Salvate il ballerino Sven

Il provincialismo italiano nella sua accezione di sfruttamento intensivo delle idee e delle cose, conduce, volente o nolente, ad odiare ciò che era sembrato degno di nota. Prendete lo spot della Tim, quello con il brano All Night di Pavor Stelar.  La prima versione, quella dove al ballerino si alternano tra gli altri i Blues Brothers e le truppe imperiali di Star Wars e finisce in Cordusio a Milano, io l’ho trovata stupenda e me la sono andata a rivedere in rete diverse volte. Spot ironico, immediato, coinvolgente, divertente. A Siracusa – per lo stesso principio di sfruttamento intensivo – direbbero smart…

chi-e-justsomemotion-1030x467Poi, complice Sanremo, hanno cominciato a propinarcelo in decine di varianti: con Mina che canta; con la voce fuoricampo che entra nel dettaglio delle tariffe e dei Giga e con il ballerino tedesco (Sven Otten si chiama, ma spesso lo trovate con il nick di “Just Some Motion”) costretto a ballare ovunque: sulle scale di casa, in cucina, al cesso, in edicola. Uno strazio, una pena che mi imbarazza e che, al primo sentore di note al pianoforte, mi induce a cambiare canale il più velocemente possibile. Spero vivamente che il contratto di Sven Otten termini presto e che lui possa tornare nella sua civile Germania e rifarsi una vita, perché il passo successivo dopo l’ignobile sfruttamento intensivo del suo neoswing può essere solo quello di diventare un nuovo Jessie Malò

 

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