Concessioni

Buco sul muraglione del lungomare di levante, arriva la richiesta di un privato per la realizzazione di un nuovo, avveniristico chiosco bar. Ok dal Vermexio e dalla Sovrintendenza.

Comizi Elettorali

Per comizi di chiusura campagna elettorale amministrative 2021 vendo discorsi disarticolati e farciti di luoghi comuni per “cantitati incantitabili”. Vergognomi assai ma necessito soldi droga.

Discosso chiusura campagna elettorale

Io ho stato molto bene ad essere qui con voi! La città deve vivere chiù mégghiu e u putemu fari solo se riuscendo a campiare le cose. E giunto il momento di campiare per il bene dei nostri figli, dei niputi e di tutti quelli che non arrivano ha fine mese. La mia scelta e stata subito subito, facile facile!!! Il nostro cantitato sintaco e la scelta migliore e dobbiamo vincere perchè la gente e stanca. Basta! Bonu chiù, la gente e molto stanca di grinpas e zona gialla, russa e viddi.  (APPLAUSI).

Non si può campare con tutti sti tassi e ca munnizza nelle strate. Quanto i cittatini mi femmuno pi strata infatti tutti mi chietono: “ma quanto campieremo questa città? Quanto potremmo tonnare a pallare di lavoro per i ciovani, dei sevvizzi pe gli anziani, di soddi?”. E io chi ci pozzo rispunniri? A ora canciamo tutti cosi! Fidatevi di me perchè se ho scelto di cantitarmi e sostenere il nostro cantitato sintaco e voi lo sapete che mantengo sempre le promesse. Grazie a tutti! (APPLAUSI).

Aspettando che qualcuno che amiamo esca da Zara

Il caos in Ortigia è impressionante, offensivo: auto ovunque, doppie e triple file, posteggiatori abusivi, venditori abusivi, bancarelle, palloncini, tavolini e sedie spaiate. Sono tornato a casa, ho aperto la porta del bagno e dentro c’era una famiglia di francesi che cercava di posteggiare di sbieco una Citroen a noleggio. Sul parabrezza un foglietto: “Ospiti B&B Splentor”.

La polemica sulla situazione in cui versa Ortigia e sulla sua vivibilità è diventata ormai stucchevole ed inutile. Il male ha trionfato sul bene imponendo confusione, sciatteria e maleducazione. Un terribile zibaldone di PM10 e fritti misti in olio esausto.

Le altre città si muovono dinamiche verso il futuro, mentre noi, restiamo fermi in coda al passeggio Adorno o parcheggiati con le quattro frecce in corso Matteotti, aspettando che qualcuno che amiamo esca da Zara.

Ma si può?

Ma si può diventare Capitale della cultura con le strade senza strisce pedonali? Scolorite, abbandonate, mai riprese, con le auto parcheggiate di sopra, con i vigili che non fanno le multe perché del resto, le strisce non si vedono, quindi… Provate ad attraversare, fatelo spingendo un passeggino, nessuno si fermerà per farvi passare, nessuno. Gli incroci delle strade di Siracusa sono la fotografia spietata del degrado, dell’incuria e dell’imbarbarimento nel quale viviamo. Possiamo riempirci la bocca con Archimede e il teatro greco, spacciare per stakeholder quattro scappati di casa e godere del sostegno di Giardini Naxos, ma senza strisce pedonali… ma che capitale, ma quale cultura?

Achtung Achtung

Quei colori Lgbt+ in piazza della Repubblica sono estremamente pericolosi e subdoli… sono passato un minuto e ho avuto irrefrenabile la necessità di fermarmi da Pop Off per comprarmi un pantalone pinocchietto, una tshirt traforata rosa e glitter e una cintura borchiata. Se è successo a me, che sono adulto e vaccinato, cosa potrà mai succedere ai giovani innocenti? #Noncielodicono

Assempramenti

“U Prefetto e u Sintaco Italia avrebbero a risolvere i pobblemi veri e no che c’è li devono creare ha noi.”. Parole di fuoco quelle del comitato Stutenti Siracusani e Movita, dopo la presa di posizione delle istituzioni sugli assembramenti e sul mancato utilizzo della mascherina. “A noi, i rappresentanti dei Stutenti pella movita, sta cosa non ci piace che secondo i Prefetto e macari seconto u Sintaco ci stiamo tutti impicchiati. Non e vero, queste sono accuse intecenti, accussì, senza prove, senza nenti. Sta cosa che ora, dopo che ci ata costretto a loctaun, a du misi di quarantena, non ci possiamo bere manco un coctel colla comitiva picchì ni ceccanu u Grinpassi. Ma stiamo abbaianto? Questa e dittatura. Cioè prima non poteumu manco nesciri cche mutura ho ca zita e ora ca tutti su peri peri ci tite che ama essere responzabili è fosse macari stare ai casi? Pecchè u prefetto non pensa a chiddi ca fano a rapina o delinguono e pecchè il sintaco non pensa ha puliziare a città e assistimari i strate anzicche farisi i seffi cu Docce e Gabbana? Noi giovani havemu u diritto di fare buddello proprio picchi semu giovani e ha scola pi stannu e finita e cosa dovessimo fare in una città ca e un paisazzu? Nenti! ma quacche cosa ama a fari e quinti ve la dovete assuppare e starivi muti picchì chista e demograzia!”.

“Ghe pensi mi”, anche Cafeo passa alla Lega

I più informati sostengono che dopo aver bevuto da un ampolla contenente l’acqua del Dio Galermi, il deputato regionale Giovanni Cafeo abbia ufficializzato il suo passaggio alla Lega di Matteo Salvini. La segreteria politica dell’onorevole è stata presa d’assalto da una folla di sostenitori in giubilo che hanno inneggiato al loro idolo chiedendo a gran voce l’indipendenza di Bosco Minniti e la secessione di Tivoli, mentre sui balconi spuntavano i primi striscioni: “ Ghe pensi mi”, “Lentini Ladrona”, “Siracusa in Padania – Ciuriddia in Tanzania”. Molto ambizioso il programma politico che al primo punto prevede l’obbligo di inserire l’articolo davanti a qualsiasi nome proprio (il Turuzzo, la Concettina, il Pippo, ma anche Il Foti, lo Scapellato, il Vinciullo). Proprio il responsabile provinciale Vinciullo ha accolto il neo leghista nel partito donandogli il tipico elmo celtico da cerimonia e un ritratto di Calderoli. Cafeo ha voluto ringraziare tutti gli intervenuti con un buffet a base di bagnacauda, pizzoccheri, cassoeula alla matalotta e polenta e osei.