…e sei pure cantitato

Illustre imprenditore,

nonostante i 5 milioni di metri quadrati della tua attività e quindi, presumo, nessun problema di spazio, ieri hai deciso di lasciare i tuoi carrellati per la differenziata fuori, in prossimità dell’ingresso del tuo esercizio commerciale. Poi, accortoti del terribile effetto estetico generato, hai preferito spostarli direttamente in mezzo alla strada, il più lontano possibile, come se non ti appartenessero… Lo confesso, vivo la cosa come una sfrontata provocazione, un brusco me ne fotto, un metaforico ma pur sempre ben assestato calcio in culo a tutti noi poveri stronzi.

Le 10 piaghe d’Egitto sono bazzecole

Ieri notte mi sono addormentato con un sottofondo musicale esasperante: un mantra di ritmi latini che mi ha indotto un sonno nervoso e contornato da incubi. Ho sognato struggenti battaglioni di neomelodici nei dehors del centro; improbabili coppie da piano-bar con tastierone midi e cantante arrampicata su tacco vertiginoso e fasciata in abito di lamé due taglie più piccolo. Lei sparava acuti inappropriati e terminava ogni strofa con il peggior campionario di arzigogolate fiorettature. Ho sognato karaoke con aspiranti cantanti da talent show che dedicano hit tatangiolesche – interpretate due toni sotto e fuori da qualsiasi scansione metrico-ritmica della partitura – a un pubblico inerme. Improvvisazioni etnomusicologiche con zufoli, bummoli e tamburelli dei tempi che furono; i rapper ed i metallari duri e puri, poeticamente contro il sistema, ma in provincia disposti ad esibirsi nella pizzeria per famiglie a volumi da Coachella. Poi c’erano direttori creativi improvvisati,  cocktail al di là del bene e del male, gestori che servono tutto in plastica, non ti danno manco un foglio di Scottex e pretendono il coperto, che riciclano come aperitivo bordi di pizze già mangiate da altri, servono granita con mosca e a rimostranza rispondono: “la mosca ci entra pecchè la granita è docce, siggnore…”. Poi, sudatissimo, all’alba, mi sono svegliato.

 

I Progetti Pitacorici per programmi elettorali molto scarsi – N. 2 – Resort Isola dei Cani

I Progetti Pitacorici più credibili ma meno cantierabili dedicati ai candidati senza uno straccio di idea!

Resort dell’Isola dei Cani

Sii il primo a mettere d’accordo palazzinari e ambientalisti: sfrutta le congiunture favorevoli e punta sulla disperazione dei disoccupati e sulle sensibilità effimere dei figli di papà. Il Resort isola dei Cani è l’esclusivissimo progetto ben visto anche da Padre Lo Bello e Peppe Patti. Il Resort dell’Isola dei Cani è ad impatto zero perché prevede la costruzione, con materiale di risulta e cemento depotenziato, di un miserrimo gazebo approntato alla meno peggio con fogliame e scampoli di tela per ripararsi dal sole. In dotazione per gli ospiti: una confezione di acqua pozzillo da 6, un brick scaduto di latte di mandorla e una manciata di patelle. Il Resort Isola dei Cani è l’ideale per un turismo 3.0, punta a nuove fette di mercato, decongestionerà il traffico e garantirà il brivido di vivere un’esperienza da naufrago a due bracciate da Ortigia.

I Progetti Pitacorici per programmi elettorali molto scarsi – N. 1 – L’autodromo religioso

Sei candidato ma non hai uno straccio di idea da proporre alla cittadinanza? La tua lista civica è solo una copertura per mascherare farabutti con le mani in pasta da decenni? Ti sei appena tesserato nel Pd o in Forza Italia e ti stai chiedendo chi te l’ha fatto fare? Il Movimento 5 Stelle ti considera un traditore da quando tuo fratello si è laureato? Non disperare, affida la tua elezione ai Progetti Pitacorici per programmi elettorali molto scarsi. Non lasciarti cogliere impreparato, stupisci i tuoi competitors, imbonisci l’elettorato parlando a vanvera. I progetti Pitacorici sono creati su misura per te, usali a piacimento, scegli la tua macroarea preferita e non preoccuparti, perché una volta eletto, potrai chiuderli nel cassetto senza che nessuno ne sentirà la mancanza.

L’Autodromo religioso

Studi di settore dimostrano come Siracusa possa incrementare l’offerta di turismo religioso e sportivo. Da questi presupposti nasce la magnificente sintesi per il progetto non cantierabile del primo Autodromo religioso d’Italia. Un tentativo coraggioso e senza precedenti di mixare fede e sport. Il circuito sfrutterà il tracciato della storica pista siracusana ma con alcune rilevanti modifiche: il lungo rettilineo che porterà alla variante del Bar Agip e al tornantino di Santa Rita da affrontare in seconda marcia e con il segno della croce; la chicane del Santuario e la micidiale serie di curve chiamate in gergo la prima e la seconda variante di Padre Carlo. Prevista una convenzione settantennale con il Vaticano per ospitare esclusivamente il Campionato mondiale di Suore su Panda.