Buon Natale

Questo Natale, più di ogni altra cosa, mi  mancheranno le atmosfere uniche che solo la Tombola del Popolo riesce a creare. La Tombola del Popolo è un’invenzione di mio padre che già in passato aveva proposto in famiglia e senza successo, diversi “divertissement”. Fra questi, su tutti, spiccava il Mercante in Fiera delle malattie, un gioco spietato che metteva i partecipanti davanti al proprio io più profondo e li sfidava nell’eterna lotta tra brama di danaro e scaramanzia. La provocazione fallì perché nessuno voleva partecipare all’asta delle carte (Mamma, mi compri l’epatite B? No, Tesoro hai già la bronchite, la varicella e l’ipertensione, basta così). 

La Tombola del popolo ha un intento più sociologico che è quello di attualizzare il gioco alle dinamiche e alle insidie della società odierna. I principi base sono quelli della tombola tradizionale ma con un nuovo regolamento cervellotico, infernale e contorto, che riesce a scontentare tutti. Il gioco prevede pesanti restrizioni, multe salate e confisca di cartelle a chi dice, per esempio, “tombolino” oppure “ambo” alla chiamata del primo giannetto. Ogni richiesta al cartellone: “è uscito il 23?”, costa 50 centesimi e se il giocatore ripete la domanda nel corso della partita, a pagare sarà anche il giocatore seduto alla sua sinistra. Per i premi è prevista una pericolosa redistribuzione delle risorse: donazioni controvoglia, prelievi forzosi e altre nefandezze basate sul caso.

Per esempio, se un giocatore fa la cinquina non è detto che riceverà il suo premio. Dichiarando il punto e dopo la verifica da parte del cartellone, interverrà una commissione di saggi munita di mazzo di carte siciliane e di taccuino con codici e leggende. Il giocatore dovrà pescare una carta, ad ogni carta è associata un’azione. Gli scenari sono mutevoli: puoi essere fortunato e vincere il tuo premio; ti può essere confiscato e aggiunto al monte premi della tombola; può essere considerato pensione d’oro e decurtato di una percentuale a favore di chi ha fatto ambo o di uno che manco sta giocando; se peschi il cavallo sei costretto a donare la vincita al giocatore che siede alla tua destra, insomma, cose così.

La prima volta che abbiamo provato a giocare abbiamo fatto due giri, poi sono cresciuti i malumori, la tensione nell’aria era tangibile, i parenti si guardavano con sospetto mentre mio papà aveva un ghigno beffardo tipo Travaglio a Otto e Mezzo. La situazione stava precipitando tanto che è dovuta intervenire mia mamma per dire: basta giocare, adesso apriamo il panettone delle Tre Marie.

Un Eroe

L’eroe di questo Natale disadorno, l’unico che potrà risolleverà l’inevitabile l’atmosfera dismessa creata dal numero esiguo di parenti intervenuti stabilito per decreto, un Natale con le porzioni ridotte e il menù alternativo senza frittelle di baccalà (Biii, tutto quel traffico per friggere solo per quattro persone), senza il tavolo dei picciriddi che si tirano pezzi di torrone e di giggiulena, senza il vociare ininterrotto delle cognate sparrittere che finiranno a litigare su chi deve fare la cucina (e che c’entra scusa, a casa di mia madre la faccio io, da vostra madre la fate voi!). Un Natale senza gli improbabili abiti gessati del genero che si finge imprenditore e veste come Al Capone, senza i fiumi di minchiate, sempre le stesse, raccontate senza freni da maschi di famiglia in costante competizione tra di loro, l’eroe di questo Natale, dicevo, sarà colui che in attesa della mezzanotte, malgrado l’abbiocco dei più anziani e l’insofferenza dei più giovani, acquisterà otto cartelle della tombola anziché le sue solite due, aspetterà la chiamata del primo giannetto e finalmente griderà un liberatorio: “AMBO” e tutti, come per magia, cominceranno a ridere.

Sto decreto è pieno di lagune – il glossario dei commenti social sulla stretta di Natale

– E me figghiu ca have 16 ani u lassu a casa? bravo govenno complimenti da un padre di famiglia

– Cè l’escamotasg a 16 anni ci può andare da solo a trovare i parenti 

– E comunque parrucchieri aperti e centri estetici chiusi poi ma ta spiegare!!! I capelli te li puoi lavare i pila nun te po livari???

– Ma tutto stu piaceri di andare a casa di vostra suocera quando vi ha venuto?

– Ci st’anno prendendo in giro vediamo se dimaia si fa natale è capodanno senza a zita

– Va bene per la viggilia ma u pranzo del 25 non me lo devono toccare che è sacro gesù bambino

– Ma se c’è il cropifuoco alle 22 che scrivono a fare capo danno che e a mezza notte ci vogliono solo prendere in giro per farci dare il vaccino?

– Questi del governo forse non anno famiglia perche il natale e famiglia e loro stano calpestanto

– A zona arancione ca diventa gialla e ora russa ci vuole a canteggina

– Alla befana come siamo messi chiedo per mia cognata…

– E gli immigranti possono entrare vero bastardi e ci fanno anche il ceonone coi soddi nostri

– Quanta superficialità nei vostri commenti, pensate ai veri problemi

– Non offenda supefficiale ce lei pezza di scuffata

– Io esco lo stesso e me la pono sudare tutti

– Ma quale coprifuoco scuadriglia Italia 103 presente a capodano vi faciamo satare ntal’aria 

– Me figghiu a 17 anni può venire dalla nonna col motore da solo?

– Figghiu i buttana tu e tutti chiddi che non tu riciunu

– Figghiu i butano 

– Starei hanno interi a dirgli infami pagghiazzi iarrusi giocate co la pelle dei siracusani ma più non lo potete fare vetrete

– Sto decreto è pieno di lagune.

Esegesi

Dopo l’albero separè, quello tortile, quello con le palle giganti ma senza messa a terra e dopo aver scartato l’opzione “Rosso Fuoco” fortemente suggerita da Tekra e che prevedeva un rogo perenne di rifiuti dentro un telaio a forma di pino silvestre, l’amministrazione ha scelto per Piazza Duomo un maestoso abete decorato in maniera tradizionale. Simbologia, fede e tradizione sono i concetti alla base dell’allestimento commissionato alla prestigiosa agenzia “Abberi e Sogni” di Cassaro, che ha sviluppato il progetto. Secondo la critica, le stelle che sormontano l’albero raffigurerebbero gli assessori della giunta Italia, dai più scarsi su, su, fino ai preferiti Coppa e Fontana, posti poco sotto la stella più brillante del sindaco; sulla destra, due cavalli adornati da corone di sbizzero e sassaemayoness a simboleggiare prosperità e abbondanza e sulla sinistra, due angeli guerrieri che rappresenterebbero l’eterna lotta tra TAR e CGA.

Presepi Viventi, monta la polemica

Penalizzati dalle regole del DPCM e ignorati dai decreti ristoro. Non si è fatta attendere la sfuriata dei rappresentanti di OPVA, il sindacato operatori e organizzatori presepi viventi amatoriali, che chiedono a gran voce una deroga alle nuove norme restrittive sulle festività natalizie che rischiano di danneggiare pesantemente uno dei comparti più produttivi del Sud Italia e il suo indotto. Fissato per oggi, al MEF, l’incontro per ridiscutere i termini del decreto ristori septies, che al momento prevede aiuti economici soltanto per alcuni personaggi del presepe e lascia fuori i pastorelli, quello della ricotta calda, gli zampognari e la nanna con la cesta di vimini.

Natale in Famiglia

Dopo il Mercante in Fiera con le malattie – proposto senza successo qualche anno fa perché nessuno voleva partecipare all’asta delle carte (Mamma, mi compri l’epatite B? No, Tesoro hai già la bronchite e le pustole, basta così) – quest’anno, mio papà ha voluto sperimentare la Tombola del Popolo.

I principi base sono quelli della tombola tradizionale ma con un nuovo regolamento cervellotico, infernale e contorto che riesce a scontentare tutti. Il gioco prevede pesanti restrizioni, multe salate e confisca di cartelle a chi dice, per esempio, “tombolino” o “ambo” alla chiamata del primo giannetto. Ogni richiesta al cartellone: “è uscito il 23?”, costa 50 centesimi e se il giocatore ripete la domanda nel corso della partita, a pagare sarà anche il giocatori seduto alla sua sinistra. Per i premi è prevista una pericolosa redistribuzione delle risorse: donazioni controvoglia, prelievi forzosi e altre nefandezze basate sul caso.

Il concetto è – per esempio – che anche se fai cinquina non è detto che tu abbia vinto veramente. Dichiarando il punto e dopo la verifica da parte del cartellone, interverrà una commissione di saggi munita di mazzo di carte siciliane e di taccuino con codici e leggende. Il giocatore dovrà pescare una carta, ad ogni carta è associata un’azione. Gli scenari sono mutevoli: puoi essere fortunato e vincere il tuo premio; ti può essere confiscato e aggiunto al monte premi della tombola; può essere considerato pensione d’oro e decurtato di una percentuale a favore di chi ha fatto ambo; se peschi il cavallo sei costretto a donare la vincita al giocatore che siede alla tua destra.

Abbiamo fatto due giri, poi sono cresciuti i malumori, la tensione nell’aria era tangibile, i parenti si guardavano con sospetto mentre mio papà aveva un ghigno beffardo tipo Travaglio a Otto e Mezzo. La situazione stava precipitando tanto che è dovuta intervenire mia mamma per dire: basta giocare, adesso apriamo il panettone delle Tre Marie.

Natale d’amare 2016, vota il tuo albero preferito

Il bando di gara per l’albero di Natale di piazza Duomo non ha attecchito? Non disperate, l’amministrazione ha in serbo una sorpresa e tira fuori dal cassetto i progetti segreti del Lab Smart 2.0 d’Amare. In esclusiva per Archimete Pitacorico i progetti Natale 2016 al vaglio della commissione…

Vota l’albero dei tuoi sogni. Partecipa al concorso e vinci un forziere pieno di gettoni di presenza!!!

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