Ferie Pagate

Premio Tiche, la nuova poesia Pitacorica in lizza per la vittoria. Il testo inserito nell’antologia dell’autore “Sassaemayoness”.

Ferie Pagate

Piove,

semaforo verde,

passano le auto zizzagando sul corso,

lentamente, nella pioggia d’autunno

stanno, in colonna con lampi di freccia ai lati di Zara

in attesa di un amore scontato.

 

Vien per la strada un figuro,

un vigile urbano che il lento passo trascina,

non interviene, non si frappone, fa finta di niente

e s’allontana.

 

Quanti giorni sprecati, quante pensieri,

la nostalgia di una vita perduta,

il sentimento di esser nati stanchi,

la certezza delle ferie pagate.

Visita Mattarella, non erano vigili urbani ma comparse dell’Inda

Visita del Presidente Mattarella, siracusani stupiti dalla massiccia presenza di polizia municipale (1 agente ogni 3 cittadini) dispiegata lungo il tragitto presidenziale. Non erano vigili urbani ma comparse dell’Inda: la sconvolgente scoperta attribuita al Sig. Augusto Carnemolla, pensionato della Giudecca, insospettito dal fatto che la maggior parte del personale in divisa indossasse calzari antichi e fosse equipaggiato con lance, archi e frecce.

Il raggiro del Comune, smascherato quando lo smaliziato Carnemolla, irritato per aver dovuto spostare l’auto da via Logoteta, avrebbe chiesto ad un presunto vigile urbano quando sarebbe terminata “‘sta camurria”, ricevendo in tutta risposta una citazione tratta da I persiani di Eschilo: “Umane sventure certo possono agli umani toccare; e molte sventure ai mortali vengon dal mare e molte poi dalla terra, se il tempo di vita in là si prolunghi”.

Fenomenologia ed eterno ritorno del vigile urbano in una città a vocazione turistica

Il vigile urbano alle prese con le richieste di chiarimento della turista inglese in merito alla rimozione della sua autovettura mostra tutta la sua fragilità. Dapprima utilizza, scandendolo con tono perentorio l’infinito, perché nell’immaginario questa forma verbale è il passepartout per tutti gli idiomi.

Aspettare preco, aspettare plis, uan moment, prima finire qui”.

10676398_10205092533582693_8074606812451449399_nPoi, rivolto alla collega, vira sul dialetto e quasi sottovoce bofocchia: “Mmm n’autra nglisa. Oggi è a tezza ca mi capita. Ma chi fici ri male iu?”.

Nglisi, insieme a russo e cinisi, forma le macrocategorie geopolitiche in uso a queste latitudini. Nglisi equivale genericamente all’Europa occidentale, Oceania ed America del Nord; con la macrocategoria Russo si intendono le popolazioni dell’Europa orientale ed in generale i biondi; con Cinisi, l’intera Asia.

Preco, parlare, dove posteggiare lei plis? Qui solo resident. Ottiggia”.

La turista cerca di spiegarsi, di farsi capire a gesti ma inevitabilmente la barriera linguistica è insormontabile. Il vigile urbano comincia a guardarsi intorno alla ricerca di qualcuno che possa tradurre le istanze della signorina e facilitare la comprensione, ma la strada sembra un deserto. L’uomo sa di essere dalla parte della ragione ma allo stesso tempo percepisce l’angoscia della giovane turista che teme che la sua auto a noleggio possa essere stata rubata.

Allora deglutisce e si lancia: “Eschiusmi mister plis”. Indica la fila di auto parcheggiate alla sua destra, unisce la punta delle dita di una mano e muovendo il polso su e giù si esibisce in un trionfale: “Deris the car?”.

La malcapitata, con le ultime forze fa segno di no, cerca di dire qualche parola, per un istante sembra anche infastidita, ma lui la incalza: “Deris the car? Deris? Qui? A destra? A Left? Deris the car signorina? Se era qui ormai è stata rimossa e pottata a paccheggio, via Olivieri, Teatro greco, viale Teracati… lì vicino”, mimando con la mano la strada da fare a piedi.

La ragazza è confusa, non ha capito niente, saluta e imprecando sottovoce si allontana, presumibilmente verso il suo alloggio alla ricerca di qualcuno che possa farle capire. Il vigile urbano allarga le braccia dispiaciuto, avrebbe voluto aiutarla veramente, farle capire che trovandosi in zona rimozione la macchina è stata sicuramente rimossa e che avrebbe dovuto fare più attenzione. Si rivolge alla collega e vulnerabile dice: “Certo ca stu inglisi però navissimu nsignari…” e la collega, che ha assistito a tutta la scena senza intervenire, replica fatalista: “Oramai è troppo tardi chi ta nsignari…su i turisti c’avissiru a sapiri l’italiano”. I due stanno per risalire a bordo della loro auto quando un omaccione biondo si sbraccia per catturare la loro attenzione: “Excuse me officer”.

No! Macari u russo. Ma nun potti finiri sta iurnata…” .