Il mercatino pitacorico

AAA  – Vendo dehors abusivo centro storico + set tavoli e sedie impilabili in plastica vari colori + ombrellone logo Ciappazzi. Vergognami assai ma necessito soldi droga.

Once Upon a time

Poi ieri, per caso, mentre tornavo a casa, li ho visti. Non ci volevo credere ma erano proprio loro, J.Lo e Ben Affleck, non davano nell’occhio, sembravano una coppia normale seduta a un tavolo con le sedie spaiate in un dehor abusivo di un vicolo ortigiano. Lei aveva preso una Miramare più bresaola, lui una Norma con sopra le patatine, entrambi bevevano birra alla spina Cisk. Dai resti delle confezioni monouso di ketchup e mayonese sul tavolo, ho capito che avevano consumato anche il “gran fritto della casa” con patatine, panelle, olive ascolane e mozzarelle in carrozza precotte e surgelate. Chiacchieravano tenendosi per mano, i loro occhi brillavano di passione e d’incanto. La musica a palla, una tremenda compilation discosamba remixata con hit neomelodiche sembrava non disturbarli, così come il cestino di rifiuti accanto al loro tavolo, stracolmo di sacchetti puzzolenti. Al momento di pagare, Ben ha fatto il gesto universale della mano che scrive in aria e il conto è arrivato su un foglietto a quadretti. Ben ha tirato fuori l’Amex ma il gestore ha fatto capire che non accettava quel circuito di pagamento, allora Ben ha tirato fuori una Mastercard platinum ma quello gli ha detto che il Pos era rotto. Ben ha sfilato dal portafogli 5 banconote da 20 dollari ma non c’è stato niente da fare. “Ehi man, I’m Ben Affleck…” ha detto Ben come a dire offrimi sta cena o passo a pagare domani. “E io sugnu Cammelo – ha risposto quello – … u sacciu cu si… senti a mia, lassa a to zita ca a garanzia and go to bancomat e scanciati i soddi”. Ben Affleck era incredulo ma senza batter ciglio si è avviato al bancomat. Quando è tornato ha saldato il conto e si è diretto al tavolo da Jennifer che non si era accorta di niente. “Come mai tutto sto tempo?” le ha chiesto lei un po’ spazientita. “Niente, non funzionava il Pos” ha risposto lui. I due si sono allontanati mano nella mano, hanno fatto qualche passo e sono stati affiancati da una Apecalessino che gli ha chiesto: “Ottiggia tur bai nait?”. I due sono saliti a bordo e l’ape è partita a tutta velocità in una nuvola di fumo bianco. Una coppia di ragazzi li ha riconosciuti e ha gridato: “Jennifer, Ben seffi plis!”. Loro si sono voltati e si vedeva che erano felici.

Una faccia una razza

Riparte su nuove basi e con relazioni più estese e consolidate il gemellaggio tra Corinto e Siracusa. Chiuso l’accordo commerciale denominato “Il patto delle poleis”. Alla città greca andranno 10 api calessino con il claim “Avanti Insieme”, un magnete frigo del parcheggio Talete, alcuni pezzi sotto sequestro dell’indimenticabile mostra “Ciclopica”, un conglomerato di tubi innocenti arrugginiti del Solarium “Risossa Mare”, alcuni macigni del muraglione di levante e una targa con l’incisione: “Con queste pietre sta crollando tutto”.

In cambio, il comune di Corinto si impegna a offrire due lettini con ombrellone presso il bagno “Diogene di Sinope” e una fornitura ventennale di formaggio Feta, individuato dallo staff del Vermexio come elemento fondamentale e pietra di volta di una rinascita enogastronomica. Per suggellare il patto è nato “Grecale” il panino gourmet con cavallo, gamberetti, feta, melanzane grigliate, olive, tabasco, ogghiurepipi, sassaemayoness, cetriolini, foglie di vite e sassazazzichi, che sarà presentato in esclusiva, dai due sindaci ed dai rispettivi assessori alla cultura, nel corso di una puntata di “μπλε κύμα” il corrispettivo di Onda Blu in Italia.

Movide e Movide

Ci risiamo e come ogni anno, dopo le prime, ovvie, lamentele dei residenti di Ortigia e degli albergatori che vedono i turisti, giorno dopo giorno, abbandonare le loro strutture ricettive per il troppo frastuono, per il rumore, per il caos che satura ogni scorcio e ogni pietra del centro storico, arriva l’ordinanza del Sindaco che illude tutti per qualche giorno spingendoci a credere che finalmente il problema verrà risolto.

Purtroppo, sappiamo già che non cambierà nulla e che tutto continuerà a funzionare esattamente come adesso: nell’anarchia più totale, senza senso civico, senza un barlume di speranza, senza controlli, che ormai lo sanno tutti, la Polizia Municipale è sotto organico.

Sulla carta l’ordinanza del sindaco è ineccepibile, si richiama perfino al protocollo “Legalità vs Illegalità” sottoscritto da tutti i sindaci della provincia, dalla Prefettura, Questura, Carabinieri, Guardia di Finanza e dalle associazioni datoriali, ma in pratica si trasformerà nell’ennesimo, inconsistente buco nell’acqua. Anche perché si tende con troppa facilità a mescolare fenomeni molto diversi tra loro. Da un lato la violenza, la rissa, che è un evento a sé stante che va contrastato in emergenza, dall’altro, la gestione della movida, che di emergenziale non ha proprio nulla e che andrebbe governata con un progetto lungimirante e con la partecipazione attiva di tutti i soggetti coinvolti.

L’ordinanza prevede il divieto assoluto di somministrazione di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione ai minori di anni 18; il divieto di vendita al dettaglio per asporto di bevande alcoliche e superalcoliche dalle ore 24:00 alle 07:00 e il divieto – sempre nella stessa fascia oraria – di consumare all’esterno dei locali bevande di qualsiasi tipo in contenitori in vetro. Ora a parte il fatto che la legge vieta già la somministrazione di alcool ai minori (sotto i 16 è un reato, dai 16 ai 18 un illecito amministrativo punibile con sanzione pecuniaria) ma per quale motivo uno non si possa bere una birra, in silenzio, senza disturbare nessuno, seduto su una panchina e invece lo possa fare tra i confini liquidi e astratti di un gigantesco dehors con la musica a tutto volume, è francamente un mistero.

Ecco la musica, forse il nodo della questione è proprio questo. L’ordinanza prevede il divieto, in tutti i locali pubblici diversi dalle discoteche, di organizzare intrattenimenti musicali o, comunque, attività rumorose oltre le ore 01:30 e già questo fa storcere il naso perché in tutte le città civili quel limite lì è fissato alle 24:00, tranne per specifici casi autorizzati preventivamente. Ma a dirla tutta il problema più grande non sarebbe nemmeno l’orario in sé, ma i volumi atroci, anche alle 22:00. Musiche e frequenze di bassi che si infilano sotto le porte, che perforano doppi e tripli vetri, che rimbombano nelle case e avvelenano la vita di chi quella sera vorrebbe leggere un libro, pensare, vedere un film, pregare, piangere e invece non può farlo.

Ci sarebbe il discorso della zonizzazione acustica, uno strumento fondamentale di cui le città e le regioni dovevano dotarsi per fare chiarezza sulla questione. Da altre parti l’hanno fatto e questi luoghi sono sempre ai primi posti nelle classifiche di qualità della vita, da noi no, e il risultato e sotto gli occhi di tutti. Insomma per farla breve, in un centro storico come quello di Siracusa, il limite notturno (che significa dopo le 22:00) di immissioni sonore non dovrebbe superare i 45 decibel, fate un po’ voi. Se poi ogni bar, ogni negozio che vende artigianato locale, la sera si mette a vendere da bere, tira fuori le casse e mette musica è evidente che qualcosa proprio non funziona.

Autorizzazioni, controlli e piani di sviluppo innovativi, sono questi gli ingredienti che possono mettere d’accordo tutti. Stop alla contrapposizione, sì al dialogo. Nessuno vuole vietare la movida, nessuno minimizza l’impatto che può avere sull’economia della città, ma allo stesso tempo il divertimento di qualcuno non può impedire la quiete di altri. In molte città in giro per il mondo è nata la figura del sindaco della notte. Una figura istituzionale, più spesso un vero e proprio team che raccoglie impressioni, media tra le parti, ascolta e non cala ordinanze dall’alto che scontentano tutti, ma propone buone pratiche e progetta soluzioni innovative per la città. Ha iniziato New York con l’Office of Nightlife e poi è stata seguita a ruota da Amsterdam, Berlino col il suo Nachtbürgermeister, Parigi, e il Night Czar di Londra e poi sono mosse le città più piccole, invece in Italia siamo ancora fermi al palo, senza capire che con le decisioni di oggi, le amministrazioni contribuiranno a definire l’assetto demografico, urbanistico ed economico delle città di domani. Siracusa saprà raccogliere la sfida? Dalle premesse sembrerebbe proprio di no.

Articolo pubblicato su TamTamtv.it

Destini incrociati

Ieri dal benzinaio una coppia di turisti mi ha chiesto: “Scusi, per Ortigia? Sembravano molto sprovveduti, dei veri allocchi, così ho pensato al pesce andato a male che gli avrebbero somministrato sotto forma di caratteristico coppo e all’olio esausto, ancora lì dall’inaugurazione del 2019, che avrebbero utilizzato per friggerlo. Ho pensato al cannolo scomposto e alla ricotta acida, ho pensato alle notti insonni in un B&B con l’aria condizionata rotta e che confina con un discopub senza autorizzazione che fa musica 24 ore su 24, così ho indicato la direzione opposta e ho detto: “di là”.

Un giorno, forse, mi ringrazieranno.

Non si faccia più vedere da noi

Il fatto è che con 30 gradi all’ombra, se mi vendi una vaschetta di gelato e non la chiudi con un coperchio delle dimensioni perfette ma ce ne metti uno più piccolo e pensi di puntellare la parte scoperta con dei fazzolettini, in cuor tuo sai già che la cosa non può funzionare. Dicevo, se mi vendi questa vaschetta qui, praticamente aperta e poi la infili in un sacchetto di carta più piccolo del normale, dove la vaschetta non sta adagiata sul fondo ma su un lato, devi preventivare che visto che non l’hai chiusa, qualcosa di spiacevole durante il tragitto gelateria – casa mia, succederà per forza. Se poi mi lasci ignaro e mi fai pagare senza dirmi niente e mi fai pagare salato perchè la tua è una gelateria molto rinomata in città e io ci vengo quando posso perchè il gelato che fate è davvero buono e il prezzo più alto è giustificato dagli ingredienti a km zero e biologici, dalla filiera corta e da tutto quel corollario di elementi che chissà se sono veri ma che mi portano a riconoscervi un valore maggiore, beh, io mi aspetto un servizio eccellente e non di essere arrunzato in questo modo.

Perchè se poi torno a casa e vado per infilare la vaschetta nel freezer e questa ovviamente si è aperta e il gelato si è versato dentro il sacchetto di carta e gocciola sul pavimento della cucina io divento una belva e sono costretto a ritornare nella tua gelateria per chiedertene conto.

In una situazione del genere tu solo una cosa dovresti fare, chiedere scusa, ammettere l’errore e cercare di recuperare, invece siccome sei siracusana e commerci in quell’inferno che è Ortigia, ti sei pure infastidita e mi hai detto che tu i coperchi per quelle vaschette non li avevi e quindi non potevi fare altro e che io dovevo quasi ringraziarti che il gelato me l’avevi dato lo stesso.

Sono rimasto allibito ma ancora pronto ad una mediazione, sono goloso, lo ammetto, così ti ho suggerito di dividere il gelato in due vaschette più piccole dotate di coperchi della misura esatta. Abbiamo concordato che questa fosse la soluzione migliore solo che io mi aspettavo che tu riempissi le vaschette con del nuovo gelato e non con quello sciolto e mischiato dentro il sacchetto. Te l’ho fatto notare e hai insinuato che allora mi volevo approfittare della cosa. Non ci ho visto più e ho preteso il rimborso. Prima non volevi accordarmelo e mi attribuivi la colpa di quanto accaduto, poi che il rimborso non poteva essere fatto perchè avevo pagato con il bancomat, quando hai capito che ero pronto a piantare un casino come mai ne avevi visti nella tua vita, hai capitolato, mi hai gettato con spregio le banconote sul bancone e mi hai detto indignata: “non si faccia più vedere da noi!”. 

Joe is upset. he says “Go away”

Strategie

– Gudmorni miste uelcom to meccato di Siracusa!

– Oh, thanks a lot!

– Miste, miste aspè… uer ar iu fromm?

– We’re from Helsingør, Danemark.

– Danimacca? Amleto, Scecspir! Bravo! Ora voi assaggiare nostri cruti! Encioi aur sifud en trink a special sparki uain fo brecchifast!

– We appreciate it… We have already have breakfast but…

– Allora come merenta… uno spuntino?

– Can we have a reservation for 7:00 PM dinner?

– Seeee e setti pm… lassati peddiri…non truvati manca i scocci ro gampero!

Un conto salatissimo

Praticamente la “risposta muscolare” che il Vermexio doveva dare contro l’abusivismo sfacciato che infesta la città si è tradotta in un gigantesco condono “di acqua e di luce”, come si usa dire da queste parti, che non è altro che la pietra tombale su qualsiasi discorso di sostenibilità del turismo.

Le scelte sono state fatte e non si torna più indietro. Non ci resta che resistere, come i partigiani sull’Appennino e aspettare che sverni. Ieri, passeggiando per i vicoli di Ortigia, tra selve di tavolini spaiati che impediscono il passaggio, marciapiedi ricoperti di moquette, impianti stereo cinesi con i led colorati che vomitano musica orrenda, sporcizia per terra, olezzi, fumi pestiferi di friggitorie coi bidoni dell’olio esausto a fare da tavolini, carrellati di rifiuti puzzolenti e stracolmi alla faccia degli orari di conferimento, mi ha assalito un senso di frustrazione e di sconforto e mi sono sentito prigioniero di un incubo, come se vivessi in un paese occupato.

Si è scelto di continuare a incoraggiare, tutelare e non sanzionare i comportamenti scorretti, si è scelto di avallare il sopruso e la regola del più forte, si è scelto di non tutelare le persone per bene, i residenti, gli esercenti, i turisti che sono costretti a subire quotidianamente vessazioni talmente diffuse che mi sono anche stancato di elencare per quanto sono evidenti, sotto gli occhi di tutti, ad ogni angolo di strada, perpetrate con una costanza offensiva e disarmante nel disinteresse assoluto di chi dovrebbe controllare e che si limita a operazioni che appaiono inefficaci, a campione, sempre nelle stesse zone, sempre agli stessi ristoratori sfigati. 

Ortigia è l’emblema del fallimento, un luogo meraviglioso che si trasforma, con la scusa della meta turistica internazionale e dello sviluppo economico in una Babele di illegalità di cui adesso ci accorgiamo solamente ma che tra qualche anno presenterà il conto e sarà salatissimo.

Al via il pratico servizio salta code

Dopo una riunione strategica alla quale hanno partecipato alcuni stakeholders della Graziella, i vertici dei RIS (Ristoratori Indecenti Siracusani), i Pescatori di frodo per le eccellenze siracusane, il consorzio parcheggiatori abusivi, le associazioni “Controsenso” dei conducenti di Api Calessino e MDP (Macchina – Dio – Patria) e per venir incontro alle istanze del tessuto produttivo locale, il Comune di Siracusa ha deciso di rilanciare per Ortigia il pratico servizio salta code. I due trabucchi saranno posizionati rispettivamente al Monumento ai caduti (zona nord) e da Zio Agatino (zona sud).

  • Un lancio 5 euro
  • Tre lanci 10 euro
  • Gratis per auto ibride ed elettriche