Un novembre Pitacorico

Gli aforismi Pitacorici

  • Una volta qui era tutto Padula…

  • C’è una sottile linea rossa che lega una buona parte dei ristoratori aretusei: da quelli che eccellono per abnegazione e ricerca sui prodotti del territorio; a quelli improvvisati, con il pesce avariato, i würstel di topo e i funchi in barattolo dalla Romania, per giunta scaduti… entrambi conferiscono fuori orario, rifiuti non differenziati, nei cassonetti del centro storico, nell’assoluto disinteresse di chi dovrebbe vigilare. Ma perchè?

  • Tu esponi il cartello “smart menù” e io rimpiango Bata e la vetrina con le Lumberjack…

  • Se il palo della luce fosse caduto in Corso Umberto, con tutte le auto in seconda e terza fila, sarebbe stata una strage!!!

Anniversari

  • Siracusa come Berlino. Si celebra il terzo anniversario della caduta del ponte dei Calafatari! Cerimonia solenne a Palazzo Vermexio. Un plotone scelto di Consiglieri Comunali sparerà tre raffiche di gettoni di presenza in aria. Per l’occasione è prevista la presenza di Capi di Stato esteri, dei rappresentanti della “Confcavallo”, dei “Posteggiatori abusivi riuniti” e dei consoli firmatari de “La Grande Intesa”.

  • Un busto bronzeo posizionato nel foyer del Teatro Comunale di Siracusa per celebrare il primo anniversario della prematura scomparsa di Odoacre De Grittis, il tenore novantatreenne deceduto lo scorso anno a Roma. Il maestro De Grittis non si era mai esibito su un palcoscenico per colpa di un contratto firmato nel 1957 che lo legava in esclusiva al Teatro Comunale di Siracusa!!!

Premio Tiche – La poesia Pitacorica

  • Pioggia che cadi acida sulla città d’amare,

    avvolgi quel semaforo intelligente che regola senza regole

    il caos di un mattino di novembre.

    Lo strillare impunito dei clacson impazziti si fa canto soave e s’addensa

    e accompagna l’attesa incompiuta del verde contemplare di luci.

    Solo una mano può metterci in salvo, solo la tua, Vigile Urbano. È arrivato il momento di lasciare quel bar.

Scandalo Tari

  • Come al solito, i primi a indignarsi per la tari maggiorata, sono quelli che non l’hanno pagata mai!!!

Classifiche

  • Assenteismo dei dipendenti dagli uffici comunali, bene Siracusa che occupa il 92° posto…

    – G5

    – Acqua

    – H3

    – Colpito Incrociatore

  • Colpaccio Siracusa che scala 4 posizioni nella classifica della qualità della vita e si piazza al 105 posto… e ancora non hanno allestito il presepe subacqueo del ponte umbertino e l’albero di natale in Pvc!!!

  • A differenza di quella di Italia Oggi, la classifica del Sole 24 Ore ha tenuto conto del presepe subacqueo, dell’albero di natale in tetrapak e della possibilità di comprare ricci di mare e pescato di frodo anche durante il fermo biologico, piazzando Siracusa all’88esimo e facendole scalare ben 10 posizioni!!!

Una Ztl inquieta

  • Ztl si ricambia!!! Finalmente, nei giorni feriali dopo le 20:00, sarà consentito entrare in Ortigia e parcheggiare in divieto di sosta in Corso Matteotti, Piazza Archimede e alla “Fontana” come già vergognosamente concesso durante il giorno!!!

    Le altre città si muovono dinamiche verso il futuro, mentre noi, restiamo fermi in coda al passeggio Adorno o parcheggiati con le quattro frecce in corso Matteotti, aspettando che qualcuno che amiamo esca da Zara…

Toto Assessori Regionali

  • Sorpresi a rubare rame… possibile ingresso in Giunta regionale!

  • Dopo il successo cinematografico di “Marziano ed i ribelli del pianeta Avviso 8, arriva sugli schermi la nuova saga interstellare sul governo regionale!

Un ottobre Pitacorico – il peggio di

Gli aforismi Pitacorici

  • Prima o poi bisognerà censire quelli che stampano i crigni negli ascensori.
  • Si sta come d’autunno al bar i vigili urbani.
  • La produzione fasulla di maialino dei Nebrodi ha superato quella, altrettanto fasulla, di pistacchio di Bronte… Regolatevi.
  • Il cartello “Prossima apertura ristopub pizzalounge” affisso alla vetrina del basso vicino casa suona come provocazione e minaccia…

Speciale Elezioni Regionali

  • Ho viste cose che voi elettori non potreste immaginarvi:

    ho visto uomini e donne che sui social invocano competenza, conoscenza e onestà, trasformarsi in zerbini e spalmarsi sul pavimento di comitati elettorali di candidati imbarazzanti;

    ho visto mani giunte in preghiera o strette a pugno, aprirsi per una tartina rancida alle convention dei candidati bbestia;

    ho visto i buoni benzina e i camion con gli elettrodomestici alle porte di Tannhäuser.

    Ma tranquilli, questi momenti non andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia, anzi…

    Siamo in Sicilia, è tempo di votare.

Maltempo e disagi

  • Bacino artificiale di viale Epipoli. Varato dalle autorità cittadine “Pizzuta”, il catamarano che sfiderà “Oracle” per assicurarsi un posto in Coppa America. L’imbarcazione – capitanata dallo skipper Garozzo – sfrutterà le piogge per immettersi nel canale di gronda e attraversando la città, raggiungere il mare.

I racconti Pitacorici

  • Lo scooter con marmitta LeoVince entrò a velocità sostenuta alla Marina. Era un tardo pomeriggio e il sole stava per lasciare spazio ad una luna timida e sfocata. Il pilota schivò qualche passante e posteggiò in bella vista. Dallo scooter scesero in due: lei, vestitino bianco e coprispalla fucsia, calzava delle scarpe tipo espadrillas ma con molto tacco; lui indossava uno sfrontato abito in poliestere grigio luccicante con una giacca oscenamente corta e una scarpa stringata a punta di diamante. Il sole tramontava, i due si sorrisero, si sfiorarono quasi imbarazzati, poi lui la fissò negli occhi e indicando lo scooter le disse: ouh, mettici a catina.

Ortigia e Ztl

  • ZTL, non si placano le polemiche. Terminata la stagione estiva si chiede a gran voce la riapertura totale di Ortigia. Pronte due proteste eclatanti! La prima prevede la “scontrinata” un lungo corteo per le vie del centro storico con lo sventolio simbolico di foglietti scritti a penna a sostituire le ricevute mai fatte per via della ZTL e per evasione fiscale. La seconda, ad opera dell’associazione “Macchina – Dio – Patria” mira a chiudere il centro storico ai pedoni considerati ostacoli per la guida nelle stradine di Ortigia.

    “Finiscono spesso sotto le ruote e si incastrano nei parafanghi – ha dichiarato infastidito il presidente di MDP – quando sono stranieri poi, è difficile anche fargli capire che devono staccarsi”. “Abolendo i pedoni si potrebbero utilizzare i marciapiedi per aumentare lo spazio sosta e garantire a tutti l’ebbrezza di un parcheggio in terza o quarta fila che, va da sé, rimetterebbe in moto l’economia locale”.

I dialoghi Pitacorici

– Il conto per favore

– Pronti tottore

– Mi fa la ricevuta?

– No, ci offro un limoncello…

Porto Turistico

  • Inaugurata la banchina 3 del porto ed è subito flop! Costa Cafona e Costa Pacchiana, approfittando delle strade allagate, attraccano rispettivamente a Piazza Santa Lucia e all’Anfiteatro Romano. Il Comune intanto rilancia: joint venture con il colosso dei mari per il varo della Costa Gigia, la prima nave da crociera d’amare che fungerà anche da discarica, risolvendo parzialmente l’annoso problema dei rifiuti in città.

Autonomo come un catalano

  • Ho una itentità motto spiccata, pallo una lincua divessa e mi sento sfruttato ta un sistema malfagio e puggiardo… pretento autonomia e la possibilità ti autoteterminare la mia Tarsu in parpa al recolamento comunale.

Parola d’ordine delocalizzazione

Il bordello infernale che ha caratterizzato la stagione estiva appena conclusa, con orde di turisti depredati e avvelenati da ristoratori improvvisati, i dehors abusivi sui sagrati delle chiese, via Malta e piazza Pancali con più traffico del Raccordo anulare nell’ora di punta, le cover band heavy metal nelle pizzerie per famiglie e i terribili vini bianchi serviti a temperatura ambiente, hanno riacceso il dibattito sulla vocazione e delocalizzazione turistica a Siracusa. Le nuove linee guida del PRG, tracciate a matita dal Consiglio Comunale, si sono cancellate permettendo a politici, maître à penser e sfaccendati vari, di riprogettare la città a misura di delocalizzazione.

Ex Parcheggio Mazzanti

Grande opera pubblica incompiuta e fiore all’occhiello della politica del non fare, il Parcheggio Mazzanti verrà rimesso a nuovo e trasformato in una sala polivalente, attrezzata per spettacoli, concerti, sport e per i bootcamp e la finale del Premio Tiche. Il bonus licenze commerciali e la defiscalizzazione della carne di cavallo e dell’olio esausto per le zippole, sommati al ricco cartellone di eventi d’amare, saranno la spinta propulsiva alla rinascita commerciale della zona. Per diventare immediatamente eseguibile però, il progetto dell’Ex Parcheggio Mazzanti, prevede la costruzione limitrofa e in calcestruzzo depotenziato, di un nuovo parcheggio multilevel per i fruitori dell’ex Parcheggio Mazzanti.

La Borgata

Se Ortigia è il salotto buono della città, per troppo tempo la Borgata è stata il cucinotto non abitabile. Bistrattata, vilipesa e ingannata per anni sulla sistemazione definitiva del Caravaggio, la Borgata merita di meglio e gli ultimi dissesti idrogeologici hanno aperto nuovi spiragli di crescita economica e di rilancio. Il progetto, votato all’unanimità dal Consiglio Comunale di Siracusa e per megalomania anche dal Consiglio di quartiere di Cassibile, è ambizioso e rivoluzionario e prevede l’invaso dello storico quartiere e la sua trasformazione in bacino per la pesca sportiva di mucco e scoppolaricchi. Lo studio di fattibilità commissionato dalle Commissioni bilancio e attività produttive del Comune ad un compro oro di via Bainsizza, prospetta un vero e proprio New Deal: i proprietari dei bassi commerciali allagati, infatti, se vorranno riconvertirsi alla vendita di esche e attrezzatura per la pesca, saranno indotti ad acquistare gli appartamenti soprastanti; i proprietari di quest’ultimi, a loro volta, acquisteranno bifamiliari in zona Akradina, innescando un circolo virtuoso senza precedenti.

Parco Robinson

Il fenomeno delle baby gang merita di essere “attenzionato” nella speranza possa diventare anche esso eccellenza siracusana. Per questo motivo, con un bando truccato e dei finanziamenti a fondo perduto sottratti con dolo alla Comunità Europea, il Parco Robinson sarà affidato ad una cooperativa senza Durc di picciotti di squadra. Un polo d’eccellenza che, sfruttando i buchi della fumosa alternanza scuola-lavoro, sarà capace di formare le nuove generazioni di malacarni attraverso un complesso programma didattico incentrato su scippo e borseggio, impennata molesta, piccola estorsione, spaccio, inglese, pesca di frodo e sfruttamento della prostituzione.

Pizzuta d’amare

La rivoluzione 2.0 che tutti quanti stavano aspettando. Stop ai quartieri dormitorio e senza servizi, largo alla movida, ma sempre senza servizi. È questa l’idea per rilanciare la Pizzuta e renderla glamour per il popolo della notte. Nuove concessioni trentennali per solarium con pessima musica a volumi atroci, cinquecento licenze d’amare per ristorantini di pescato di frodo, sono solo alcune delle iniziative messe in campo dalle istituzioni coinvolte. Una nuova Ztl senza pass né orari contribuirà a creare la tipica atmosfera caotica dell’isolotto, un trenino su gomma percorrerà le arterie principali collegandole con due nuovi parcheggi di interscambio che – garantisce il comune – assicureranno gli stessi disservizi di Talete e Molo S. Antonio. I residenti sono già sul piede di guerra e hanno fondato il comitato Pizzuta Sostenibile chiedendo a gran voce che l’insopportabile bordello sia deviato in zona Zecchino.

 

The great grizzly bear swindle

Sebbene alle presidenziali abbiano votato in massa per Trump per esorcizzare non si sa bene quali paure, da quelle parti sono tutti piuttosto socievoli con i turisti. Emigrant nel Montana è un incrocio tra la Highway 89 e Murphy lane, ha una popolazione di 372 abitanti; un saloon; una bakery che la sera fa anche il barbecue; un general store; la pompa di benzina che vende il gallone a 2.3 dollari (praticamente 0.60 euro al litro); l’immancabile Us Post Office, vero baluardo dello Stato federale; una chiesa episcopale e uno sportello bancario. Gli abitanti vivono di agricoltura e di allevamento e in estate, con l’incremento di turisti diretti a Yellowstone, si sono attrezzati con strutture ricettive ricercate e ospitali. Come sia possibile che gli abitanti di questa contea immersa nella natura incontaminata abbiano votato l’unico Presidente a cui di natura, di emissioni inquinanti, di incendi e di riscaldamento globale non interessi nulla, è un mistero. Ho provato a chiederlo a Carol che insieme a Pete, suo marito da 41 anni ed ex allenatore di Wrestling, gestisce il delizioso B&B sul fiume  dove ho passato la notte. Carol mi ha detto tre cose: la prima è che ha votato Trump perché nonostante viva in uno Stato dove si può acquistare una pistola al supermercato, temeva una preoccupante deriva dei costumi come avvenuto a Seattle, dove, con la legalizzazione delle marijuana, stanno morendo tanti bambini. La seconda, di andare a cenare al Follow Yer’ Nose BBQ, ma di stare attento a non parcheggiare davanti alla chiesa nello stallo riservato a Padre Sheldon perché è un tipo fumantino. La terza, di chiedere in giro e di organizzarsi per andare a vedere gli orsi.

Avrei voluto approfondire il rapporto marjiuana – mortalità infantile, ma non possedendo gli strumenti linguistici per affrontare una discussione del genere, ho preferito soprassedere e dirigermi di corsa a cena anche perché a Emigrant nel Montana alle 19:00 chiude tutto.

Il Follow yer’ Nose una cosa sa fare, il barbecue, e lo capisci – come suggerisce il nome – qualche miglio prima di raggiungerlo, dall’odore dell’incredibile nube di fumo che immette nell’atmosfera. Puoi scegliere tra tre portate di maiale (pulled pork; brisket e ribs), una di pollo e un paio di manzo alle quali puoi abbinare quattro salse BBQ fatte in casa e un contorno che otto volte su dieci è di patate, di mais se hai un’indole da conservatore, di insalata verde per tenere a bada la coscienza, se prima di partire eri uno di quelli che diceva, ma sai, sostanzialmente sono ormai un vegetariano. Il tutto innaffiato da quaranta tipi di birra tra cui scegliere. Abbiamo ordinato e ci siamo gustati la cena in veranda sorseggiando una buona Ipa locale, ma non sono riuscito a rilassarmi del tutto. Ogni volta che qualcuno alle mie spalle alzava la voce, pensavo subito, minchia, Padre Sheldon!

Poi tutto è avvenuto in maniera repentina, un momento prima avevo un bicchiere di birra in mano e guardavo Donatella parlare con altre persone al di la dello steccato, il momento dopo ero sul sedile posteriore dell’auto di Stan e Glenda – una coppia di sessantenni della Lousiana – in una carovana di macchine capeggiata da una pseudo guida locale, direzione orsi. Ho cercato di prendere la mia macchina, anche perché temevo che da un momento all’altro potesse tornare Padre Sheldon, trovare il suo posto occupato e piantare un casino, ma la pseudo guida mi ha tranquillizzato dicendomi che Sheldon era già tornato a casa indicandomi un pickup nero della Ford parcheggiato poco più avanti.

Abbiamo seguito una strada sterrata che si arrampicava su una montagna, scambiandoci formalità e complimenti sui rispettivi luoghi di origine mentre, con le stalattiti al naso, cercavamo in tutti i modi di tappare con uno zaino la bocchetta posteriore dell’aria condizionata che buttava fuori aria gelida e inospitale mentre Glenda, davanti, si soffiava con un ventaglio. Raggiunto il luogo prescelto è stato un sollievo uscire dall’auto e riacclimatarsi con i sedici gradi della temperatura esterna. L’atmosfera intorno era carica di elettricità, tutti volevano vedere l’orso tutti erano lì per questo. Le persone hanno cominciato a caricarsi a vicenda, a convincersi, a condizionarsi, un po’ come accade da noi per i miracoli (Padre Pio vs Grizzly Bear).

Funziona così: si raggiunge un punto di osservazione; un tizio con la t-shirt “God forgive us” grida, look, behind the second tree on the right. Il punto da individuare si trova sul lato di una montagna a settecento metri in linea d’aria e l’indicazione è talmente generica da risultare inutile, dato che sul quel crinale ci sono almeno duemila second tree on the right. Tutti puntano il proprio binocolo in quella direzione, il tizio con la t-shirt mistica dice che adesso l’orso si sta spostando dietro una roccia ma che si vedono chiaramente orecchie e muso. Una dopo l’altra le persone cominciano ad esclamare cose tipo: wow, so cute, amazing, incredibile, the dream of my life, in un crescendo wagneriano di impeti ed emozioni. Anche Donatella riesce a scorgerlo, io mi impegno, scruto la montagna palmo a palmo ma niente. Sono l’unico a non vedere niente. Alla fine individuo la roccia, la mia visione è sfocata dalla distanza, ma sono quasi certo che dietro di essa non ci sia nessun orso. Dopo qualche minuto un uomo dal cassone del suo pickup esclama, the elk, on the top of the hill! Tutti ci giriamo a guardare. La collina è senza alberi – penso eccitato tra me e me – questo cervo non me lo faccio scappare. Punto il binocolo, percorro con lo sguardo il crinale avanti e indietro, una, due, tre volte. Intorno a me le stesse manifestazioni di gioia e stupore di prima e io niente. Sono frustrato, il morale è a terra. Poi quello del pickup dice, now is behind the rock. Capisco che ci stanno prendendo per il culo, riconsegno il binocolo e mi godo il tramonto facendomi beffe degli altri.

Tornati al B&B, Carol ci aspetta con una busta di marshmallow, ha accesso il fuoco in riva al fiume, ci invita a goderci la serata e ci lascia soli. Infilziamo un marshmallow ciascuno in due enormi spiedi e lo abbrustoliamo sul fuoco. Non siamo pratici per cui non sappiamo se la cottura del dolce sia corretta, quello che è certo è che i nostri si sono trasformati in due palle infuocate e zuccheratissime. Li assaggiamo e subito ci mettono in imbarazzo perché non sappiamo dove e come disfarcene (a Emigrant faranno la differenziata?). Il fiume scorre placido, la temperatura a valle è accettabile, la luna si riflette sull’acqua prima di nascondersi dietro una nuvola. Donatella cerca di convincermi che l’orso c’era veramente e che lei l’ha visto nitidamente. Io non voglio sentire ragioni, le dico che si è fatta abbindolare anche lei e che è stata protagonista di una gigantesca suggestione collettiva e che secondo me, in questa zona, manco orsi ci sono. Lei ribatte che se sono l’unico a non aver visto nemmeno un animale e che deve essere molto frustrante. Improvvisamente sentiamo dei rumori provenienti dai cespugli alla nostra destra, ci allarmiamo, poi un verso selvaggio e minaccioso, io non ho dubbi: porca troia un orso, scappiamo presto, torniamo dentro.

 

Un agosto pitacorico – tutto quello che vi siete persi o che avete volutamente ignorato

I Tialochi Pitacorici

– Ciao!!! Ma sei proprio tu?

– Ciao, sìììì, ma come stai? Saranno passati 15 anni!!!

– Ahahaha, gli strepitosi tempi dell’Istituto Gramsci a Bologna.

– Hai proprio ragione, che bel periodo che è stato quello. Ma dimmi, dove sei, che fai di bello?

– Io adesso vivo a Pizzighettone, una noia mortale… e tu?

– Ma niente, sono tornato a Siracusa da qualche anno e…

– A Siracusa??? Ma è meravigliosa!!! Ho visto dei servizi in tv, sembra un luogo magico immerso nella cultura.

– Ma sai, a dire il vero…

– Dobbiamo assolutamente vederci, avevo da tempo in mente di venire giù in Sicilia e a questo punto…

– No guarda, facciamo che vengo io a Pizzighettone… fidati.


– Buongiorno.

– Buongionno, tesitera?

– Non saprei… forse del tonno… oppure lo sgombro? lei che mi consiglia?

– Tipente, iu mi piagghissi sto campero o i camperoni! Frischi frischi, na bumma, troppu boni.

– Mi ha convinto subito, va bene, prendo i gamberoni. Ma… come li posso marinare?

– Stu camperetto?

– Come gamberetto… ho preso i gamberoni!

– Cetto, i camperoni… a quali marinari, chiesti si pò manciari macari cruti.


Intellighenzia vs Pop

E se anche Bernabò Brea avesse amato Mamma mia? Nella sua rinomata collezione di sinfonie mahleriane dirette da Bernstein, scovati due cd di successi degli ABBA!!! Malori tra alcuni esponenti di Ortigia Sostenibile…


Wine lovers

Occasionissima!!!

Dalla signora “Preco” a Fontane Bianche, pregiatissime bottiglie di Corvo Glicine del 2009 a 10 euro…


Cultura Enogastronomica

Egregio ristoratore,

ho trovato commovente il tuo tentativo di giustificare il giovane pappapane deceduto tra la rucola della pizza “crutaiola” che abbiamo avuto l’ardire di ordinare…


Polemiche pre elettorali

Seguendo il percorso per non vedenti al contrario, si finisce a un party esclusivo con Dolce & Gabbana, Arisa e Litterio!!!


Turismo 2.0

Annunci turistici online: le tipologie aretusee…

– Bed & Breakfast

– Bread & Breakfast

– Break & Breadfast

– Bed & Bedfast

– Bell & Belfast


Nuovi scenari di investimento e importanti partnership commerciali e culturali per Siracusa.

Lo Sceicco Saleh Salem Bahwini dona al Sindaco Garozzo il progetto del nuovo solarium di Calarossa in calcestruzzo e oro!

Il Sindaco si è sdebitato offrendo al principe arabo due vasetti di caponata d’amare e l’usufrutto per 2 anni dei consiglieri Rabbito e Malignaggi!


Archimete’s tales

miti e leggende del Ferragosto.

Ma quali aria contizionata!!! A Fanusa a sira c’è accussì friscu ca rummemu co linzolu…


2750 anni e non volerli sentire

Si amplia l’offerta culturale in città: anche la gara di rutti a Bosco Minniti inserita nel cartellone dei 2750 anni della fondazione di Siracusa…


Terziario avanzato

Il nuovo servizio di Customer Satisfaction

– Pronto?

– Comune di Siracusa, attenta in linea…

– Parlo con il servizio Customer satisfaction?

– Non la capisco, chi boli riri?

– Ehm… dicevo, se posso chiedere informazioni a lei per questo nuovo servizio di Customer satisfaction?

– Ma noi… ci passo i vigili urbani?

– No signora, chiamavo solo per capire come funzionava il servizio. C’è un form da compilare online? Una newsletter a cui iscriversi? Ci si può logare con un ID?

– Fosse l’uttima cosa ca sta ricennu! Aspittassi… Mariuccia, parracci tu cu stu signuri ca addumanna na cosa strana…


Concorso Polizia Municipale.

Si sblocca l’iter per le assunzioni. In via Molo, parcheggiate in doppia fila le auto dei 6000 aspiranti vigili urbani…

 

Il tizio dello scoglio

Se dovesse capitarvi di trovarvelo accanto, sappiate che non c’è niente che voi possiate fare. Dovrete conviverci, lui sta fermo lì e non ha nessuna intenzione di spostarsi. Provare ad intavolare una discussione con lui, provare a farlo ragionare è del tutto inutile.

Ho sempre amato andare a mare la mattina presto. La scogliera in quella zona di Fontane Bianche è frastagliata, ma ho steso il telo in una porzione di scoglio abbastanza piatta. Il mare, nonostante sia agosto inoltrato, è cristallino e un brezza di grecale lo increspa appena. Faccio un bagno rigeneratore: 12 bracciate di numero, un tentativo subito abortito di delfino e torno a stendermi sul telo. In mano Breve storia di quasi tutto di Bill Bryson nella traduzione di Mario Fillioley e mentre sono immerso nella lettura e intento a scoprire i misteri dell’evoluzione dell’uomo, ecco che lui compare. All’inizio percepisco solamente la sensazione di una presenza inopportuna. Non posso nemmeno immaginare che con tutta la scogliera libera qualcuno possa prendere in considerazione l’idea di accomodarsi a tre centimetri da me.

Con il libro ancora in mano, mezzo accecato da un sole che comincia a prende quota, penso possa trattarsi di qualche amico che non riconosco, magari un vecchio compagno di scuola, ma sebbene la controluce non mi permetta di avere una visione nitida, mi rendo conto che si tratta di qualcuno sopra i 60 e che nessuno dei miei ex compagni, per quanto la vita possa essere stata impietosa e sfrontata, abbia potuto assumere tali fattezze.

Mi metto seduto, controllo con un gesto automatico la borsa con il telefono al mio fianco e lo guardò per cercare di capire se ha bisogno di qualcosa. Lui è impassibile, nemmeno mi guarda, come se io non esistessi, come se fosse la cosa più naturale del mondo sedersi appiccicato ad un perfetto sconosciuto.

Chiedo gentilmente per quale motivo, con tutto lo spazio a disposizione, abbia sentito il bisogno di condividere con me quel metro quadro di scoglio. Risponde serafico che lui non disturba affatto, che la scogliera non è mia e che, soprattutto, io avrei occupato il posto migliore e questo non sarebbe giusto. Faccio notare che sono solamente arrivato prima di lui. Prima di me – mi urla contro – questa è bella! Ma lei lo sa che io vengo qui da 34 anni, lo sa? Tutto si fa più chiaro, capisco che si tratta di un fanatico. Il tizio dello scoglio è un uomo lombardo di età compresa tra i 65 ed i 70 anni. Negli anni ’80, penso, deve essere capitato da queste parti ed essersene innamorato, probabilmente ha anche acquistato una villetta in zona. Con gli anni, deve avere esasperato i concetti di proprietà ed usucapione.

Aspetti – sfoglio il mio libro come fosse un taccuino – dai miei appunti risulta che lei è qui solo da 31 anni… come la mettiamo? Sta forse cercando di fregarmi? Mi da del maleducato e mi dice stizzito che qui non mi conosce nessuno e che quindi non posso parlare in questi termini. Faccio presente che dato che siamo soli, nessuno conosce nemmeno lui, ma non riesco a strappargli nemmeno un sorriso. Capisco che questo genere di discussione potrebbe continuare all’infinito senza portare da nessuna parte, per il tizio dello scoglio sono un nemico, un occupante straniero che va ricacciato da dove è venuto. Non esistono regole di educazione condivisa, non esistono parametri ed indici di pressione antropica, è come trovarsi davanti un uomo di un’altra epoca.

Mi stendo infastidito e deciso a non mollare lo scoglio. Di continuare a leggere non se ne parla neanche, non ho più un briciolo di concentrazione, così provo a utilizzare la tecnica del diversivo dei tempi del liceo. La tecnica del diversivo, finemente affinata nel corso degli anni da Stefano – che adesso insegna all’università, scrive saggi sul pensiero di Adorno (Theodor) e tiene conferenze in giro per il mondo (non sulla tecnica del diversivo) – consiste nel destabilizzare l’avversario con gesti, posture, atteggiamenti del tutto fuori contesto. A scuola veniva utilizzata per lo più durante le partite di pallavolo nell’ora di educazione fisica. La mia squadra era sempre composta dai peggiori: protonerd, grunger, metallari e da quelli senza tuta. Stanchi di perdere ogni partita decidemmo di attuare questa tecnica. Nei momenti critici del match, mentre si aspettava in ricezione che la squadra avversaria servisse, qualcuno di noi gridava: diversivo… Era il segnale: grida, balli scomposti, quello che pogava, il passo del robot, l’air guitar sulle note urlate di Seek & Destroy, la camminata da gallo di Mick Jagger, quello che, tutto tremante, fingeva di accendere una vecchia Fiat 500 ingolfata. La nostra metà di campo si trasformava in un caos infernale e più spesso di quanto si possa immaginare, i nostri avversari, presi alla sprovvista, sbagliavano la battuta. La mia squadra, va detto, continuava comunque a perdere tutte le partite.

Forte di questo know-how, provo a destabilizzare il tizio dello scoglio. A intervalli regolari faccio sonore pernacchie, lo chiamo mamma e gli chiedo se ha preparato la parmigiana di melanzane, fingo di parlare al telefono con un frate che mi rileva scottanti retroscena sulla vita di Padre Pio. Niente da fare, è un osso duro. Ogni volta che alzo lo sguardo me lo ritrovo lì, impassibile, immobile.

La caletta comincia a riempirsi di altri bagnanti, arriva anche un vecchio paziente di mio padre, ci salutiamo con un cenno della mano, sparuti gruppi di persone con andatura incerta da infradito, posizionano teli e piccole sedie portatili dove possono. Il tizio dello scoglio li segue con lo sguardo, lo sento bisbigliare cose tipo: “no lì no”, oppure, “perfetto, c’è pure uno con la fiocina” e ancora “questa si fumerà almeno dieci sigarette”. Gli suggerisco di provare ad accomodarsi vicino a qualcuno di questi, così, per cambiare prospettiva. Lui non si scompone e sentenzia: senta, ha finito di fare il cretino? Non capisce che qui c’è in ballo qualcosa di più di una giornata a mare? Non ho il tempo di replicare, lui si alza e va via. Resto spiazzato. Decido di fare un bagno. Nei pressi dello scoglio dei tuffi c’è il vecchio paziente di mio padre che gioca con suo nipote. Mi avvicino e gli chiedo: Signor Spinoccia, ma lei da quanti anni viene qui? Dal 1984, mi fa lui, tutti gli anni. Quindi lei è praticamente la memoria storica di questo posto, affermo. Eh eh eh, mi sorride lui, u chiù vecchio, sicuru. E quel tizio lo conosceva? Chi, mi fa lui, il tuo amico? Non era un mio amico, gli rispondo. Ma se eravate seduti appiccicati, si stupisce. Lasci perdere, lo conosceva? No, mi fai lui, mai visto.

 

Un pensiero su OSS

Da più parti mi è stato chiesto cosa penso di OSS e delle feroci polemiche di questi giorni. Bene, per me OSS è una bomba: un festival ben fatto, artisticamente ineccepibile e con una organizzazione e una comunicazione veramente valide. Avrei partecipato volentieri al boat party con Erlend Oye e amici pitacorici molto più preparati di me su jazz electro et simila, mi confermano un cartellone con nomi di assoluto rilievo o in procinto di sfondare. La scelta dei luoghi invece mi lascia perplesso, soprattutto per via Logoteta trasformata in una disco-vespasiano all night long, senza alcuna cura dei poveracci che ci abitano e che – sebbene siano descritti da una certa “controcultura” aretusea come ricchi signorotti viziati e accidiosi – hanno diritto di dormire o di aprire una finestra prima dell’una di notte. Il boom di presenze turistiche degli ultimi anni ha esasperato una situazione già precaria; il caos, la mancanza totale di controlli e la maleducazione delle persone hanno fatto il resto. Quando e se si riuscirà a programmare una stagione turistica tenendo conto delle peculiarità delle offerte artistico-culturali e dei luoghi, avremo vinto tutti e fatto il bene di Ortigia.

Le polemiche sterili a colpi di “sono più colto io e tu non capisci un cazzo” o “se volete stare tranquilli vendete la casa e trasferitevi alla Pizzuta” si commentano da sole e dimostrano come la miseria umana sia uniformemente distribuita e quanto sia ancora distante la luce alla fine del  tunnel.