Teatro Greco, si cambia

Teatro Greco di Siracusa, non solo Inda: la Regione apre a concerti ed eventi. Si parla già di “Edipo a Sacchitello”, la pièce teatrale di Toti e Tonino e del monologo di Litterio “C’ho detto Eschilo”. Sul versante musicale, fibrillazione per il concerto del giovane Ancelo, il quattordicenne di viale Tunisi capace di scandire nitidamente “Siracusa d’amare” e “Avanti insieme” coi rutti e per questo divenuto a furor di popolo ambasciatore della siracusanità nel mondo. Ancelo dovrebbe esibirsi accompagnato dal maestro Vessicchio che lo dirigerà in una suite di stornelli per orchestra e rutti. Infine, grazie all’ONG Tabasco, si profila il grande ritorno di Andrea Bocelli per un concerto benefico per dire basta alla vaschetta di plastica monouso per la carne di cavallo.

 

Visita Mattarella, non erano vigili urbani ma comparse dell’Inda

Visita del Presidente Mattarella, siracusani stupiti dalla massiccia presenza di polizia municipale (1 agente ogni 3 cittadini) dispiegata lungo il tragitto presidenziale. Non erano vigili urbani ma comparse dell’Inda: la sconvolgente scoperta attribuita al Sig. Augusto Carnemolla, pensionato della Giudecca, insospettito dal fatto che la maggior parte del personale in divisa indossasse calzari antichi e fosse equipaggiato con lance, archi e frecce.

Il raggiro del Comune, smascherato quando lo smaliziato Carnemolla, irritato per aver dovuto spostare l’auto da via Logoteta, avrebbe chiesto ad un presunto vigile urbano quando sarebbe terminata “‘sta camurria”, ricevendo in tutta risposta una citazione tratta da I persiani di Eschilo: “Umane sventure certo possono agli umani toccare; e molte sventure ai mortali vengon dal mare e molte poi dalla terra, se il tempo di vita in là si prolunghi”.

Cultura è programmazione

– Ouh, complimenti per il film?

– Ma che film?

– A docu, u Festival!

– Ah, Off! Grazie, quest’anno è stato una bomba. Hai visto qualche film che ti è piaciuto?

– No. Però sti cosi ra cuttura sa na fari fatti boni, no comu a gran malafiura ro teatru comunale.

– Lo so, hai ragione.

– Ma come finiu docu?

– Chi sacciu, credo stiano studiando una soluzione per una forma di gestione che…

– U fanu cu Linda?

– Non lo so. Auspicherei altro… mi piacerebbe vivere in una città normale, con una stagione teatrale capace di smarcarsi dal peso della tradizione delle tragedie greche da un lato e da Litterio dall’altro.

– Minchia vero. Senti, ma tu a sintuto sta cosa ra libreria ca stana rapennu?

– No

– Avanti! A libreria…

– Ma chi, Mascali? Ma non la stanno aprendo, è stata riconosciuta e tutelata come libreria storica. Minchia, è aperta da 90 anni.

– Ma ti pare ca u sacciu unn’è?

– Avà, in via Maestranza… una ce n’è!

– Ma unni? Unni c’era Kent?

– Ma se ti sto dicendo che c’è da una vita! No, dall’altro lato, poco prima.

– Boh, ora ci passu co muturi e m’accattu quacchi cosa. Vabbè, grazie ‘mpare.

– Grazie a te.

Inda on My Mind

– Ma quannu maaai! Ma chiffà nun u sai ca se voti a XXX e comu se ci sta rannu u votu a YYY?

– Ma attia cu taaa dittu sta gran minchiata?

– Mpare ma si bestia totale ah! A nun ti leggi i giunnali? Manco faisbuk talii? Pezzu i vastasu ca si…

– Minchia, sta parrannu Euripite…

Le tragedie Pitacoriche – Ifigenia in Aulin

Ifigenia in Aulin, 409 a.C.

Una disputa virtuale e senza esclusioni di colpi tra Oreste, un giovane medico ospedaliero e Ifigenia, una militante no vax, complottista e assetata di giustizia virtuale. Per confutare le tesi della medicina tradizionale e dimostrare la pericolosità dei farmaci, Ifigenia ingurgiterà in un colpo solo 2,8 kg di nimesulide, entrando in uno stato alterato di coscienza. Solo l’intervento del Deus ex machina farà in modo che, trasportata d’urgenza in ospedale, sarà proprio Oreste, con un tentativo disperato, a strapparla alla morte. Un anno dopo, il giovane medico, riceverà una citazione di Ifigenia con una esorbitante e immotivata richiesta di danaro per grave negligenza professionale.

 

Le tragedie Pitacoriche – Tebe contro la Setta

Tebe contro la Setta, 443 a.C.

Esasperato da anni di citofonate alle otto del mattino e di opuscoli sullo spirito, sulla trinità e sulla salvezza, distribuiti da un gruppo di testimoni di Geova, il Sig Gerardo Tebe, pensionato della Borgata, borioso, collerico e irascibile, escogita un piano per vendicarsi di questi attacchi immotivati. In un turbinio di pernacchie al citofono, parolacce, bestemmie e gesti dell’ombrello, Tebe, convinto di avere il vero Dio dalla sua parte, annichilirà i suoi nemici e riuscirà a tenerli lontani dal suo condominio, diventandone a furor di popolo l’amministratore.