Uilliam Tiralonco

Scuote le coscienze il tema che un giovane alunno siracusano ha voluto dedicare al sindaco Italia.

Aieri matina vinni a scola u sintaco, una persona che o sempre voluto incontrare. U visti na vota sula, caminava ca bicicletta e Cammelo, me cucino, ci vuleva tirare na gran pallunata. Iu ci rissi, statti femmu, è il mio itolo. Dice che a venuto a scola pi fari l’inaugurazione delle nuove classi che ci anno dato per la scola e ora a detto il sindaco e anche la presite, bonu chiù coi doppi turni che mio padre, che di pomeriggio si cucca, si era scassato la minchia. Mi ho messo seduto a sentire che diceva e a aspettare di fare un seffi. Dopu vinti minuti ancora parrava e mi stava calannu u sonnu, poi ha dittu: avanti, facemuni sti fotografie però tutti che mascherine, uno alla votta e niente assempramenti. Allora tutti i picciotti sana susutu e sana misu in fila iu era tezzuttimo. Il mio cuore si e riempito di gioia quanto il Sintaco ha detto: aspè, prima facemu chiddi abbuddati. Allora ci scippai re manu u telefono a Rizzo ra tezza B ca è scimunito e mi ci appresenti davanti e ci rissi: sintaco, grazie per quello che fai del coronavirus. E lui mi a sorriso e mi ha detto: preco e il mio dovere e poi mi ha fatto: ma tu comu ti chiami e io emozionato ce l’ho detto, Uilliam Tiralonco.

 

Stupidistan

Domani mattina, domenica 18 ottobre, alle 11:30, per Marzamemi Book Fest, avrò il piacere di presentare “Stupidistan”, l’ultima fatica letteraria di Stefano Amato edita da Marcos Y Marcos. L’appuntamento è al Cortile di Villadorata a Marzamemi, la puntualità è gradita, la mascherina obbligatoria. Parleremo di Sicilia, siracusanità, immaginari distopici e possibili futuri inquietanti. A chi si presenta con il colletto della polo alzato e con i capelli rasati ai lati e lungi in cima, una copia autografa del romanzo e un buono da due euro per un Gratta e Vinci al tabacchino della ciazza!

Avanti Così!

Toti e Totino testimonial della campagna antinfluenzale di Asp Siracusa. Che poi uno si chiede: ma a questo punto che senso ha continuare a scrivere su Archimete Pitacorico? Con l’augurio che in futuro vengano presi in considerazione anche Litterio, Castiglia ed i Tre e un quarto!

 

Totuccio è salvo!

Dato per scomparso da ritorno a casa dopo 5 anni. È l’incredibile storia del Sig. Totuccio, il pensionato Enel inghiottito da una voragine il 6 marzo 2015, mentre si trovava al Villaggio Miano per acquistare della sinapa e ricomparso questa mattina da un cratere di Santa Teresa Longarini.

Il mazzo di sinapa ancora intatto e la convinzione dell’uomo di essere mancato per pochi istanti, lasciano presagire una qualche anomalia spazio temporale.

Per Palazzo Vermexio si aprono scenari inediti di destagionalizzazione e delocalizzazione turistica. Per questo motivo, un commando di volontari capitanato dal Sindaco e dall’Assessore al ramo sarà calato nel cratere per esplorarne i meandri. Non si esclude l’ipotesi di incontrare altre forme di vita, per questo motivo ogni volontario sarà dotato di un kit di sopravvivenza che comprende:

Coltellino sbizzero;

Foto del Senatore Lo Curzio con autografo;

Barattolo sugo matalotta;

Pass Ztl Ortigia;

Coupon per due notti presso B&B “A Fanusa”;

Sintesi bando Asili Nido;

Brick latte di mandorla;

Magnete frigo parcheggio Talete.

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Cerimonia Solenne

Teatro Comunale, bandiere a mezz’asta e cerimonia solenne con requiem per celebrare il quarto anniversario della prematura scomparsa di Odoacre De Grittis, il tenore novantacinquenne deceduto nella sua casa di Roma. Nonostante fosse considerato uno dei più fulgidi talenti della sua generazione, Il maestro De Grittis non si era mai esibito su un palcoscenico per colpa di un contratto firmato nel 1957 che lo legava in esclusiva al Teatro Comunale di Siracusa.

Sale d’aspetto

In diffusione il quarto movimento della nona sinfonia di Beethoven. Una Bambina di circa otto anni, carina e molto curiosa, viene colpita dall’incedere del coro che intona l’Inno alla Gioia di Schiller e cerca di attirare l’attenzione dei suoi genitori. Si rivolge alla mamma e chiede: “mamma, che canzone è?”. La mamma sfoggia un outfit griffatissimo, una borsa da qualche migliaio di euro e una cover stroboscopica per il suo iPhone di ultima generazione, è intenta a chattare su whatsapp e risponde telegrafica: “aspetta amore… non lo vedi che sto parlando co Ciusy? È  una cosa delle televisione… cercala nel tuo telefonino”. La bimba non demorde e si rivolge a suo padre: Papà ma questa canzone che cos’è? È bellissima! Il Padre, anche lui vestito come per uno shooting fotografico per una rivista patinata, è l’unico nella sala d’aspetto a non indossare la mascherina, sembra in difficoltà, prende un po’ di tempo e poi risponde: “…E questo è… come si chiama…chiddu bravo… Sciopè!”.

 

Senza Quorum

– Ciao Mpare come semu?

– Oh, ciao … tutto bene, grazie.

– A cosa ra Fontana di Diana di ieri m’ha fatto morire re risate!

– Eh, eh, eh. Grazie.

– Stai antanto a votare?

– Sì.

– Io ho già votato. Era u primo! Ouh, mi raccumannu, vutamu bonu ah… mantiamo a casa a sti bastaddi e rispammiamo macari un sacco ri soddi.

– A occhio e croce mi sa che votiamo diversamente…

– Tu voti Sì? A chi spacchiu si… ah ah ah ah! Avà, veramente???

– No, io voto No. Tu piuttosto, da quello che dici hai votato Sì.

– A quale! Io No ho votato?

– Scusa, ma perchè?

– Perché sta casta di merda se ne devono andare a casa. Bonu chiùi.

– Il discorso sarebbe un po’ più complesso di così ma comunque… mi sa che hai sbagliato, dovevi votare Sì. Vedi che il referendum è confermativo, non abrogativo. 

– Cioè? Sì per dire No?

– No. Sì per dire Sì. Sì alla modifica degli articoli della costituzione eccetera eccetera

– Aspè, mi sto confontento!

– Non ti confondere, è semplice

– Quinti mi sta ricennu che ho votato per la Casta?

– Se la vuoi vedere così… ma tanto 900 o 600 sempre casta è, non credi?

– Vero è, tutti latri sono e pigghianu quacchi vintimilaeuromisi!!!

– Ben detto…

– E ci pigliano per il culo ca un giorno dicono una cosa e il giorno dopo su rimanciano.

– Non avrei saputo dire meglio…

– Però se i mannunu a casa si rispammiano un sacco di soddi.

– Dicono un caffè.

– Mpare, un café o iornnu su 30 euro o misi… mottiplicato pi tutti l’italiani…

– Un caffè l’anno.

– Minchia di pillirini…schifìo.

– Non ci pensare.  

– Vabbè va… pigghiamuni u cafè… offro io.

– Un’altra volta dai… ora vado, stammi bene.

– Ciao mpare, grazie. Sempre nummero 1.

– Ciao e grazie a te.

Intrigo Internazionale

A nulla sarebbe valso il tentativo disperato dell’avvocato della coppia di turisti che ha danneggiato la fontana di Diana, secondo il quale si sarebbe trattato di un gesto simbolico per protestare contro la pista ciclabile in viale Teracati. Restano incarcerati nella cella di sicurezza al quarto piano del Vermexio i due turisti britannici che, l’altro ieri, per nulla intimoriti dalle luci stroboscopiche che illuminano il monumento e in uno stato alterato di coscienza per via della spropositata quantità di vino rancido, scoppolaricchi fritti in olio esausto, puppettine di mucco e cozze non scoppiate, propinategli da un ristoratore ortigiano zelante, hanno deciso di immergersi nelle acque diafane della Fontana di piazza Archimede, danneggiando il complesso scultoreo e facendo saltare l’alluce valgo di Diana. Per gli studiosi si tratta di un danno inestimabile dato che lo scultore Giulio Moschetti, autore dell’opera, aveva scolpito quell’alluce riproducendo meticolosamente l’unghia incarnita di Diana come descritta da Eschilo nella tragedia “Pédicuro a Colono” di cui è andato perso l’unico frammento di testo. In una riunione di Giunta convocata nottetempo, l’Amministrazione ha decretato la linea dura contro la coppia di giovani inglesi. La diplomazia dei due regni è già a lavoro e secondo alcuni rumors  giudicati attendibili, la Regina Elisabetta II avrebbe chiamato personalmente il Sindaco Italia per trattare il rilascio dei suoi sudditi. Sul piatto ci sarebbe una sfacciata somma di denaro, si parla di 15 milioni di sterline che il Comune avrebbe intenzione di investire su un sistemone infallibile al superenalotto, dando decoro e dignità ai banchetti abusivi dei boat tour in mezzo alla strada e allestendo un mercato coperto di pescato di frodo dietro piazza delle poste. A questo denaro, si sommerebbero 15 double deck bus, i famosi bus inglesi a due piani, che saranno sorteggiati tra i paninari su ruota e gli incrasciati cittadini risolvendo in un solo colpo l’annoso problema dei dehors in mezzo alla strada.

Pomodori

Quando ero bambino, mio nonno Santo acquistava frutta e verdura esclusivamente dai così detti “vicchiareddi”, che gestivano una baracca nei pressi del Museo Paolo Orsi, dove viale Teocrito si stempera nella rotatoria di quello che oggi si chiama largo Mascali. Mio nonno Santo entrava e sceglieva i prodotti, poi li consegnava per la pesa, i prezzi venivano appuntati su un sacchetto di cartone e alla fine si tirava una riga e si calcolava il totale, poi, sistemati i sacchetti, i “vicchiareddi” aggiungevano in regalo prezzemolo e basilico. Comunque, quando ero bambino e andavo a comprare frutta e verdura con mio nonno, a un certo punto lui chiedeva se c’era pomodoro buono e i “vicchiareddi” rispondevano: “oggi pomitori speciali.”, ed era vero, il pomodoro era una festa per il palato.

Non so se riguarda solo me o si tratta di una domanda che si pongono in molti ma, che fine ha fatto il sapore del pomodoro? Saranno anni che non ne mangio uno veramente gustoso, ogni volta che vado al supermercato, al mercato o in qualsivoglia putìa rionale lo compro e poi è una cocente delusione. Dove sono andati a finire quei bei pomodori Cuore di Bue così carnosi e gustosi che li tagliavi in un’ insalata e ti arricriavi tutto? e il San Marzano con quella sua nota acida, piena di insidie e di mistero? Per non parlare della scomparsa della dolcezza del datterino: quello che ho comprato ieri, in un supermarket che è considerato punto di riferimento per l’ortofrutta locale, era triste e insapore come un foglio di carta da pacchi. E che e che dire del Pomodorino Pachino, l’oro del sud est, il fiore all’occhiello della nostra produzione, marchio Igp, esportato in tutto il mondo, protagonista di piatti stellati ma eccezionale anche con un filo d’olio e un pizzico di sale? Non sarà che quello buono lo esportano e a noi rimane quello cartonato? Non lo so, questi dubbi mi dilaniano e cresce dentro di me il desiderio di un’insalata di pomodoro saporito come quello speciale che vendevano i “vicchiareddi”.

Forse è una questione di posti, forse dovrei trovarmi i miei “vicchiareddi”, conquistare lavoro fiducia con acquisti mirati e continuativi e ottenere in cambio i prodotti più buoni. Non saprei, davvero. In passato me ne hanno pure suggerito uno, ma c’era tutto un iter da seguire, un protocollo preciso che prevedeva una serie di step, bisognava presentarsi al viddumaro come amico del dottore Micalizzi o dell’avvocato Munafò, andare vestiti di tutto punto e parcheggiare l’auto, preferibilmente di grossa cilindrata, in seconda fila. Così un giorno ho indossato il vestito del matrimonio, mi sono fatto prestare la macchina da mio suocero e sono entrato nella putìa. Mi sono presentato, ho vantato le conoscenze con le personalità giuste e ho fatto il mio acquisto di pomodoro e di basilico, ho speso uno sproposito, ma come si dice, la qualità non ha prezzo. Prima di tornare a casa ho comprato una mozzarella di bufala di Aversa da un supermarket gioielleria lungo la strada, ho chiamato Donatella e mi sono assicurato che pranzasse a casa, volevo che anche lei gustasse finalmente il sapore del pomodoro della mia infanzia. Ho lavato il pomodoro, affettato con cura, l’ho emulsionato con olio e sale, profumato col basilico e ho adagiato di sopra parte della mozzarella, stappato una bottiglia di Chardonnay trentino e gustato il primo boccone e niente… è stato come mangiare sapone.