Stop alle discriminazioni

Come era prevedibile, il Siracusa Pride ha già suscitato una serie di polemiche strumentali. Sui social network prendono piede i soliti luoghi comuni, le solite immagini di omoni baffuti e borchiati che si baciano; mutande di pelle e culi di fuori che terrorizzano i benpensanti e traviano i poveri bambini, gli Schermata 2016-06-20 alle 09.17.16stessi che hanno appena finito di sgozzare una prostituta su playstation 4 poco prima di uscire con mamma e papà per comprare il gelato. Il Pride è ben altra cosa, ma alla gente piace puntare il dito contro la diversità e contro il diritto di essere chi si è. Viviamo in una società che anche quando accetta la diversità, tende ad inscatolarla dentro categorie stereotipate: il gay è sempre ben vestito, molto fine, alla moda, fa uso di creme cosmetiche, depila sopracciglia e possiede uno spiccato senso estetico.
Un plauso quindi alla scelta coraggiosa di sfatare questi luoghi comuni, proponendo un’immagine forte e lontana dagli schemi: due uomini in riva al mare, in un luogo anonimo e tendente al brutto con tanto di muro scuzzulato, vestiti in maniera dozzinale e con lo sguardo artefatto tipico delle foto prigioniere nei peggiori album matrimoniali. A dimostrazione del fatto che, come se si trattasse di un Savvuccio e una Mery qualsiasi, anche gli omosessuali possono essere torpi come tutti gli altri.

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