Devozioni

Ritorno le iniziative del comune per il Decoro Day. Anni fa, destò molto scalpore il gigantesco murales raffigurante una moderna Santa Lucia disegnata sulla facciata di un caseggiato della Mazzarona. oggi, per placare le critiche dei cattolici più integralisti e riportare l’immaginario iconografico in un contesto più tradizionale, il Comune di Siracusa ha deciso di far dipingere sul palazzo attiguo, una poderosa effigie dell’ex Senatore Lo Curzio…

Rivoluzione Rifiuti

Siracusa, nuovo capitolato rifiuti: il servizio sarà affidato direttamente al personale del Tar di Catania. In questo modo il Comune conta di risparmiare ogni anno oltre 5 milioni di euro in beghe legali. Le novità più consistenti sono il contributo unificato obbligatorio per smaltire i grandi ingombranti e la possibilità di assegnarsi corposi sconti Tari certificando il proprio PaP via Pec. Contrade Marine: debuttano le chiatte porta a porta ed i CCR subacquei. Lotta all’evasione, tolleranza zero contro i furbetti della Tari: al via giaculatorie, rosari e preghiere collettive al Santuario della Madonna delle Lacrime. Soluzione Tivoli: la frazione ceduta al Comune di Canicattini in cambio di 8 infissi di alluminio anodizzato dorato da donare all’Urega in segno di buon auspicio…

Nuovo Ospedale: stallo nelle trattative

Nuovo Ospedale di Siracusa, spunta l’ipotesi Himalaya ma è subito stallo. L’incontro ufficiale tra il Sindaco Italia e il magnate Swami Ananda Saraswati, farebbe trasparire la volontà dell’amministrazione di trovare una soluzione extra territoriale a costo zero e far sorgere il nuovo nosocomio su un terreno senza vincoli alla periferia est di Katmandu. Trovato l’accordo di massima, resta il nodo Pyter che rischia di fare saltare tutto. L’amministrazione non vorrebbe privare la città di un servizio primario come quello svolto da Pyter; il Maestro Saraswati invece – ghiotto si carne di cavallo, sbizzero e sassaemayoness – pretenderebbe la rimodulazione del progetto esecutivo con l’eliminazione del reparto geriatria e l’inserimento, intra moenia, della storica paninoteca.

Ciclopica

La chiusura “temporanea” della mostra Ciclopica, con le due sculture di Giacometti sequestrate dai Carabinieri perché ritenute dei falsi con firma taroccata, forse è la più grande malafiura nei 2752 anni di Siracusa. Più dei cassoni alla marina, più della pavimentazione di Corso Umberto. È come se al Teatro Greco cominciassero a rappresentare le Tragedie Pitacoriche (Agamennule, I Supplici, Tekra, le Noticiane) e le spacciassero per opere di Sofocle e di Euripide. Quando ne sono venuto a conoscenza ho pensato immediatamente alla gita in terza media e alla sensazione che ho provato quando arrivati in albergo, a Rimini, i miei compagni avevano tutti il beauty case della Mandarina Duck ed io invece ne avevo uno della Mandarancia Drink.

Il sequestro delle sculture crea un danno d’immagine senza precedenti che porta con se la mortificazione del concetto stesso di arte e di tutto quello che con fatica, studio e sacrificio ci gira intorno. Comunque, che la mostra non fosse in realtà quella dei proclami entusiastici dei primi giorni era piuttosto evidente a chiunque abbia messo piede almeno una volta in un museo o abbia visto una temporanea. Un’onesta mostra di provincia che più che rivolgersi a un pubblico cosmopolita si rivolgeva a uno locale, che magari non ha grande confidenza con l’arte ma che in questo modo avrebbe potuto avvicinarsi, incuriosirsi e magari appassionarsi alla materia. Non c’è niente di male in questo, anzi, sarebbe potuta essere una causa nobile, un obiettivo sincero, una specie di alfabetizzazione estetica, un omaggio – mettiamola così – al Maestro Abbado che si porta l’orchestra della Scala di Milano negli stabilimenti Ansaldo ed esegue per gli operai della fabbrica il Prometeo di Luigi Nonoper ricordare a tutti che l’arte non è il passatempo di una elite in pelliccia e mocassini ma il fuoco che arde e anima le istanze dei popoli.

L’aspetto che mi ha lasciato più attonito non è la scoperta di due opere false, che certo – per quanto ancora da accertare – è un fatto gravissimo, ma piuttosto la volontà di far passare una normalissima se non mediocre collezione di pezzi molto comuni e inflazionati, come un evento di altissimo profilo culturale. Questa cosa proprio mi spara qua, perché è stata ripetuta centinai di volte, come in un mantra. Ma nella città più provinciale del mondo, si sa, ci piace la grandeur, ci piace parlarci addosso e fare gli spavaldi, senza limiti. Invece il limite ci vuole, eccome. Quando spopolavano gli zatteroni del Dottor Scholl, non tutti potevano permetterseli e così, grazie alla strabiliante offerta merceologica della Fiera del Mercoledì (a casa mia “Mercatino”) si poteva optare per i modelli del Dott. Tonelli o per quelli del Dott. Rockford, sicuramente due onestissimi podologi, meno noti di Scholl ma altrettanto coscienziosi. Nessuno si vantava di averli acquistati, ma quelle scarpe svolgevano perfettamente il compito per il quale erano state prodotte: strascicare i piedi fino a consumarne la gomma della suola e utilizzarle come arma impropria.

Di tutta questa vicenda, la cosa che lascia più attoniti è quella sensazione di presa in giro che richiama gli echi di Tornatore e dell’Uomo delle Stelle: una Sicilia ingenua e attaccata ai suoi sogni che alla fine si infrangono miseramente. L’unica nota positiva potrebbe essere la richiesta di risarcimento del danno che il Comune di Siracusa, se tutto venisse confermato, dovrebbe chiedere agli organizzatori. M’immagino una cifra con un sacco di zeri, con la quale abbattere il costo della Tari, mettere in sicurezza le scuole o che so, rifare le strade della città.

Adesso, non resta che aspettare gli sviluppi giudiziari. Ho letto che da protocollo, c’era in programma anche una mostra sui contemporanei americani, beh, io ho un “Map” di Jasper Johns, stampa comune non numerata; un “Convergence” di Pollock, poster shop museo; un “Mustard on White” di Lichtenstein, cartoncino formato piccolo; un inflazionatissimo ma sempre gradevole “Chicken Noodle Soup “di Warhol. Se dovessero servire…

 

Ordinanza “Mondo Parallelo”

Dopo una lunga sperimentazione, finalmente pronto il kit per i residenti di Ortigia: distribuiti i primi 500 visori 3D. Per fronteggiare il crescente malumore dei residenti del centro storico, costretti a vivere a contatto con l’abusivismo più sfacciato, tra sedie di plastica spaiate, musica a palla, olezzo di fritto in olio esausto e mancanza sistematica di controlli, Il Sindaco e l’Amministrazione corrono ai ripari con l’ordinanza “Mondo Parallelo”.

Dopo aver tentato, fallendo, di inserire i residenti ortigiani tra le specie protette al pari dell’Orso bruno Marsicano e della Pernice bianca, finalmente, la svolta: ogni residente sarà dotato di un pratico kit (visori, guanti e auricolari) capace di trasportarlo in un’altra realtà. Con l’Ordinanza “Mondo Parallelo” tutto diventa possibile: passeggiare in un vicolo senza dover spostare tavolini abusivi o accapparsi con i ristoratori improvvisati, ascoltare musica a volume decente e negli orari consentiti, prendere un caffè con Tomaso Montanari, Salvatore Settis e Luciano Canfora o incrociare un vigile urbano stremato dal numero di controlli effettuati, ringraziarlo e scorgerne la fierezza negli occhi.

Con l’ordinanza “Mondo Parallelo” cresce anche l’indotto, grazie alla produzione di essenze e profumi che permettono di godere di un’avventura sensoriale a 360 gradi. Tra le più gettonate: Giardino Fiorito, Zeste d’agrumi, Mare d’inverno, Vim in polvere, Mantola tostata, Stratto e Scollo sfornato.

Caravaggio – I prodromi per una Crocifissione di Sant’Andrea

Vendo prestigioso bozzetto autografo de “La Crocifissione di Sant’Andrea” di Caravaggio, già appartenuto alla collezione Strummerleaks-Tekra. Vergognomi assai ma necessito soldi droga.