a credere che finalmente il problema verrà risolto.

Purtroppo, sappiamo già che non cambierà nulla e che tutto continuerà a funzionare esattamente come adesso: nell’anarchia più totale, senza senso civico, senza un barlume di speranza, senza controlli, che ormai lo sanno tutti, la Polizia Municipale è sotto organico.

Sulla carta l’ordinanza del sindaco è ineccepibile, si richiama perfino al protocollo “Legalità vs Illegalità” sottoscritto da tutti i sindaci della provincia, dalla Prefettura, Questura, Carabinieri, Guardia di Finanza e dalle associazioni datoriali, ma in pratica si trasformerà nell’ennesimo, inconsistente buco nell’acqua. Anche perché si tende con troppa facilità a mescolare fenomeni molto diversi tra loro. Da un lato la violenza, la rissa, che è un evento a sé stante che va contrastato in emergenza, dall’altro, la gestione della movida, che di emergenziale non ha proprio nulla e che andrebbe governata con un progetto lungimirante e con la partecipazione attiva di tutti i soggetti coinvolti.

L’ordinanza prevede il divieto assoluto di somministrazione di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione ai minori di anni 18; il divieto di vendita al dettaglio per asporto di bevande alcoliche e superalcoliche dalle ore 24:00 alle 07:00 e il divieto – sempre nella stessa fascia oraria – di consumare all’esterno dei locali bevande di qualsiasi tipo in contenitori in vetro. Ora a parte il fatto che la legge vieta già la somministrazione di alcool ai minori (sotto i 16 è un reato, dai 16 ai 18 un illecito amministrativo punibile con sanzione pecuniaria) ma per quale motivo uno non si possa bere una birra, in silenzio, senza disturbare nessuno, seduto su una panchina e invece lo possa fare tra i confini liquidi e astratti di un gigantesco dehors con la musica a tutto volume, è francamente un mistero.

Ecco la musica, forse il nodo della questione è proprio questo. L’ordinanza prevede il divieto, in tutti i locali pubblici diversi dalle discoteche, di organizzare intrattenimenti musicali o, comunque, attività rumorose oltre le ore 01:30 e già questo fa storcere il naso perché in tutte le città civili quel limite lì è fissato alle 24:00, tranne per specifici casi autorizzati preventivamente. Ma a dirla tutta il problema più grande non sarebbe nemmeno l’orario in sé, ma i volumi atroci, anche alle 22:00. Musiche e frequenze di bassi che si infilano sotto le porte, che perforano doppi e tripli vetri, che rimbombano nelle case e avvelenano la vita di chi quella sera vorrebbe leggere un libro, pensare, vedere un film, pregare, piangere e invece non può farlo.

Ci sarebbe il discorso della zonizzazione acustica, uno strumento fondamentale di cui le città e le regioni dovevano dotarsi per fare chiarezza sulla questione. Da altre parti l’hanno fatto e questi luoghi sono sempre ai primi posti nelle classifiche di qualità della vita, da noi no, e il risultato e sotto gli occhi di tutti. Insomma per farla breve, in un centro storico come quello di Siracusa, il limite notturno (che significa dopo le 22:00) di immissioni sonore non dovrebbe superare i 45 decibel, fate un po’ voi. Se poi ogni bar, ogni negozio che vende artigianato locale, la sera si mette a vendere da bere, tira fuori le casse e mette musica è evidente che qualcosa proprio non funziona.

Autorizzazioni, controlli e piani di sviluppo innovativi, sono questi gli ingredienti che possono mettere d’accordo tutti. Stop alla contrapposizione, sì al dialogo. Nessuno vuole vietare la movida, nessuno minimizza l’impatto che può avere sull’economia della città, ma allo stesso tempo il divertimento di qualcuno non può impedire la quiete di altri. In molte città in giro per il mondo è nata la figura del sindaco della notte. Una figura istituzionale, più spesso un vero e proprio team che raccoglie impressioni, media tra le parti, ascolta e non cala ordinanze dall’alto che scontentano tutti, ma propone buone pratiche e progetta soluzioni innovative per la città. Ha iniziato New York con l’Office of Nightlife e poi è stata seguita a ruota da Amsterdam, Berlino col il suo Nachtbürgermeister, Parigi, e il Night Czar di Londra e poi sono mosse le città più piccole, invece in Italia siamo ancora fermi al palo, senza capire che con le decisioni di oggi, le amministrazioni contribuiranno a definire l’assetto demografico, urbanistico ed economico delle città di domani. Siracusa saprà raccogliere la sfida? Dalle premesse sembrerebbe proprio di no.

Articolo pubblicato su TamTamtv.it

Destini incrociati

Ieri dal benzinaio una coppia di turisti mi ha chiesto: “Scusi, per Ortigia? Sembravano molto sprovveduti, dei veri allocchi, così ho pensato al pesce andato a male che gli avrebbero somministrato sotto forma di caratteristico coppo e all’olio esausto, ancora lì dall’inaugurazione del 2019, che avrebbero utilizzato per friggerlo. Ho pensato al cannolo scomposto e alla ricotta acida, ho pensato alle notti insonni in un B&B con l’aria condizionata rotta e che confina con un discopub senza autorizzazione che fa musica 24 ore su 24, così ho indicato la direzione opposta e ho detto: “di là”.

Un giorno, forse, mi ringrazieranno.

Non si faccia più vedere da noi

Il fatto è che con 30 gradi all’ombra, se mi vendi una vaschetta di gelato e non la chiudi con un coperchio delle dimensioni perfette ma ce ne metti uno più piccolo e pensi di puntellare la parte scoperta con dei fazzolettini, in cuor tuo sai già che la cosa non può funzionare. Dicevo, se mi vendi questa vaschetta qui, praticamente aperta e poi la infili in un sacchetto di carta più piccolo del normale, dove la vaschetta non sta adagiata sul fondo ma su un lato, devi preventivare che visto che non l’hai chiusa, qualcosa di spiacevole durante il tragitto gelateria – casa mia, succederà per forza. Se poi mi lasci ignaro e mi fai pagare senza dirmi niente e mi fai pagare salato perchè la tua è una gelateria molto rinomata in città e io ci vengo quando posso perchè il gelato che fate è davvero buono e il prezzo più alto è giustificato dagli ingredienti a km zero e biologici, dalla filiera corta e da tutto quel corollario di elementi che chissà se sono veri ma che mi portano a riconoscervi un valore maggiore, beh, io mi aspetto un servizio eccellente e non di essere arrunzato in questo modo.

Perchè se poi torno a casa e vado per infilare la vaschetta nel freezer e questa ovviamente si è aperta e il gelato si è versato dentro il sacchetto di carta e gocciola sul pavimento della cucina io divento una belva e sono costretto a ritornare nella tua gelateria per chiedertene conto.

In una situazione del genere tu solo una cosa dovresti fare, chiedere scusa, ammettere l’errore e cercare di recuperare, invece siccome sei siracusana e commerci in quell’inferno che è Ortigia, ti sei pure infastidita e mi hai detto che tu i coperchi per quelle vaschette non li avevi e quindi non potevi fare altro e che io dovevo quasi ringraziarti che il gelato me l’avevi dato lo stesso.

Sono rimasto allibito ma ancora pronto ad una mediazione, sono goloso, lo ammetto, così ti ho suggerito di dividere il gelato in due vaschette più piccole dotate di coperchi della misura esatta. Abbiamo concordato che questa fosse la soluzione migliore solo che io mi aspettavo che tu riempissi le vaschette con del nuovo gelato e non con quello sciolto e mischiato dentro il sacchetto. Te l’ho fatto notare e hai insinuato che allora mi volevo approfittare della cosa. Non ci ho visto più e ho preteso il rimborso. Prima non volevi accordarmelo e mi attribuivi la colpa di quanto accaduto, poi che il rimborso non poteva essere fatto perchè avevo pagato con il bancomat, quando hai capito che ero pronto a piantare un casino come mai ne avevi visti nella tua vita, hai capitolato, mi hai gettato con spregio le banconote sul bancone e mi hai detto indignata: “non si faccia più vedere da noi!”. 

Joe is upset. he says “Go away”

“Ogni pappapane è quanto a tia”, Il glossario dei commenti social alla diretta emergenza rifiuti

– Sindaco appoi passaci l’amuchina ne manu ca stana fitennu

– Quante mutte avete fatto? bastaddi

– E spatte fate le multe? bastardi

– l sindaco a ragione io da due setimane cello dentro

– Tenatilla tu a spazzatura ca a casa mia semu 5

– Ma cosa pretenti?

– Spazzatura non la vedi sintaco ammucciati

– Telecamere ci vogliono è qualche sbirro

– Ci sono turisti che vedono ste scene e restano illibati 

– U sarausano e pocco

– Fallo tu uno sfozzo dimettiti

– Ma lo volete spiegare pecche non la state raccogliento

– Lasciatele sul posto fateli fetiri è mandate le multe

– Controlli a tappetto e telecammere

– Devi fare le multe no u show co telefonino bestia

– Forse il signor sindaco si è dimenticata che e da due settimane che nn passa nuddu quindi cetto che trova un mixi nn ti fare bello dopo anni che nn ai fatto nienti 

– Se si chiama indifferenziata ci cafuddo tutti cosi!

– A certo tu manci o ristorante e che spazzatura dei fare ca ce uno ca ti lava i piatti e ti fa i subbizza

– Mi veggogno

– Scusate nn o cpt nnte ma cosa sta dicento?

– Il tuo unico impegno è ottigia…..fatti vedere anche nelle altre zone della città….ca stama fitennu comu u bancu ra tunnina.

– A chi ura passi o viale zecchino?

– Io non pago più la tari ai presente scrivitilla no ghiaccio

– A Ortiggia però i gamioncini passano e vero?

– Alla pizzuta si hanno perso due ansiani in mezzo ai sacchetti salvateli

– Ogni pappapane è quanto a tia!