Tutto sistemato

Intervento della Commissione elettorale centrale del dipartimento regionale delle Autonomie Locali che con decisione inappellabile, proclama la sostituzione dei verbali mancanti di una sezione del siracusano con l’unico documento ufficiale trovato all’interno del plico: la giocata Lotto delle signorine Pitruzzello Concetta (89 anni) e Pitruzzello Lucia (87 anni). Al candidato Gennuso Riccardo vengono dunque attribuiti i voti dell’ambo secco 14 e 76 giocato sulla ruota omonima. Stesso discorso per il candidato Carta a cui viene attribuito il terno 21, 45 e 83.

Lo Spoglio

– Sezione tri, vinticincu voti… ti risutta?

– No! sezione quattru, trentattri!

– Ma chi sta mpapucchiannu… A quattru su quartordici!

– Aspè, Aspè ma a quattru a Rosolini o Priolo… mi sto cassarianto tutto.

– Ma quale Rosolini e Priolo a quattru i Melilli!

– No Melilli a mmia non mi hanno comunicato ancora nenti…

– Aspè, ricominciamo

Un uomo, un voto

– Mpare si vota ca o Gaggallo?

– Ma questo non è il Gargallo…

– Ma come?

– Questa è la scuola elementare di via Montalto

– Vabbè, ma ca u ponzu votare a XXX?

– Dipende dalla sezione elettorale, qui ci sono 3 – 4 – 5

– E io che nummero sugnu?

– E lo chiedi a me?

– Ammia mi hanno detto di andare al Gaggallo…

– E controlla il numero della sezione…

– Ma quannu?

– Ora.

– Ma unni?

– Lì, sulla scheda…

– Mi cunfunnu, talìa tu…

– 58

– Ampo! Ahahahah.

Al voto

Ho visto cose che voi elettori non potreste immaginarvi: ho visto uomini e donne che sui social invocano competenza, conoscenza e onestà, trasformarsi in zerbini e spalmarsi sul pavimento di comitati elettorali di candidati imbarazzanti; ho visto mani giunte in preghiera o strette a pugno, aprirsi per una tartina rancida alle “convenscion” dei candidati più improbabili; ho visto i buoni benzina e i camion con gli elettrodomestici alle porte di Tannhäuser. Ma tranquilli, questi momenti non andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia, anzi… Siamo in Sicilia, è tempo di votare.

Ma anche basta

Non ne posso più! Sono a Siracusa da una settimana e ogni giorno sono due, tre accappati e con i maledetti turisti che occupano gli stalli dei residenti di Ortigia. Alcuni capiscono e ti ringraziano e allora tu mosso a compassione gli dai delle indicazione, spieghi dove possono parcheggiare gratis o in che lato del Talete lasciare la macchina senza rischiare che un’improvvisa inondazione la trascini via, altri invece se ne fottono e ti ridono in faccia, cosa che non farebbero mai a Düsseldorf a Nantes o negli altri fottutissimi posti da dove provengono e tu maledici qualsiasi forma di destagionalizzazione turistica e vorresti fargliela pagare, prendere il telefono e chiamare i vigili ma tanto sai già che all’altro capo non risponderà nessuno.

Fumé

Siracusa è la città con il più alto numero procapite di pizzaioli campioni del mondo. Così stasera, quando affamato ho aperto il cartone e mi sono reso conto che le melanzane della Norma erano carbonizzate, ho preso il telefono e chiamato per protestare ma quelli niente, hanno detto che la Norma si fa così e che da loro non si lamenta mai nessuno e mi hanno pure sbeffeggiato, allora, indignato, ho preso coraggio e risposto: “Sapete che c’è? La prossima volta mi serviró da un altro campione del mondo” e ho riagganciato.

Disclaimer: Immagine da web

Risvegli

Come in un incubo, sono uscito di casa e sono stato investito da una quantità spropositata di santini elettorali trasportati dal vento. Arrivavano a folate, divisi per schieramenti politici, alcuni, anche se di schieramenti opposti, andavano a braccetto. Decine di migliaia di facce sorridenti, di camicie bianche inamidate, di slogan ridondanti e promesse inattuabili. I santini del centrodestra si libravano in aria spavaldi, quelli del centro sinistra arrancavano a mezz’aria. Quasi tutti finivano la loro corsa a mare. Il sole si stagliava all’orizzonte offuscato da un pulviscolo sottile e fastidioso. Tenevo gli occhi socchiusi per proteggermi, il vento caldo spazzava la strada, un tizio accanto a me ha detto sospettoso: “Mmmm, chistu è tempo di terremoto…” e in effetti, sembrava davvero la fine del mondo.