Epidemia, pandemia e Ginseng

Amico mio,

ma davvero te la sei presa perchè non ti ho stretto la mano e al supermercato non ti ho salutato con due baci? Vedi che non c’è niente di personale ma, come immagino tu sappia già, c’è in atto un’epidemia abbastanza seria che ha colpito tutto il mondo. Da queste parti, in Sicilia, ancora non è esplosa, ma è solo una fortunata coincidenza perchè i virus mica li puoi fermare facilmente, non c’è modo. Il virus per una natura è subdolo, un bastardo mutante e solo una cosa gli interessa fare: riprodursi all’interno delle nostre cellule. Del resto è un parassita, hai presente? Sono sicuro che vivendo qui, qualcuno lo conosci anche tu. In più è anche piuttosto smaliziato perchè ogni tanto muta, cambia e si evolve come un consigliere comunale impazzito e poi, minchia, vallo a riconoscere.

Se un virus influenzale ha una mutazione genetica, come nel caso di questo Coronavirus qua, due su tre ci scappa la pandemia e allora, per non peggiorare le cose, occorre attenersi a dei protocolli sanitari piuttosto semplici. Niente di trascendentale: lavarsi spesso le mani, distanza di sicurezza, evitare luoghi affollati e appunto, niente strette di mano e baci. Queste semplici regole, sommate a quelle che impongono di stare in casa se si avvertono sintomi influenzali, di non affollare i pronto soccorso ma di chiamare i numeri messi a disposizione dall’autorità, possono aiutare tantissimo a tenere circoscritto il contagio.

Non è più tempo di distinguo, di non ci credo, di stanno esagerando e sono tutte minchiate. C’è un problema e va risolto. Il Coronavirus non è una punizione divina né una condanna a morte, non è nemmeno The Walking Dead ma essendo il Covid-19 un virus nuovo, la popolazione mondiale non ha ancora anticorpi e non ha sviluppato vaccini. Non va demonizzato né sottovalutato, però, il fatto che si trasmette molto facilmente e colpisce con complicanze gravi le persone più anziane o gli immunodepressi, ci obbliga a prenderlo sul serio sia per tutelare queste persone, sia per non mettere sotto pressione un sistema sanitario claudicante.

Se Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, regioni all’avanguardia in termini di sanità stanno accusando il colpo, non voglio nemmeno immaginare cosa potrebbe succedere qui in Sicilia, dove, se si escludono alcune eccellenze, la situazione ospedaliera è ai minimi termini. Non è il momento di buttarla in polemica evidenziando come la sanità sia stata mortificata e depredata negli ultimi trent’anni da una classe politica mediocre e indegna, è il momento di fare fronte comune, seguire le indicazioni delle autorità e sconfiggere questo bastardo di virus.

Tra quindici o venti giorni, quando presumibilmente il pericolo di contaggio sarà rientrato, torneremo a darci il cinque, ci abbracceremo, ci baceremo sulle guance e andremo a bere il caffè, seduti attorno ad un tavolino di plastica di un dehors abusivo del centro storico, riprenderemo i nostri discorsi appassionati e saremo uno di fronte all’altro, così vicini che a un certo punto ti dirò: “ma che è sta merda? Ti sei preso il ginseng? Con la cipollina? Ma che schifo!”.   

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