Devoti tutti

Sfiaccolamento notturno dalla zona industriale. Nessun fuori servizio, da Priolo fanno sapere che l’evento rientrava nei festeggiamenti dell’Angelo Custode…

Palazzo Vermexio lancia “l’Amministrazione a casa tua”

Dopo il grande successo di critica e pubblico dell’incontro con i cittadini di via Barresi, gli strateghi di palazzo Vermexio lanciano “l’Amministrazione a casa tua”, un nuovo servizio finanziato con i fondi d’emergenza del Sindaco e rivolto a tutti i contribuenti allo scopo di  abbattere le distanze tra cittadino e amministratore.

Battesimi, comunioni e qualsiasi tipo di sacramento, ma anche compleanni, onomastici, riunioni di condominio, scampagnate, emergenze rifiuti e medicane, ogni momento è quello giusto per richiedere il servizio direttamente a casa tua o in quella di tuo cognato. L’obiettivo è quello di inculcare i principi del vivere civile e far digerire ordinanze assassine e possibili aumenti di tributi locali, attraverso sketch sempre nuovi e divertenti, giocoleria, clown, cantastorie e giochi d’acqua.

Cinque i pacchetti disponibili:

Classic, che prevede l’intervento di un delegato di quartiere;

Silver, con delegato di quartiere, assessore di medio/basso cabotaggio e 3 persone di claque;

Gold, con due delegati di quartiere, un assessore di rango, 6 persone di claque;

Platinum, con Sindaco, 3 assessori, 4 delegati di quartiere, 12 persone di claque;

Diamond, con Sindaco + giunta al completo, comandante dei Vigili urbani, tutti i delegati di quartiere, 20 persone di claque e un tour di un ora in apecalessino.

E io Pago

Siracusa, 13 mila le utenze non censite. Un utente su 4 evade la Tari. Inchiodati da un’indagine su Facebook: sono quelli che s’indignano e commentano con “e io pago” i thread sull’emergenza rifiuti ma in verità non hanno mai pagato niente, vivono di intrallazzi, spesso si candidano consiglieri comunali e non rinnovano manco l’RCA.

Strategie

– Gudmorni miste uelcom to meccato di Siracusa!

– Oh, thanks a lot!

– Miste, miste aspè… uer ar iu fromm?

– We’re from Helsingør, Danemark.

– Danimacca? Amleto, Scecspir! Bravo! Ora voi assaggiare nostri cruti! Encioi aur sifud en trink a special sparki uain fo brecchifast!

– We appreciate it… We have already have breakfast but…

– Allora come merenta… uno spuntino?

– Can we have a reservation for 7:00 PM dinner?

– Seeee e setti pm… lassati peddiri…non truvati manca i scocci ro gampero!

I prodromi della risposta muscolare

Certe volte quando li osservo così, goffi, insicuri, titubanti, mi pervade un sentimento di tenerezza e di protezione che quasi mi spiazza. Ieri, il Suv del malacarne parcheggiato in divieto, bloccava mezza strada e costringeva gli automobilisti a una specie di senso unico alternato e sebbene avessi intuito che sarebbe stato un tentativo velleitario ne ho comunque apprezzato l’impegno. Si è avvicinato al Suv lentamente, ci girava intorno cautamente, come fanno gli artificieri nei film quando sospettano che ci possa essere un ordigno. In cuor suo sperava che il proprietario si facesse vivo e spostasse il veicolo senza bisogno di intervenire con multe e verbali, un’alibi per la sua coscienza, un gentleman agreement valido giusto il tempo di allontanarsi da lì, poi, oh, se quello mi prende in giro e ce la rimette, io che ci posso fare? Lui si è accorto che lo stavo fissando interessato e ha subìto il colpo, prima mi ha odiato, poi, forse un po’ mortificato ha preso coraggio e si è diretto da un altro malacarne che gestisce, in mezzo alla strada, un baracchino di non meglio specificati servizi turistici, per chiedergli se sapesse dove fosse il proprietario del Suv. Non ho sentito esattamente cosa gli ha risposto, ma dalla gestualità ho capito che il malacarne dei servizi turistici deve aver detto una cosa tipo “mpare lassa peddere, fatti nu giro e non ci scassare a minchia che stiamo travagghiannu”. Deve essere stato così perché lui effettivamente è andato via imbarazzato e anche io mi sono allontanato deluso e ho pensato che magari era andato a chiamare rinforzi, il carratrezzi, il comandante, l’assessore per uno di quei blitz che poi finiscono sui giornali e invece niente, quando sono ripassato due ore dopo, i clacson suonavano impazziti e il Suv era sempre lì, in divieto, a bloccare mezza strada.

Via Giarre, i pini sradicati e gli alberi fantasma

C’è chi non vuole sentire ragioni e c’è chi butta acqua sul fuoco, chi senza pini non può più vivere e chi vuole solo una distesa di asfalto. Nella querelle sui lavori di riqualificazione di via Giarre e l’abbattimento dei pini che con le loro radici hanno concorso a causare il sollevamento del manto stradale, le posizioni sono abbastanza definite. Da un lato gli ambientalisti duri e puri, quelli che così facendo si rischia di cancellare la memoria urbanistica di un luogo, dall’altro l’amministrazione comunale che i Vigili del Fuoco hanno detto di abbattere tutto perché c’era il rischio crollo e loro, abbattono. Nel mezzo i residenti di via Giarre, incerti, perplessi, esitanti, indecisi se optare per una strada rifatta e cinquanta gradi all’ombra o continuare il Camel Trophy quotidiano sotto la frescura dei rami di pino.

Con la polemica che come una maionese impazzita andava montando al grido di “assassini moriremo soffocati dal Pm10”, il Comune, ha subito precisato l’intenzione di voler sostituire i temibili pini killer di sospensioni e caviglie, con nuovi alberi a largo fusto dotati di radici meno infestanti e capaci – con minime differenze – di ricreare le ombreggiature e l’atmosfera magica di via Giarre. 

Ora però, a dirla tutta, quando a Siracusa si parla di piantumazione di alberi, vengono in mente solo colossali malafiure tipo il Bosco delle troiane, con quegli alberelli disperati che fanno capolino in quell’enorme savana cresciuta dietro al Tribunale e che se non fosse per i volontari che li accudiscono, sarebbero solo il ricordo di un paio di comunicati trionfali, oppure gli alberi di piazza Euripide, tagliati per fare posto ad una colata di cemento quantomeno discutibile e sostituiti con degli alberelli che parevano deportati da un campo di concentramento per quant’erano esili e deperiti.  

Non è per cavalcare la polemica, ma cosa succederà questa volta? Le piantumazioni in via Giarre avranno dignità di conifera o come al solito si lascerà andare? Che tempi sono previsti? Quali i costi? Anche perché, a dirla tutta – fermo restando che la parola dell’amministrazione, quando annuncia una cosa, è oro colato, lo sanno tutti – di piantumazione di nuovi alberi nel progetto dei lavori di manutenzione straordinaria di via Giarre approvato dalla giunta comunale e consultabile nell’albo pretorio non c’è traccia. Niente, nisba, ci sono tutte le voci, il computo metrico, il costo del sacco di sabbia, del conglomerato cementizio e del brecciolino all’etto, ma di alberi, arbusti, fuscelli e sementi, al momento, nemmeno l’ombra.

Articolo pubblicato su TamTamtv.it