Villette

– Ma unni siti pi ferracosto?

– MInchia! Mancano 15 giorni… ma non è un po’ prematuro?

– Nuauttri iemu ni me cugnatu na villetta a Fanusa.

– Scampagnata?

– Accattammu a sasizza a Buscemi, pasta o funnu, u muluni, a totta gelato… I soliti cosi. Manciamu e ni cuccamu docu. Vi arricampate?

– Ma nom lo so… L’idea del traffico infernale, del caldo appiccicoso…

– Viri ca ni me cugnatu a Fanusa, a sira c’è friscu e dormiamo co linzolo…

Disilluso

C’è stato un periodo in cui pensavo di vivere in una città cosmopolita. Girare tra i vicoli di Ortigia e incrociare turisti di tutte le nazionalità mi faceva sentire al centro del mondo e mi dava la possibilità di interagire con loro. Spesso mi prodigavo in indicazioni e utili consigli, certe volte, nascevano anche delle amicizie, si andava a cena insieme, s’istauravano dei rapporti. Credevo, in cuor mio, che questo flusso internazionale di persone avrebbe potuto portare una ventata di novità, di fermento culturale, di apertura mentale e rispetto per il bene comune. Non è stato così. Non appena arriva in città, la maggior parte dei turisti si siracusanizza nel giro di 48/72 ore. La trasformazione da civile padre di famiglia scandinavo o mittleuropeo a pezzo di pitarro locale è repentina e cela anni di frustrazioni e di rispetto ossessivo delle regole. Non sembra vero a questi uomini e a queste donne cresciuti con un’educazione luterana e calvinista, di poter parcheggiare in doppia o tripla fila; di occupare con tavoli e sedie a sdraio il suolo pubblico nei pressi del basso adibito a casa vacanze che hanno affittato a 15 euro a notte senza dover dare conto a nessuno; di prendere una navetta guardandosi bene dal pagare il biglietto; di lasciar cadere per terra una carta insivata di arancino o di cavallo e sbizzero senza pensarci due volte, attribuendo la responsabilità a un cestino pieno fino all’orlo e non svuotato da giorni. Per loro è libertà, indipendenza, autogestione, sovranità, privilegio, immoralità, strapotere, sopruso, trivialità, vizio e dissolutezza, un cortocircuito sensoriale. È come vivere nella giungla e andare in giro con le mutande di pelle di daino, è come una notte di sesso sfrenato dopo anni di astinenza forzata. Non ci capiscono più niente e niente ci vogliono capire.

Di contro, la mia disillusione ha annientato qualsiasi buon proposito. Ho smesso di dare indicazioni e di sorridere, in macchina faccio largo uso di clacson e abbaglianti quando li incrocio titubanti al centro di un quadrivio, butto voci e minaccio, faccio corna e crigni quando non attraversano sulle strisce. Certe volte mi affaccio al balcone e li osservo posteggiare senza pass negli stalli residenti. Mi sento come il vecchio della scena dell’olio in “Un sacco Bello” di Verdone, vorrei dirgli che stanno parcheggiando sulle strisce pedonali e che si tratta di un gesto incivile, una pratica barbara che non si sognerebbero mai di fare a Dusseldorlf, a Mainz, a Trondheim o nelle altre città di provenienza. A loro non frega niente e mi fissano con sguardo di sfida, ormai sanno benissimo che il primo vigile urbano passerà solo dopo le 15:30.

 

Autoconservazione

Me ne sono andato perché la situazione era ingestibile. Mi dispiace che tu te la sia presa, amici come prima, ma io mi sono sentito come un pugile alle corde che si ripara da una gragnola di colpi. Nel breve dialogo che abbiamo intavolato sei riuscito a inserire, praticamente una dopo l’altra, le parole: piano nobile, salotto buono, attenzionare, trend in forte crescita, battutona, weekendone, lovvo, eccellenza agroalimentare, economia circolare, resilienza e olio evo. Mi sono girato e sono scappato… No, scusa, ma che cosa avrei dovuto fare?

L’offerta formativa

Siracusa, aperte le iscrizioni al primo master di II livello “Parcheggio a spina di pesce su stalli per bus e disabili”. Il Master è rivolto a tutti i cittadini interessati ad annullare l’etica nel campo della convivenza civile. Il percorso didattico sotto la guida di illustri docenti (pregiudicati, vigili urbani, ex assessori alla mobilità) garantirà l’acquisizione delle principali regole di pirateria del codice della strada. La prova finale prevede il parcheggio contromano e in retromarcia a spina di pesce su stallo riservato con lancio di sacchetto di rifiuti indifferenziati e svuotamento posacenere auto.

Il must dell’estate 2019

Il nuovo numero dell’Isola dei Cani è già in edicola! Il periodico satirico che tempra lo spirito, fortifica la mente e puó essere usato arrotolato come arma letale contro zanzare, pappapani e parenti che si arricogghiono nella villetta!!!

All’interno, un paginone pitacorico sul boom ristorazione e una riflessione sul grande successo dell’Amministrazione nella raccolta differenziata a Tiche!!!

Adieu

Io ne ho viste cose che voi siracusani non potreste immaginarvi: vigili urbani annoiati alla Porta Marina, e ho visto i suv dei pitarri in doppia e tripla fila vicino ai camioncini degli incrasciati. Ho visto carni di cavallo con doppio sbizzero servite in vaschetta e fogli di stagnola librarsi leggiadri nel vento. Ora tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come l’ogghiu re pipi nel panino quando già c’hai fatto mettere: pocchetta, mozzarella, funchetti, avocato, gamperetti, cipudda, sassaemayoness e tabasco.
È tempo di morire.