Il Tar boccia la Dad, insorgono gli studenti

Ma che ci trase stu Tar nella scola c’è lo avete propria a spiegare. Il Sintaco pi na vota fa na cosa bona e fa chiuriri i scoli e arriva stu Tar, spatte i Catania, e ammogghia tutte cose?

Ma poi questa che è democrazia? Perchè stu Tar non parla dei prezzi da pizza e dei calzoni col biustel fora re scole ca uno vente a due euro e cinquanta e quaccaruno a tri euri? 

I pobblemi dei scoli siracusani sunu complicati e u sapemmo tutti: scoli nei garasch, professori bestia, aule compiuter senza compiuter, fotocopiatori senza catta, bagni senza accua, se ce cauru accupamu, se ce friddu aggiggiamo, pumman pe paisi a mattina troppo presto, autubbussi pi chiddi ra Pizzuta zero, posteggi pe mutura insicuri che uno si deve portare na catina tanta manzanò si pottano u scuter cu tuttu u casco.

Ora macari u Covid che dobbiamo stare colla mascherina che si accupa e dobbiamo stare distanzianti che non si possono fare manco le cappotte per babbiare e gli ziti si devono ammucciare. Ogni stutente a un parente, un cucino o un compagno di caccetto o di paddel ca e positivo e ci dobbiamo cafuddare dentro le classi ma che è sicurezza questa? Ammeno di pomeriggio ni mecdonad ce l’aria contizionata ma a scola chi ci pensa? Nuddu. A Dad era a megghiu cosa perchè potevamo seguire le lezioni macari co pisciama cuccati no letto.

Noi stutenti superiori gridiamo basta ha tutto questo. Fozza Sintaco i stutenti siracusani pi sta vota sono contè e vono i propri diritti di scola chiusa spatte dopo Natale è semu pronti a protestare e fare buddello e sciopero.  Ni viremo tutti i studenti o bar a cosso Gelone pi fari a manifestazione. Se vi scuddati a mascherina vi susìti u magghiuni sopra u naso.

Abbandoni (reprise)

Una coppia di cinquantenni in sella ad uno scooter, accosta e getta nel carrellato dell’organico di un palazzo lungo una strada principale del centro storico un sacchetto pieno di vetro, plastica e carcasse di pesce. Consapevole della probabile reazione, faccio notare ugualmente che almeno potevano usare quello dell’indifferenziata, così, per farla meno sporca. Il tizio alla guida ha replicato serafico: “A picchì nun ti fai i cazzi toi”. Lei, per stemperare i toni: “Lassalu peddere a chistu, amunìnni”. Avrei voluto insistere e chiedergli una cosa tipo: “Avete visto Alberto Angela su Siracusa, uno scandalo vero?”. Ma poi ho desistito e ho sospirato uno scoraggiato: “E vabbè”. Lo scooter, intanto, si era allontanato di qualche decina di metri, la “signora” seduta dietro si è voltata e mi ha gridato: “Ancora cca si? Sciesso”.

Scuole in Dad, scoppia la polemica degli studenti

Cioè prima ci ata detto che ci potevamo stare e casi ca Dad e ora i scole su di nuovo apette tra quacche gionno? Noi studenti del comitato de scole superiori non vi cretiamo più, basta siamo telusi della politica. I scole ano stato considerato come chiddi scassi, mattoriate, tattassate, causanto danni per la cuttura, la socialità ri tutti i picciotti e infatti un sacco ri ziti si stana lassannu. Basta! Ora vi assumete i responsabilità di quello che sta succetento e di tutta sta confusione ca finì a buddello preciso. Speppero di soddi bestiale che tipo: ma sti banchi che rotelle picchì i cattastuvu picchì ci piacevano alla Mazzolina? Non si potevano usare si soddi pi fari i gite? Ora ci ano imparare i cose colla DAD ma non è a stissa cosa, completamente! Cu tutti i pobblemi di connessione ca ci sono nei case dei picciotti. Tutto questo vuole dire una cosa: che ve ne state fottento della scola è di noi giovani del futuro.

Nella nostra reattà non ci sono manco i pumman ca ni pottunu peri peri e tutti i picciotti ana ghiri iennu che mutura, macari chiddi ca venunu re paisi. I scole sono colaproti e ogni spiffero è tanto e fa trasiri u veleno. Spatte, i bagni sono sempre cuasti e nei rubinetti non ce l’acua per lavarisi i manu come dice la legge. In motte scole appoi, ammanca laggibilità e i muri  si scozzulano tutti. Queste sono le domande scomote e anche se ci ano detto che i sintaco non centra nenti colle scuole superiori noi crediamo ca ciavissi a mettere i soldi ro Comuni per fare i lavori che da tanto aspettiamo. A come? u’spitale novo sì e i scole no? Minchia chi siti belli!!! Non ci pensate a nostro futuro?

Pe concludere i scole chiusi pottano attri pobblemi motto gravi come ad esempio la cammuria per i genitori che travagghiano o per quelli che si susunu taddu. Molti patri fanno i turni e non ni ponu dare renzia mentre le matri che non vanno a lavorare devono cucinare e puliziare la casa e nesciunu pazze. A sto punto noi stutenti uniti chietiamo al governo e macari al sintaco la sicurezza veramente tunnamo a scola e poi di intervenire con decisione attravesso la concessione di una ricarica di vinticincu euro a ogni picciotto, masculo o fimmmina, fino  a giugno che poi tanto c’è a Sammer ediscion coi sconti.

Dubbi

– Ma ora coll’arangione, ca tezza dose ci pozzu iri all’Oscian?

– Co supergrinpass?

– Se…

– Po iri unni zocco voi…

– Macari a Melilli?

– E che c’entra Melilli?

– A viri cha l’Oscian a Melilli è…

– Ma chi sta mpapucchiannu?

– Vero è!

– A Melilli?!?! Ma chisti su pazzi… u munnu a ruvessa!

– A prima vota non ci volevo cretere manco io…

– No, allora io mi stassi a Sarausa, cu tutti i supemmeccati belli ca ci sù…

– U sacciu… era pi canciari… pi farisi na passiata…

Camperetti, salta l’accordo

A differenze di quanto accaduto per le mascherine Ffp2, salta l’accordo sul prezzo calmierato dei camperetti surgelati per i panini Maremonti. La Struttura Commissariale, non ha trovato l’intesa con Assopanini e Confcavallo per la vendita a prezzo calmierato presso le paninoteche su ruota aderenti. Lo rende noto l’ufficio del commissario Francesco Paolo Figliuolo. “Il prezzo dei camperetti lo fa il mercato – tuonano sdegnati i rappresentanti di Assopanini e Confcavallo – avevamo proposto di discutere di ogghiurepipi o sassababbechiu ma non abbiamo ottenuto alcun riscontro. Per noi la questione finisce qui”.

Ma davvero state dicendo?

Comunque la polemica sul servizio di Alberto Angela è davvero surreale, al di là del bene e del male, come il siracusano. Contribuiamo con le nostre meschinità, le spittizze e tutta l’inciviltà di cui siamo maestri assoluti a plasmare questo cacatoio che chiamiamo città, distruggendola e abusandola ogni giorno di più e poi ci indigniamo per il fantomatico complotto ordito da Angela che prima – sindaco complice – ci ha fatto credere chissà che cosa (cresce l’attesa) e poi ha trasmesso il servizio su Siracusa a fine puntata (bastaddu), senza parlare di Santa Lucia (veggogna) e senza fare vedere tutto le altre meraviglie (viale Zecchino? Il panino di notte?)… Ma davvero state dicendo?

Cresce l’attesa

Partirà da un dehors abusivo in via Savoia l’emozionante viaggio di Alberto Angela tra le suggestioni e le bellezze di Siracusa. Il popolare divulgatore si soffermerà sul parcheggio di piazza Archimede fortemente voluto da Archia e sulla scomparsa delle strisce pedonali in città, un mistero che si tramanda nei secoli. Angela si soffermerà sul complesso monumentale di via Italia 103, sulla tradizione millenaria del fritto di frodo in olio esausto e sul mito del CCR di Targia, la ninfa di Artemide trasformata in un cassone sempre pieno. Ospiti d’eccezione per raccontare di passato, presente e futuro, il presidente di MDP (Macchina – Dio- Patria) e una delegazione di Confcavallo e Assopanini. Per ringraziare Alberto Angela della straordinaria promozione della città, il sindaco Italia ha voluto donargli, in segno di profonda gratitudine, un ape calessino senza assicurazione e l’usufrutto per due anni di due delegati di quartiere.