L’opera dei pupi

A volte siamo talmente sprovveduti che qualsiasi cosa abbia un facciata di maestosità, qualsiasi evento distribuisca prebende sotto forma di contratti e sponsorizzazioni, lo consideriamo il non plus ultra, l’evento definitivo. Siamo pronti a batterci il petto per difenderlo allo stremo delle forze e per convincere pupi_sicilianitutti gli altri di questa verità assoluta. L’eccellenza è diventata un tormentone con cui ci facciamo belli quando in realtà, è difficile possedere le categorie per poterla giudicare, avvinghiati come siamo ad effimere convinzioni.

La polemica o presunta tale sulla regolamentazione dell’utilizzo del Teatro greco di Siracusa è un caso emblematico. Una parte sostiene che la Regione Sicilia (che oggettivamente non è certo un’istituzione che ispira fiducia) voglia penalizzare Siracusa con l’introduzione di un bando europeo per la gestione degli spettacoli (rappresentazioni classiche dell’Inda escluse) al Teatro greco.

Ora, scagliarsi contro un bando europeo che ha l’obiettivo di regolarizzare una situazione confusa è per me inconcepibile. Farlo al grido di “vogliamo regole certe” è un ossimoro. Insomma, non si fa che parlare di meritocrazia, di eccellenza, di sviluppo, ma poi, al minimo sentore di cambiamento dello status quo, ci si arrocca come negli scacchi? L’idea che il bando europeo possa portare, per esempio, una produzione tedesca a rappresentare a Siracusa un ciclo di opere liriche, dei concerti sinfonici o una mini stagione di musica colta, mi sembra una prospettiva eccellente e non capisco per quale motivo debba essere boicottata o considerata una mossa per penalizzare Siracusa a discapito di Taormina, Catania o altri eminenti centri culturali (risata ndr). Certo, la Regione Sicilia è foriera di incredibili voltafaccia, cambi repentini di regolamenti, lentezze congenite, cinico menefreghismo e si fonda su una burocrazia ottusa, maliziosa e pachidermica, ma proprio per queste ragioni dovremmo raccoglierci in preghiera ed esultare ogni qual volta un bando europeo viene licenziato e reso pubblico da questa Regione qui. Barricarsi dietro i successi di pubblico dell’Aida dell’anno scorso e dietro quelli altrettanto certi della Norma belliniana di questa stagione non rappresenta una giustificazione adeguata. A nulla valgono i venti minuti di applausi di una platea che ha cancellato qualsiasi legame con la musica classica, se non a farci capire che solo quando la mondanità dell’evento sarà affiancata dalla qualità, questa città avrà veramente compiuto un passo in avanti in termini culturali e turistici. Fino a quando gli operatori di settore si disinteresseranno del valore artistico di una rassegna e fino a quando una certa stampa si limiterà a glorificare eventi modesti innalzandoli a capolavori assoluti, resteremo quello che siamo: provincialotti e babbasunazzi.

Un pensiero su “L’opera dei pupi

  1. beh gli italiani e principalmente noi siciliano abbiamo un concetto strano e contorto sull’Unione Europea e sui bandi, sono buoni solo se possiamo metterci in tasca qualcosa senza fare nulla. e poi questa cosa di difendere a tutti i costi il cosidetto made in italy è un’idiozia, per certi versi.

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