Tutta la verità sulla scomparsa del Gonfalone (Parte II)

Si infittisce il mistero del Gonfalone di Siracusa. Ancora una volta, un cittadino che vuole restare anonimo e che ancora una volta chiameremo con un nome di fantasia Vinciullo, denuncia la mancanza dell’insegna ufficiale della Città di Siracusa, durante la cerimonia per la festa delle Forze Armate. Come qualcuno ricorderà (leggi qui la prima parte), il rapimento del Gonfalone era stato rivendicato dalla cellula integralista cattolica “Libera chiesa in… libera chiesa”, contraria alla revoca del comodato d’uso della “Casa del Pellegrino”. Il Consiglio di sicurezza di Palazzo Vermexio, messo alle strette, votava all’unanimità un blitz per liberare il Gonfalone e gli 007 del Comune, capitanati dal Consigliere Rabbito, riuscivano a rimpossessarsi del prezioso vessillo. Tra Scandali e gettoni di presenza l’interesse dell’opinione pubblica si spostava altrove e il Gonfalone spariva di nuovo nel nulla.

siracusa2Una nuova tranche d‘indagine si concentra immediatamente sull’ex Presidente del Consiglio Leone Sullo. Una consigliera comunale rivela di essere in possesso di alcune registrazioni ambientali compromettenti. Pare che Sullo fosse a conoscenza di un piano ordito da tre esponenti politici, per impossessarsi del Gonfalone ed esporlo all’interno di un chioschetto abusivo situato in una struttura sportiva. La pista si rivela falsa, tranne che per il chioschetto effettivamente abusivo…

Ancora una volta si brancola nel buio e gli inquirenti continuano ad inviare la Guardia di Finanza al Vermexio nel tentativo ti trovare, tra i documenti ufficiali, anche il più piccolo indizio che possa risolvere il caso. Per dodici ore i sospetti si spostano sui membri di Zumiama, ma la posizione dell’associazione – multata pesantemente per la scelta del nome – verrà stralciata dall’indagine. Una telefonata anonima ricevuta dai carabinieri, sostiene che il Gonfalone sarebbe stato inserito per sbaglio nel capitolato di uno dei numerosissimi bandi della manifestazione Rebuilding the future. Tre vetture dell’arma si dirigono a sirene spiegate verso Palazzo Vermexio, una si fermerà prima al bar… I documenti sono recuperati ed esaminati da un magistrato che dichiara: è stato faticosissimo cercare di districarsi tra la mole di parole inutili contenute in questi bandi, ma posso assicurare che non vi è traccia di Gonfalone.

In uno scenario sempre più confuso e trepidante esplode la polemica politica. A colpi di comunicati stampa e di refusi, l’opposizione chiede le dimissioni della maggioranza, la maggioranza chiede le dimissioni dei Cinque Stelle e i Cinque Stelle chiedono le dimissioni di tutti, compreso un manipolo di frati di provincia, due cassieri del Gemar e l’edicolante di via Bainsizza, colpevole di aver dato a Di Battista del “pagghiazzu”, nel corso di una discussione al bar durante una pausa caffè. I centri di potere politico della città sono in ginocchio e nessuno vuole assumersi responsabilità. Per l’opinione pubblica, i giostrai dell’autoscontro di Riva Nazario Sauro sembrano essere l’unica istituzione rimasta, capace di garantire democrazia, trasparenza e soprattuto tre corse con due gettoni di presenza, marcando così una netta contrapposizione all’andazzo dei tre gettoni di presenza per due corse…

In questo clima di accuse e di ripicche, il Partito Democratico, forte della ritrovata unità, interviene sulla vicenda e con una visione politica netta e definita, propone la nomina di Carmen Castelluccio a nuovo Gonfalone del Comune di Siracusa. La grande esperienza politica e la caratura morale della Consigliera PD ne fanno candidata ideale per questa importante mansione. La Castelluccio, dopo settantadue ore di riflessione, declina l’invito. Il partito scricchiola, ma per fortuna, le correnti interne danno immediatamente vita ad una nuova polemica sulla composizione di una sottosegreteria di rione che dovrà insediarsi a breve nelle scale A e B del Complesso Palano.

La situazione è sempre più disperata e a nulla valgono le maratone di preghiera in Santuario o le grandi iniziative filantropiche come quella di assegnare al Gonfalone un Premio Tiche ad honorem. La città si popola di troupe televisive. La trasmissione Chi l’ha Visto abbandona le ricerche di Smart Young and Green e si concentra sullo stendardo comunale e quando tutto appare ormai perduto, un indizio inaspettato sembra coinvolgere i nuovi semafori intelligenti acquistati dall’amministrazione. “Alcuni – dichiara uno degli ingegneri che li ha progettati – hanno un QI molto elevato ma sono anche cattivissimi, delle vere merde, pronti a tutto. Non posso escludere un loro coinvolgimento”…

To be continued

Tutta la verità sulla scomparsa del Gonfalone (Parte I)

I fatti

Nella serata di venerdì, un fedele che vuole restare anonimo e che chiameremo per convenzione Vinciullo, nota la mancanza del Gonfalone del Comune di Siracusa dietro la processione del Cristo morto che attraversa le vie di Ortigia. Allertate le autorità, le forze dell’ordine iniziano le indagini avvalendosi di cani molecolari e lampade di Wood.

siracusa2Le indagini

I primi indizi sono contro il vicesindaco Italia. Un componente della banda musicale, pare il bassotuba, fa notare agli inquirenti la strana coincidenza della mancata presenza di Italia alla processione. Analizzando celle telefoniche e tabulati delle chiamate, si scopre effettivamente che Italia non perde una processione tra le vie di Ortigia dal 1994. Cosa lo ha spinto a disertare il sacro evento? Scatta il blitz nell’abitazione dell’Italia. Il vicesindaco viene trovato a letto con febbre alta e in preda ad allucinazioni visive e uditive. Un appuntato dei carabinieri giura di avergli sentito sussurrare “no, Burti no”, “solarium” e “spaghetti cacio e pepe”. Interrogato, Italia si dimostra innocente e viene immediatamente scagionato. Le indagini si spostano altrove. Un vigile urbano particolarmente acuto fa notare agli inquirenti la forte assonanza tra Gonfalone e Confalone. È la svolta. Le forze dell’ordine si fiondano a casa dell’ex deputato regionale ma vi trovano solamente un arazzo con l’immagine di Renzi e un’agendina con i numeri telefonici di Paolo e Tony Gulino. Quando la trama del mistero sembrava ormai troppo fitta per una soluzione, una telefonata anonima, fatta da un cellulare rintracciato poi a bordo di un elicottero che sorvolava la Pillirina, accusa il direttivo di SOS Siracusa. Portati in caserma, gli ambientalisti hanno un alibi di ferro: erano tutti in vacanza nel Resort di lusso “Mura Dionigiane”. Scontrini e fatture non danno adito a dubbi.

L’opinione pubblica.

Peppe Patti, da Parigi, indice una conferenza stampa con Bonelli per informare la cittadinanza che i Verdi presenteranno un esposto alla Corte europea per fare chiarezza sulla scomparsa del Gonfalone. Si brancola nel buio, l’opinione pubblica vuole una risposta e le pressioni politiche sono fortissime. Due le ipotesi da dare in pasto alla stampa. Nella prima, “Gonfalonopoli”, si scaricano tutte le responsabilità sui consiglieri comunali, rei di non essersi mai accorti della mancanza del vessillo aretuseo nonostante i continui entra ed esci dalle commissioni. La seconda, punta il dito contro gli extracomunitari e gli zingari. La città è in subbuglio: il meetup dei Cinque stelle, in un video, mostra tutti i tragitti percorsi dal Gonfalone durante l’amministrazione Garozzo e li compara a quelli dei gonfaloni di Ragusa, Bergamo, Piacenza e Latina sottolineandone un utilizzo poco etico fatto sfruttando le lacune dalla Legge regionale 75.

La rivendicazione

All’alba di oggi un’improvvisa accelerazione! La scomparsa del Gonfalone viene rivendicata dalla cellula integralista cattolica “Libera chiesa in… libera chiesa”, contraria al procedimento di revoca della concessione in comodato d’uso dell’immobile denominato “Casa del Pellegrino”. Il prezioso Gonfalone è tenuto in ostaggio in un luogo segreto e sarà liberato solo a determinate condizioni. Gli integralisti hanno anche minacciato di scucirne un pezzo ogni ora se non verranno accolte tutte le richieste che comprendono: l’abolizione totale dell’Imu per gli amici  dei seminaristi, per le famiglie dei preti (anche per eventuali figli non riconosciuti), agevolazioni fiscali e punteggi suppletivi nei concorsi comunali per i possessori di cresima ed esenzione del bollo per le Fiat Panda delle suore.

La trattativa è appena iniziata.

To be continued… 

Il peggio di noi

A parte lo sconcerto per i presunti 12 milioni di dollari pagati per il riscatto delle due cooperanti in Siria – sconcerto che di solito non mostrate di fronte agli scandali miliardari, alle consulenze che vi danno da mangiare; all’ente di formazione dove è stato impiegato vostro cognato, quello imbroglione; alle partecipate dove hanno assunto vostro figlio o vostro fratello con la 5 elementare – trovo schifosamente meschino il continuo riferimento a sesso e prostituzione dei vostri post. Questa immagine che continuate a riproporre delle giovani ragazze che si prostituiscono con i terroristi, che subiscono violenza o che peggio ancora dovrebbero subirla per ripagare il prezzo del riscatto, evidenzia tutta la vostra perversione di uomini falliti, di vigliacchi con turbe sessuali e conseguenti problemi di identità di genere. Patetici come le vite che conducete, sguazzate nella vostra ignoranza tra videopoker e segni della croce alla domenica. L’unica speranza è che i vostri figli, crescendo, possano essere migliori di voi.