Cerimonia Solenne

Teatro Comunale, bandiere a mezz’asta e cerimonia solenne con requiem per celebrare il quarto anniversario della prematura scomparsa di Odoacre De Grittis, il tenore novantacinquenne deceduto nella sua casa di Roma. Nonostante fosse considerato uno dei più fulgidi talenti della sua generazione, Il maestro De Grittis non si era mai esibito su un palcoscenico per colpa di un contratto firmato nel 1957 che lo legava in esclusiva al Teatro Comunale di Siracusa.

Zona Retrocessione

Tra i commenti dei risultati del referendum costituzionale mi stupisce lo stupore di chi non si aspettava una vittoria così netta del Sì e confronta i dati di Enna, di Agrigento o di Siracusa con quelli di Bologna, di Trento e di Milano, stigmatizzando l’ignoranza dell’elettore siciliano e sottolineando come al Nord, le percentuali del No siano state molto maggiori mentre il Sud, che in questo modo perderà rappresentanza politica, ha votato compatto per il Sì.

Ma questa rappresentanza politica che andava salvaguardata, esattamente cosa ha fatto per questa gente negli ultimi quarant’anni? Non mi riferisco alle categorie in difficoltà, a quelli sotto soglia di povertà o ai percettori di reddito di cittadinanza, che in un modo o nell’altro ricevono dei sussidi, parlo della stragrande maggioranza dei cittadini, molti dei quali pagano perfino le tasse, ma continuano a vivere come in una macchina del tempo, con le stesse infrastrutture di mezzo secolo fa.

Scuole, ospedali, autostrade e ferrovie, il livello dei servizi offerti al cittadino siciliano è vergognoso, imbarazzante, perfino offensivo. Piovono milioni e milioni e le scuole restano senza banchi, riscaldamenti e carta igienica, perché? Si finanziano progetti faraonici a forma di Pi greco e di minchia che vola e gli ospedali restano sempre sulla carta, in attesa che un commissario faccia una mossa prima di essere sostituito da un altro commissario che ricomincerà tutto da capo, perché? La rete autostradale è ferma agli anni ’70 e il fatto in sé è così surreale che la A18, la Messina-Gela, è stata aperta nel 1971 ma a Gela non c’è mai arrivata e probabilmente non ci arriverà mai. Com’è possibile? Qual è il motivo? C’è una montagna di granito da perforare? Hanno trovato i resti di una civiltà aliena o che altro? È inaudito. Cosa impedisce di terminare i lavori dopo cinquant’anni? Mancano finanziamenti? Non è possibile. I consorzi che si sono succeduti hanno qualcosa da dire in merito? No, ci avrei scommesso, però scommetto anche che i consiglieri hanno ricevuto i i gettoni di presenza e la buona uscita. Vogliamo parlare della ferrovia, che è la colonna vertebrale di qualsiasi Paese civile che si rispetti? Certe volte ripenso ancora a quella strana sensazione di prendere un treno alle nove di mattina a Bologna e arrivare alle dieci a Milano, 212 chilometri in un ora. Visto da qui sembra impossibile. In Sicilia per fare i 250 chilometri che separano Siracusa da Palermo ci vogliono in media cinque ore e un cambio. Ma perchè? Non siamo cittadini italiani anche noi? Dov’è finito il nostro presente? Dove il futuro? Che fine hanno fatto tutti i soldi stanziati negli anni dalle istituzioni? Sono spariti o sono stati dirottati nei corsi professionali di formazione per nails designer e hair stylist? 

In un quadro così sconfortante, per quale motivo i cittadini si sarebbero dovuti battere per proteggere questa rappresentanza politica? E non venitemi a parlare di giurisdizioni, di statuto speciale, di se e di ma, di maggioranze e opposizioni, di noi abbiamo stanziato e loro non hanno completato, perché il punto non è questo e se ancora non è chiaro, sono quarant’anni che qui non cambia mai nulla. Siamo totalmente assuefatti a queste situazioni vergognose che non ci facciamo più caso, solo ogni tanto, se c’è la possibilità di dare un segnale che non ci impegni in prima persona, allora lo diamo, come è successo per questo referendum qui. A nessuno interessava la sacralità della carta costituzionale, a nessuno le possibili difficoltà di un parlamento che dovrà riscrivere i suoi regolamenti, a pochi la tenuta del Governo. Quello che interessava era recapitare un messaggio forte e chiaro: siete delle merde. E lo so che si tratta di una odiosa generalizzazione e che c’è una politica che trascende i partiti e che progetta un futuro migliore, ma il messaggio di questo referendum resta questo: siete delle merde e i vostri festeggiamenti sono una pantomima perché per noi, ormai, siete tutti uguali.

Comunque, io non credo che il nuovo impianto costituzionale, con la riduzione di un terzo di parlamentari tra Camera e Senato, gioverà alla nostra situazione di cittadini siciliani di Serie C. Anzi, per come la vedo io, che ho votato No, sarà anche peggio di così e avremo meno possibilità di avere dentro le istituzioni qualche persona valida. Poi, ognuno è giusto che la pensi come vuole e se c’è davvero chi che crede che con la prossima legislatura con 600 parlamentari al posto di 900, inizieranno i lavori dell’alta velocità ferroviaria, termineranno i cantieri autostradali e la A18 arriverà a Gela, sorgeranno ospedali nuovi che scongiureranno i viaggi della speranza e troveremo  finalmente la carta igienica nei bagni delle scuole dei nostri figli, beh, auguroni. 

Senza Quorum

– Ciao Mpare come semu?

– Oh, ciao … tutto bene, grazie.

– A cosa ra Fontana di Diana di ieri m’ha fatto morire re risate!

– Eh, eh, eh. Grazie.

– Stai antanto a votare?

– Sì.

– Io ho già votato. Era u primo! Ouh, mi raccumannu, vutamu bonu ah… mantiamo a casa a sti bastaddi e rispammiamo macari un sacco ri soddi.

– A occhio e croce mi sa che votiamo diversamente…

– Tu voti Sì? A chi spacchiu si… ah ah ah ah! Avà, veramente???

– No, io voto No. Tu piuttosto, da quello che dici hai votato Sì.

– A quale! Io No ho votato?

– Scusa, ma perchè?

– Perché sta casta di merda se ne devono andare a casa. Bonu chiùi.

– Il discorso sarebbe un po’ più complesso di così ma comunque… mi sa che hai sbagliato, dovevi votare Sì. Vedi che il referendum è confermativo, non abrogativo. 

– Cioè? Sì per dire No?

– No. Sì per dire Sì. Sì alla modifica degli articoli della costituzione eccetera eccetera

– Aspè, mi sto confontento!

– Non ti confondere, è semplice

– Quinti mi sta ricennu che ho votato per la Casta?

– Se la vuoi vedere così… ma tanto 900 o 600 sempre casta è, non credi?

– Vero è, tutti latri sono e pigghianu quacchi vintimilaeuromisi!!!

– Ben detto…

– E ci pigliano per il culo ca un giorno dicono una cosa e il giorno dopo su rimanciano.

– Non avrei saputo dire meglio…

– Però se i mannunu a casa si rispammiano un sacco di soddi.

– Dicono un caffè.

– Mpare, un café o iornnu su 30 euro o misi… mottiplicato pi tutti l’italiani…

– Un caffè l’anno.

– Minchia di pillirini…schifìo.

– Non ci pensare.  

– Vabbè va… pigghiamuni u cafè… offro io.

– Un’altra volta dai… ora vado, stammi bene.

– Ciao mpare, grazie. Sempre nummero 1.

– Ciao e grazie a te.

Intrigo Internazionale

A nulla sarebbe valso il tentativo disperato dell’avvocato della coppia di turisti che ha danneggiato la fontana di Diana, secondo il quale si sarebbe trattato di un gesto simbolico per protestare contro la pista ciclabile in viale Teracati. Restano incarcerati nella cella di sicurezza al quarto piano del Vermexio i due turisti britannici che, l’altro ieri, per nulla intimoriti dalle luci stroboscopiche che illuminano il monumento e in uno stato alterato di coscienza per via della spropositata quantità di vino rancido, scoppolaricchi fritti in olio esausto, puppettine di mucco e cozze non scoppiate, propinategli da un ristoratore ortigiano zelante, hanno deciso di immergersi nelle acque diafane della Fontana di piazza Archimede, danneggiando il complesso scultoreo e facendo saltare l’alluce valgo di Diana. Per gli studiosi si tratta di un danno inestimabile dato che lo scultore Giulio Moschetti, autore dell’opera, aveva scolpito quell’alluce riproducendo meticolosamente l’unghia incarnita di Diana come descritta da Eschilo nella tragedia “Pédicuro a Colono” di cui è andato perso l’unico frammento di testo. In una riunione di Giunta convocata nottetempo, l’Amministrazione ha decretato la linea dura contro la coppia di giovani inglesi. La diplomazia dei due regni è già a lavoro e secondo alcuni rumors  giudicati attendibili, la Regina Elisabetta II avrebbe chiamato personalmente il Sindaco Italia per trattare il rilascio dei suoi sudditi. Sul piatto ci sarebbe una sfacciata somma di denaro, si parla di 15 milioni di sterline che il Comune avrebbe intenzione di investire su un sistemone infallibile al superenalotto, dando decoro e dignità ai banchetti abusivi dei boat tour in mezzo alla strada e allestendo un mercato coperto di pescato di frodo dietro piazza delle poste. A questo denaro, si sommerebbero 15 double deck bus, i famosi bus inglesi a due piani, che saranno sorteggiati tra i paninari su ruota e gli incrasciati cittadini risolvendo in un solo colpo l’annoso problema dei dehors in mezzo alla strada.

A Pinerolo!

Sono bastate altre due strisce gialle tracciate sull’asfalto di viale Teracati per scatenare il finimondo. Cittadini indignati, offesi, traumatizzati, umiliati. Ognuno con le sue priorità: prima il manto stradale, prima i marciapiedi, prima le buche, i tombini, le caditoie, gli scivoli per i disabili, il trasporto pubblico, Uber, i bus elettrici, le navette per Ortigia, gli anziani, i bambini, le mamme con i bambini, i sacchetti della spesa, le confezioni dell’acqua, e se apro lo sportello a destra, e se apro lo sportello sinistra, i parcheggi, le strisce blu, le corsie preferenziali per i mezzi pubblici e le corsie preferenziali per i mezzi di soccorso. Tutto sacrosanto, tutto giustissimo, senonché, come dice il mio amico Gianni, da qualche parte si doveva pur cominciare. Infatti, ben vengano le piste ciclabili, i corridoi ciclabili, le RME o come diavolo volete chiamarle. Ben vengano in qualsiasi loro declinazione: con o senza cordoli, al lato o al centro della strada, finanziate con i fondi del roboante Decreto Rilancio o con quelli della più prosaica Agenda Urbana. Ora però, prima di suscitare le ire dei lacchè e di quelli che ci hanno frantumato le palle per anni con un’intransigenza ottusa e arrogante e che adesso, da un mese a questa parte, sembra che vada tutto bene e guai a chi osa solo mettere in discussione qualcosa, vorrei chiedere: ma è possibile affrontare un argomento senza comportarsi da ultras? Cioè, si possono sollevare delle critiche o si viene subito additati a terrorista, provocatore, tuttologo del web e fottutissimo sobillatore? Se non altro perché da un anno e mezzo a questa parte io utilizzo regolarmente la bicicletta per i miei spostamenti quotidiani e la cosa, oltre a rendermi più felice, mi ha anche aperto gli occhi su alcune questioni.

Per esempio, si può dire che questo progetto, per funzionare, ha bisogno di tolleranza zero e di uno sforzo enorme in termini di controlli e sanzioni che l’Amministrazione ed i vigili urbani, come ampiamente dimostrato, purtroppo non possono garantire? Si può dire che per attuare una rivoluzione culturale di questa portata occorrerebbe mettere le persone nella condizione di partecipare consapevolmente a questa rivoluzione? Si può chiedere di conoscere come queste soluzioni si interfaccino con il piano urbano del traffico e col piano urbano della mobilità e se queste (le soluzioni) e questi (i piani) sono stati messi in relazione? Si può immaginare, dove possibile, strade a senso unico di marcia come nelle città più civili del resto del mondo anche a discapito del  bar o del panettiere e della stupida convinzione che in questo modo nessuno si fermerà più a comprare il pane salendo? Insomma si possono porre delle questioni nel tentativo, magari, di rendere più fluido un cambiamento così importante e necessario come quello relativo alla mobilità alternativa o siccome siamo in una città che vive sull’orlo del baratro, siccome i barbari, i torpi e i maleducati la fanno da padrone, siccome siamo abituati da cinquant’anni a promesse non mantenute ed a progetti lasciati a metà, allora dobbiamo accontentarci per forza di qualsiasi cosa venga realizzata senza cercare di capire?

Chissà. In attesa di risposte, comunque, potremmo andare a cenare da una mia zia a Pinerolo e poi, torniamo in nottata. E allora signori, bando alle ciance e tutti quanti a Pinerolo!

Asili, parte anche la refezione

Asili nido, tutto pronto per l’apertura. Stipulato con Assopanini e Confcavallo un protocollo per l’espletazione del servizio di refezione scolastica con un menù ad hoc. Per i nutrizionisti del Comune, l’apporto energetico fornito dal Menù Kids – un pasto completo che comprende: Panino Maremonti con cavallo, camperetti, funchetti, ogghiorepipi e sassaemayoness, una vaschetta patatine fritte, una lattina di Coca Cola e un frutto – sarebbe perfettamente bilanciato e indicato per lo sviluppo di una sana siracusanità nei più piccini. Pronto all’intesa il Comitato mamme che chiede di modificare il menù con l’inserimento di un Cosciotto o di una Vaddostana due volte alla settimana.

Ciclabili

Il problema non è tanto la pista ciclabile ed i suoi bassi standard di sicurezza, non è nemmeno il fatto che venga delimitata solamente da una striscia gialla sull’asfalto e che questa, come esperienza ci insegna, si cancellerà tra 72/96 ore come tutto il resto della segnaletica orizzontale – strisce pedonali incluse – di questa sconsolatissima città. No, il problema è che nessuno controllerà sulla corretta fruizione della pista ciclabile perché, in realtà, a nessuno interessa niente. È inutile che ci prendiamo in giro: auto parcheggiate, motorini, malacarni, il suv della signora bene, un caffè al volo, la fila alla Posta, aspetto il bimbo che esce da judo e tutto il corollario di comportamenti che nel resto del mondo vengono sanzionati e che qui sono ampiamente tollerati e diventati normalità. Proprio per questo motivo la pista sarà bistrattata, umiliata e la sua funzione annientata nel giro di pochissimo tempo. Per me è molto triste doverlo ammettere ma oggi, nel 2020, a Siracusa, non ci sono le condizioni per rendere veramente funzionante questo servizio. C’erano dei soldi, dei finanziamenti, bisognava fare qualcosa per non perdere quei finanziamenti. La politica sembra ormai limitarsi a questo: non si scorgono progetti urbanistici seri o una visione d’insieme, solo interventi spot, sempre scollegati tra loro come le toppe d’asfalto stese per coprire l’incuria e il trascorrere del tempo. E anche se questa riflessione sta venendo fuori più sferzante di quello che pensavo, anche se non tiene conto delle cose buone che questa Amministrazione ha fatto –  comunicate malissimo alla cittadinanza – anche se verrà strumentalizzata da chi per questa città non ha mai fatto nulla, credo che sia necessaria, almeno, lo è per me. Del resto, in 8 anni, nonostante dichiarazioni d’intenti, rivoluzioni, cambi di viabilità, non si è riusciti a debellare il parcheggio selvaggio in Corso Matteotti e Piazza Archimede, che sono trecento metri lineari di strada nel centro storico della città, figuratevi cosa si potrà fare sui 23 km di pista ciclabile stesa tra Santa Panagia e via Catania; tra via Italia e via Foti. 

Chissà, mi auguro di essere smentito e che i cittadini apprezzino lo sforzo claudicante dell’Amministrazione e per una volta prendano a cuore le sorti della loro città e si rendano conto che pubblico non significa “è mio” ma “è di tutti”. Sogno interventi celeri dei Vigili Urbani, pronti a mollare Bubble Shooter sullo smartphone per una contravvenzione o una reprimenda e spero in direttive semplici e tolleranza zero almeno per i primi 6 mesi, ma ho paura che questi miei desideri verrano delusi e come sempre, il caos regnerà sovrano.

L’editto

Musumeci non si ferma più: entro 24 ore fuori dalla Sicilia tutti quelli che si chiamano Iaia, Cugno e Licitra;

– tutti quelli che dicono arancina;

– tutti quelli che raddoppiano avverbi e sostantivi: ora ora, strade strade, casa casa, sulu sulu;

– tutti quelli che dicono “Montalbano Sono” e “Di pirsona pirsonalmente”.

– tutti quelli che guidano col braccio fuori dal finestrino;

– tutti quelli che nella guantiera mista di dolci mignon fanno mettere anche i diplomatici.

 

Rimpasti

Cambiano gli assetti in Giunta: fuori Genovesi e Furnari, entrano Savvuccio detto “Manulonca” in quota Posteggiatori Abusivi Riuniti e Cammelo detto “Facci i ciramira” molto vicino ai Pescatori di Frodo per Siracusa nel Mondo. A loro le rubriche viabilità, bilancio, personale e polizia municipale. Smentite le voci di un accordo con Ortigia Sangue Blu che rimane molto critica nei confronti dell’operato del Sindaco, si aprirebbe la strada per  l’ingresso di Concettina Ignoffo Sparatore. La Ignoffo Sparatore, manager e consulente d’impresa, ha costruito la sua fortuna fornendo il know how per l’allestimento dei banchetti in mezzo alla strada per i boat tour e le visite alle grotte marine, a lei le deleghe al commercio e alle attività produttive. Critiche da parte di Assopanini e Confcavallo che speravano di fare valere il loro peso politico e che invece rimarrebbero a mani vuote. Interlocuzioni anche con MDP (Macchina – Dio – Patria) che è pronta a subentrare con un suo esponente di spicco nel caso uno tra Savvuccio Mannulonca e Cammelo Facci i Ciramira venisse arrestato in flagranza di reato.

 

 

Ordianza shock

Per la giornata del 15 agosto 2020 è fatto espresso divieto di darsi appuntamento alla Sun Gelati prima di raggiungere le singole villette di pertinenza! I trasgressori saranno puniti col sequestro di angurie, salsiccia e teglie di pasta al forno.