Cashback

– Sono quintici euri…

– Ok, ha il Pos per il cashback?

– …

– Il cashback, quel rimborso dello Stato per gli acquisti con moneta elettronica…

– Ah! Cetto, cetto…

– Ecco a lei…

– No, qui solo contanti.

– Ma se mi ha appena detta che aderisce.

– No, no, a quale… peró se vuole ci faccio lo scontrino normale.

Senza Maschere

Ieri ho visto Harry Potter, era fermo davanti a Zara e suo papà cercava di convincerlo a fare un incantesimo per fare uscire la mamma dal negozio, poi, sul ponte umbertino, c’era uno Spidereman con una spada da moschettiere e una busta di coriandoli, un kiwi addormentato dentro un passeggino e due fratellini vestiti da PJ Masks o Superpigiami che salivano sui posti dietro di un gigantesco SUV posteggiato sulle strisce pedonali vicino la Marina. Tutti gli altri bambini che ho visto erano in borghese e la cosa mi ha messo addosso un po’ di malinconia. Ho pensato alle mie maschere nel corso degli anni: Coccinella; Superman; Sceriffo con doppia pistola a caps; Zorro; Punk londinese in una versione sui generis, molto più simile agli stilemi glam di Jem and the Holograms che ai Sex Pistols o ai Clash; Mimì Metallurgico, Cardinale e Slash dei Guns n’ Roses. ho pensato alla schiuma da barba con il tappo modificato, sciolto con l’accendino e con l’ago per permettere alla bomboletta di spruzzare più lontano possibile, alla cacca finta e al pacchetto di gomme con la molla. Ho pensato al mio vestito da Zorro, sapientemente confezionato da mia nonna Michela, con quella camicia di seta con le maniche a sbuffo e i polsini ricamati, i pantaloni di raso nero, il mantello con i bottoni al collo e grazie al quale, alla festa al Trabocchetto, diedi il mio primo bacio ad una principessa.

Il carnevale in qualche modo ha sancito il passaggio da bambino a giovane uomo, ma non per l’episodio del bacio alla principessa profumata, quanto per quello che avvenne qualche anno dopo, a Palazzolo Acreide. Durante la sfilata dei carri allegorici, in mezzo alla bolgia di maschere che saliva verso la piazza centrale del paese, mio padre indicò una persona e mi disse: “guarda quello, si è vestito a Bazzano”. Ma come è possibile pensai, Bazzano era un amico di mio nonno, giocavano insieme a carte, vestiva sempre in maniera impeccabile e zoppicava vistosamente dalla gamba destra. Mica era uno famoso! Mi voltai per osservare quest’uomo che indossava un completo grigio, un cappello di feltro grigio e che affrontava la strada in salita con passo inconfondibile. Rimasi attonito per qualche secondo, poi improvvisamente capii: era proprio Bazzano, quello vero.

“Prima le stradi che sembriamo un ciccuito di motogrossi” – Il glossario dei commenti social sui nuovi progetti ciclabili

– A leviti sindaco fasulino cerca  di sistemare la città per pene

– La nostra cita nelle tue mani e perduto

– Aggiusta i casi popolari ca ni stanu carennu n’goddu medda

– Ma io dico perché non fare cualcosa per il Tivoli e rivalutare la zona che la vete abbandonato.pensate solo zone estive chi cazzu i cervello aviti

– Ti fissasti cu ste biciglette medda

– Più tosto perché non so ripristina il manto stratale ho i tompina

– Ma chi cazzu rici o cucchiti

– Prima le stradi che sembriamo un ciccuito di motogrossi

– E i strade paremu na luna.. Sindaco se vo iucare t accatti gta.

– Vattene da dove sei venuto bestia

– Ai rovinato siracusa e non te lo peddono

 – Ma quali piste ciclabili devi a fare i parcheggi ca uno ti fano la multa che parcheggi non ce ne

– Strate colabroto e munnizza azziccata unni e ghie e vigili che prendere le multe alle macchine ai capito

– Togliete solo spazio e posteggio selvaggi

– O fai tutti i strade cunnutu casi casu tutti spunnati e kini i puttusa

– Queste piste ciclabili sono una assurdità ed un pericolo per la nostra città

– Ocuchiti e peri ca testa un nai

– Ma cu e stu cretino che si piglia a bicicletta e sene va a capo muro di pocco puttatammillo davanti ca c’è lo dico na facci cretino

– Dovevi fare le strade a chi come noi i cittadini automobilisti o con gli sgooter paghiamo u bullu e l’assicurazione no a sti quattru biciciclettari ca nn pagano niente.

– Vi è piaciuto votare coi brogli a un sindaco colla bicicletta e ora chiddu fa le piste ciclabili e u sarausanu muto

Teatro Greco, si amplia l’offerta culturale

Si amplia l’offerta culturale degli spettacoli estivi al Teatro Greco di Siracusa. Alla commedia “Le Rane” con Ficarra e Picone si aggiungeranno 8 rappresentazioni di “Edipo a Sacchitello” con Toti e Totino; un gala sinfonico con l’Arenella Philharmonic Orchestra diretta dal maestro Spampinato; il live di Baglioni insieme al giovane Ancelo, il ragazzo prodigio di viale Tunisi scartato da Italia’s Got Talent ma capace di intonare il “Nessun Dorma” coi rutti e per il gran finale, già sold out, il monologo di Litterio “C’ho detto Eschilo”.

Centro Congressi, arriva la soluzione

Dopo le polemiche degli scorsi giorni, Camera di Commercio, Noi Albergatori, Ortigia Sangue Blu, MDP (Macchina – Dio – Patria), Pescatori di Frodo per la rinascita aretusea, Vinciullo, Sentinelle in Piedi, Assocavallo e Confpanini, convergono sulla proposta del signor Patanè, geometra in pensione del Comune, che ha individuato nel Parcheggio Mazzanti – la maestosa opera pubblica incompiuta – il sito ideale dove far sorgere il nuovo centro congressi. Il progetto è avveniristico punta alla riqualificazione del Parcheggio Mazzanti e alla sua conversione in una sala convegni polivalente scavata nella roccia e attrezzata per spettacoli, concerti, sport e per la finale del Premio Tiche. Il bonus licenze commerciali e la defiscalizzazione della carne di cavallo e dell’olio esausto per le zippole, sommati al ricco cartellone di eventi, saranno la spinta propulsiva alla rinascita commerciale della zona. La proposta ha rivitalizzato immediatamente un settore in crisi e sono subito fioccate le prime prenotazioni. Per diventare immediatamente eseguibile però, il progetto dell’Ex Parcheggio Mazzanti, prevede la costruzione limitrofa e in calcestruzzo depotenziato, di un nuovo parcheggio multilevel per i fruitori dell’ex Parcheggio Mazzanti.

Russo, giallo e arangione siamo tutti dattonici – Il glossario dei commenti social per il ritorno alla zona arancione

– Buffone u virus tutto nel condominio mio ce lo a quale dimezzato contagio

– L’attro ieri eravamo irresbonsabbili e oggi semu addiventati cittatini motello ci prenti per fessa

– Russo, giallo e arangione siamo tutti dattonici

– Non è una pandemia ma una pantomina

– E una pantominchia ahahahaha

– Ki e responsabili fa quelo ke e giusto fari di colore

– Tagghiala musumeci suco finto

– Ci dovete dare liberta e soldi senza penzieri non i blocchi e asserramenti

– Fosse siamo gia a carnevale mi pare uno sgherzo

– Ai dimezzato il tuo cervello scupino

– Rosso me ne sto fottento, giallo me ne sto rifottento, giallo me la sucate

– Streca comanta colore

– I colori del accobbaleno

– Tinnaghiri di sto passo manco na colompa pe picciridi putemu accattare

– I primi a pacare avreste a essere voi.. Buffonaiiii.

– Siti na manata di sciagalli

– Ci avete negato i bonuss i politici pensano pa so panza

– Giallo ad aprile? Anche prima plis

– Zona rossa e nelle strate non si può camminare ca semu tutti disoccupati peri peri deficiente

– A messo arancione che campia niente bo?

– In questa attalena di apri e chiuti sulu io ma stai truvannu no… lassamu perdere va

È caos baratto amministrativo

Scoppia la polemica. L’incredibile vicenda del Sig. Bazzano che vantando un credito nei confronti del Comune di Siracusa – per un’errore macroscopico sul conguaglio TARI – si è visto risarcire con l’usufrutto dell’Assessore Burti. Il Comune non avrebbe in cassa la liquidità per pagare i debiti quindi, la Giunta, in virtù della norma sul baratto amministrativo entrata in vigore anni fa e mai sfruttata, avrebbe deciso di assegnare per un anno alla famiglia Bazzano, l’usufrutto di Burti che potrà essere utilizzato per piccoli lavoretti domestici anche nella villetta a mare, baby e dog sitting, cantastorie, giocoleria e tanto altro. Per Palazzo Vermexio si apre una stagione di enormi risparmi. Già pronta la graduatoria delle famiglie a cui verranno assegnati gli altri assessori. Malumore tra le associazioni dei consumatori che contestano la poca chiarezza della norma sul vitto e l’alloggio del consigliere in usufrutto. Intervento chiarificatore del SACS, il sindacato assessori comunali siracusa, che in una nota chiarisce: “basta assicurare al consigliere tre pasti caldi e 5 euro di credito telefonico al giorno”.

A me mi pare una cifra esorbitanta – Il glossario dei commenti ai nuovi servizi igienici del Molo S. Antonio

– Se sti cessi funzionano come i sbarre ro parcheggio u sai quanti cristiani ci restano chiusi la dentro?

– Qualcuno si è già lamentato delle strade scassate?

– Il cesso del futuro e ogni puttusu na strada e tanto tipo bumma

– Lo potevano piazzare sopra il talete e ci facevano chiù fiura

– Se devi cacare ce un app che ti compare la foto del sindaco

– Col caldo ad acosto squagli tutto

– Primo crigno stampato tra tre due uno…

– Ora ci devo dare un’euro per pisciare ma sono latri!

– Anno a pagare a me se mi vogliono fare usare sto mostro

– Centocinquata euro un cesso griggio ma siamo pazzi

– E una bufala io ci sono passato e non ce un cazo

– A tempo 3 2 1 su caricano no camio e su pottunu ni quacche villetta a mare

– A me mi pare una cifra esorbitanta

– Dice ca fa macari a granita di cafè ca panna e a brioscia ahahaha

– Ma ancora non li anno arrestati a tutti o comune?

– Siracusani non scrivete nei commenti segnalatecelo sulla pagina della corte di conte

– Maria che l’ario proprio fa venire u cacazzo

– Sempre ha criticare vedete che ci sono in tutto il mondo lavati l’occhi ca canteggina

– Dovevano metterlo al Maniace cesso grande è cesso piccolo tutti sbrillucicante

– Ma dice che soldi non cenerano… minchiatari!

Dal profondo del cuore

Illustrissimo ristoratore,

ho apprezzato la tua operazione di marketing territoriale che consisteva nello sduacare nella mia cassetta della posta e tutto intorno, un numero surreale di volantini con le tue offerte “Pizza Asporto Covid 20-21”, ma purtroppo, al netto di qualche refuso riscontrato ad una lettura superficiale, le terribili esperienze che ho vissuto ogni volta che ho avuto l’ardire di cenare da te, mi costringono a non prendere in considerazione la tua proposta. Vedi, se quando guadagnavi palate di soldi in nero, avessi prestato attenzione alla scelta delle materie prime, curato il servizio, istruito i camerieri, accettato le critiche senza inalberarti e mandare a fanculo chiunque ti facesse notare che la pizza era bruciata, completamente cruda o semplicemente immangiabile, beh, adesso non sarei a scriverti questa mia.

La domanda è retorica ma la pongo lo stesso: ma se durante il massimo splendore commerciale della tua attività, il prosciutto era verde, le olive con patina muffa, la mozzarella di bufala amara come fiele; se ordinando la mitica “Crutaiola” uno ci trovava cuccioli di pappapane soffocati dalla rucola, se perfino l’onesta quattro formaggi si trasformava in una due formaggi + sale e per di più, la birra alla spina che vendevi a caro prezzo come bavarese premium era in realtà una mediocre Cisk, insomma, se quando avresti potuto costruirti una credibilità e una clientela locale meno soggetta a stagionalità, pestilenze e calamità, te ne sei altamente fottuto, accecato dai facili guadagni del turismo mordi e fuggi, ma adesso, in cuor tuo, ma come puoi pretendere che io componga quel cazzo di numero per ordinare una pizza?

Cordialità