“Ghe pensi mi”, anche Cafeo passa alla Lega

I più informati sostengono che dopo aver bevuto da un ampolla contenente l’acqua del Dio Galermi, il deputato regionale Giovanni Cafeo abbia ufficializzato il suo passaggio alla Lega di Matteo Salvini. La segreteria politica dell’onorevole è stata presa d’assalto da una folla di sostenitori in giubilo che hanno inneggiato al loro idolo chiedendo a gran voce l’indipendenza di Bosco Minniti e la secessione di Tivoli, mentre sui balconi spuntavano i primi striscioni: “ Ghe pensi mi”, “Lentini Ladrona”, “Siracusa in Padania – Ciuriddia in Tanzania”. Molto ambizioso il programma politico che al primo punto prevede l’obbligo di inserire l’articolo davanti a qualsiasi nome proprio (il Turuzzo, la Concettina, il Pippo, ma anche Il Foti, lo Scapellato, il Vinciullo). Proprio il responsabile provinciale Vinciullo ha accolto il neo leghista nel partito donandogli il tipico elmo celtico da cerimonia e un ritratto di Calderoli. Cafeo ha voluto ringraziare tutti gli intervenuti con un buffet a base di bagnacauda, pizzoccheri, cassoeula alla matalotta e polenta e osei.

Capitali

– Mpare ha sintutu ca che semu capitale ra cuttura

– Concorriamo per…

– No no, capitale ra cuttura semu!

– No, al momento siamo solo candidati

– Come cantitati? Ma se u sintaco e Granata hana rittu capitale ra cuttura!

– No, siamo tra le 24 città che lo possono diventare…

– Veramente? Na collera mi sta rannu!

– Ma perchè?

– Ca fici stampare tutti i volantini coi menù novi cu “Capitale ra cuttura, antipasto primo, seconto e menzu vino, trenta euro”.

– Va be, dai, puó passare inosservato, ci puó anche stare…

– No no, a quale, aspetta, aspetta ca ci chiamu a tipocrafia, vireno se pozzu femmare tutti cosi. Cetto ca i cosi non si fanu accussì peró. N’sacco i soddi… Pugno di Bastaddi!