Catania Fontanarossa supera Fiumicino e diventa il primo aeroporto italiano per traffico nazionale. Per il commissario dell’Autorità italiana Trasporti, degli oltre 4 milioni e 600mila utenti registrati nel corso dell’anno, 2 milioni sarebbero parenti dei viaggiatori che affollano gli arrivi e oltre 700mila quelli che girano in auto attorno allo scalo per non pagare il parcheggio.
La propaganda del Vermexio punta sull’equivoco: nessuna dimissione forzata e nulla di cui scusarsi. Granata ed Italia si sarebbero attenuti al rigido protocollo del Premio Vittorina.
Il Premio Vittorina vuole onorare la memoria di Vittorina Carnemolla detta “a sciarrina”, la donna siracusana rinomata per il suo astio immotivato nei confronti della più famosa nobildonna Christiane Reimann. Pur non avendo donato il suo patrimonio al Comune di Siracusa, Vittorina ha lasciato ai siracusani qualcosa di più importante: il gusto della polemica fine a se stessa, l’insulto senza motivo, il colpo al cerchio e quello alla botte. Per questi inestimabili lasciti morali, Siracusa ha deciso festeggiarla con un Premio alla sua memoria. Il Premio Vittorina è senza dubbio uno degli eventi culturali più importanti della stagione e una vera e propria eccellenza siracusana che continua ad attirare l’attenzione di sciarrine, attaccabrighe e provocatori da ogni angolo del pianeta.
Le immagini della rissa sfiorata hanno fatto il giro del mondo, offuscate, nel tardo pomeriggio, solo dalla notizia della morte della Regina Elisabetta. Il Comune di Siracusa si è detto pronto a svelare una targa commemorativa della sovrana in uno stabile privato di via Isonzo, ma la Prefettura ha bloccato tutto: troppo alto il rischio tafferugli.
“Sin dal nostro insediamento abbiamo lavorato per consolidare l’immagine turistica di Siracusa nel mondo, non solo in termini di quantità quanto piuttosto di qualità dell’offerta turistica“.
Chi l’ha detto?
1) Il tiranno Gelone I e il mecenate Gerone
2) Federico II di Svevia e la stakeholder Costanza d’Aragona
3) Francesco Italia e l’assessore alla legalità Fabio Granata.
Io non capisco una cosa: non hai studiato, sei entrato in una partecipata con una raccomandazione grande quanto una casa, hai bivaccato da un bar all’altro in orario lavorativo, ti sei assicurato ingiustamente una pensione dignitosa, hai acquistato casa, auto e moto, parcheggi in doppia fila, non paghi il condominio da anni e secondo me, manco le tasse che non ti trattengono a monte e ora vuoi combattere il sistema marcio? Ehi, pss, te lo dico sottovoce… il sistema marcio sei tu. Ma di che diavolo vai blaterando?
Ecomac, nessuna criticità ambientale. Per i tecnici il fumo sprigionatosi a causa di un fulmine scagliato da Giove pluvio si è presentato elegante, evidenziando al palato tannini morbidi provenienti dalla macerazione di plastiche e di raffinati composti vinilici accuratamente selezionati. Di colore nero pece intenso con riflessi grigio fumo, presenta aromaticità sfuggenti, delicate e fragranti di mela, albicocca e frutti di bosco, miele, pneumatico usato, mantola tostata, sassaemayoness. Nel complesso risulta risulta versatile, di buona struttura, morbido e delicato e con un buon rapporto qualità prezzo.
Io a Fontane Bianche mi sento costretto, imprigionato, esattamente come si dovevano sentire Steve McQueen e Dustin Hoffman in “Papillon”, rinchiusi in quel carcere nella Guyana francese. Qualsiasi cosa voglia fare sono costretto a prendere la macchina, anche se poi, di cose da fare non ce n’è. Il forno è chiuso, l’edicola è chiusa, è rimasto il bar con il parcheggio regolato dalle leggi della termodinamica e qualche putìa con i prezzi dei negozi degli aeroporti internazionali.
Camminare a piedi è impossibile e non tanto per la quantità di rifiuti ai lati della strada quanto per la totale assenza di marciapiedi che compaiono sono in alcuni punti di quello che si chiama viale dei lidi ma che di viale non ha proprio un bel niente. I marciapiedi, quando ci sono, sono stretti, spesso cacati o con uno scooter posteggiato sopra. Passo ore in auto, incolonnato in fila e il mare praticamente non si vede – fatta eccezione per i dieci metri della curva prima della Spiaggetta – probabilmente Fontane Bianche è l’unica località balneare nel mondo che può vantarsi di questo terribile primato. Ville, ristoranti, caseggiati abbandonati, parcheggi mostruosi occupano tutta la visuale, lo sguardo non può perdersi verso l’orizzonte e rimane confinato lì, tra una striscia pedonale cancellata e una lapa che vende cipudda di Giarratana.
Nell’aria l’olezzo di arancino e olio solare è così forte che bypassa anche il filtro del riciclo dell’aria condizionata della macchina e avvolge tutto l’abitacolo. Passo ore incolonnato in fila mentre ai miei lati transitano turisti disperati con gli ombrelloni, le sdraio e le maschere quelle di Decathlon, modello Giulio Verne, sembrano comparse di The Walking Dead, solo che questi sono in costume o in pareo. I servizi turistici sono scadenti, arraffazzonati, prestati senza amore. Il flusso di gente è straordinario e implicherebbe accoglienza impeccabile, ma se ordini una birra ti arriva calda, se ne ordine due, ti arrivano spaiate, i gelati confezionati sono sempre finiti e se ordini una Coca Cola quelli ti portano la Fanta.
I mezzi pubblici sono un miraggio, ma da qualche giorno c’è una nuova pensilina per aspettarli e sperare che passino. La pensilina è stata istallata dai tecnici comunali, accanto ad un banchetto abusivo che offre servizi turistici all’ombra di un parcheggio che grida vendetta, un orrendo ecomostro al centro di tanti progetti di democrazia partecipata regolarmente abbandonati.
Passo ore incolonnato in fila e attraverso i finestrini, dentro le altre macchine, vedo gente che urla, alcuni cantano hit di Gabry Ponte, i bimbi piangono, le sigarette fumate nervosamente, migliaia di cellulari in mano, vocali, messaggi testuali. Tutti suoniamo il clacson, qualcuno prende la così detta scorciatoia, si inerpica per una stradina ancora più stretta e più congestionata ma poi cambia idea e tenta una complicatissima inversione ad U.
Giro lo sterzo come un forsennato per scansare ostacoli, pedoni in mezzo alla strada, auto a spina di pesce e per assecondare il flusso caotico che si muove scomposto. Spesso sono costretto a fermarmi, l’attesa si fa più lunga del solito, la fila non scorre. Un torpo col Suv ha deciso di fermarsi davanti alla Capannina e comprare le pizze. Il traffico è paralizzato ma lui non batte ciglio, anche la gente incolonnata è stranamente tollerante, percepisco una forma di solidarietà nei suoi confronti, io chiudo gli occhi per non vedere quelle orrende costruzioni abbandonate, alzo il volume della musica e vorrei tanto essere come lui.
I più informati sostengono che dopo aver bevuto da un ampolla contenente l’acqua del Dio Anapo, il sindaco di Priolo, Pippo Gianni abbia ufficializzato il suo passaggio alla Lega di Matteo Salvini che però in Sicilia si chiama Prima l’Italia. La segreteria politica dell’onorevole è stata presa d’assalto da una folla di sostenitori in giubilo che hanno inneggiato al loro idolo chiedendo a gran voce l’indipendenza di Funnucu Novu e la secessione della pineta, mentre sui balconi spuntavano i primi striscioni: “Ghe pensi mi”, “Melilli Ladrona”, “Priolo in Padania – Ciuriddia in Tanzania”. Molto ambizioso il programma politico che al primo punto prevede l’obbligo di inserire l’articolo davanti a qualsiasi nome proprio (il Turuzzo, la Concettina, il Pippo, ma anche Il Cafeo, lo Scapellato, il Vinciullo). Il segretario provinciale del carroccio, Minardo ha accolto il neo leghista nel partito donandogli il tipico elmo celtico da cerimonia e un ritratto di Calderoli. Gianni ha voluto ringraziare tutti gli intervenuti con un buffet a base di bagnacauda, pizzoccheri, cassoeula alla matalotta e polenta e osei.