Le tragedie Pitacoriche – Tebe contro la Setta

Tebe contro la Setta, 443 a.C.

Esasperato da anni di citofonate alle otto del mattino e di opuscoli sullo spirito, sulla trinità e sulla salvezza, distribuiti da un gruppo di testimoni di Geova, il Sig Gerardo Tebe, pensionato della Borgata, borioso, collerico e irascibile, escogita un piano per vendicarsi di questi attacchi immotivati. In un turbinio di pernacchie al citofono, parolacce, bestemmie e gesti dell’ombrello, Tebe, convinto di avere il vero Dio dalla sua parte, annichilirà i suoi nemici e riuscirà a tenerli lontani dal suo condominio, diventandone a furor di popolo l’amministratore.

Campagna elettorale

In vista del 10 giugno Siracusa è già in piena campagna elettorale. Ci sono le false promesse, le riunioni carbonare, i repentini cambi di schieramento, i rutti, le dita nel naso, il sistema Siracusa, Progetto Siracusa, le minchiate col botto, le foto di gruppo tipo conferenza di Yalta, la Mazzarrona, slogan, claim, refusi, Santa Lucia, i punti di vista distorti, Cafeo, i finanziamenti a pioggia, i vitalizi,

diventerà bellissima, gli elementi naturali, le eccellenze siracusane, gli apparentamenti, il porto turistico, la lista civetta, le buche per strada, i voti di scambio, l’acqua pubblica, la Pillirina, le convention, il turismo sostenibile, i ‘mbrugghiuni, le brochure, la Lega, le foto piano americano, fare, camaffari, i Meetup, Vinciullo, le dirette Facebook senza audio, la riqualificazione dell’esistente, i creativi, i briefing, i catering, i registi di clip, le dissolvenze a tendina, il consumo del suolo, i coup de théatre, la Fondazione Inda, i parcheggiatori abusivi, Belvedere e Cassibile, il tonno rosso, il limone igp, l’olio evo, lo sgombro sbirro, la città dei bambini, la città degli anziani, la città smart, la fuga dei cervelli, basta code alla Posta, il randagismo, no all’immigrazione, sì all’immigrazione, i party esclusivi, il crowdfunding, il voto di genere, il Lido Azzurro, Villa Reimann non deve morire, la rotonda di Ognina, il Frisio e Samoa come il Chelsea Market, le periferie, Bernabo Brea, il gay pride, l’acchianata Ambra, i diseredati di Tivoli, i parchi, i doggy park, i picciotti di Santa Panagia, l’accountability, gli affitti d’oro, i santini, quello in buonafede, Gino Foti.

Solo una cosa non è chiara: ma poi, alla fine, dopo la tremenda sbronza di parole, qualche fottutissima soluzione concreta e realizzabile l’avete ipotizzata?

Farfalle e morbillo

Superstizione, fanatismo, ignoranza, dolo. Cosa spinge a fare girare nelle chat WhatsApp dei genitori, il sospetto che l’epidemia di morbillo si starebbe diffondendo a causa della mostra delle farfalle di Siracusa?

È inquietante solo pensare che un genitore, abbia scientemente pensato a questa cazzata e abbia deciso di condividerla. È sconvolgente come la cazzata sia diventata, questa sì, virale e si sia trasmessa così velocemente da arrivare anche a me, che genitore non sono.

Viviamo un periodo buio, gretto e meschino, dove la cultura dominante è diventata quella del sospetto. Superstizione, fanatismo, ignoranza, dolo, stanno diventando i punti cardinali di un anti-sistema che solo a vederlo così, fa più paura e mette più angoscia del peggior sistema che vorrebbe sovvertire.

Il messaggio su WhatsApp termina con un laconico: non so che fondamento abbia, ma tutto è possibile. Ecco, se tutto è possibile, io spero che siano i ragazzi a salvarci da questa deriva. In quel sussidiario, per fortuna, c’è già scritto tanto, ci sono i codici per comprendere e per stare al mondo senza paure, basta farlo vedere a papà e mamma e dirgli: farfalle? Morbillo? Ma che cazzo state condividendo… ma leggetevi il sussidiario va…

Caos e stelle danzanti

Ci siamo, il momento è arrivato, già si scorgono all’orizzonte con le loro 500 a noleggio, con le Lonely Planet evidenziate, hanno gli occhi pieni di meraviglia e stupore. Presto, scongeliamo il pescato di frodo, facciamo rinvenire quella ricotta acida, scomponiamo i cannoli, prepariamo quel chiacco. La stagione turistica sta per iniziare e Ortigia è già un fermento. Cultura contro Profitto; Luna Park o dormitorio; libertà d’espressione contro libertà d’espressione. Chi darà il via alla prima polemica? Il ristoratore spregiudicato, il musicista integralista o il residente frustrato?

Pitacoricamente spero sempre che qualcuno possa mediare tra gli eccessi, ma la disillusione, negli anni, ha spazzato via i miei sogni come un foglio di stagnola soffiato via dal vento nello slargo deserto di un paninaro su ruota.

Nietzsche diceva: “Bisogna avere un caos dentro di sé, per generare una stella danzante”. Ma se la stella si chiama Cetty e danza fino alle tre di notte sulle note a volume esasperato di un improponibile disco lounge senza autorizzazione, sul dehor abusivo di una pizzeria sprovvista di certificazione sanitaria e che non fa nemmeno la differenziata, anche Nietzsche si sarebbe ricreduto, perché il passo successivo è inevitabilmente quello che conduce al di là del bene e del male…