Più in basso di così

Quindi penultimi, subito prima di Crotone. La provincia di Siracusa continua la sua inarrestabile discesa verso il baratro. Ogni anno le varie classifiche sulla qualità della vita sono impietose e ogni anno c’è gente che si infastidisce e sostiene che qui si viva bene perché c’è il mare, la granita, il Teatro Greco, il lungomare di Avola, la pineta di Priolo  e la sasizza di Palazzolo e che è tutta invidia e poi buttano la spazzatura per strada. Il fatto che non ci siano cinema, teatri, biblioteche, trasporto pubblico, che la criminalità dilaga, che il senso di impunità annichilisce, che chi dovrebbe vigilare è spesso complice, passa sempre in secondo piano. Stamane – mi sarei stupito del contrario – era di questo avviso anche la signora che ogni giorno porta il cane del figlio agli arresti domiciliari – un molossoide dolcissimo con un collare di cuoio e spuntoni di acciaio brunito – a fare i suoi bisogni sulla terrazza del Talete e ogni giorno dona alla società un paio di chili di merda. Quella merda è una metafora, che sedimenta lì, su lastrico solare di quell’ecomostro che è sempre al centro di un progetto di riqualificazione che non parte mai e che mai partirà.

Finta di niente

Passi pure che per ammortizzare l’emergenza sociale in atto si sia deciso di tollerare gli ambulanti abusivi che ad ogni angolo arrostiscono peperoni, vendono frutta e verdura, pesce, pane di casa, semenze e latticini, ma perchè consentirgli di farlo in mezzo alla strada, parcheggiati coi furgoni a spina di pesce con l’esposizione merceologica che invade l’intera corsia di marcia? Perché si concede di posizionare il “caliatore” delle caldarroste sulle strisce pedonali e di impiantare sugli alberi e sui pali della segnaletica verticale insegne posticce a led? Perchè si permette di accatastare sui marciapiedi le cassette della frutta, le scorce di “cacoccioli”, i resti di verdura “munnata” e di impedire il passaggio dei pedoni? Passano gli anni e la situazione è sempre uguale, cambiano gli assessori, si modificano i vertici dei vigili urbani, si fanno proclami e promesse ma gli occhi restano chiusi e chi passa davanti, fa finta di niente.

Parchi giochi senza giochi

Una cosa sono i vandali che devastano le casette dell’acqua, un’altra è il degrado e la mancanza cronica di pulizia e manutenzione. Il parco giochi dei Marinaretti – l’unico senza spaccio e prostituzione – che serve i quartieri di Ortigia e Borgata versa in una situazione vergognosa. I giochi per i bambini sono luridi, pericolosi, mai manutenuti, mancano tavole di legno, ci sono chiodi e viti che vengono fuori dal nulla, c’è uno scivolo completamente ricoperto di guano di uccelli, le panchine sono oscene e ieri, la fontanella dell’acqua sparava il suo getto a due metri di distanza dando vita ad un enorme acquitrino fangoso. Il fatto che questo dei Marinaretti venga considerato uno dei parchi migliori, la dice lunga sullo stato dei servizi all’infanzia garantiti in questa città che si era messa in testa di fare la capitale della cultura. Il paradosso è che siamo entrati nel loop, che io preferisco chiamare “scuse vergognose”, secondo il quale non si interviene con la manutenzione perchè tanto poi distruggono tutto. Non c’è niente di più fastidioso di tale argomentazione perché in questo caso, i vandali non c’entrano niente, è proprio disinteresse e pressapochismo di chi dovrebbe intervenire e invece si gira dall’altra parte. 

Vigili Urbani, tutto pronto per il New Deal

Stupore e indignazione a margine della conferenza stampa di presentazione della nuova comandante della Polizia Municipale di Siracusa. Nel corso della visita guidata al comando di via del Molo, sarebbero state rinvenute due stanze zeppe di personale imboscato. Momenti di panico nel corso dello sgombero coatto per 5 agenti imboscati in preda a convulsioni per shock da esposizione alla luce solare. L’eclatante scoperta innalzerebbe il numero degli effettivi in servizio al Comando di via Molo a 9000 unità.

“Dobbiamo riportare i vigili in strada accanto alla gente” ha dichiarato il comandante. Subito pronto il protocollo “Humani Generis Redemptionem” che prevede di aumentare gradualmente il numero delle processioni di S. Lucia, S. Sebastiano e altri santi minori. Il vigile urbano, si sa, è molto devoto e superstizioso e nulla può farlo uscire dall’ufficio o dal bar di pertinenza ad eccezione del richiamo della fede. Soddisfazione in chiave di destagionalizzazione turistica anche dall’Amministrazione Comunale che in un colpo solo implementerebbe due comparti fondamentali: turismo religioso e controllo del territorio.

Tramonti a sud est

Il tramonto sotto la Fonte Aretusa è sempre mozzafiato e ieri mentre procedevo lungo quella stradina che porta alla Villa Aretusa, con i suoi alberi secolari, i banchetti dei boat tour e il pungente odore di guano, ascoltavo in cuffia il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 di Liszt e proprio tra la fine del secondo movimento e l’inizio del terzo, uno dei picciuttazzi appostati con enormi canne da pesca alla ringhiera del lungomare ha tirato su un pesce mazzone piccolo e tozzo. La delusione sul suo viso di quattordicenne era evidente e gli altri ragazzini con le canne da pesca – forse perchè lui si era vantato che avrebbe pescato un dentice di 20 chili – hanno cominciato a ridere e a sfotterlo. Allora lui, con il mazzone ancora attaccato all’amo ha zittito tutti e rivolgendosi agli altri e ha detto: “Chi fazzu, ciù rialu a stu niuru, accussì su mancia stasira?”. Nell’accezione specifica, “u niuro” in questione era un ragazzo cingalese con un tavolino dotato di ruote, tipo carretto, sul quale esponeva un campionario merceologico da fare invidia al Floresta dei bei tempi. Il commerciante cingalese, senza scomporsi, ha guardato i picciuttazzi con sufficienza e ha detto: “tu azziccare no culo”.