Stiamo morento ti freddo!

“Stiamo morento ti freddo!”. È l’accorata denuncia del comitato studenti aretusei all’indomani della polemica sullo stato degli impianti di riscaldamento nelle scuole siracusane. “Nei scoli dela città s’aggiggia ppì daveru. I temmosifoni su tutti rutti e in motte finestre ci sono spifferi e trase u veleno. Chiddi re paisi ca venuno che mutura non si pono manco quariare picchì è tuttu astutatu e mischini non si pono puttari manco una cupetta picchì non ci trase sutt’asella. Aieri u temmometro dell’aifon signava 8 gradi! Ma vi sta parennu ca stama babbiannu? Qua si deve fare quacche cosa subbito, virìti zoccu potete fare Sintaco e chidda ra provincia picchì accussì non si pono fari i lezioni e siamo costretti a fare sciopero e a manifestazione. I studenti a stu coppu sono uniti coi nsegnanti e i bidelli e u segretario picchì macari iddi stana murennu ro friddu. Chietiamo limmediata accensione di tutti gli impianti pi fari cauru. Basta scuse. L’appuntamento per la manifestazione è al bar di cosso Gelone, facemu anticchia i buddello e poi, che mutura, scinnemo a Ottiggia pe pallare cu l’Assessore. Unnici, unnici e menza ni viremu a marina per ogganizzare u sciopero di domani”.

Cunsideralu Siei – Una storia vera

Siracusa 1994, il movimento studentesco lotta per i diritti degli studenti, contro la riforma Iervolino, per risposte certe in tema di edilizia scolastica e per caliarsi la scuola. Manifestazioni, assemblee studentesche, autogestioni e occupazioni si susseguono a ritmo serrato e nei primi mesi di scuola, i giorni di lezione svolti sono veramente pochi. In questo scenario, gli studenti accettano di farsi interrogare almeno una volta prima della fine del quadrimestre, per consentire il regolare svolgimento degli scrutini. Una interrogazione secca e benevola per riempire il registro e scollinare verso la seconda parte dell’anno scolastico.

– Midolo: Professore Artale?

– Artale: Tì?

– Midolo: Mi scusi, volevo chiederle per quale motivo mi ha messo quattro. Mi aveva detto che l’interrogazione era andata bene e l’ha detto anche a mia mamma al ricevimento genitori.

– Artale: Eh… Mitolo, ma con una sola interrogazione… eh… chi putemu fari… a nenti, questo quatrimestre è antato così. Appoi vediamo… ah, aanti.

– Midolo: No, mi scusi, non ho capito…

– Artale: Eh, Mitolo, non ti preoccupare, facemu accussì… tu consideralu siei.

– Midolo: (ironico) Ma come consideralu siei, professore, ma che vuol dire?

– Artale: Ti sto ticento, consideralu siei.

– Midolo: (tra il serio e il faceto) Professore, ma io a mio padre che gli dico: papà, è quattro ma tu cunsideralu siei?

– Artale: Bih, Mitolo, ora basta. I voti del primo quatrimestre sono così. Aanti. Per esempio: la signorina Saia è una signorina da otto… ma non è che c’ho messo otto io…

– Saia: Professore Artale?

– Artale: Tì?

– Saia: Guardi che mi ha messo otto.

– Artale: (stupito) Ma quannu?

– Midolo: Ha visto? Ma allora ce l’ha con me?

– Artale: Ma chi sta ricennu! Aanti, ora basta.(Poi, improvvisamente e con foga, voltandosi verso l’alunno Rizzo) Rizzo, tomani ni virieumu, domani t’anterrogo.

– Rizzo: (esterrefatto) Professore ma io non sto dicendo niente! Ma perché se la sta prendendo con me!

– Artale: A mia m’antaressa. Tomani nì viriemu! U nibbuso mata fattu venere. Cose ti pazzi… Ora basta. Che avete dopo?

– La classe: Educazione fisica

– Artale: E allora ripassatevi l’educazione fisica. Aanti.

Il disagio degli studenti

Scuole siracusane, parlano gli studenti: “Finalmente u sintaco a voluto sentere chiddi re previsioni è a fatto chiutere tutti i scoli per all’erta meteo. E a prima vota ca nsetta però noi, i studenti dei superiori, non possiamo dimenticare quando prima ammarrunava sempre. Comunque le scole siracusane anno tanti altri problemi anche gravi tipo i muri ca si scozzulano tutti, laggibilità, a catta re pumperi e u friddo ca ora viene coll’inverno. Inoltre non ci sono abbastanza posteggi pe mutura e i picciotti re paisi ca venunu co pumman come devono fare? Queste sono le domande scomote e anche se ci ano detto che i sintaco non centra nenti colle scuole superiori noi crediamo ca ciavissi a mettere i soldi ro comuni per fare i lavori che da tanto aspettiamo. Oggi ommai ni stamu a casa ma lunedì se nun chiovi facemu a manifestazione e u corteo fino o Vermexio, poi ninni emu tutti a marina che mutura“.

Proverbio Siracusano

Ogni giorno un politico siracusano annuncerà alla stampa finanziamenti per la scuola di via Calatabiano e per il parcheggio di via Mazzanti. Ogni giorno un cittadino siracusano aprirà il giornale e leggerà per l’ennesima volta ste minchiate. Non importa che tu sia politico o cittadino, tanto nessuno lo sa dove minchia sono via Calatabiano e via Mazzanti.

Le Tragedie Pitacoriche – Edipo in Colonia

Edipo in colonia, 465 a.C.

Una storia senza tempo che narra la parabola criminale di Edipo – un pusher diciassettenne della Costanzo, pluribocciato, violento e attaccabrighe, costretto dai servizi sociali ad un periodo di riabilitazione in una colonia per adolescenti problematici – e il suo amore per Elena, una sedicenne del Nautico, cleptomane e bugiarda. I due trascorreranno insieme giornate di passione e bullismo sfrenato ai danni dei ragazzi più deboli. Con la promessa solenne di rivedersi fuori e di trascorrere la vita insieme all’insegna del crimine, Edipo confiderà a Elena – poco prima che questa lasci la colonia – il nascondiglio segreto dei suoi proventi della droga. Purtroppo però gli dei sono avversi al giovane malacarne che, inconsapevole, conta i giorni che lo separano dalla sua amata. Al termine del suo percorso riabilitativo, Edipo scoprirà che Elena l’ha tradito, che non ricambia il suo amore e che si è pure fatta zita con Ermete, lo spacciatore di Bosco Minniti, suo acerrimo nemico. Ferito nell’orgoglio, umiliato nell’anima e col cuore spezzato, Edipo abbandonerà la città e troverà rifugio in un comune degli Iblei, dove a fatica, metterà su un piccolo giro di ricettazione.