Pacificazione

Giubilo in città con fuochi d’artificio, macchine in seconda fila e lunghi cortei di apicalessino con la musica a palla per festeggiare la netta vittoria di Francesco Italia. Per celebrare il fausto evento e consegnare Italia alla storia della città, Assopanini e Confcavallo hanno voluto onorare il sindaco riconfermato con “Pacificazione”, un panino morbidone farcito con cavallo, seitan, sbizzero, tufo, olio di ricino, olive cunzate, ricci di mare in fermo biologico, pesto di pistacchio, filetti di lampuga, parmigiana di melanzane, limone femminello, mandorla di Avola, pipajoli ca’ ‘ngiovi di Melilli, sassa worcester e sassaemayoness.

Il primo esemplare di “Pacificazione” sarà esposto, in atmosfera protetta, in una teca accanto alla Carrozza del Senato, come monito e speranza per una grande stagione di rinnovati traguardi politici. 

Tanta sete

– Buongiorno, una bottiglietta d’acqua per favore.

– Preco, 3 euri…

– 3 euro?!?! Una bottiglietta piccola?

– Eh, siamo in Ottiggia… 

– Ma è pure calda!

– Puttroppo i frico s’ha ruttu…

– MI fa lo scontrino?

– No, non serve…

– Insisto.

– Preco e arrivedecci…

– Scusi, l’ha fatto di 1 euro…

– …

– Dico, lo scontrino… l’ha fatto di 1 euro…

– Senta, scusi, ora ni fa travagghiari? Ancelo, i graniti re signori dacci i briosch di ieri… mettile ne microonte…

(Fuori)

– Ma perché c’hai messo tutto sto tempo?

– Niente, sono rimasto bloccato nell’ascensore sociale.

La resa dei conti

– Mpare m’arracumannu… votamu bonu…

– Ma in che senso… tu chi dici?

– Ci siamo capiti… vutamu bonu.

– Ma io… siamo sempre stati molto distanti…

– Mpare u sai… avanti.

– Vabbè, se lo dici tu…

– N’ama caputu….

– Veramente no!

– Non c’abbabbiare…

– No, ma… non vorrei deluderti…

– Tranquillo… Iu u sacciu e tu u sai!

And the Oscar goes to…

Ballottaggio, è guerra di video. Dopo il botta e risposta tra Francesco Italia e Ferdinando Messina sulle piste ciclabili, non si placa la vena cinematografica dei due candidati. 

“Frattazzo” è il titolo del cortometraggio diretto da Joe Wright (Cyrano) che ha per protagonisti Italia e Bandiera che a torso nudo, da soli, contro tutto e contro tutti, tireranno su una palazzina di case popolari in 24 ore, a viso aperto. “Frattazzo” ha già ricevuto elogi dalla stampa specializzata e verrà proiettato nel corso della sfilata finale della boutique Jessica e Sciantal al Teatro Comunale di Siracusa, trasformato per l’occasione in Drive In con Giro Pizza.

Messina dal canto suo non sta a guardare e ribatte con “La Stoppa”, uno spy movie diretto da Savvuccio, un tiktoker di viale Tunisi, incentrato sullo scandalo delle copiose perdite idriche in città. A bordo della sua Panda, Messina girerà tutta la città e contrade marine alla ricerca del bandolo della matassa, ma solo il provvidenziale aiuto di Garozzo, che gli rivelerà la posizione di un rubinetto spanato nei bagni dei Servizi Demografici in via S. Sebastiano, sarà risolutore.  

Tora tora tora pro nobis

La putià che vende calia e simenza ha piazzato i suoi tavoli spaiati su tutto il marciapiede che di fatto è diventato proprietà privata. Passare è pressoché impossibile, occorre fare interminabili minuti di fila in attesa che il traffico pedonale, costretto in quel budello dallo spropositato numero di tavoli e tavolate, proceda secondo un senso unico alternato regolato dalla spittizza e dall’angheria.

Io ormai ho perso ogni speranza e cerco di farmi scivolare tutto addosso: la città ha toccato il fondo e si è prefererito fare felici e difendere un pugno di malacarni che si sta arricchendo e sta sfruttando ogni risorsa e che lascerà solo macerie, ma tant’è.

Oggi però, vedere la signora disabile in carrozzina chiedere gentilmente di passare su un marciapiede pubblico e sentirsi rispondere “Ouh! ma unni a ghiri… aspetta n’momento no lo veti ca stama travagghiannu.” da un energumeno sudato e spregevole che serviva a una tavolata di futuri codici gialli del pronto soccorso, gamberoni fetidi, adagiati su un vassoio incrostato di lurdìa che gocciolava acqua putrida sulla schiena di un tedesco allampanato, tutto felice e inconsapevole di farsi imbrusare il peggior piatto di crostacei della storia e di dover passare il resto della serata sulla tazza del cesso, mi ha profondamente colpito.

Non riuscivo a togliermi dalla testa l’immagine della signora, la sua espressione una volta ricevuta questa ignobile risposta, gli schizzi di melma del vassoio dei gamberoni decomposti che le sono finiti addosso e la dignità con cui ha aspettato e poi, finalmente, è riuscita ad andare via da quel marciapiede, e spero per lei, da questa città. Ho pensato che se fossi stato al suo posto, anziano, disabile, avrei messo la potenza della mia carrozzina al massimo e sarei partito come un kamikaze, sgommando verso il centro di quel dehor improvvisato e mi sarei fatto esplodere, così, a viso aperto.

Ascensori sociali

L’aumento di cubatura dei baracchini dei boat tour su corso Umberto è sorprendente e inquietante allo stesso tempo. Si tratta di veri e propri uffici piazzati al centro dei marciapiedi, spesso anticipati da giganteschi totem pubblicitari che insieme al turbinio di tavoli e sedie spaiate di dehors senza regole, annullano la funzione del marciapiede e costringono i pedoni a camminare sulla ciclabile o dall’altro lato della strada, tra le auto in doppia fila. Fino a qualche tempo fa parlandone utilizzavo termini come caos, abusivismo, mancanza di controlli e incapacità amministrativa, adesso, mi hanno spiegato che bisogna dire “ascensore sociale”.

Programmazione Comunitaria

Siracusa, in arrivo altri 90 milioni di euro di fondi PNRR per finanziare il progetto “Bees Mobility” che punta a rivoluzionare la mobilità nell’intero centro storico attraverso l’utilizzo esclusivo di api calessino private e api torpedone della Sais. Il restante denaro dovrebbe essere equamente distribuito nei progetti “Sì ai mercanti nel tempio”, per ridare dignità ai banchetti dei boat tour sparsi sui marciapiedi e raggrupparli tutti all’interno della chiesa di S. Lucia alla Badia e “Scoppolaricchialo Avisoaperto”, un programma in collaborazione con l’Università della strada per il ripopolamento dei fondali marini con piccoli molluschi di plastica creati da un’artista locale.