Totuccio è salvo!

Dato per scomparso da ritorno a casa dopo 5 anni. È l’incredibile storia del Sig. Totuccio, il pensionato Enel inghiottito da una voragine il 6 marzo 2015, mentre si trovava al Villaggio Miano per acquistare della sinapa e ricomparso questa mattina da un cratere di Santa Teresa Longarini.

Il mazzo di sinapa ancora intatto e la convinzione dell’uomo di essere mancato per pochi istanti, lasciano presagire una qualche anomalia spazio temporale.

Per Palazzo Vermexio si aprono scenari inediti di destagionalizzazione e delocalizzazione turistica. Per questo motivo, un commando di volontari capitanato dal Sindaco e dall’Assessore al ramo sarà calato nel cratere per esplorarne i meandri. Non si esclude l’ipotesi di incontrare altre forme di vita, per questo motivo ogni volontario sarà dotato di un kit di sopravvivenza che comprende:

Coltellino sbizzero;

Foto del Senatore Lo Curzio con autografo;

Barattolo sugo matalotta;

Pass Ztl Ortigia;

Coupon per due notti presso B&B “A Fanusa”;

Sintesi bando Asili Nido;

Brick latte di mandorla;

Magnete frigo parcheggio Talete.

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Intrigo Internazionale

A nulla sarebbe valso il tentativo disperato dell’avvocato della coppia di turisti che ha danneggiato la fontana di Diana, secondo il quale si sarebbe trattato di un gesto simbolico per protestare contro la pista ciclabile in viale Teracati. Restano incarcerati nella cella di sicurezza al quarto piano del Vermexio i due turisti britannici che, l’altro ieri, per nulla intimoriti dalle luci stroboscopiche che illuminano il monumento e in uno stato alterato di coscienza per via della spropositata quantità di vino rancido, scoppolaricchi fritti in olio esausto, puppettine di mucco e cozze non scoppiate, propinategli da un ristoratore ortigiano zelante, hanno deciso di immergersi nelle acque diafane della Fontana di piazza Archimede, danneggiando il complesso scultoreo e facendo saltare l’alluce valgo di Diana. Per gli studiosi si tratta di un danno inestimabile dato che lo scultore Giulio Moschetti, autore dell’opera, aveva scolpito quell’alluce riproducendo meticolosamente l’unghia incarnita di Diana come descritta da Eschilo nella tragedia “Pédicuro a Colono” di cui è andato perso l’unico frammento di testo. In una riunione di Giunta convocata nottetempo, l’Amministrazione ha decretato la linea dura contro la coppia di giovani inglesi. La diplomazia dei due regni è già a lavoro e secondo alcuni rumors  giudicati attendibili, la Regina Elisabetta II avrebbe chiamato personalmente il Sindaco Italia per trattare il rilascio dei suoi sudditi. Sul piatto ci sarebbe una sfacciata somma di denaro, si parla di 15 milioni di sterline che il Comune avrebbe intenzione di investire su un sistemone infallibile al superenalotto, dando decoro e dignità ai banchetti abusivi dei boat tour in mezzo alla strada e allestendo un mercato coperto di pescato di frodo dietro piazza delle poste. A questo denaro, si sommerebbero 15 double deck bus, i famosi bus inglesi a due piani, che saranno sorteggiati tra i paninari su ruota e gli incrasciati cittadini risolvendo in un solo colpo l’annoso problema dei dehors in mezzo alla strada.

Eureka!

Dopo le due Norwegian Cruise arrivano in porto la Costa Cafona e Costa Pacchiana! Il Comune prende la palla al balzo e promuove una joint venture con il colosso dei mari, per il varo della Costa Gigia, la prima nave da crociera che fungerà anche da discarica, risolvendo parzialmente l’annoso problema dei rifiuti in città.

La Scelta

– Scusi, è solo questa la pizza o sta uscendo altro?
– Ora nesci na tegghia i Maggarita e a Spoglia prosciutto e fommaggio.
– Allora aspetto la margherita…
– Maggarita è tutta prenotata, anche la Spoglia. Si puó prentere quello che è rimasto…
– Non c’è molto… queste chiuse come sono?
– Una ca spinacia, l’attra è prenotata…

Scogli

Li osservo da sempre. In passato li ho trattati con una certa sufficienza e li ho anche presi per il culo, ero giovane, ero sciocco e andare a mare per me era il sale sulla pelle, i tuffi, le ragazze in costume, il profumo delle loro creme solari e il vespone parcheggiato a vista. A quel tempo bastava un telo, il ghiaccio dentro la bottiglia d’acqua lasciata tutta la notte nel freezer e qualche sigaretta. Si stava lì, sdraiati su uno scoglio del Plemmirio, all’Asparano o alla Pillirina, per ore e ore, un lasso di tempo interminabile. Non c’era pranzo, non c’erano altri impegni, niente social né smartphone, c’era solo il mare e il sole. L’abilità era scegliere i tratti di costa più impervi e accaparrarsi gli scogli isolati dove poter stare tranquilli e beati. La regola era: il primo che arriva si prende lo scoglio migliore. Niente  assembramenti, niente rotture di palle. Quando avevi caldo ti tuffavi, quando avevi le dita raggrinzite uscivi dall’acqua e ti stendevi al sole.

Loro invece arrivavano sullo scoglio super equipaggiati, certe volte li trovavi già lì. Montavano ombrelloni in serie che incastravano magistralmente tra i fori naturali della scogliera, sapevano esattamente cosa fare e come fare per realizzare una specie di campo base, tipo spedizione sull’Himalaya, raccoglievano massi e pietre con le quali costruivano roccaforti, muretti a secco per contrastare la furia degli elementi, sistemi di cime e carrucole per calare in mare i generi alimentari da tenere al fresco, reti per catturare il pesce che essiccavano e salavano con l’ausilio di micro saline costruite sul momento con un foglio di stagnola, mini allevamenti di molluschi dove scaricare patelle, arselle e qualche fasolare. Io li guardavo sbigottito e mi chiedevo: “ma a che serve tutto questo?”.

Oggi, a 43 anni, ho la risposta. Inutile girarci intorno, non so piantare un ombrellone sugli scogli. In questi giorni c’ho provato, ma niente, non riesco, l’ho fatto in tutte le condizioni: da solo, di mattina presto o più tardi con gli occhi addosso di tutti gli altri padri di famiglia che ridevano di me. Ho provato e riprovato, utilizzato due ombrelloni diversi e persino una specie di mezza tenda igloo che vende Decathlon e che ha comprato mio suocero dicendomi: “questa è a prova di idiota.”. Niente da fare. Io mi impegno, ce la metto tutta, ma volano sempre via o si accasciano sullo scoglio come querce abbattute dal maltempo. A nulla servono i giganteschi “mazzacani” che trasporto sulla schiena come uno schiavo addetto alla costruzione della grande piramide di Giza e con i quali provo a sorreggere la base. E più mi impegno e più sudo e più Donatella mi dice: “tranquillo”, più io mi innervosisco e mi danno per aver sprecato la mia vita in questo modo e per non essere in grado nemmeno di montare un ombrellone. Mi guardo in giro e provo ammirazione e invidia per tutti quei padri organizzati, che in due semplici mosse tirano su dei fortini impenetrabili al sole e al vento. Lo fanno con naturalezza, arrivano su una scogliera frastagliata che nemmeno conoscono e in una frazione di secondo hanno già individuato il punto migliore dove piazzare l’ombrellone. Scaricano tappetini, piscinette e giochi assortiti e sono sempre in perfetto controllo della situazione. Io arrivo a mare già trafelato e pieno di dubbi, non so individuare il posto giusto e non so piazzare l’ombrellone. Mia figlia mi guarda con i suoi occhioni dolci e compassionevoli come a dire: non ti preoccupare papà, non fa niente. Ma io non voglio deluderla, voglio che non le manchi niente, allora mi piazzo accanto a lei, assumo posizioni al limite del contorsionismo, mi accartoccio per reggere e orientare quel maledetto ombrellone oppure mi accovaccio su spuntoni che mi perforeranno una natica, ma non mi importa, l’unica cosa che mi voglio è che anche lei possa sguazzare nella sua piscinetta, sotto l’ombrellone, come tutti gli altri bambini. Poi, quando la situazione si è normalizzata e io non sento più dolore ai quadricipiti femorali o ai muscoli lombari contratti per la posizione innaturale, con una mano, riesco a raggiungere lo zaino e tirare fuori il telefono, lo oriento per rendere lo schermo visibile, schiaccio il tasto della ricerca vocale e scandisco: “offerte vacanze montagna estate 2021”.

Foto di Sebastiano Nuzzo Confalonieri

Pitarri

Erano almeno dieci anni che non si vedevano in giro per Ortigia orde di turisti così pitarri! Sono una moltitudine, mangiano panini che imbottiscono per strada con i salumi del discount, bevono birra Messina cristalli di sale o Finkbräu, lavano mutande e magliette a Calarossa e buttano enormi sacchi di spazzatura nei pochi cestini solitari. Ma quale crisi del turismo, semmai la crisi è degli alberghi a 4 e 5 stelle, questi sono azziccati nelle peggio case vacanze, nei bassi e nei tuguri, usano contanti, prediligono il nero, prenotano per due e poi si infilano in casa in cinque. Molti scappano la sera prima, per non pagare l’alloggio.

Cocchitel Bar

– Ciao, siamo in tre, possiamo accomodarci per un drink veloce?

– Siete quelli de cinema?

– Sì, del Festival…

– Preco arriviamo subito per la comanta.

– Grazie mille.

– Allora… Benvenuti da XXX laungi e cocchitel bar. Vi lascio i menu dei drinchi

– Guarda io ho le idee chiare, prenderei un gin tonic… che gin mi proponi

– … 

– Dico, che gin hai?

– Gin?

– Sì, Bombay, Tanqueray, Hendrick’s?

– Ora controllo… Intanto per voi?

– Per me un Manatthan

– … è finito

– Come finito!

– Non ce l’hanno pottato…

– Allora un Long island?

– Ci posso consigliare un Spritz?

– Lascia stare, prendo una vodka lemon, si puó avere?

– Cetto! Ci vuoi macare a Redbull?

– No, no per carità.

– E lei?

– (Con accento straniero) Screwdriver per favori.

– … patatine?

– No, vuole uno Screwdriver… praticamente vodka e…

– No, un attimo racazzi, ca semu laungi e cocchitel bar, facemu i cocchitel va… i cocchitel normali, semi specializzati… ma sti cosi non li facciamo pecchè i nostri clienti bevono attro.

Assempramenti

“U Prefetto e u Sintaco Italia avrebbero a risolvere i pobblemi veri e no che li devono creare.”. Parole di fuoco quelle del comitato Stutenti Siracusani Pella Movita, dopo la presa di posizione delle istituzioni sugli assembramenti e sul mancato utilizzo della mascherina. “A noi, i rappresentanti dei Stutenti pella movita, sta cosa non ci piace che secondo i Prefetto e macari seconto u Sintaco ci stiamo tutti impicchiati. Non e vero, queste sono accuse intecenti, accussì, senza prove, senza nenti. Sta cosa che ora, dopo che ci ata costretto a loctaun, a du misi di quarantena, non ci possiamo bere manco un coctel colla comitiva perchè questa e dittatura. Cioè prima non poteumu manco nesciri cche mutura ho ca zita e ora ca u virus sta morento, perchè non c’è ne Coviddi, ci tite che dovessimo essere responzabili è fosse macari stare ai casi? Ma state abbabbianto? Pecchè u prefetto non pensa a chiddi ca fano a rapina o delinguono e pecchè il sintaco non pensa ha puliziare a città e assistimari i strate anzicche farisi i seffi cu Docce e Gabbana? Noi giovani havemu u diritto di fare buddello proprio picchi semu giovani e ha scola pi stannu e finita e cosa dovessimo fare in una città ca e un paisazzu? Nenti! ma quacche cosa ama a fari e quinti ve la dovete assuppare e starivi muti picchì chista e demograzia!”.

Turismo Forzato

– Sì pronto, buongionno era pe dalle la confemma pella stanza bed e brecchiifast lito ti Noto… Confemma?

– No, guardi, deve aver sbagliato numero.

– Non è il 339…

– No.

– Ma lei è la signora Rinaddi?

– Evidentemente no…

– Me la può passare un minutino?

– No aspetti, forse non  ha capito: ha sbagliato numero! 

– E ora io comu fazzu per il bed e brecchiifast?

– Non so come aiutarla, non ha una e-mail, un altro contatto?

– Me figghia si scuddò tutti cosi.

– MI dispiace, vedrà che sicuramente si farà viva la signora Rinaldi…

– Se… ma a lei non ci interesserebbe per il weekent di ferracosto una stanza bed e brecchiifast lito ti Noto?

– Guardi sono onorato ma no, non mi interessa.

– Si fa u bellu bagnu…

– Davvero, no.

– Ammira le bellezze del parocco!

– Grazie, ma no.

– Si mancia la granita di mantola!

– La prego, basta, ho detto no.

– Va be’, ma se conosce qualcuno che ci interessa mi fa chiamare?

– Senz’altro, arrivederci.

– Aspittassi, allora mi rassi u nome, così intanto ci prenoto la stanza.

– Ma a chi?

– Ai suoi amici.

– …

– Pronto?

– Si scusi, eccomi, metta Rinaddi, due adulti e un bambino. Il numero è 349…

– Peffetto allora li chiamo pe confemma, grazie.

– A lei.

 

Rumors

Torna a Siracusa “Symphony”, lo yacht del miliardario Bernard Arnault, proprietario della holding di Louis Vuitton. Alcuni rumors lasciano intendere che l’imprenditore e capitano d’industria francese vorrebbe investire sul territorio. Pronte due maxi offerte per rilevare il Panino di Notte e Zio Agatino!