Frucali

– A chi sù sti frucali?
– L’Olanta sù…
– E picchì scassano a minchia?
– Rici ca soddi non ce ne danno pecchè siamo spentaccioni…
– Ma quali soddi n’avissiru a dare?
– Soddi di fonti Europei.
– Minchia di medde…

Gli ultimi saranno sempre gli ultimi

È così evidente che l’episodio del ragazzo extracomunitario che si aggira nudo per le strade di Cassibile è un pretesto, che non varrebbe la pena nemmeno commentare, ma invece è diventato un caso eclatante, la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Come se il problema fosse la minchia di fuori di un giovane in stato confusionale e sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio e non la situazione vergognosa in cui ogni anno si vengono a trovare centinaia di lavoratori agricoli extracomunitari. Davvero, in tutta questa vicenda della baraccopoli di Cassibile, comunque la pensiate, l’aspetto più vergognoso oltre al razzismo sfacciato, non è l’ignoranza serpeggiante, la guerra tra poveri, gli sforzi delle associazioni di volontariato, il sindacato o i parrini egocentrici, no, l’aspetto più vergognoso è l’assoluta inadeguatezza delle istituzioni che in tutti questi anni non sono riuscite a trovare una soluzione al problema. Tutto il resto è secondario e sconfortante. 

Ogni anno è sempre la stessa storia, seguendo i ritmi della terra, arrivano da tutta Italia centinaia di ragazzi extracomunitari che si spostano in cerca di lavoro. Qui il lavoro c’è e principalmente consiste nel raccogliere patate nei campi. Non sto parlando di una patata qualunque ma della patata novella di Siracusa, una produzione tipica, un fiore all’occhiello della produzione agricola, un ortaggio che il Ministero delle politiche agricole ha voluto inserire nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani. Per la provincia di Siracusa, la patata novella rappresenta la più importante risorsa ortofrutticola, più del pomodorino di Pachino, più del limone Igp. I ragazzi che la raccolgono si accampano nei pressi di Cassibile, una frazione di Siracusa, a due passi da dove fu firmato l’armistizio della seconda Guerra Mondiale. Lì, improvvisano un campo, una baraccopoli indecente che però è tutto quello che hanno. Tra i filari di ulivi e di carrubi, i più fortunati di loro hanno un sacco a pelo e dormono dentro una tenda, gli altri si arrangiano con dei giacigli improvvisati e passano la notte fuori, sotto un foglio di plastica tirato tra due rami.

Quest’anno il Comune, che può fare ben poco, ha fatto installare un tubo con l’acqua corrente, dei bagni chimici e un punto luce per ricaricare i telefonini, tutte concessioni scaturite dall’emergenza Covid, per evitare che in pieno lockdown, così dicono i più smaliziati, i residenti della baraccopoli si potessero recare in paese per lavarsi alla fontanella, suscitando l’indignazione di qualche paesano più ottuso. Per la serie: “ma come, io mi devo stare a casa e sti sabbaggi pono uscire e antare alla fontanella?”. In realtà, quello che la stragrande maggioranza di questi ragazzi fa è svegliarsi prima dell’alba, raggiungere il ciglio della strada e aspettare un caporale che li caricherà su e li porterà in qualche fondo agricolo della zona o più a sud, verso Rosolini e Pachino a farsi sfruttare per dieci ore, senza alcuna tutela, facendo il lavoro che nessuno vuole più fare, guadagnando cifre ridicole che per di più verranno decurtate delle percentuali per i caporali. Si parla di emergenza ma in tutta questa vicenda non c’è niente di emergenziale perché è una storia che si ripete ogni anno, sempre uguale a se stessa, una storia di sfruttamento, di diritti negati e di degrado. Le leggi per fronteggiare tutto questo ci sono, le norme per colpire pesantemente le aziende agricole compiacenti anche, se non si fa abbastanza è solo per mancanza di volontà.

I cittadini di Cassibile hanno tutto il diritto di protestare e di chiedere che una volta per tutte venga risolto il problema, nessuno vuole vivere accanto ad una baraccopoli fatiscente e pensare il contrario sarebbe una ipocrisia bella e buona. Del resto, neanche i braccianti extracomunitari vogliono vivere in queste condizioni, ma loro non hanno altre alternative. I toni della protesta invece non sono condivisibili: dal servizio patetico e in un italiano zoppicante che sostiene che il ragazzo girasse nudo per una questione di cultura tribale, ai commenti vergognosi sui social, viene fuori un uno spaccato preoccupante di razzismo e profonda ignoranza che non serve a niente se non a fomentare odio e intolleranza e inchiodarci alle nostre miserie.

Rumors

Torna a Siracusa “Symphony”, lo yacht del miliardario Bernard Arnault, proprietario della holding di Louis Vuitton. Alcuni rumors lasciano intendere che l’imprenditore e capitano d’industria francese vorrebbe investire sul territorio. Pronte due maxi offerte per rilevare il Panino di Notte e Zio Agatino!

La porta delle meraviglie

Mi manca andare a cena nei ristoranti turistici e improvvisati, quelli dove non andresti mai di tua spontanea volontà ma ti ci porta sempre una coppia di amici e tu sei stanco di fare costantemente la parte del rompipalle, di quello che fa il difficile e allora acconsenti e sai già cosa ti aspetterà. L’esasperazione dei coperti, lo spazio vitale ridotto a niente, la pressione antropica tipo megalopoli asiatica per mangiare un piatto di fritto misto in olio esausto, per di più solo con i calamari. Mi mancano le scuse più assurde, la strafottenza, il servizio ai limiti del self service ed i camerieri che sbagliano le ordinazioni. Mi mancano i primi con i frutti di mare con tre cozze biancastre e il piatto pieno di scorce vuote, gli “stricoli” al pesto di pistacchio industriale proposti a 15 euro e l’utilizzo esasperato dei diminuitivi: l’antipastino, i paccheretti, il filettino, il guazzettino, l’arrostino, l’insalatina, la grappetta e il dolcino. Mi mancano i tentativi di imbrusarti il cerniotto di 30 kg da fare alla matalotta, i tentacoli di polpo coriacei, tenaci e giganteschi come quelli di una piovra assassina. MI mancano le cotture sbagliate e la difesa degli errori fino alla morte, per la serie il cliente ha sempre ragione un cazzo! Mi manca l’incapacità a soddisfare le più semplici richieste: chiedi una pietanza senza prezzemolo e ti arriva sommersa di prezzemolo, ti chiedono se vuoi dell’altro pane e tu dici no, perchè il tavolo è coperto di piattini del giro di antipasti che ancora una volta avete avuto l’ardire di ordinare maledicendovi un secondo dopo averlo fatto e loro ti portano il pane, vuoi un vino e non c’è, ne scegli un altro e ti arriva caldo, il secchiello con ghiaccio però non si può posizionare altrimenti i camerieri non possono passare. MI manca porgere il mio piatto sporco al cameriere, è una cosa che faccio sempre, in qualsiasi occasione, per rispetto di chi sta lavorando. Mi manca osservare la tavolata di 20 turisti tedeschi, allampanati e felici di essersi accomodati ai tavoli di un dehors abusivo in un vicolo di Ortigia, ai quali stanno servendo tutte le rimanenze del frigo e della dispensa. Mi manca, a fine pasto, la domanda del ristoratore: “allora com’è andata?” e il doversi trattenere e rispondere “bene, bene”, perché se solo uno accennasse ad una critica, quello risponderebbe piccato: “Eh, ma da noi non si lamenta mai nessuno!”. Mi manca da morire chiedere il conto con il gesto della penna che scrive in aria, mi manca il conto quando arriva sul foglietto a quadretti, mi mancano i prezzi gonfiati a dismisura e i finti sconti, quel 138 euro cancellato con un colpo di penna Bic e rimpiazzato da 82, sfacciati! Mi manca pagare in contatti e fare le divisioni delle quote con l’iphone. Mi manca tirare fuori il bancomat e chiedere: “ha il pos?” e osservare l’espressione del ristoratore che risponde sempre: “puttroppo si ha rotto!”.

 

La Smentita

Arriva la secca smentita dell’AMP, l’associazione dei militari in pensione: Non era una tartaruga “Caretta Caretta” ma il tenente colonnello Virgilio Spampinato, immortalato a sua insaputa, in località Plemmirio, mentre era alle prese con un goffo tentativo di stile dorso. L’episodio ha suscitato le ire dell’Associazione e dello stesso Spampinato che ha visto la sua immagine fare il giro del mondo senza il suo consenso. I legali dell’AMP sono già all’opera, convinti che ci siano tutti i presupposti per chiedere la cancellazione per utilizzo molesto dell’hashtag “portadellemeraviglie”, citare il Comune di Siracusa e ottenere un risarcimento record!

Putìe

Quando entro in una delle luride putìe qui a mare e mi accorgo di essere l’unico che indossa la mascherina, mi rivolgo al personale chiedendo, per favore, che almeno loro facciano altrettanto. Le reazioni sono varie: c’è chi mi guarda a bocca aperta, chi si mette a ridere e chi mi manda a fare in culo. Ieri mi hanno mandato a fare in culo. Io ho incassato – inutile cercare di intavolare una discussione con questi – mi sono girato e ho fatto per andare via ma poi mi sono bloccato davanti alla porta e sono tornato indietro. Ho cominciato a girare tra quei quattro disgustosi scaffali pieni di sporcizia e di prodotti dozzinali a prezzi gonfiati e ho scelto i più cari. Lì ho presi uno ad uno, ho perfino chiesto i prezzi alla cassiera scuffata e al proprietario sudato e ho visto i loro occhi che brillavano, stavano pregustando il conto salatissimo che mi avrebbero battuto e gioivano perché finalmente, oltre ai normali prodotti a limite scadenza, si stavano liberando anche del vasetto di “polpa di granchio reale” che è su quello scaffale dalla semifinale con la Germania del 2006 e delle bottiglie di Corvo Glicine vendemmia 2008 proposte senza vergogna a 16 euro l’una. Quando ho riempito il cestello per bene, mi sono diretto verso la salumeria e ho ordinato etti su etti di affettati: il prosciutto cotto, quello verdognolo, il crudo arido e sfiorito e la mortadella appassita e triste. Ho Preso una ricotta bianco fumé, un pezzo di primosale che sembrava un macigno, una quantità invereconda di provoletta che ho preteso venisse affettata sottile, e più i bifolchi senza mascherina dicevano: “è venuta un po’ di più, chi fazzu? lassu?”, più montava in me un senso di euforia: “lascia, lascia”. Ho persino fatto riempire una vaschetta di olive cunsate che avevo già adocchiato l’estate precedente, le ho riconosciute perché dentro, c’era ancora il tappo di una penna Bic che era scivolato di mano al commesso il 9 agosto del 2019. Terminato lì, mi sono spostato al banco forno e mi sono fatto incartare quattro “vota vota” col prezzemolo, una teglia di sfoglia, mezza di pizza rossa e otto scolli. Ho preteso di avere gli ultimi, quelli a contatto con il vetro mai lavato della vetrina. Poi mi sono messo in coda alla cassa e finalmente è arrivato il mio turno, ho fatto aggiungere al conto un sacco di carbonella, una scatola di Diavolino super fast e una bombola di gas da cucina. Il proprietario, che aveva fiutato l’affare e nel frattempo aveva sostituito la cassiera, adesso era tutto un sorriso, ha battuto i prodotti e il registratore di cassa ha sputato fuori uno scontrino che sembrava un sudario. “Sono duescentoscinquantasiei euri e quartordiscicentesimæ.”, ha detto soddisfatto. Io ho annuito, ho fatto per prendere il portafogli e per sfilare delle banconote invece, fiero, gli ho mostrato il crigno. Lui non se l’aspettava e ha balbettato di nuovo il totale del conto: “duescentoscinquantasiei euri e quartordiscicentesimæ.”. Io ho sussurrato: “suca.”. “Come?”, ha fatto lui. “SUCA!”, ho gridato come un pazzo e con un balzo felino sono uscito fuori dal market, salito in macchina e scappato via. Poi qualcuno mi ha afferrato per un braccio, era Donatella: “Emi, svegliati, svegliati! – mi ha detto – stai urlando nel cuore della notte e digrigni i denti…”.

Sussuttorio o Ontulatorio? – Il glossario dei commenti sul terremoto

– Si ha sentito fino a Floridia

– Molto strano che non è successo di notte qua sempre la sera ci sono i terremota ora ci dobbiamo preoccupare

– Non può essere solo 3.,7 e chiassai sicuro

– O viale Tunisi s’abballava ca pareva u tuvà

– Coppa del etna

– Sentita pure alla via bainsizza pazzesco dice che e stato sussuttorio

– Zona Zecchino ontulatorio a meno mi pare

– Al villaggio miano si è sentita più forte di tutti

– Io villagio Miano ma non o sentito niente ma tu preciso dove stai?

– Minchia di cacazzo!

– Prima del terremoto a rimpompato tutto tipo bumma

– Io non lo sentita ma i gatti facevano come i pazzi macari Fusina che non si scanta i nenti

– A Cassibile alcuni lanno sentito ma altri no pero

– Solarino sotto scioch

– U divanu faceva zuchiti zuchiti

– Era ovvio io maspittava picchi ce troppo caldo

– A fontane bianche in spiaggia si è sentito è pure quacche tre onte grandi ci sono state

– Sie sentito macari a Lentini e da voi sie sentito fosse a Catania?

– Ancora sto tremanto

– Al sesto piano pareva u tacatà

Annunci turistici online, le tipologie aretusee:

– Bed & Breakfast

– Bread & Breakfast

– Break & Breadfast

– Bed & Brestfast

– Bad & Brecchifast

– Casa Vacanza

– Casa Vacanze

– Case Vacanza

– Case Vacanze

– Casi Vacanzi

– Villetti su mare Ognina

– Cottage signorile tutto rifinito Club A Fanusa

– Schalè da sogno con giaddino Tivoli