Siracusa, in arrivo altri 90 milioni di euro di fondi PNRR per finanziare il progetto “Bees Mobility” che punta a rivoluzionare la mobilità nell’intero centro storico attraverso l’utilizzo esclusivo di api calessino private e api torpedone della Sais. Il restante denaro dovrebbe essere equamente distribuito nei progetti “Sì ai mercanti nel tempio”, per ridare dignità ai banchetti dei boat tour sparsi sui marciapiedi e raggrupparli tutti all’interno della chiesa di S. Lucia alla Badia e “Scoppolaricchialo Avisoaperto”, un programma in collaborazione con l’Università della strada per il ripopolamento dei fondali marini con piccoli molluschi di plastica creati da un’artista locale.
Ci sono le false promesse, le riunioni carbonare, i repentini cambi di schieramento, le narrazioni, le tartine, i caffè al volo, le minchiate col botto, le foto di gruppo tipo conferenza di Yalta, la Mazzarrona, gli slogan, i claim, i refusi, i punti di vista distorti, Schifani, i finanziamenti a pioggia, il Consiglio Comunale, l’Unesco, le api calessino, l’Open Land, il parco Robinson, le eccellenze siracusane, i candidati incandidabili, Dolce & Gabbana, gli apparentamenti, il porto turistico, il waterfront, la lista civetta, le buche per strada, i finti sorrisi, le strette di mano, salutiamoci col bacio, i voti di scambio, l’acqua pubblica, la Pillirina, le “convenscion”, il turismo sostenibile, quello insostenibile, i ‘mbrugghiuni, le brochure, Casa Pound, il nuovo stadio, l’aeroporto, le piste ciclabili, i fondi europei, Il PNRR; il PRNN, Fendi, le foto piano americano, i filtri di Instagram, le dirette Facebook senza audio, le dirette Facebook storte, la riqualificazione, i flussi turistici, Noi Albergatori, No albergatori, le foto dei cani, le fake news, l’errata corrige, i trenini con la musica a palla, i creativi, i briefing, i catering, i registi di clip, le dissolvenze a tendina, il consumo del suolo, i coup de théatre, la Ztl, la Fondazione Inda, la tassa di soggiorno, i parcheggiatori abusivi, i social media manager, il buon Dio, Belvedere e Cassibile, i reel, le stories, la tari più alta d’Italia, il tonno rosso, il limone Igp, l’olio evo, lo sgombro sbirro, la patata di Siracusa, la città dei bambini, i bambini senza città, la città degli anziani, la città smart, la fuga dei cervelli, basta code alla Posta, l’area marina protetta, il pescato di frodo, il randagismo, gli stakeholders, noi abbiamo fatto, noi faremo, via Piave, il grande polo culturale, il grande polo petrolchimico, la green mobility, il fritto misto in olio esausto, no all’immigrazione, sì all’immigrazione, le pugnalate alle spalle, la domenica a piazza Santa Lucia, viale Ermocrate rifatto senza marciapiedi e si allaga lo stesso, i rappresentanti di lista, i party esclusivi, il crowdfunding, la doppia preferenza di genere, Villa Reimann, il voto disgiunto, i concerti di qualità al Teatro Greco, Ognina, il Frisio e Samoa come il Chelsea Market, le periferie, le scuole alla Pizzuta, gli uffici a Ortigia, Bernabò Brea, il gay pride, l’acchianata Ambra, il Teatro comunale, Santa Luciuzza Bedda, i diseredati di Tivoli, i parchi inclusivi, i doggy park, i picciotti di Santa Panagia, l’accountability, gli affitti d’oro, i santini, le bollette, i pacchetti di voti, quello in buonafede, Aziz.
Ieri in Ortigia, tra cestini che rigurgitavano rifiuti, terribili tanfi di fritti in olio esausto, villanissimi djset a volumi spropositati, live di coverband improponibili con palchi posticci senza messa a terra e posizionati sugli scivoli dei disabili, auto in divieto, auto in doppia e tripla fila, auto controsenso per eludere la Ztl, venditori abusivi di servizi turistici, venditori abusivi di cianfrusaglie, parcheggiatori abusivi fin dentro al Talete, furti, risse, degrado, inquinamento acustico, soverchierie e soprusi, mancava soltanto quello che spara in aria per festeggiare una nascita o la vincita della “bolletta”, ma per me, vista la “scinnuta” è solo questione di giorni. Però dinnanzi a questo affresco degradato e maleodorante, sapere da fonti ufficiali che ieri Siracusa è stata “protagonista assoluta” (ndr. ma che vuol dire?) su Tg1, effettivamente, cambia tutto…
Vendo set immagini di Charlotte Gainsbourg che incide con chiodo arrugginito “Portadellemeraviglie” su colonna dorica V Secolo e poi si da alla fuga su Apecalessino contromano. Vergognomi assai ma necessito soldi droga.
Dalle Carceri di Via Asti, Torino, 22.1.1945 – ore 24. Cara Pierina, amor mio, Domattina all’alba un plotone d’esecuzione della guardia repubblicana fascista metterà fine ai miei giorni. Ciò che voglio dirti in punto di morte, Pierina, è che tu sei stata il mio primo solo ed unico amore, e che se fossi vissuto ti avrei chiesta in isposa e ti avrei fatta felice. In queste ore, le più tragiche della mia vita, tutto il mio passato mi si para d’innanzi come sullo schermo di un film in una visione rapidissima. Tante, moltissime volte, durante questi anni che mi separano dal 30 giungo 1940 ripensai con nostalgia al nostro amore, d’ora, in punto di morte, prima di immolare la mia vita per l’ideale per cui da oltre un anno combattei nelle vallate alpine di questo ferreo Piemonte, sento il bisogno di concentrarmi un po’ per ripensare a te, amore mio. Addio, Pierina, ti auguro tanta felicità e ti auguro soprattutto di ritrovare l’amore senza il quale la vita non è vita. Addio Pierina, addio “addio piccola Piera del mio cuore” (ti ricordi questo è un endecasillabo della poesia che ti dedicai quando ci lasciammo ?). Ricordati sempre di me come l’uomo che mai cessò di amarti di vero amore. Un ultimo bacio tuo Pedro.
Buon 25 aprile a tutti, a quelli che hanno fatto la storia e a quelli che fingono che non sia successo niente; a chi fa distinguo ed a chi si sente equidistante. Buon 25 aprile a tutti quelli che canteranno Bella Ciao e a quelli che non c’è niente da festeggiare. Buon 25 aprile a chi oggi resiste come può, contro una guerra o un diritto mancato. Buon 25 aprile a chi la storia la insegna nelle scuole e tiene vivo il ricordo di chi ha sacrificato tutto per la libertà.
– Aeroporto tremavano i vetri ma partiamo lo stesso. ciao bastardi!
– Apicentro a augusta dove abbito io
– A Cassibile niente
– Paura da morire
– Paura di morire
– Morta sono
– 4.4 scala Mercanti
– Ricordiamo a tutti quelli che non ricordano e che si sono dimenticati del famoso 1990…. E che a confronto è paradiso a confronto con qualche altra città che vivono di paura non sempre ma quasi
– Ad avola due ce ne sono stati! u primo molto forte il secondo meno forte ma il primo fortissimo
– Abbraccio tutti i miei parenti che non vedo mai che il signore ci protenga
– A canicattini pure un bel rompo ce stato
– Non può essere solo 4.4 e chiassai sicuro almeno 4.6
– Floridia fotte fotte
– Santa Lucia Immacolata proteccicci
– Io non ho sentito niente è abito al 4 piano
– Al secondo piano stava murano ro cacazzo
– Era ondulatorio sicuro
– Palazzolo sussuttorio
– Domanda ci saranno altre scosse? Che dobbiamo fare?
Da 48 ore la Panda di una coppia di turisti è parcheggiata – senza l’ombra di una multa – sulle strisce pedonali del lungomare del centro storico di Siracusa o meglio, su quello che resta delle strisce pedonali. Un degrado cromatico, quello delle strisce, iniziato più di due anni fa e mai contrastato, nemmeno preso in considerazione, nonostante le svariate segnalazioni di tanti residenti esasperati, accerchiati da sporcizia, cartacce, escrementi di animali, dehors con la moquette posata sull’asfalto e dalle cappe puzzolenti che spargono h24, fetide esalazioni di ristoranti turistici a rischio chiusura dei NAS. Quelle strisce infatti rappresentano o meglio, rappresentavano, l’ultimo baluardo di civiltà di una zona che da anni è terra di nessuno. Qui le auto sfrecciano senza limiti di velocità, gli stalli dei residenti sono occupati da ignari turisti che non capiscono la zoppicante segnaletica orizzontale e verticale, né i totem dismessi di servizi di trasporto vetusti o i carico e scarico decrepiti e men che meno, i finti divieti di sosta, disegnati neanche troppo bene su cartoncino e posizionati davanti ad improbabili bassi senza abitabilità adibiti a “casa” vacanze. Dopo anni di riflessioni, dubbi e speranze, sono arrivato alla conclusione che questo sistema di cose, questa sciatteria che contraddistingue Ortigia e un po’ tutta la città, non può che essere voluta, studiata a tavolino, perpetrata con perseveranza monacale, frutto di un disegno più grande, difficile da intuire e impossibile da capire nella sua interezza.
La cosa certa è che un cartello sbagliato, una segnaletica sbiadita, una striscia pedonale sbiancata, per quanto possano sembrare dettagli insignificanti, logorano giorno dopo giorno il modello di regole riconosciute e condivise e aprono la porta al caso, all’alea, alla sorte. In una situazione confusionaria come quella di Siracusa, le regole perdono efficacia e vengono sostituite dall’eccezione, dall’improvvisazione, dal caos, appunto. Multare una macchina parcheggiata sulle strisce pedonali, per esempio, non è più una certezza, ma una scelta che dipende dalla sensibilità del singolo vigile urbano che decide, di volta in volta, se comminare o meno la sanzione in base ad una serie di considerazioni personali. Assistere giorno dopo giorno a tutto questo, logora qualsiasi certezza, una sorta di Cura Ludovico di kubrickiana memoria volta ad annullare le coscienze e a generare cittadini di serie B che rifuggono il concetto di stato di diritto e si rintanano nella superstizione, nella scaramanzia.