Pomodori

Quando ero bambino, mio nonno Santo acquistava frutta e verdura esclusivamente dai così detti “vicchiareddi”, che gestivano una baracca nei pressi del Museo Paolo Orsi, dove viale Teocrito si stempera nella rotatoria di quello che oggi si chiama largo Mascali. Mio nonno Santo entrava e sceglieva i prodotti, poi li consegnava per la pesa, i prezzi venivano appuntati su un sacchetto di cartone e alla fine si tirava una riga e si calcolava il totale, poi, sistemati i sacchetti, i “vicchiareddi” aggiungevano in regalo prezzemolo e basilico. Comunque, quando ero bambino e andavo a comprare frutta e verdura con mio nonno, a un certo punto lui chiedeva se c’era pomodoro buono e i “vicchiareddi” rispondevano: “oggi pomitori speciali.”, ed era vero, il pomodoro era una festa per il palato.

Non so se riguarda solo me o si tratta di una domanda che si pongono in molti ma, che fine ha fatto il sapore del pomodoro? Saranno anni che non ne mangio uno veramente gustoso, ogni volta che vado al supermercato, al mercato o in qualsivoglia putìa rionale lo compro e poi è una cocente delusione. Dove sono andati a finire quei bei pomodori Cuore di Bue così carnosi e gustosi che li tagliavi in un’ insalata e ti arricriavi tutto? e il San Marzano con quella sua nota acida, piena di insidie e di mistero? Per non parlare della scomparsa della dolcezza del datterino: quello che ho comprato ieri, in un supermarket che è considerato punto di riferimento per l’ortofrutta locale, era triste e insapore come un foglio di carta da pacchi. E che e che dire del Pomodorino Pachino, l’oro del sud est, il fiore all’occhiello della nostra produzione, marchio Igp, esportato in tutto il mondo, protagonista di piatti stellati ma eccezionale anche con un filo d’olio e un pizzico di sale? Non sarà che quello buono lo esportano e a noi rimane quello cartonato? Non lo so, questi dubbi mi dilaniano e cresce dentro di me il desiderio di un’insalata di pomodoro saporito come quello speciale che vendevano i “vicchiareddi”.

Forse è una questione di posti, forse dovrei trovarmi i miei “vicchiareddi”, conquistare lavoro fiducia con acquisti mirati e continuativi e ottenere in cambio i prodotti più buoni. Non saprei, davvero. In passato me ne hanno pure suggerito uno, ma c’era tutto un iter da seguire, un protocollo preciso che prevedeva una serie di step, bisognava presentarsi al viddumaro come amico del dottore Micalizzi o dell’avvocato Munafò, andare vestiti di tutto punto e parcheggiare l’auto, preferibilmente di grossa cilindrata, in seconda fila. Così un giorno ho indossato il vestito del matrimonio, mi sono fatto prestare la macchina da mio suocero e sono entrato nella putìa. Mi sono presentato, ho vantato le conoscenze con le personalità giuste e ho fatto il mio acquisto di pomodoro e di basilico, ho speso uno sproposito, ma come si dice, la qualità non ha prezzo. Prima di tornare a casa ho comprato una mozzarella di bufala di Aversa da un supermarket gioielleria lungo la strada, ho chiamato Donatella e mi sono assicurato che pranzasse a casa, volevo che anche lei gustasse finalmente il sapore del pomodoro della mia infanzia. Ho lavato il pomodoro, affettato con cura, l’ho emulsionato con olio e sale, profumato col basilico e ho adagiato di sopra parte della mozzarella, stappato una bottiglia di Chardonnay trentino e gustato il primo boccone e niente… è stato come mangiare sapone.

 

3 pensieri su “Pomodori

  1. come ti capisco. fortuna che nella mia cittadina ho conosciuto gente che mi dona parte della propria produzione casereccia; una goduria. dal tuo racconto mi é venuto in mente il marsigliese com pumadoru stricatu, olio, sale e rosmarino che mi faceva mia nonna a Messina:divino nella sua semplicitá.
    O.T: tuo nonno aveva la putia dei vicchiareddi, noi quando abitavamo al teocrito avevavmo l´agip(semprwe vicino al museo) con due personaggioni mai piú visti. bei tempi…caspita….bei tempi

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  2. bravissimo,grazie. erano i miei due amiconi. ogni volta che andavo lá era una festa. mi sta uscendo la lacrimuccia
    P.S.: errata corrige: nel panino volevo scrivere origano e non rosmarino

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