Nuovo Ospedale: stallo nelle trattative

Nuovo Ospedale di Siracusa, spunta l’ipotesi Himalaya ma è subito stallo. L’incontro ufficiale tra il Sindaco Italia e il magnate Swami Ananda Saraswati, farebbe trasparire la volontà dell’amministrazione di trovare una soluzione extra territoriale a costo zero e far sorgere il nuovo nosocomio su un terreno senza vincoli alla periferia est di Katmandu. Trovato l’accordo di massima, resta il nodo Pyter che rischia di fare saltare tutto. L’amministrazione non vorrebbe privare la città di un servizio primario come quello svolto da Pyter; il Maestro Saraswati invece – ghiotto si carne di cavallo, sbizzero e sassaemayoness – pretenderebbe la rimodulazione del progetto esecutivo con l’eliminazione del reparto geriatria e l’inserimento, intra moenia, della storica paninoteca.

L’eterno ritorno

Non si dispiaccia lo Zuccherino di Paceco,

non si strugga l’Avocato locale,

non si disperi l’Albicocca di Scillato o la Giallona dell’Etna.

Il momento tanto agognato è finalmente arrivato.

Che indietreggino i dehors,

che si voltino, sguardo a terra, gli altri ambulanti,

lasciatela passare con tutta la sua grazia.

Si allerti il Sindaco,

si agghindi la Carrozza del Senato,

sfilino in parata i Vigili Urbani,

suonino a festa le campane.

Oggi celebriamo l’ innocenza,

quelle forme seducenti, il dorato della pelle

la dolcezza della sua essenza.

Bentornata Cipudda di Giarratana.

Su i stissi de gay prait – il glossario dei commenti sulla manifestazione Sea Watch 3

– Siete la veggogna e vi dovete veg bicotti.

– Il Pd a fato entrare tuti i terroristi vedetevi la televisione che lo dice

 – Perche non fate protesta per chi non a lavoro è deve lavorare in nero

– Io non sono ne razzista ne omofrobo ma per me devono morire tutti i negri e i calamari

– Se non ero fuori sete vi tirava le uova marcie

– Antate a cogliere patate e poi vetiamo se volete ancora i negri nella patria?

– Delinguenti vi hanno arrestare a voi.

– Prima avreste a dare a solidarietà hai dipendenti delle ex provincie e Siracusa risosse senza stipentio no ai 4 zulu.

– Ma sta capitana carola picchì non si li ha portati a casa sua invece che ha stato tutti sti giorni a larco.

– Sbaccaro i scimiuni dicalafici.

– Chi nanifedtava per Carola e vicino alla Guardia di Finanza che esegue oddini dal ministro da cui? Vero o no.

– Io o scelto e stò colla finanza e con tutte le istruzioni.

– I leggi del governo del popolo non si toccano no ca trasi nella nave nel porto cioè stiamo propio abbabbiando.

– Ma che avete fatto peri terremotati cornuti.

– Su i stissi de gay prait.

– Prima avreste a tornare a scola per studiare quanto è cattiva a germania è ithler non l’avete sentito mai bestie.

– Comantante Carola o fanculo a tia e anche al sindaco falliti.

– O facitivi i subbizza.

– A fimmina tedesca e a barca olandese ma vi pare normale? Sa che stanno combinando.

– Siete solo radica sceack.

 

Cover Band

Non siete stanchi di suonare per la dodicesima volta davanti a vostro cugino la cover della Mannoia che non vi viene nemmeno così bene?

Nel tentativo di mediazione tra i diritti all’espressione artistica e alla movida e quelli alla tranquillità e al giusto riposo di chi l’indomani deve andare a lavorare, si tralascia – oltre a regolamenti e leggi (il decibel è unità di misura internazionale tranne a Siracusa) – un elemento fondamentale e per quanto estremamente soggettivo, assai dirimente: ma non è che 9 volte su 10
suonate di merda?

No, perché secondo me, in questa faccenda, l’aspetto qualitativo ha un peso gigantesco. Con tutto il rispetto per chi si guadagna il pane suonando (l’ho fatto per anni), sono convinto che propinare 2 ore di cover arrangiate in maniera discutibile, suonare con le chitarre scordate calanti, montare il piatto china e la doppia cassa per il live in pizzeria, portare avanti il dogma della tonalità originale che tante vittime ha mietuto e tante continua a mietere tra gli spettatori incolpevoli… beh, tutto questo una ripercussione devastante sull’ambiente che ci circonda effettivamente ce l’ha. Qualcuno ci ha pensato?

Cordialità

Si effettuano insalate

Il Boom di ristoranti a Siracusa, quel + 72% certificato da Unioncamere, che spara la città al vertice della classifica mondiale, ha delle controindicazioni evidenti. La prima è che un + 71% di questi ristoranti cucina di merda, la seconda è che ormai, a Ortigia, non c’è più angolo senza un menù esposto, non c’è più vicolo senza sedie e tavoli spaiati, non c’è più scorcio senza una cappa che spara aria calda e puzzolente. I limiti di questo sviluppo selvaggio e incontrollato sono evidenti, le conseguenze invece cominceremo a vederle tra qualche anno. In altre città il tema è centrale e viene affrontato e dibattuto, qui da noi si preferisce fare finta di niente.

Le sirene dei facili guadagni hanno ammaliato una moltitudine di persone senza esperienza nel settore e le hanno indotte a investire i risparmi di una vita o quello che nemmeno possedevano, nella ristorazione, nell’errata convinzione che gestire questo tipo di attività sia cosa semplice e banale. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: il trionfo dell’improvvisazione, il tripudio del surgelato e del precotto, l’apoteosi dell’olio esausto, la disfatta del gusto, ma soprattutto, la comparsa di quei fogli A4 plastificati attaccati attorno alla porta dei ristoranti. C’è scritto: “Masculino 2×3”, “Pescato del giorno su massetto di patate” o “Si effettuano insalate”. Sono frasi commoventi e poetiche che nascondono i richiami alle vecchie professioni abbandonate e raccontano la storia di questa città e della sua trasformazione.

Buttadentro

– Preco, favorire finker fud?

– No, la ringrazio… anche perchè, mi scusi se mi permetto, ma sembrano molto provati dal sole…

– Allora posso consigliarvi la nostra aracosta? Ci arriva direttamente dal Golfo del Messico, lo chef la prepara alla catalana, ma aggiunge del pomitoro secco, capperi e una cozza fumè… è un paratiso!

– Guardi che non siamo turisti. Ma poi, veramente dal Golfo del Messico arriva?

– Certamente, è un’eccellenza!

– Ma… aragosta è scritto con due r!

– Puttroppo sbaghiaru tutti i menù… 

– Lei è molto gentile, ma non abbiamo intenzione di cenare fuori. Proprio stasera siamo a posto…

– Aspè! abbiamo anche il tataki di tonno su composta di peperone, 

– Davvero, mi creda… stanno passando un sacco di turisti e lei sta perdendo tempo con noi…

– Uno spaghettone voncole, capesante e crispy bacon?

– Un’altra volta, ci lasci andare…

– Una fritturina di paranza, dei camperoni al profumo di lime, una tartarre di spicoletta olio evo e pepe di sichuan…

– La prego, basta! Nel frigo ho la pasta coi taddi di mia madre!  

– Ma picchì nu m’ha dittu subito… 

– Ma io….

– Va be, va be… facemu n’autra vota… ora luvativi. Eschiusmi Mister, finker fud sicilian very well… Mister…

Rivoluzione Ztl

ZTL, non si placano le polemiche! Caos, dubbi e confusione dopo la conferenza stampa di ieri e intanto, una parte cospicua di opinione pubblica chiede a gran voce la riapertura totale di Ortigia. Già pronte due proteste eclatanti: la prima, organizzata dagli esercenti integralisti prevede la scontrinata, un lungo corteo per le vie del centro storico con lo sventolio simbolico di foglietti scritti a penna a sostituire le ricevute mai fatte per colpa della ZTL e per evasione fiscale; la seconda, ad opera dell’associazione MDP (Macchina – Dio – Patria), mira a chiudere il centro storico ai pedoni considerati ostacoli per la guida nelle stradine di Ortigia. “Finiscono spesso sotto le ruote e si incastrano nei parafanghi – ha dichiarato infastidito il presidente di MDP  – quando sono stranieri poi, è difficile anche fargli capire che devono staccarsi”. “Abolendo i pedoni si potrebbero utilizzare i marciapiedi per aumentare lo spazio sosta e garantire a tutti l’ebbrezza di un parcheggio in terza o quarta fila che, va da se, rimetterebbe in moto l’economia locale”.