Inversioni di rotta

Siracusa, dalle api calessino ai taxi del mare è un attimo…

Finta di niente

Passi pure che per ammortizzare l’emergenza sociale in atto si sia deciso di tollerare gli ambulanti abusivi che ad ogni angolo arrostiscono peperoni, vendono frutta e verdura, pesce, pane di casa, semenze e latticini, ma perchè consentirgli di farlo in mezzo alla strada, parcheggiati coi furgoni a spina di pesce con l’esposizione merceologica che invade l’intera corsia di marcia? Perché si concede di posizionare il “caliatore” delle caldarroste sulle strisce pedonali e di impiantare sugli alberi e sui pali della segnaletica verticale insegne posticce a led? Perchè si permette di accatastare sui marciapiedi le cassette della frutta, le scorce di “cacoccioli”, i resti di verdura “munnata” e di impedire il passaggio dei pedoni? Passano gli anni e la situazione è sempre uguale, cambiano gli assessori, si modificano i vertici dei vigili urbani, si fanno proclami e promesse ma gli occhi restano chiusi e chi passa davanti, fa finta di niente.

Parchi giochi senza giochi

Una cosa sono i vandali che devastano le casette dell’acqua, un’altra è il degrado e la mancanza cronica di pulizia e manutenzione. Il parco giochi dei Marinaretti – l’unico senza spaccio e prostituzione – che serve i quartieri di Ortigia e Borgata versa in una situazione vergognosa. I giochi per i bambini sono luridi, pericolosi, mai manutenuti, mancano tavole di legno, ci sono chiodi e viti che vengono fuori dal nulla, c’è uno scivolo completamente ricoperto di guano di uccelli, le panchine sono oscene e ieri, la fontanella dell’acqua sparava il suo getto a due metri di distanza dando vita ad un enorme acquitrino fangoso. Il fatto che questo dei Marinaretti venga considerato uno dei parchi migliori, la dice lunga sullo stato dei servizi all’infanzia garantiti in questa città che si era messa in testa di fare la capitale della cultura. Il paradosso è che siamo entrati nel loop, che io preferisco chiamare “scuse vergognose”, secondo il quale non si interviene con la manutenzione perchè tanto poi distruggono tutto. Non c’è niente di più fastidioso di tale argomentazione perché in questo caso, i vandali non c’entrano niente, è proprio disinteresse e pressapochismo di chi dovrebbe intervenire e invece si gira dall’altra parte. 

Vigili Urbani, tutto pronto per il New Deal

Stupore e indignazione a margine della conferenza stampa di presentazione della nuova comandante della Polizia Municipale di Siracusa. Nel corso della visita guidata al comando di via del Molo, sarebbero state rinvenute due stanze zeppe di personale imboscato. Momenti di panico nel corso dello sgombero coatto per 5 agenti imboscati in preda a convulsioni per shock da esposizione alla luce solare. L’eclatante scoperta innalzerebbe il numero degli effettivi in servizio al Comando di via Molo a 9000 unità.

“Dobbiamo riportare i vigili in strada accanto alla gente” ha dichiarato il comandante. Subito pronto il protocollo “Humani Generis Redemptionem” che prevede di aumentare gradualmente il numero delle processioni di S. Lucia, S. Sebastiano e altri santi minori. Il vigile urbano, si sa, è molto devoto e superstizioso e nulla può farlo uscire dall’ufficio o dal bar di pertinenza ad eccezione del richiamo della fede. Soddisfazione in chiave di destagionalizzazione turistica anche dall’Amministrazione Comunale che in un colpo solo implementerebbe due comparti fondamentali: turismo religioso e controllo del territorio.

Quattro Ristoranti di pescato di frodo

Alessandro Borghese sbarca a Siracusa per una puntata speciale di “Quattro Ristoranti di pescato di frodo”. Scoppolaricchi, ricci di mare, mucco, camperetti, tonno rosso e lampachette saranno i protagonisti della sfida gourmet tra ristoratori senza scrupoli che dovranno valutare i colleghi attraverso alcune categorie: maleducazione, imbrusare il cerniotto alla matalotta, conto su foglietto a quadretti e vino bianco caldo. L’ultima parola però spetterà allo chef Borghese che attribuendo un punteggio alla categoria special “fermo biologico” potrà confermare o ribaltare il risultato della classifica finale.