Ieri – nonostante un po’ di imbarazzo per quel “primato italiano” messo lì in bella evidenza – mi univo al giubilo per la conquista dell’ambitissimo Convegno mondiale delle guide turistiche 2024, strappato non senza lottare alle mire immotivate di Istanbul e Fukuoka, chiedendomi in quale struttura cittadina si sarebbe potuto tenere un evento di tale portata, con migliaia di partecipanti da tutto il mondo, relatori, interpreti e tutto l’indotto: camioncini dei panini, api calessino, trenini su gomma e vigili urbani.
Ho ipotizzato l’Open Land, Il Faraone o la Casa del Pellegrino ma la mia era una visione miope e parziale. È bastato allargare alla rete questo interrogativo per capire immediatamente la forza della democrazia partecipata e venire sommerso da una valanga di proposte fattive e concrete, snocciolate dalle migliori menti della mia generazione.
Riporto le opzioni più gettonate, vota la tua preferita.
Asili nido comunali, al via il nuovo servizio di refezione. Stipulato con Assopanini e Confcavallo un protocollo per l’espletazione del servizio di refezione scolastica con un menù ad hoc. Per i nutrizionisti del Comune, l’apporto energetico fornito dal Menù Kids – un pasto completo che comprende: Panino Maremonti con cavallo, camperetti, funchetti, ogghiorepipi e sassaemayoness, una vaschetta patatine bisunte, una lattina di Coca Cola e un frutto – sarebbe perfettamente bilanciato e indicato per lo sviluppo di una sana siracusanità nei più piccini. Pronto all’intesa il Comitato mamme che chiede di modificare il menù con l’inserimento di un Biustel o di un pochettino di petto di pollo due volte alla settimana.
Insultati e defraudati del loro diritto di voto, presentano ricorso al TAR contro la decisione della testata Siracusanews di annullare il torneo dei sindaci e decretare vincitore il Sindaco dI Ferla.
Vijay Kumar Das, Ma Hasib, Adem Bood, X King Binod sono solo alcuni dei nomi dei cittadini zelanti che hanno voluto ricorrere al tribunale amministrativo per ottenere giustizia e rivendicare il loro diritto di votare in massa un sindaco della provincia di Siracusa dal Bangladesh, dalla Manchuria e perfino dallo Yemen.
Per l’avvocato Jesper Maicol Sebbuccio Tiralonco, principe del foro di Lagos e domiciliato a Giarratana, il ricorso al Tar è solo il primo passo di un percorso giudiziario che punta dritto alla Corte europea dei diritti dell’uomo.
Se il tar dovesse accogliere il ricorso, verrebbe sospesa la vittoria di Giansiracusa e il tribunale ordinerebbe di rigiocare la semifinale ma senza supplementari e con la reintroduzione del golden gol. Se altresì, si dovessero accertare delle irregolarità, i sindaci rischierebbero pesanti sanzioni – si parla di venti punti di penalizzazione nel prossimo torneo dei sindaci – o addirittura il divieto di candidarsi ad elezioni regionali e nazionali e la squalifica per 5 anni da tutte le competizioni elettorali europee.
Io non lo so se reintrodurre gli scritti nell’esame di maturità sia giusto o sbagliato, certo, non entro in una scuola da troppo tempo, le mie conoscenze di didattica sono ferme a trent’anni fa, sconosco le principali teorie pedagogiche e non ho figli in età scolare per poter giudicare la cosa ma credo che la scuola sia un mondo troppo vasto e complesso per poterla ridurre a una semplice dicotomia.
La mia maturità fu un disastro. C’erano due scritti ma fu un disastro lo stesso. Feci il tema sulla bioetica, un buon tema, ero preparato perché mia madre ogni anno indovinava un paio di tracce e la bioetica fu una di quelle. Ne avevamo parlato insieme nei pomeriggi di preparazione all’esame e avevamo esplorato limiti e traguardi della scienza. Così quella mattina mi misi a scrivere di getto, citai 2001 Odissea nello spazio di Kubrick e Josef Mengele, Galileo, l’Illuminismo e le Colonne d’Ercole. I commissari esterni non si sforzarono di voler capire e mi appiopparono il voto più basso che avessi mai preso in un tema d’italiano. Lo scritto di matematica fu l’opposto. Io ero in totale ambascia, ma pochi minuti prima della fine della prova mi suggerirono il risultato della funzione integrale e io lo piazzai lì, in bella mostra alla fine del rigo, saltando decine di passaggi manco fossi Ettore Majorana. La commissione apprezzò tantissimo e non ritenne di dover approfondire la cosa.
Leggere dell’impetuosa presa di posizione dei ragazzi mi ha dapprima indignato – “ma guarda ‘sti schiffariati”, ho pensato tra me e me – ma poi, mi ha come ridestato da certo torpore e mi ha fatto pensare a quanto sia bello essere giovani e desiderosi di cambiare il mondo, a quella sottile linea che divide il bene dal male, la lotta studentesca dalla caliata per andare con i motorini a mare all’Arenella, agli ideali, alla sopravvivenza. All’energia dirompente che si sprigiona e che travolge ogni cosa.
Questo furore mi ha ricordato un mio supplente al liceo, chissà che fine ha fatto, se insegna ancora o se ha cambiato strada. Era giovane, primo incarico, molto gentile ed educato. Nel giro di un paio d’ore era stato completamente soggiogato al volere della classe. La sua autorità, annichilita. Dopo un paio di mesi di totale cazzeggio, dovendo fare i conti con la sua coscienza, prese coraggio e disse: «Ragazzi, martedì verifica scritta sui capitoli 4 e 5». La classe esplose in un boato di protesta così fragoroso che il professore fu costretto ad aggiustare il tiro: «Allora una settimana di interrogazioni per recuperare il tempo perduto». Niente da fare, gli ululati e i fischi erano assordanti.
Lui sembrava demoralizzato ma non poteva darcela vinta e noi, d’altro canto, non eravamo disposti a indietreggiare di un millimetro. Ne nacque una discussione piuttosto accesa e una delegazione di alunni fu inviata alla cattedra per mediare. Alla fine l’accordo fu trovato, la delegazione tornò al posto e il professore si alzò in piedi, richiamò l’attenzione di tutti sbattendo ripetutamente la mano sulla cattedra, si schiarì la gola e poi disse: «Ok, allora martedì facciamo qualche domandina senza voto…». La classe si ritenne soddisfatta.
Roghi di rifiuti indifferenziati nelle classi. È questa la soluzione temporanea individuata dopo il brainstorming in Prefettura tra Comune, Provincia e Tekra per risolvere tempestivamente l’emergenza ghiaccio nelle scuole siracusane. In attesa dei sopralluoghi tecnici – le cui relazioni sono attese per i primi mesi del 2023 – e fino a nuova circolare dal MIUR, i dirigenti scolastici saranno autorizzati ad utilizzare il personale Ata e gli insegnati di religione per appiccare e gestire le fiamme.
Sconcerto nel mondo studentesco: “Stiamo aggiggiando” è l’accorata denuncia del comitato studenti aretusei che denunciano lo stato degli impianti di riscaldamento nelle scuole siracusane. “Nei scoli dela città s’aggiggia ppì daveru. I temmosifoni su tutti rutti e in motte finestre ci sono spifferi e puttusi tanti ca trase u veleno. I piccioni si ana organizzato che cupette e i pleid di pail ma chiddi re paisi ca venuno che mutura non si pono manco quariare picchì è tuttu astutatu e mischini non si pono puttari manco una cupetta picchì non ci trase sutt’asella dei mutura. Aieri u temmometro dell’aifon signava quattro grati! Ma vi sta parennu ca stama babbiannu? Qua si deve fare quacche cosa subbito, virìti zoccu potete fare Sintaco e chidda ra provincia picchì accussì non si pono fari i lezioni e siamo costretti a fare sciopero e a manifestazione. I studenti a stu coppu sono uniti coi nsegnanti e i bidelli e u segretario picchì macari iddi stana murennu ro friddu. Chietiamo limmediata accensione di tutti gli impianti pi fari cauru. Basta scuse. L’appuntamento per la manifestazione è al bar di cosso Gelone e poi che mutura, scinnemo a Ottiggia pe pallare cu l’Assessore e facemu anticchia i buddello.
Ma che ci trase stu Tar nella scola c’è lo avete propria a spiegare. Il Sintaco pi na vota fa na cosa bona e fa chiuriri i scoli e arriva stu Tar, spatte i Catania, e ammogghia tutte cose?
Ma poi questa che è democrazia? Perchè stu Tar non parla dei prezzi da pizza e dei calzoni col biustel fora re scole ca uno vente a due euro e cinquanta e quaccaruno a tri euri?
I pobblemi dei scoli siracusani sunu complicati e u sapemmo tutti: scoli nei garasch, professori bestia, aule compiuter senza compiuter, fotocopiatori senza catta, bagni senza accua, se ce cauru accupamu, se ce friddu aggiggiamo, pumman pe paisi a mattina troppo presto, autubbussi pi chiddi ra Pizzuta zero, posteggi pe mutura insicuri che uno si deve portare na catina tanta manzanò si pottano u scuter cu tuttu u casco.
Ora macari u Covid che dobbiamo stare colla mascherina che si accupa e dobbiamo stare distanzianti che non si possono fare manco le cappotte per babbiare e gli ziti si devono ammucciare. Ogni stutente a un parente, un cucino o un compagno di caccetto o di paddel ca e positivo e ci dobbiamo cafuddare dentro le classi ma che è sicurezza questa? Ammeno di pomeriggio ni mecdonad ce l’aria contizionata ma a scola chi ci pensa? Nuddu. A Dad era a megghiu cosa perchè potevamo seguire le lezioni macari co pisciama cuccati no letto.
Noi stutenti superiori gridiamo basta ha tutto questo. Fozza Sintaco i stutenti siracusani pi sta vota sono contè e vono i propri diritti di scola chiusa spatte dopo Natale è semu pronti a protestare e fare buddello e sciopero. Ni viremo tutti i studenti o bar a cosso Gelone pi fari a manifestazione. Se vi scuddati a mascherina vi susìti u magghiuni sopra u naso.