Qualità della vita

Classifica qualità della vita, la provincia di Siracusa perde 2 posizioni e si attesta al 107° posto. Delusione da parte del Comune capoluogo: i parametri di riferimento non hanno tenuto conto del presepe subacqueo, dell’albero di natale in tetrapak e della possibilità di acquistare ricci di mare e pescato di frodo anche in periodo di fermo biologico.

Ferla

Non partecipo mai a nessun televoto, cestino tutte le e-mail con questionari sulla soddisfazione del cliente, non ho mai premuto il tasto verde di Sky per esprimere una preferenza sul man of the match, sul cantante di X Factor da salvare o sul gradimento di un governo. Quando qualcuno mi ferma per strada per un sondaggio a risposta chiusa e io non faccio in tempo a sgattaiolare via, scelgo sempre la terza risposta: non sa, non risponde. Anche se dovessero chiedermi: lei sa chi è Archimete Pitacorico? Io senza esitare direi: non so, non rispondo. Da qualche giorno invece mi collego sul sito della Rai e voto Ferla per il Borgo dei Borghi.

Non lo faccio perché credo che Ferla sia effettivamente il borgo più bello – sebbene non manchino certo squisite peculiarità architettoniche e sebbene Pantalica sia un unicum di incredibile fascino – è evidente come in giro per lo stivale ci siano piccoli comuni che si avvicinano meglio ai canoni estetici di bellezza rarefatta. Vado ogni giorno sul sito della Rai e voto Ferla perché credo che la sua comunità sia unica. Un paese agonizzante e spopolato si è trasformato in un modello di riferimento. Il Modello Ferla, studiato nelle università e preso ad esempio per le buone pratiche che ha adottato: rifiuti, sostenibilità, turismo diffuso, politiche energetiche, edilizia scolastica, integrazione sociale.

In pochi anni questo borgo è rifiorito: protegge le tradizioni e guarda al futuro. La sua bellezza, la sua ricchezza sta nei suoi abitanti, che hanno prima visto con sospetto, poi intuito, e adesso portano avanti e condividono le idee e la forza d’animo di un giovane Sindaco e della sua Giunta. Con il suo impegno, con la sua idea di politica come servizio alla comunità, con la sua visione nitida di un futuro sostenibile e solidale, Michelangelo Giansiracusa ha dato vita ad una vera e propria rivoluzione culturale che è sotto gli occhi di tutti e che è diventata esempio da seguire per gli amministratori di tutta Italia.

Certo, a Brisighella, in Emilia Romagna, a giugno fiorisce la lavanda; a Garessio, in Piemonte, se vai a sciare vedi anche il mare; a Venzone, in Friuli, ci sono così tanti caprioli che te li ritrovi nella piazza. Sono sicuro che in nessuno di questi borghi si corre il rischio di imbattersi in un infisso in alluminio anodizzato, in un tetto in eternit o in una caffetteria con tavoli e sedie di plastica, ma il mio voto non cambia. Voto Ferla per quello che rappresenta, perché per me è la dimostrazione concreta – senza chiacchere, senza meme, senza slogan farlocchi – che anche in una terra disperata come questa Sicilia qua, le idee innovative, la competenza, l’onestà e l’impegno per il bene comune, possono diventare i valori condivisi di un’intera comunità.

 

Ztl: un corollario

Ho come l’impressione che a stagione turistica terminata, alcuni ristoranti siano vuoti perché si mangia di merda e si paga immotivatamente un fottio. I siracusani lo sanno, i turisti no. Poi, se vi fa piacere credere che il pass Ztl temporaneo per pranzare nei ristoranti di Ortigia, possa essere la soluzione a tutti i problemi e tipo incantesimo faccia tornare fresco il pesce, ricomponga il cannolo scomposto dal tempo, intonachi il muro scuzzulato, e renda professionale ed educato il personale… vabbé.

 

Navette

L’unica volta che ho usufruito del servizio navetta “Siracusa d’amare”, mentre mi accingevo euro alla mano a pagare il biglietto, un conoscente che era già  sul mezzo mi ha chiesto: “ma chi sta facennu?”. Io ho risposto candidamente:”u bigliettu”. E lui di rimando: “ma picchi si paia?”. Sono rimasto per pochi istanti interdetto, poi una signora con le buste della spesa ha detto: “vulissi viriri se avissimu a paiare macari l’euro pi l’autobussi”, sentenziando in poche parole il fallimento di un secolo di teorie sul terziario.

È inutile, siamo allergici a regole e controlli e c’è sempre una situazione particolare, un evento improvviso, un “vabbé un minuto” che ci spinge a derogare.  Per questo, quando ho letto della riattivazione del servizio navetta, dopo mesi di stop per casini di bandi, affidamenti provvisori e gare europee, ho tirato un sospiro di sollievo, perché l’autista – diceva il comunicato – verrà affiancato dalla figura dell’assistente. Finalmente il bigliettaio, ho pensato in cuor mio, invece, come ha tenuto a precisare il Comune, si tratterà di un individuo che non svolgerà la funzione di bigliettaio/controllore, ma fornirà informazioni e consigli utili all’utenza. 

– Scusi, questo sarago come mi consiglia di cucinarlo?

– Al sale, senza dubbio, poi lo condisce con un salmoriglio di olio, limone, prezzemolo e una puntina di zenzero.

Oppure

– Io la amo ma non mi chiama da 3 giorni. Che devo fare?

– Data di nascita?

– 6 gennaio

– Capricorno… segno di terra, tenace e ambizioso. Non chiamarla, prendi tempo, capirà. Ricorda, in amore come nella vita vince chi sa aspettare. 

Giustizia è fatta

Dice che il Tar ha deciso che il bar del Maniace va ricostruito al posto di villa Abela, il faro di Murro di Porco impiantato nella piazza d’armi del Maniace e spento; villa Abela, ricostruita minuziosamente in cemento armato depotenziato al posto del faro di Murro di Porco. Poi dopo tre anni si cambia.