Antropologie

Questo incontro tra idiomi, miti, leggende, forme e sostanze di chi lavora sotto il sole per imbellettare una città devastata dall’incuria e dal tempo, pittando ringhiere (Anceloooo quanti mani ri viddi c’ha rato ca, risgaziato), decespugliando foreste cresciute sui pochi marciapiedi percorribili e le modelle, bellissime, che scendono dai Van con i vetri oscurati (Minchia Saro, talè chi minne iavi chista!) un po’ spaesate su dove andare (Ehi signorina, scusa no di là, andare dall’attra patte… le attre racazze sono andate dall’attra patte, andare diritto devi andare) è forse la cosa più genuina di tutta questa gigantesca messa in scena firmata D&G (A cetto ca su belle… ma ppi mia megghiu na racazza assistimata ri ca… chissi su ampienti tinti sono… trocate, non manciano, tutti anoressichi… ti pare ca è acqua frisca?).

Dolci & Gabbati

Accolti con tutti gli onori del caso a Palazzo Vermexio, ai due stilisti, con la scusa del libro degli ospiti illustri, sarebbe stato fatto firmare un cambialone in bianco che – fanno sapere dallo staff del Sindaco – servirà ad estinguere parte dell’enorme evasione Tari e finanziare il progetto “Bees Mobility” che punta a rivoluzionare la mobilità nell’intero centro storico attraverso l’obbligo di acquisto da parte dei residenti di Ortigia di un ape calessino pro capite. Il restante denaro dovrebbe essere equamente distribuito nei progetti “Sì ai mercanti nel tempio”, per ridare dignità ai banchetti dei boat tour sparsi sui marciapiedi e raggrupparli tutti all’interno della chiesa di S. Lucia alla Badia e “Scoppolaricchialo Avantinsieme”, un programma in collaborazione con l’Università della strada per il ripopolamento dei fondali marini con piccoli molluschi di plastica creati da un’artista locale.

D&G, gli abiti, le star e un caffè mai ordinato

Alla fine dopo giorni di parole, indiscrezioni, accuse, ripicche, invidie e polemiche, il momento è finalmente arrivato. La casa di moda Dolce & Gabbana sbarca a Siracusa per presentare le collezioni di alta moda femminile e maschile e quella dei gioielli.  Eventi blindatissimi, creati ad hoc per gli oltre seicento ospiti provenienti da tutto il mondo. Tanti sono stati i nomi delle star di Hollywood che sono stati accostati all’evento, da Beyoncé alla Bellucci, dalla coppia J.Lo – Ben Affleck a Sharon Stone, ma dalla comunicazione D&G non trapela nulla. Le sfilate non saranno aperte al pubblico e non si potranno fotografare star e modelle e questo ha fatto storcere il naso a molti che già si immaginavano la foto con Vincent Cassel, le stories con Madonna e magari uno scatto in passerella, come l’anno prima, alla kermesse “Oggi Sposi Misterbianco 2021”. 

“Li potete incontrare mentre girano per strada e fanno i turisti – ha detto un pezzo grosso dell’azienda – non sono marziani, sono come noi”. E io effettivamente vorrei proprio essere come Ben Affleck ma se dovessi incontrarlo che si mangia la granita di mandorla e la brioche col tuppo, lo lascerei in pace per rispetto suo e per pudore mio.  Però è vero, nove volte su dieci questi inarrivabili sono molto più cordiali e disponibili di tante tronfie nullità, anche locali. Ma il punto non è questo. È inevitabile che una roba del genere sia blindatissima, non potrebbe essere altrimenti e l’amministratore delegato l’ha dovuto spiegare ai giornalisti intervenuti in conferenza come se fossimo dei bambini. “Se andate allo stadio – ha detto – non potete mica scendere in campo a stringere la mano dei calciatori”. 

La stampa locale ha incalzato: “ma saremo invitati?” No, sì, non ha importanza. Ci sono ottanta giornalisti da ogni parte del mondo, non gli serviamo a niente, al limite serviamo al Sindaco. Una volta per tutte, questo non è un evento per Siracusa e per i siracusani, mettiamocelo bene in testa, questo è un evento che usa Siracusa e le sue bellezze per vendere più vestiti. Non c’è niente di illegale, è il marketing, funziona così. Meno gente sa di Siracusa più facile è legarla ad un prodotto.

Però, lo confesso, un po’ di fastidio c’è, sale quell’odio di classe che ti fa dire: “ma guarda questi che cosa si possono permettere nella piazza della mia città”, anche se poi ,l’ultima volta che ci siamo passati abbiamo spento distratti la sigaretta sulla colonna dorica del V Secolo.

Un amico si è posto qualche domanda scomoda del tipo: “Ma è corretto noleggiare una città o un suo monumento a un privato?”. Oppure, ma se io vendo cacoccioli e voglio fare un grande evento con i buyers internazionali di cacoccioli e ho il denaro per garantire le fideiussioni del Teatro Greco, me lo fanno fare o c’è qualcuno che dice tu sì e tu no?  Io c’ho pensato e ripensato e a queste domande proprio no so rispondere, sono combattuto tra un liberismo sfrenato e una sorta di socialismo reale dove il bene pubblico trionfa su tutto.

Comunque, quello che è certo è il peso specifico di questo evento che avrà delle ripercussioni positive su tanti settori: ricezione turistica, food, transfer – a proposito, avete visto quanti Van neri ci sono in giro? – e poi manodopera specializzata, picciotti, ragazzi e ragazze a fare accoglienza, a montare scenografie, personale della sicurezza e via dicendo. Novecento persone impiegate dicono loro e non c’è motivo di non credergli. In più l’amministrazione cittadina, per farsi bella, ha asfaltato strade, pulito, ridato dignità ad alcuni luoghi dimenticati e questi interventi, vuoi o non vuoi ricadranno sulla vita di ciascuno di noi. Imponente poi lo schieramento di Forze dell’ordine per garantire la sicurezza, che è uno degli aspetti che fa dire a molti che la polizia si vede in giro solo per queste cose qui, anche se a dire il vero è un po’ una forzatura perché questi, ogni sabato e domenica sono a presidiare stadi e campi di calcio e lì nessuno si lamenta. Fa specie invece che siano spariti i parcheggiatori abusivi del Prometeo, che erano presenti pure quando è venuto il Presidente Mattarella che fra un po’ lo accoglievano loro. Chissà se dura o se si appaleseranno di nuovo non appena il trambusto mediatico sarà terminato.

Nel mezzo i soliti irriducibili residenti ortigiani, esasperati da una vita vissuta sempre al limite, ignorati dall’Amministrazione comunale, bistrattati dai residenti degli altri quartieri che li accusano di essere dei privilegiati. In un Ortigia congestionata da auto, dove vige la legge del più forte, ogni sacrificio, anche il più piccolo, anche solo per pochi giorni, pesa il doppio, il triplo. Se poi, sottratti decine di posti auto, si autorizzano i lavori per il ripristino del solarium diroccato “Risossa Mare” o per la pitturazione delle fatiscenti ringhiere del lungomare e si eliminano altri venti stalli residenti, allora la cosa non può che essere vissuta come una terribile provocazione.

Alla fine, l’unica cosa certa, soppesando pro e contro, è il livello alto, altissimo dell’evento che sta per svolgersi. Non bisogna essere appassionati di moda per capirlo. Queste sono cose che si tengono a Parigi, a New York non certo in provincia e di questo bisogna dare atto a Dolce & Gabbana e a questa grande scommessa. Siracusa conquisterà le pagine dei giornali e dei Tg, ci saranno influencer con milioni di follower, tweet, hashtag e foto, immagini, video che moltiplicheranno scorci, particolari, punti di vista che rimbalzeranno Siracusa in giro per il mondo.

Dicono che la ricaduta sull’economia locale sarà inestimabile, che si farà sentire per anni e anni e che fiumi di turisti si riverseranno qui, a rivedere quei luoghi resi “immortali” dagli stilisti. Saremo in grado di gestire questa cosa? Ho i miei dubbi, posso solo sperare che non capitino nel bar centralissimo dove mi sono seduto prima della conferenza stampa. Solo un paio i tavolini occupati, ne ho scelto uno all’ombra, ho aperto il computer, mi sono connesso, ho scritto due e-mail di lavoro, una parte di una cartella stampa, e qualche riga di questo pezzo, ho anche fatto una telefonata, poi ho chiuso tutto, riempito lo zaino e sono andato via senza che nessuno si sia degnato di chiedermi cosa volessi ordinare.

Articolo pubblicato su www.tamtamtv.it

Once Upon a time

Poi ieri, per caso, mentre tornavo a casa, li ho visti. Non ci volevo credere ma erano proprio loro, J.Lo e Ben Affleck, non davano nell’occhio, sembravano una coppia normale seduta a un tavolo con le sedie spaiate in un dehor abusivo di un vicolo ortigiano. Lei aveva preso una Miramare più bresaola, lui una Norma con sopra le patatine, entrambi bevevano birra alla spina Cisk. Dai resti delle confezioni monouso di ketchup e mayonese sul tavolo, ho capito che avevano consumato anche il “gran fritto della casa” con patatine, panelle, olive ascolane e mozzarelle in carrozza precotte e surgelate. Chiacchieravano tenendosi per mano, i loro occhi brillavano di passione e d’incanto. La musica a palla, una tremenda compilation discosamba remixata con hit neomelodiche sembrava non disturbarli, così come il cestino di rifiuti accanto al loro tavolo, stracolmo di sacchetti puzzolenti. Al momento di pagare, Ben ha fatto il gesto universale della mano che scrive in aria e il conto è arrivato su un foglietto a quadretti. Ben ha tirato fuori l’Amex ma il gestore ha fatto capire che non accettava quel circuito di pagamento, allora Ben ha tirato fuori una Mastercard platinum ma quello gli ha detto che il Pos era rotto. Ben ha sfilato dal portafogli 5 banconote da 20 dollari ma non c’è stato niente da fare. “Ehi man, I’m Ben Affleck…” ha detto Ben come a dire offrimi sta cena o passo a pagare domani. “E io sugnu Cammelo – ha risposto quello – … u sacciu cu si… senti a mia, lassa a to zita ca a garanzia and go to bancomat e scanciati i soddi”. Ben Affleck era incredulo ma senza batter ciglio si è avviato al bancomat. Quando è tornato ha saldato il conto e si è diretto al tavolo da Jennifer che non si era accorta di niente. “Come mai tutto sto tempo?” le ha chiesto lei un po’ spazientita. “Niente, non funzionava il Pos” ha risposto lui. I due si sono allontanati mano nella mano, hanno fatto qualche passo e sono stati affiancati da una Apecalessino che gli ha chiesto: “Ottiggia tur bai nait?”. I due sono saliti a bordo e l’ape è partita a tutta velocità in una nuvola di fumo bianco. Una coppia di ragazzi li ha riconosciuti e ha gridato: “Jennifer, Ben seffi plis!”. Loro si sono voltati e si vedeva che erano felici.

Una faccia una razza

Riparte su nuove basi e con relazioni più estese e consolidate il gemellaggio tra Corinto e Siracusa. Chiuso l’accordo commerciale denominato “Il patto delle poleis”. Alla città greca andranno 10 api calessino con il claim “Avanti Insieme”, un magnete frigo del parcheggio Talete, alcuni pezzi sotto sequestro dell’indimenticabile mostra “Ciclopica”, un conglomerato di tubi innocenti arrugginiti del Solarium “Risossa Mare”, alcuni macigni del muraglione di levante e una targa con l’incisione: “Con queste pietre sta crollando tutto”.

In cambio, il comune di Corinto si impegna a offrire due lettini con ombrellone presso il bagno “Diogene di Sinope” e una fornitura ventennale di formaggio Feta, individuato dallo staff del Vermexio come elemento fondamentale e pietra di volta di una rinascita enogastronomica. Per suggellare il patto è nato “Grecale” il panino gourmet con cavallo, gamberetti, feta, melanzane grigliate, olive, tabasco, ogghiurepipi, sassaemayoness, cetriolini, foglie di vite e sassazazzichi, che sarà presentato in esclusiva, dai due sindaci ed dai rispettivi assessori alla cultura, nel corso di una puntata di “μπλε κύμα” il corrispettivo di Onda Blu in Italia.

Palazzo Vermexio lancia “l’Amministrazione a casa tua”

Dopo il grande successo di critica e pubblico dell’incontro con i cittadini di via Barresi, gli strateghi di palazzo Vermexio lanciano “l’Amministrazione a casa tua”, un nuovo servizio finanziato con i fondi d’emergenza del Sindaco e rivolto a tutti i contribuenti allo scopo di  abbattere le distanze tra cittadino e amministratore.

Battesimi, comunioni e qualsiasi tipo di sacramento, ma anche compleanni, onomastici, riunioni di condominio, scampagnate, emergenze rifiuti e medicane, ogni momento è quello giusto per richiedere il servizio direttamente a casa tua o in quella di tuo cognato. L’obiettivo è quello di inculcare i principi del vivere civile e far digerire ordinanze assassine e possibili aumenti di tributi locali, attraverso sketch sempre nuovi e divertenti, giocoleria, clown, cantastorie e giochi d’acqua.

Cinque i pacchetti disponibili:

Classic, che prevede l’intervento di un delegato di quartiere;

Silver, con delegato di quartiere, assessore di medio/basso cabotaggio e 3 persone di claque;

Gold, con due delegati di quartiere, un assessore di rango, 6 persone di claque;

Platinum, con Sindaco, 3 assessori, 4 delegati di quartiere, 12 persone di claque;

Diamond, con Sindaco + giunta al completo, comandante dei Vigili urbani, tutti i delegati di quartiere, 20 persone di claque e un tour di un ora in apecalessino.

E io Pago

Siracusa, 13 mila le utenze non censite. Un utente su 4 evade la Tari. Inchiodati da un’indagine su Facebook: sono quelli che s’indignano e commentano con “e io pago” i thread sull’emergenza rifiuti ma in verità non hanno mai pagato niente, vivono di intrallazzi, spesso si candidano consiglieri comunali e non rinnovano manco l’RCA.