“Sguardo dritto e aperto nel futuro”

Programmazione, e sguardo al futuro, con queste parole il sindaco Francesco Italia ha voluto incontrare il Dott. Taddeo, il primo direttore generale del nuovo ospedale di Siracusa. “Abbiamo voluto bruciare le tappe – ha dichiarato Italia – e confrontarci da subito su come il nuovo ospedale potrà essere non solo un centro di eccellenza sanitaria ma anche casa comune e porta delle meraviglie per i sudditi del mio regno”. “Il Dott. Taddeo si è dimostrato un manager di altissimo livello e dalla caratura morale superiore e sono molto fiero che sarà lui, nel 2042, il primo, giovanissimo manager a dirigere il nuovo ospedale”. Il piano di studi del Dott. Taddeo, che al momento fa la quinta elementare, dovrebbe coincidere infatti con lo stato di avanzamento lavori dell’opera. Una bella responsabilità e un carico di pressione non indifferente per il giovane studente che si è detto sereno. “Tutto sta nel farsi assumere in Regione” ha dichiarato ai giornalisti accorsi.  “Ringrazio il sindaco Italia – ha proseguito il Dott. Taddeo -anche perché, fare il direttore generale del nuovo nosocomio è sempre stata una mia passione, ma anche l’astronauta e il calciatore”. “L’incontrò di oggi è stato molto fruttuoso – ha concluso Italia – abbiamo rivisto il progetto e apportato delle piccole migliorie suggerite dal Dott. Taddeo, come le playstation in ogni camera di degenza, una stanza coi cuccioli, una piazzetta per correre con la bici, la promessa che nessuno sarà mai odiato o escluso e l’arcobaleno tutti i giorni”.

Quando l’ordinario diventa straordinario

Quando l’ordinario diventa straordinario, quando la riparazione di una buca diventa la notizia più importante della giornata, qualche domanda, forse, dovremmo cominciare a porcela. Ci pensavo oggi mentre, scendendo da viale Teracati, vedevo gli automobilisti continuare a spostarsi verso destra e schivare una recinzione che non c’era più. Era la forza dell’abitudine o forse la paura di precipitare nel vuoto. Alla fine non ha molta importanza, perché quello che conta è che dopo 5 mesi, la buca, il crepaccio, lo smottamento che si era venuto a creare all’indomani di quel fatidico temporale tipo Hill Valley di Ritorno al Futuro, in quell’intersezione nevralgica tra viale Teracati, via Romagnoli e via Costanza Bruno a Siracusa, finalmente non c’è più, è stata riparata una volta per tutte.

Certo, cinque mesi sono tanti, anzi sono troppi. In 5 mesi in altre città scavano e costruiscono una fermata della metropolitana, in 12 alcune tirano su un ponte, qui invece dobbiamo accontentarci di una buca che comunque, vista la situazione della rete viaria, non ci sputerei sopra.

Anche perché, in tutto questo tempo, si era sempre detto che la riparazione di quella buca non sarebbe stata un’operazione semplice, che lì sotto passavano condotte di tutti i tipi, che si sarebbero dovuti utilizzare macchinari particolari, gli infrarossi e tutta una tecnologia all’avanguardia e un know how che qui da noi scarseggiava e invece, in una mattinata, puf, fatto, un gioco da ragazzi.

Dal Comune hanno tenuto a precisare che il ritardo accumulato è stato dovuto ad una serie di sfortunati eventi, una cosa che avviene ogni duecento anni tipo Cometa di Halley, ovvero “il passaggio del servizio manutenzione stradale dall’ufficio tecnico al settore mobilità e trasporti a cui si è aggiunto pure l’affidamento del nuovo appalto e come se non bastasse, il passaggio di una condotta idrica, avrebbe richiesto un sopralluogo di Siam e addirittura l’interessamento di più uffici”, Insomma, una serie di sfighe che mancava solo il terremoto, l’inondazione e le cavallette, Ma poi, ma quanti uffici possono essere stati coinvolti per la riparazione di questa buca? 3; 21, 64? Ce lo dicano, che magari qualcuno superstizioso se li gioca pure questi numeri e vince una somma sfacciata.

Comunque, a me questa cosa degli uffici mi ha fatto tornare con la memoria ai tempi di scuola, quando la professoressa mi consegnava dei fogli e mi diceva: “scendi in segreteria e fatti fare delle fotocopie” ed io non aspettavo altro, perché uscire dalla classe e andare in giro per la scuola durante le lezioni è una delle attività più belle e formative che possano capitare ad uno studente e poi perché già sapevo che una volta arrivato in segreteria qualcuno mi avrebbe risposto: “Purtroppo oggi niente fotocopie, manca il tecnico”, ed a nulla valevano le spiegazioni o i tentativi di convincimento: “si mette il foglio, si chiude e si schiaccia quel bottone verde.” Niente, nisba, senza tecnico niente fotocopie. Ecco, mi sono immaginato una cosa del genere.

Ma come, nello Yin e nello Yang, bene e male si fondono e diventano un tutt’uno. La buona notizia è che quello che stiamo vivendo oggi lo leggeranno i nostri nipoti nei libri di storia, ed io voglio crederci con tutto me stesso, perché adesso, finalmente, pare che ci sia un nuovo metodo in città: stop agli interventi effimeri, stop ai “ripizzi” e allo spreco di denaro, si agli interventi più efficaci ed ai costi controllati.

La cattiva notizia è che i pensionati di Neapolis si sono indignati. Si erano organizzati per assistere alla manutenzione, avevano messo su un giro di scommesse clandestine sulla durata dei lavori e invece il cantiere è durato il tempo di un caffè. La vegetazione spontanea che era cresciuta come in “lo sono leggenda”, sull’asfalto recintato è stata estirpata e con lei quel cartello commovente che diceva: “Vergogna, da novembre 2020” che l’Amministrazione dovrebbe fare scalpellare su una targa di marmo da affiggere accanto alla tomba di Archimede, come monito per il futuro, affinché nessuno dimentichi.

Articolo pubblicato su SiracusaPress.

Maiali, quale futuro?

Blitz in via Algeri, catturati i maiali, resta il porcile. Intervengono Assopanini e Confcavallo: “distribuirli come ristori ai paninari su ruota danneggiati dalla pandemia”. Secco no del Comune che replica con Burti: “marchio DOP per il Maialino di via Algeri, vera eccellenza siracusana” e Granata: “in progetto una grande mostra a palazzo Montalto dal titolo “La luce del suino” e un premio letterario “Porci & Zauddi” da tenere a settembre al Teatro Greco”. Le associazioni animaliste chiedono a gran voce il rilascio degli animali o la loro collocazione in un contesto degno. Si fa sempre più strada il progetto che mira a trasformare Villa Reimann in una fattoria educativa convogliando i maiali di via Algeri, le mucche della ciclabile, le pecore di Tivoli e un gruppo autonomo di galline fuggite dall’allevamento vicino al Malibù e attualmente ospitate dal Comune in alcuni alloggi Iacp.

Studenti, scoppia la polemica

Dice che ora dopo pascua avrete aperto le scole ma noi studenti del comitato de scole superiori na vulemu viriri tutta. Non vi cretiamo più, basta siamo telusi della politica. I scole ano stato considerato come chiddi scassi e le avete tenute chiuse causanto danni per la cuttura, la socialità ri tutti i picciotti e un sacco ri ziti infatti si stana lassannu. Basta! Ora vi assumete i responsabilità di quello che sta succetendo e di tutta sta confusione ca finì a buddello preciso. Speppero di soddi bestiale che tipo: ma sti banchi che rotelle picchì i cattastuvu? Non si potevano usare si soddi pi fari i gite? Ora ci ano imparare i cose colla DAD ma non è a stissa cosa, completamente! Cu tutti i problemi di connessione ca ci sono nella città. Tutto questo vuole dire una cosa: che ve ne state fottento della scola è di noi giovani del futuro.

Nella nostra reattà non ci sono manco i pumman ca ni pottunu peri peri e tutti i picciotti ana ghiri iennu che mutura. I scole sono colaproti e ogni spiffero è tanto e fa trasiri u veleno. Spatte, i bagni sono sempre cuasti e nei rubinetti non ce l’acua per lavarisi i manu come dice la legge. In motte scole appoi, ammanca laggibilità e i muri  si scozzulano tutti. Queste sono le domande scomote e anche se ci ano detto che i sintaco non centra nenti colle scuole superiori noi crediamo ca ciavissi a mettere i soldi ro Comuni per fare i lavori che da tanto aspettiamo. A come? u’spitale novo sì e i scole no? minchia chi siti belli!!! Non ci pensate a nostro futuro?

Pe concludere i scole chiusi creanto attri pobblemi motto gravi come ad esempio la cammuria per i genitori che travagghiano o per quelli che si susunu taddu. Molti patri fanno i turni e non ni ponu dare renzia mentre le matri che non vanno a lavorare devono cucinare e puliziare la casa e nesciunu pazze. A sto punto noi stutenti uniti chietiamo al governo e macari al sintaco la sicurezza che dopo pascuetta tunnamo a scola e poi di intervenire con decisione attravesso la concessione di una ricarica di vinticincu euro a ogni picciotto, masculo o fimmmina, fino  a giugno che poi tanto c’è a Sammer ediscion coi sconti.

Non sparate sulla croce rossa

Lo sanno anche i bambini che è fin troppo semplice sparare sulla croce rossa, e non intesa come associazione di volontariato, ma proprio come sistema organizzativo generale, come piano di vaccinazione in provincia di Siracusa. 

Nelle ultime 48 ore, chiunque dotato di un po’ di confidenza con la scrittura e con i media ha espresso il proprio pensiero. Politici, politicanti, sindacati, perdigiorno, problem solver a cottimo, associazioni vere, associazioni farlocche, insomma tutti. Tutti a dire la loro, a indignarsi, a schierarsi dalla parte dei poveri utenti, degli anziani, di quelli con le patologie gravi, costretti sotto la pioggia ad aspettare un turno di vaccinazione che non arriva mai. Come dargli torto? Chi non si indignerebbe per cose di questo genere? Bisognerebbe avere un bidone dell’immondizia al posto del cuore (Gigi Buffon docet). Il problema è che questo modo di vedere le cose lascia immaginare che da qualche altra parte ci sia qualcuno che invece dei poveri utenti se ne sta fregando, che detesta gli anziani e che quelli con le patologie gravi nemmeno li prende in considerazione. Insomma, una visione alquanto semplicistica.

Così, sono andato a vedere con i miei occhi cosa succede fuori dall’Hub vaccinale di via Nino Bixio a Siracusa e ho potuto constatare che sebbene la situazione non sia come quella dei giorni passati, la coda c’è e anche qualche assembramento di troppo. Ma ho anche visto che Protezione Civile regionale e comunale, Comune di Siracusa) con tutti i loro limiti, stanno lottando con ogni forza nel tentativo di correggere, giorno dopo giorno, gli errori che sono stati commessi per inesperienza, inadeguatezza o supponenza, questo francamente, non ha importanza. Del resto, una certa disorganizzazione era fisiologica, soprattutto perché quando si mette a regime una macchina complessa come questa, gli intoppi sono inevitabili. Ma dove pensavamo di vivere a Düsseldorf, a Tromsø, a Copenaghen? Che poi anche li, di questi tempi, hanno i loro problemi.

Era davvero possibile credere che improvvisamente, in una situazione di emergenza e confusione come questa, con i casini dei vaccini ritirati, i passi indietro dei governi, l’Unione Europea che tentenna, le paure delle persone, le comunicazioni ballerine delle case farmaceutiche e tutto il resto, improvvisamente ogni cosa si sarebbe messa a girare come un meccanismo perfettamente oliato? Su, non prendiamoci in giro.

Se la piattaforma di prenotazione schedula in automatico 150 persone tra le 9:00 e le 10:00 di mattina e l’hub vaccinale è capace di gestirne 70 l’ora, il caos è inevitabile. Se ogni utente siporta con sé uno o più componenti della famiglia per sostegno morale, quelle 150 persone diventano 250, se quelli prenotati nelle fasce orarie successive decidono di infischiarsene dell’invito a presentarsi 15/20 minuti prima e si piazzano in coda alle 9:00, con i parenti a seguito, quelle 250 persone diventano 500.

È vero, la pioggia degli ultimi giorni ha colto tutti di sorpresa e nessuno dei cervelloni che gestisce la situazione l’aveva messa in conto. Che dire: “Shame on you!”. Ma è anche vero che immediatamente sono stati montati quei gazebo tipo “mercatino biologico” dove le persone hanno trovato riparo. Ed è anche vero che i gazebo non possono essere infiniti e moltiplicarsi tra le strade della città come un gigantesco serpentone.

Hanno previsto il parcheggio gratuito per l’utenza, hanno posizionato le sedie per gli anziani in attesa, ovviamente è un numero limitato, non ci possono essere 500 sedie, sta al buon cuore della gente decidere chi ne ha più bisogno. Ci sono le sedie a rotelle spinte da volontari per chi ha problemi di deambulazione, hanno installato l’illuminazione serale, hanno creato una doppia fila per dividere gli ingressi in funzione dell’orario di prenotazione, hanno posizionato i gruppi elettrogeni che alimentano delle stufe e da stasera dovrebbe essere attivato anche il riscaldamento all’interno del Centro. Se non bastasse, buona parte dellepersone a cui è stato somministrato il vaccino, ha parole d’elogio per i medici e gli infermieri cheli hanno visitati e rassicurati. Insomma, ben vengano le critiche, ma francamente, una parolina diincoraggiamento forse dovremmo spenderla anziché limitarci a urlare insofferenza e puntare l’indice accusatore. Solo qualche mese fa ci sentivamo perduti, oggi siamo davanti ad una campagna vaccinale senza eguali nella storia. In meno di un anno, contro ogni previsione, la scienza ha fatto passi dagigante, abbiamo sei vaccini nel mondo e di questo passo, finalmente, potremmo buttarci alle spalle questo Annus horribilis.

Come sostiene un fine pensatore: “Questa campagna vaccinale è il nostro sbarco sulla luna e non solo tutti la stanno facendo facile, ma la stanno pure facendo passare come una Armata Brancaleone, come se imprese del genere non dovessero aver alcun intoppo altrimenti è roba da terzo mondo”.

Ecco, gli errori sono stati fatti e altri se ne aggiungeranno nei prossimi giorni perché almomento, sono troppe le variabili da tenere sotto controllo e il nostro non è un sistema perfetto, non lo è mai stato e non può diventarlo adesso. Prima ce ne rendiamo conto, più facilesarà contribuire a renderlo migliore facendo la nostra piccola parte. Le file e i ritardi saranno inevitabili anche nei prossimi giorni, come in autostrada a pasquetta, come alla visita dallo specialista, come in aeroporto, in estate, con la coda che sembra infinita e invece dopo un po’, siparte.

Articolo pubblicato su Siracusapress

Al via la sperimentazione di “Il vaccino in pensione”

Tutto pronto per la sperimentazione di “Il vaccino in pensione” il nuovo programma di Asp, Comune di Siracusa  e Poste Italiane, dedicato alla terza età. 

La lettera aperta che il sindacato autonomo Pubsl (Pensionati Uniti Borgata Santa Lucia) ha indirizzato a tutta la cittadinanza e nella quale si stigmatizzava la crudeltà di costringere gli utenti anziani a fare la fila del vaccino e il giorno dopo quella della pensione alla Posta, hanno smosso le coscienze dell’opinione pubblica e spinto Asp, Comune di Siracusa e Poste italiane verso una fruttuosa Joint Venture. Da oggi tutti i percettori di pensione – anche di cittadinanza – che si recheranno al centro vaccinale, potranno fare un’unica fila in 4 comodi step: Anamnesi con un medico, registrazione con personale amministrativo, inoculazione vaccino ad opera di infermiere specializzato e ritiro pensione in contanti da dipendente Poste Italiane.

Il Comune di Siracusa, per garantire un servizio ancora più accurato, oltre a  fornire dei gazebo e dei bagni chimici, ha scritturato un gruppo di malacarni e di picciuttazzi schiffariati da piazzare all’uscita per far rivivere ai cittadini pensionati il brivido dello scippo subito e della rapina.

Sgarbi pigliatutto

Si prospetta un altro affaire Caravaggio. Sgarbi rilancia e dichiara: ad aprile, Granata sarà esposto al Mart di Rovereto. 

“Granata il contemporaneo”, dovrebbe essere questo il titolo della personale a lui dedicata: un viaggio attraverso la poetica dell’assessore siracusano ed i riverberi del pensiero di alcuni grandi scienziati come Pasteur e Sabin. Immediate le polemiche e la nascita spontanea del comitato “Nessuno tocchi Granata” che si oppone alla partenza del politico siracusano e prospetta una sua esposizione permanente a Casina Cuti. “Sgarbi dovrebbe guardare altrove – ha tuonato il presidente del comitato – le nostre eccellenze non sono alla mercé di nessuno e andrebbero valorizzate nel loro contesto socio-culturale”. “Per questo – ha concluso il presidente – chiediamo al Sindaco di mobilitarsi immediatamente, scongiurare la partenza di Granata, stanziare i fondi necessari per il ripristino dei luoghi e l’istallazione di un sistema d’allarme efficace che ne permetterebbe l’esposizione permanente a Casina Cuti”.

AstraZeneca – Comune di Siracusa: c’è l’accordo

Il brusco stop, il timore, lo scetticismo. Nonostante le rassicurazione dell’EMA, diversi utenti siracusani hanno manifestato la volontà di non farsi vaccinare con il farmaco anglo-svedese. Per correre ai ripari, AstraZeneca, in accordo con Palazzo Vermexio, offrirà a tutti i pazienti, la boccetta con il siero vaccinale e un corposo sconto TARI!