Regali

– Mpare tu a elezioni sei sicuro impegnato vero?

– Avà, ma mi cerchi voti a me? Ma a sto colpo con chi sei?

– Con xxx… chi c’erano dubbi?

– In effetti no…

– Ci runi u voto?

– Manco morto!!!

– Allora vota per yyy, ca è macari bravo…

– Scusa, ma yyy è di un altro schieramento, l’opposto…

– Spacchio m’antaressa…

– Ma ti occupi solo di regionali o anche Camera e Senato?

– Tutte cose, ma Senato è difficile picchì u colleggio è mastrodonto…

– Intendi enorme? sì, è vero… ma senti una cosa, praticamente sei una sensale, una specie di promotore elettorale, ma come fai con tutti sti santini… 

– Ma quale santini… giro tutto su Uotzappi. 

– E quanto prendi per sto servizio… ti pagano a voto?

– Seee a voto… appoi quando finisce le elezioni quello che vince mi fa un recalo…

“Piutost che nient l’è mei piutost”, anche Pippo Gianni passa alla Lega

I più informati sostengono che dopo aver bevuto da un ampolla contenente l’acqua del Dio Anapo, il sindaco di Priolo, Pippo Gianni abbia ufficializzato il suo passaggio alla Lega di Matteo Salvini che però in Sicilia si chiama Prima l’Italia. La segreteria politica dell’onorevole è stata presa d’assalto da una folla di sostenitori in giubilo che hanno inneggiato al loro idolo chiedendo a gran voce l’indipendenza di Funnucu Novu e la secessione della pineta, mentre sui balconi spuntavano i primi striscioni: “Ghe pensi mi”, “Melilli Ladrona”, “Priolo in Padania – Ciuriddia in Tanzania”. Molto ambizioso il programma politico che al primo punto prevede l’obbligo di inserire l’articolo davanti a qualsiasi nome proprio (il Turuzzo, la Concettina, il Pippo, ma anche Il Cafeo, lo Scapellato, il Vinciullo). Il segretario provinciale del carroccio, Minardo ha accolto il neo leghista nel partito donandogli il tipico elmo celtico da cerimonia e un ritratto di Calderoli. Gianni ha voluto ringraziare tutti gli intervenuti con un buffet a base di bagnacauda, pizzoccheri, cassoeula alla matalotta e polenta e osei.

Tempeste di sabbia, turismo e terziario avanzato

I tempi sono maturi e il Comune di Siracusa, per non farsi trovare impreparato, sfruttare a proprio vantaggio i cambiamenti climatici e intercettare un turismo naïf, ha pubblicato il bando pubblico per titoli ed esami per l’assegnazione di n. 50 autorizzazioni di noleggio con conducente su dromedario e/o cammello.

Plauso di Assopanini e Confcavallo che lanciano “cammello e sbizzero” un nuovo panino gourmet, condito con un mix di spezie del deserto, cucunci, sgombro sbirro, ogghiu di harissa e sassaemayoness.

Alienazioni

Largo Gilippo e piazza Euripide mi ricordano Tijuana,

serpentoni di auto procedono a passo d’uomo,

nanni alla guida di Panda e di Matiz tentano improbabili inversioni a U,

salgono sulle rotatorie, grattano le marce.

La gente urla: “Mpare la rotonta di petto ti stai prentento” oppure “la precetenza, bastaddo”. 

Suv da 200mila euro guidati da malacarni tatuati superano a destra auto di vigili senza che questi battano ciglio.

Moto sfrecciano sui giganteschi marciapiedi, alcune procedono su una ruota.

Un ape calessino sfreccia a velocita folle al centro della carreggiata, rischia di travolgere una coppia che tenta di attraversare su quelle che una volta erano strisce pedonali ma adesso sono solo un lontano ricordo sbiadito dal tempo e dall’incuria.

L’ambulante è messo di sbieco, in mezzo alla strada, in un rigoglio di verdure di stagione. 

Sul marciapiede non ci sono Mariachi ma è pieno di carrellati.

Procedo lentamente,

mi soffermo a guardare dentro le auto che incrocio,

gli occupanti hanno le facce tirate, le espressioni feroci,

alcuni litigano,

li vedo gridare ma non posso sentire, vedo solo le loro facce che sputano rabbia, odio.

I bambini piangono.

În radio, parte un pezzo di Sangiovanni, trattengo una bestemmia,

ingrano la seconda,

il peggio è passato,

sono in corso Timoleonte.

La circolare

– Ha liggiutu a ciccolare ro sintaco?

– No, chi boli ‘sta vota?

– Dice ca ni spostano a travagghiari a cittatella dello spott…

– Come a cittadella, ma picchì?

– Picchì ora fanu a gestione inaus…

– Inaus?

– Sì, tonna al Comune picchì s’accapparunu cu l’Ottiggia.

– E nuautri c’avissimu a fari?

– Ti pare che l’hanno spiegato bonu…  

– Ma ni rununu na stanza… e chi facemmo che pratiche ca stamu travagghiannu?

– Tutto femmo… lassamu peddere tutte cose, t’ha mettere na testa solo a cittatella.

– Ma cu semu?

– Io, tu, u geometra Micalizzi, u raggiuneri Spampinato e a signora Sarcià…

– Matri mia! Macari a Sarcià, sa gran sciarrina?

– Ha raggiunari ca ora semu na tascfors…

– Ma ammeno ni rununu quacche agevolazione?

– Quale agevolazione?

– Chi sacciu ca ponu veniri i mariți, i figli i nipoti… si fanu a piscina, u paddol.

– Sì, sì, abbiamo già pallato col sindacato, io per esempio mi vilissi fare u corso ra zumba, chiddu re sei i pomeriggio… ora ci pensano iddi per sistemare tutte cose…

– Sennò facciamo sciopero, ah…

– A cetto.

New Deal

Pnrr, il Comune punta tutto su quattro progetti immediatamente cantierabili.

Ex Parcheggio Mazzanti

Grande opera pubblica incompiuta, il Parcheggio Mazzanti verrà rimesso a nuovo e trasformato in una sala polivalente, attrezzata per spettacoli, concerti, sport e per i bootcamp e la finale del Premio Tiche. Il bonus licenze commerciali e la defiscalizzazione della carne di cavallo e dell’olio esausto per le zippole, sommati al ricco cartellone di eventi d’amare avantinsieme, saranno la spinta propulsiva alla rinascita commerciale della zona. Per diventare immediatamente eseguibile però, il progetto dell’Ex Parcheggio Mazzanti, prevede la costruzione limitrofa e in calcestruzzo depotenziato, di un nuovo parcheggio multilevel per i fruitori dell’ex Parcheggio Mazzanti.

La Borgata

Se Ortigia è il salotto buono della città, per troppo tempo la Borgata è stata il cucinotto non abitabile. Bistrattata, vilipesa e ingannata per anni sulla sistemazione definitiva del Caravaggio, la Borgata merita di meglio e gli ultimi dissesti idrogeologici hanno aperto nuovi spiragli di crescita economica e di rilancio. Il progetto è ambizioso e rivoluzionario e prevede l’invaso dello storico quartiere e la sua trasformazione in bacino per la pesca sportiva di mucco e scoppolaricchi. Lo studio di fattibilità commissionato dal Vermexio ad un compro oro di viale Tunisi, prospetta un vero e proprio New Deal: i proprietari dei bassi commerciali allagati, infatti, se vorranno riconvertirsi alla vendita di esche e attrezzatura per la pesca, saranno indotti ad acquistare gli appartamenti soprastanti; i proprietari di quest’ultimi, a loro volta, acquisteranno bifamiliari in zona Akradina, innescando un circolo virtuoso senza precedenti.

Parco Robinson

Il fenomeno delle baby gang merita di essere “attenzionato” nella speranza possa diventare anche esso eccellenza siracusana. I fondi del Pnrr si sommeranno a quelli già sottratti con dolo ad Agenda Urbana permetteranno di affidare il Parco Robinson ad una cooperativa senza Durc di picciotti di squadra. Un polo d’eccellenza che, sfruttando i buchi della fumosa alternanza scuola-lavoro, sarà capace di formare le nuove generazioni di malacarni attraverso un complesso programma didattico incentrato su scippo e borseggio, impennata molesta, piccola estorsione, spaccio, inglese, pesca di frodo e sfruttamento della prostituzione.

Pizzuta d’amare

La rivoluzione 2.0 che tutti quanti stavano aspettando. Stop ai quartieri dormitorio e senza servizi, largo alla movida, ma sempre senza servizi. È questa l’idea per rilanciare la Pizzuta e renderla glamour per il popolo della notte. Nuove concessioni trentennali per solarium con pessima musica a volumi atroci, cinquecento licenze d’amare avantinsieme per ristorantini di pescato di frodo, sono solo alcune delle iniziative messe in campo. Una nuova Ztl senza pass né orari, né controlli contribuirà a creare la tipica atmosfera caotica dell’isolotto, un trenino su gomma percorrerà le arterie principali collegandole con due nuovi parcheggi di interscambio che – garantisce il comune – assicureranno gli stessi disservizi di Talete e Molo S. Antonio. 

Pi greco Day

Pi greco Day, i tempi sono maturi per dare finalmente un senso alla Spirale “Archimetea” e utilizzarla per regolamentare e garantire decoro e dignità ai commercianti abusivi. Un percorso virtuoso che metta in relazione la progressione geometrica e quella merceologica: dalle cover per telefonino agli occhiali da sole, dal magnete col cannolo ai parei variopinti; dai banchetti dei boat tour alle guide turistiche senza licenza, dagli zoccoli del dott. Tonelli alle borse Mandarancio Drink per terminare, raggiunto il nucleo centrale, in un tripudio di ricci di mare e pescato di frodo.

La resa

– Minchia mpare du carrelli chini chini! Ma sta pattennu pi l’Ucraina a puttare aiuti umanitari?

– No, no a via Bainsizza… un carrello è i me soggìra però… u sai com’è… non si sa mai…

– Viri ca se vi manciate tutti si scatolette di tonno vi trovanu motti… allora megghiu na bumma!

– Sent’ammia, fattilla tanticchia i scotta… a pasta, u zucchuru, i buoatti i pummaroro…

– E cu quali soddi? Lassa peddere… 

– No, no, io fazzu scotte di tutto… ma se scoppia a guerra chi fai?

– Io m’arrento subito… vinciunu i russi addivento russo, vinciamo gli americani addivento americano, spacchiò m’antaressa… Però na cosa… senti, mpare fosse un fauri mu po fari… se niscennu ti sta fimmannu non benzinaro… mpare, lassammillu tanticchia i Dise.

Il sospetto

– Ouh mpare occhio! Viri ca chisti su russi…

– Ma chi?

– Chisti no tavolino ca si stana facennu a colazione… ma dici ca ci avevamo bloccato tutti i soddi… dicalafici.

– Ma veramente l’accento mi pare tedesco…

– Ma picchì tu chi spacchiu ne sai? Arrivò u scienziato…

– A parte che mi hai scuncicato tu, che io mi stavo prendendo solo il caffè, ma poi ho detto mi pare…

– Viri ca u tetesco è come u russu… come u siciliano e u napoletano… si capisciuno.

– …

– Non dici niente?

– Ma che ti devo dire… poi t’incazzi… sono tedeschi, è evidente…

– Fosse sono spie che parlano tetesco… bastaddi. A stura sono venuti per Siconella… ni von fari satari all’aria!

– Scusa, ma tu non eri tutto leghista filo-Putin?

– No mpare ora ho cambiato, mi ha scassato la minchia.